Berenice Abbott. Topografie

Il ciclo espositivo dedicato alla street photography dal MAN di Nuoro, ospita la prima mostra antologica in Italia di Berenice Abbott

Dopo esser tornato lungo le strade di New York e Chicago con la retrospettiva itinerante della celebre bambinaia/fotografa Vivian Maier, e aver condiviso il ritratto di un'epoca di emancipazione femminile nell'America degli anni Sessanta fotografata da Garry Winogrand, il ciclo espositivo dedicato alla street photography dal MAN di Nuoro, si prepara ad ospitare l'antologica di Berenice Abbott.

Berenice Abbott. Topografie, a cura di Anne Morin, presenta, per la prima volta in Italia, una selezione di ottantadue stampe originali, realizzate tra la metà degli anni Venti e i primi anni Sessanta, da una delle più originali e controverse protagoniste della storia fotografica del Novecento.

Berenice Abbott: 1898-1991


Berenice Abbott nasce a Springfield, Ohio, il 17 luglio 1898. Studia giornalismo per un breve periodo alla Ohio State University prima di dedicarsi da autodidatta alla scultura a New York. Nel 1921 si trasferisce a Parigi divenendo parte dell’American expatriate society. Impara la fotografia lavorando come assistente nello studio di Man Ray, dal 1923 al 1925, che la incoraggia nei fotoritratti. Decide in seguito di dedicarsi in proprio alla fotografia di ritratto immortalando personaggi famosi, tra i quali Max Ernst. Le sue foto si distinguono da quelle di Man Ray per il tentativo di catturare la gestualità e le espressioni del volto, secondo uno stile ritrattistico che sarà sinonimo di Abbott. Tiene una prima personale a Le Sacre du Printemps nel 1926 e la sua reputazione è già affermata quando, nel 1928, partecipa alla collettiva “Premier Salon Independant de la Photographie”.

Nello studio di Man Ray, Abbott conosce Eugène Atget (1857-1927), un fotografo documentarista che influenzerà la sua successiva produzione fotografica. Abbott acquista migliaia di negativi e stampe dallo studio di Atget prima di tornare a New York nel 1929. Seguendo l’esempio di Atget documenta la città di New York (la gente e gli edifici) in una serie di scatti che verranno pubblicati nel volume Changing New York (1939).

Negli anni quaranta e cinquanta si dedica alla fotografia scientifica, adattandovi equipaggiamento e tecnica. Tra il 1958 e il 1961 lavora per il Physical Science Study Committee of Educational Services realizzando foto che illustrano le leggi della fisica, in seguito pubblicate in tre volumi. Nel 1966 si trasferisce a Maine, dove continua a realizzare foto documentaristiche, pubblicate in A Portrait of Maine (1968). In questo periodo organizza la ristampa dei suoi primi lavori in diverse raccolte pubblicate dalla Parasol Press. La sua opera è stata oggetto di mostre presso lo Smithsonian Museum (1969), il Museum of Modern Art (1970), e la New York Public Library (1989). Berenice Abbott muore a Maine il 9 dicembre 1991.

Il percorso espositivo, seguendo l'evoluzione dello spiccato ed eclettico talento artistico della fotografa, nato con la ritrattistica, maturato con i chiaroscuri del panorama urbano e spintosi sin alle astrazioni più scientifiche, si prepara ad un viaggio sinuoso nelle mutevole forma del realismo.

Jean Cocteau by Berenice Abbott #photography #jeancocteau #bereniceabbott

Una foto pubblicata da Benjamin Schostakowski (@benjaminschostakowski) in data:


Il viaggio ricco di volti, guizzi e sperimentazioni, dai ritratti degli intellettuali d’avanguardia conosciuti dall'assistente di Man Ray, alle astrazioni dinamiche della scienza che portano a compimento 'la potenza dei contrasti e il ritmo delle immagini' che hanno finito per caratterizzare e la prospettiva urbana di "Changing New York" e rendere il libro che la raccoglie uno dei più celebri della storia della fotografia del XX secolo.

Profondi scuri e bianchi abbaglianti, capaci di nutrire il canale espressivo che ha consentito alla Abbot di raccontare la sua dimensione sessuale di lesbica dichiarata ad un’epoca ancora lontana dall’accettare l’omosessualità femminile, di raccontare la metropoli di New York, dopo l'incontro con il negletto Eugène Atget e quella 'poetica urbana' affinata lungo le strade di Parigi che, alla morte di Atget, la Abbot riuscirà a far conoscere in Europa e negli Stati Uniti, acquistando gran parte dell’archivio del fotografo francese.

Berenice Abbott. Topografie
17 febbraio - 31 maggio 2017
Inaugurazione: venerdì 17 febbraio ore 19.00
Museo MAN
via S. Satta, 27
Nuoro


Foto | Berenice Abbott. Topografie
Via | Studio ESSECI

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