I reporter chiedono la crittografia nelle fotocamere

150 reporter hanno scritto una lettera sul sito della Freedom of the Press Foundation per chiedere ai grandi marchi della fotografia la crittografia nelle fotocamere.

reporter chiedono la crittografia nelle fotocamere

Il lavoro dei fotogiornalisti è pericoloso, tanti bravissimi professionisti sono morti nel corso degli ultimi anni, a volte per attacchi mirati, altre perché si trovavano nel posto sbagliato nel momento sbagliato, quello che unisce tutte queste persone è la passione per il proprio lavoro, il senso del dovere ed il bisogno di dare voce a chi voce non ha. Fotografi, reporter e giornalisti vengono catturati, uccisi, torturati, umiliati e minacciati, lavorare nelle zone di conflitto è molto pericoloso perché spesso vengono visti come degli intrusi, l’attrezzatura viene sequestrata con tutti i rischi che questo comporta. E non pensate che queste cose accadano solo in Siria, ad Aleppo, in Egitto o in Iraq, anche nella civilissima America dove i giornalisti vengono condannati senza appello e trattati alla stregua dei terroristi.

I fotogiornalisti sono stanchi di rischiare la vita senza garanzie, un gruppo di 150 reporter ha scritto una lettera aperta nel sito della Freedom of the Press Foundation, un’associazione che si occupa della libertà e della sicurezza dei giornalisti, chiedendo ai maggiori produttori di fotocamere di la crittografia dei contenuti.

L’appello è rivolto a Canon, Nikon, Fujifilm, Olympus e Sony a cui viene chiesto di inserire nelle fotocamere un sistema di protezione dei contenuti registrati, in modo che non siano accessibili a terzi,. Una tecnologia che esiste già su chiavette usb e hard disk, ma che manca nelle macchine fotografiche. È incredibile che la crittografia esista su WhatsApp, iMessage, FaceTime e Signal, sui dispositivi iOS e Android e non sulle fotocamere che in alcune situazioni sono l’unica testimonianza di un fatto, di una protesta o una resistenza.

Speriamo che le aziende chiamate in causa accolgano l’appello e si adoperino per offrire garanzie ai fotografi.

Foto | da Flickr di dskley

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