The Open Road: Photography and the American Road Trip

Viaggio on the road con un libro e una mostra itinerante, come i fotografi che hanno avuto la strada come musa

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I inhale great draughts of space,
The east and the west are mine,
and the north and the south are mine.
I am larger, better than I thought,
I did not know I held so much goodness.
All seems beautiful to me . . .
Walt Whitman (excerpt from Song of the Open Road)

Il tempo passa, la cultura cambia e i sogni si infrangono a contatto con la realtà, ma il viaggio lungo la strada resta uno dei simboli più resistenti della cultura americana, a prova di ogni genere di crisi.

Negli anni 1930 e 1940 il mito della frontiera americana aveva a lungo impegnato artisti e fotografi come Walker Evans, ma dopo la seconda guerra mondiale, l'avvento dell'auto ha reso la strada americana un'estensione dell'orizzonte di potenzialità e libertà, protagonista di letteratura, musica, cinema e il lungo viaggio on the road della fotografia.

Un viaggio lastricato da progetti fotografici che hanno scritto la storia del genere, con The Americans (1958) di Robert Frank, 1964 di Garry Winogrand, American Prospects di Joel Sternfeld, Los Alamos di William Eggleston e Sleeping by the Mississippi di Alec Soth, insieme ai contributi di Walker Evans, Henri Cartier-Bresson, Berenice Abbott, lungo una tradizione portata avanti fino ad oggi da centinaia di altri obiettivi, da Stephen Shore a Ryan McGinley.

Un vero e proprio genere fotografico, esplorato da un progetto editoriale ed espositivo itinerante come The Open Road Photography and the American Road Trip, curato da un docente e scrittore di fotografia come David Campany, insieme a Denise Wolff, editor di Aperture, casa editrice del libro pubblicato nel 2014 e ispiratrice della mostra on the road, arricchite da ulteriori risorse educative.

I capitoli del libro sono dedicati all'esplorazione approfondita dei progetti fotografici che hanno avuto come musa la strada, con l'ausilio di testi informativi e un portfolio di immagini, corredati da un'introduzione che ripercorre l'ascesa della cultura della strada in America, attraverso il contributo dei fotografi on the road dal 1900 ai giorni nostri.

Sono le foto scattate da Robert Frank, Ed Ruscha, Inge Morath, Garry Winogrand, Joel Meyerowitz, William Eggleston, Lee Friedlander, Jacob Holdt, Stephen Shore, Bernard Plossu, Victor Burgin, Joel Sternfeld, Alec Soth, Todd Hido, Ryan McGinley, Justine Kurland, Taiyo Onorato e Nico Krebs, le protagoniste della mostra on the road, corredata da libri d'artista, rassegna cinematografica di film sulla strada prima di Easy Rider e una playlist che non conta solo Johnny Cash.

What should happen at the end of a road trip? A return to the status quo? A revolutionary new beginning? A few minor adjustments to one’s outlook? Obviously it is not enough to drive West and arrive in the Promised Land . . .”

David Campany, “A Short History of the Long Road,” The Open Road: Photography and the American Road Trip

Il lungo viaggio del centinaio di foto in mostra, è partito dal Crystal Bridges Museum of American Art di Bentonville, in Arkansas (27 febbraio, 30 maggio 2016), e dopo aver toccato il Detroit Institute of Arts (17 giugno - 11 settembre 2016) e l'Amarillo Museum of Art (4 novembre 2016 - 1 gennaio 2017), si prepara a far tappa al Museum of Fine Arts di St. Petersburg (dall'11 febbraio al 4 giugno 2017), prima di proseguire per il Blanton Museum of Art di Austin (12 novembre 2017 - 7 gennaio 2018), il Milwaukee Art Museum (da metà gennaio ad aprile 2018) e il Telfair Museums di Savannah (25 maggio - 3 settembre 2018).

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