Dogma: Gabriele Micalizzi al fronte libico

Durante il Photo Vogue Festival, Gabriele Micalizzi porta Milano sul fronte libico con autobombe chiamate dogma e scatti Leica


O Sirte o morte. Qualcosa vorrà dire se lo Stato islamico, che da mesi combatte sull’ultimo bastione in Libia, chiama in codice le sue autobombe col più arrogante dei nomi: dogma.

Superando prove ben più ardue di quelle affrontate per vincere il primo #MasterOfPhotography, il photoreporter italiano di Cesuralab Gabriele Micalizzi, da anni impegnato a raccontare la situazione geopolitica del Medio Oriente, è pronto a portare il suo DOGMA alla Leica Galerie Milano, con Sky Arte HD e le foto scattate in Libia utilizzando Leica SL e Leica Q, in pieno Photo Vogue Festival.

Dopo aver documentato le proteste delle "Camicie Rosse" a Bangkok (2010), gli avvenimenti legati alla "Primavera Araba" in Tunisia, Egitto e Libia (2011), le tensioni del Medio Oriente a Gaza e Istanbul (2012/2013) e la crisi economica in Grecia, raccontato in esclusiva la battaglia del Generale Haftar contro le milizie islamiche nella striscia di Gaza (2014) e documentato dal 2008 la crisi dell'Italia, Micalizzi ci porta al fronte libico.


O Sirte o morte. Qualcosa vorrà dire se lo Stato islamico, che da mesi combatte sull’ultimo bastione in Libia, chiama in codice le sue autobombe col più arrogante dei nomi: dogma. Ogni credo si fonda sulla presunzione d’infallibilità: nell’indiscutibile fallimento d’una primavera araba e laica, che cosa c’è di meglio d’una Toyota al tritolo per ammazzare tutti i dubbi? Da Tripoli a Bengasi, quello che chiamavamo lo Scatolone di Sabbia è diventato una polvere esplosiva che nessuno spazza via, anzi: tre governi, due parlamenti, decine di milizie, venticinque milioni d’armi nelle mani di sei milioni d’abitanti, centinaia di miliardi di dollari inghiottiti nei conti esteri dei Gheddafi, i pozzi neri del gas e del petrolio che alla fine sono l’unico dogma da violare davvero. Mai fidarsi delle verità di facciata, soprattutto se si tratta d’arrivare a Sirte e uscirne vivi: l’eresia di Gabriele Micalizzi – e in questa mostra “Dogma” si vede - è starci mesi quando non ci sta quasi nessuno. E mangiare e dormire e andare al fronte, e nella paura abbracciarsi, coi miliziani che tentano di riprendere la città. E scovare una guerra nascosta negli stessi luoghi dove, cinque anni fa, moriva il rais e oggi crepano uomini ogni giorno, e con loro la speranza d’una Libia pacificata. Non si fanno prigionieri, a Sirte, e gli occhi dei prigionieri fotografati ci dicono che lo sanno. Lo sanno anche i giornalisti, che infatti ci vanno poco e malvolentieri. Un giorno, un mortaio ha colpito la macchina di Micalizzi e un cecchino ha mirato su un suo collega. Gabriele è qui a raccontarcelo e Jeroen Oerlemans, col quale si scherzava la sera prima, invece no. O Sirte o morte, il dogma a volte tira a sorte.
Francesco Battistini

Dogma di Gabriele Micalizzi
Photo Vogue Festival
Inaugurazione: giovedì 24 novembre, ore 18:30-20:30
Leica Galerie Milano
via Mengoni 4
Milano

Foto | DOGMA © Gabriele Micalizzi, Courtesy Leica

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