La flotta perduta di Kubilai Khan. Mostra fotografica della spedizione archeologica

La perduta flotta mongola del nipote di Gengis Khan, torna alla luce e in mostra dopo 7 secoli con le fotografie della missione archeologica

Da secoli violente tempeste si abbattono lungo la costa del Giappone con esisti spesso disastrosi, ma il tifone del 1921 fu considerato addirittura provvidenziale da molti giapponesi, al punto di esser ribattezzato kamikaze, il "vento divino" che ha affondato la flotta di circa mille imbarcazioni e quarantamila uomini del nipote del temibile Gengis Khan.

L'Imperatore della Cina, Kubilai Khan, ben noto per l'intrepida avventura di Marco Polo, dopo aver tentato invano di sottomettere il Giappone feudale degli Shōgun, nel 1921 inviò due flotte provenienti dalla Cina e dall’attuale Corea, per realizzare lo sbarco senza precedenti che avrebbe cambiato il corso della storia, se la provvidenziale tempesta non le avesse precipitate negli abissi marini, nutrendo per secoli uno dei 10 dieci grandi misteri dell’archeologia.

Un mistero dissipato dopo sette secoli di oblio, grazie anche agli scatti di Marco Merola, specializzato in giornalismo scientifico ed archeologico, e del pluripremiato fotoreporter David Hogsholt che documentano il ritrovamento della flotta perduta, salpata dall’antica Happo (Corea) e spazzata via da un tifone il 15 agosto del 1281, tornata alla luce nelle acque dell’isola di Takashima, regione del Kyushu nel sud del Giappone, con gli anni di ricerca della spedizione archeologica Italo – nipponica condotta dall’archeologo Daniele Petrella, direttore dell’IRIAE (International Research Institute for Archaeology and Ethnology) e dal prof. Hayashida Kenzo fondatore e presidente dell’ARIUA (Asian Research Institute for Underwater Archaeology).

La spedizione di archeologia subacquea, finanziata e sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dopo più di 600 anni, ha riportato alla luce anfore, armi ed armature custodite in solidi bauli, ritrovate insieme a bombe da lancio "Teppo" che si pensavano inventate in Occidente intorno al XV secolo.

Il sito di Takashima, in considerazione della sua importanza, è diventato il primo parco archeologico sommerso nazionale del Giappone, nel 2014 grazie a questa importantissima scoperta Daniele Petrella e l’IRIAE sono stati anche insigniti del Premio Rotondi "Salvatori dell’Arte" nel Mondo, mentre una mostra fotografica contribuisce a condividere i momenti salienti di questa affascinante ricerca della flotta mongola.

La mostra, realizzata in collaborazione con l’IRIAE, presenta 36 fotografie di grande formato e un filmato montato da Fabio Branno (Cinemax Studio), per immergere il pubblico nel Giappone profondo, mostrando l'area interessata dalla spedizione, insieme alle emozioni vissute dagli archeologi nei sette anni di lavoro sul campo.

Dopo il grande successo ricevuto dall'esposizione ospitata al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, da 22 ottobre al 20 novembre 2016, la Flotta di Kubilai Khan fa rotta anche per Milano, dove la Fondazione Matalon ospita la mostra insieme a due conferenze con il fotografo e l'archeologo italiano.


    Giovedì 9 Marzo, ore 19.00
    conferenza "Live from Takashima. Mille e una storie dal Giappone profondo, inseguendo il mito di Kubilai" con Marco Merola, giornalista e fotografo

    Giovedì 16 marzo, ore 19.00
    conferenza "Kubilai e la sua armata, dal mito alla storia grazie agli archeologi italiani" con Daniele Petrella, archeologo e Presidente dell'IRIAE

La flotta perduta di Kubilai Khan.
Mostra fotografica della spedizione archeologica

3 marzo - 1 aprile 2017
Inaugurazione: giovedì 2 marzo 2017, ore 19
Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte, 67
Milano

Foto | La flotta perduta di Kubilai Khan. Mostra fotografica della spedizione archeologica, Courtesy Fondazione Luciana Matalon

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