Mostre fotografiche per il terzo fine settimana di marzo 2017

Le mostre fotografiche inaugurate la terza settimana di marzo 2017 in tutta Italia

Il tempo vola e questa terza settimana di marzo 2017, ha già iniziato a farlo con le mostre fotografiche inaugurate in tutta Italia, pronte ad esplorare gli interni con Stratis Vogiatzis e la strada con Vivian Maier, dai luoghi mentali di Me Nè ai paesaggi quasi metafisi di Irene Kung, e Mario Giacomelli e del Festival Fotografico Europeo 2017, mentre Riaperture apre alla fotografia luoghi nascosti, segreti e abbandonati di Ferrara.

Viaggi nel tempo sospeso dall'obiettivo di Kurt Ammann e quelli puntati sull'Assedio a Madrid, negli spazi e i silenzi lungo la RUTA 40 argentina attraversata da Lorenzo Imprescia, la Napoli viva e resiliente di Roberta Basile, quella solare di Zino Citelli, dai paesaggi di Fabio Barile all'etere di Fabio Lo Re, ma anche dei più noti romanzi di mare fotografati da Arturo Delle Donne, il diario delle meraviglie di Lucia Cadeddu aka Lucideddu, e il mondo di Dainaly di Liliana Ranalletta, insieme ai Tagli di luce colti da Franco Bellomo sui set di Dario Argento, Le architetture fotografiche di Silvia Massotti, lo sguardo del regno animale colto dai Portraits di Simone Sbaraglia, quello dei bambini di Aleppo ritratto da Elena Givone o L’arte del femminile di Julia Margaret Cameron, Florence Henri e Francesca Woodman.

Liliana Ranalletta. Il mondo di Dainaly

Dainaly, ventidue anni, è una ragazza autistica, nata e cresciuta in una famiglia circense.
Ama il Circo, è la sua casa fatta di sogni e colori.
Qui possono prendere vita i personaggi del suo universo, qui la sua fantasia può tessere le sue trame, solo qui Dainaly non è sola, sempre circondata dall’affetto dei suoi cari.
Il Circo, quel mondo dove tutto appare finto, diventa l’universo del possibile, teatro incondizionato dove Dainaly riesce a declinare le impercettibili sfumature del suo immaginifico universo, così impenetrabile ed a tratti indecifrabile e segreto, eppure fatto di disarmante fragilità e dolcezza.
Da due anni seguo Dainaly, con pazienza e con l’aiuto dei suoi cari, sono entrata a contatto con la sua quotidianità, fatta di piccoli gesti, del suo rapporto speciale con gli animali e con i componenti della sua famiglia circense.
Sua madre mi ripete spesso “Dainaly è amore e riceve amore”. Capisco che l’amore è l’unica chiave possibile per decifrare l’intricato tessuto del suo modo di relazionarsi con i suoi cari e con il resto del mondo.

13 - 24 marzo 2017
Officine Fotografiche
Via Giuseppe Libetta, 1
Roma

Stratis Vogiatzis
Inner World – Memorie Sospese

13 marzo - 01 aprile 2017
Inaugurazione: lunedì 13 Marzo ore 17 conl’artista
Showroom COCO-MAT
via San Prospero, 4
Milano

Franco Bellomo. Tagli di luce

Una trentina di foto di scena, scattate sui set dei film più celebri, da Profondo Rosso a La terza madre, con un approfondimento dedicato a Suspiria, in occasione dei suoi 40 anni. Fotografie immortali, ristampate su carta, che ripropongono le visioni di Dario Argento, nonché gli incubi di generazioni di italiani. Negli scatti di Franco Bellomo i punti di vista più celebri e crudi delle grandi pellicole del Maestro ridisegnano un nuovo confine tra razionale e irrazionale, paura e ossessione, finzione e paranormale.

LA MOSTRA - Franco Bellomo, celebre fotografo che ha collaborato anche con Monicelli e De Sica, Fellini e Antonioni, omaggia il Maestro Dario Argento. Il progetto è di Claudio Lattanzi, con la cura di Roberta Cima e Giuliano Graziani. La mostra "Tagli di luce", presso Galleria SpazioCima (via Ombrone 9, Roma) inaugurerà il 15 marzo alle 18:30 (vernissage ad ingresso libero sino ad esaurimento posti) e sarà visitabile sino al 22, dal lunedì al venerdì, dalle ore 15:30 alle 19:30. Al vernissage interverrà non solo Dario Argento, ma anche gli attori e gli addetti del settore che hanno contribuito a scrivere una delle pagine più belle del cinema italiano. A colloquio con il Maestro, per l'occasione, Antonio Tentori, sceneggiatore e collaboratore di Dario Argento.

I SOGGETTI - Profondo rosso (1975), Suspiria (1977), Inferno (1980), Tenebre (1982), Phenomena (1985), La terza madre (2007): questi i sei film che saranno riproposti dall'occhio artistico di Franco, con alcuni scatti storici, e tanti altri inediti. Sarà presente anche una sezione con le foto di backstage, con gli scatti "rubati" di Dario con artisti e staff.
"E' stata una selezione molto difficile, ma credo di aver scelto gli scatti più significativi. Non è stato un lavoro facile perché ogni inquadratura di Dario, sempre in movimento, sarebbe da immortalare - spiega il fotografo Franco Bellomo - Sono particolarmente legato a Suspiria perché, fotograficamente parlando, è un film pieno di colore. Profondo rosso invece è stato più difficile per questioni tecniche, di pellicola, tra movimento, interni e buio. Ho conosciuto Dario nel 1971 a Torino: lavoravamo su due set diversi, poi ci siamo rincontrati".

CLAUDIO LATTANZI - Grande estimatore e profondo conoscitore del cinema di Dario Argento, il regista Claudio Lattanzi, già assistant director di Michele Soavi nel documentario "Dario Argento's World of Horror" e nel film "La chiesa", ha voluto promuovere questa iniziativa, rendendo così omaggio alla maestria di Franco Bellomo autore degli scatti in mostra e, insieme, al grande regista romano da sempre figura centrale e insostituibile nell'immaginario cinematografico di Lattanzi.

FRANCO BELLOMO - Franco inizia a lavorare come fotografo nell'agenzia di pubblicità e moda di Ezio Vitale. Il suo primo lavoro come fotografo di scena fu per La Traviata, primo film TV trasmesso a colori dalla Rai. La svolta della sua carriera avvenne a meta degli anni '60 quando entrò a far parte della famosa agenzia di Sergio Spinelli, Roma Press Photo.

"Nella mia carriera ogni film ha una storia: ero molto legato a Luigi Comencini, che mi ha fatto bellissime dediche, e Vittorio De Sica, con cui si lavorava soprattutto al termine delle riprese. Michelangelo Antonioni e Luchino Visconti, invece, mi richiedevano la stessa inquadratura con il punto di vista della macchina. Tra i set che mi sono rimasti particolarmente impressi c'è Il Giardino dei Finzi Contini, premio Oscar, diretto daDe Sica. Altrettanto di successo fu La ragazza con la pistola, con la regia di Mario Monicelli, magistralmente interpretato da Monica Vitti,per la prima volta in un ruolo comico".

Nato a Pescara nel 1939, Franco (Francesco) Bellomo ha iniziato a fotografare all’età di 13 anni. La sua educazione all’immagine fu portata a termine in camera oscura a fianco del padre fotografo e maestro del bianco e nero. Dopo il servizio militare allo Stato Maggiore della Difesa, Bellomo nei primi anni '60 entra a far parte dell’agenzia giornalistica di Ezio Vitale, Italy’sNewsPhotos, per passare qualche anno dopo alla Roma’s Press Photo di Sergio Spinelli, specializzandosi in servizi sui set cinematografici. Lasciata la Roma’s Press Photo, con cui continua a collaborare, stringe rapporti con altri fotografi (Pierluigi, Mario Tursi) ed entra definitivamente nel mondo del cinema.

Da quel momento diviene un apprezzato fotografo di scena, avviando collaborazioni con grandi registi come Mario Monicelli (La ragazza con la pistola), Vittorio De Sica (Giardino dei Finzi Contini, Lo chiameremo Andrea), Valerio Zurlini (La prima notte di quiete), Federico Fellini (Casanova, E la nave va), Liliana Cavani (Il portiere di notte e Al di la del bene e del male), Michelangelo Antonioni (Identificazione di una donna), Marco Ferreri (La casa del sorriso) e Luigi Comencini (La Storia, La Boheme, Buon Natale... buon anno e Marcellino pane e vino). Segue numerose lavorazioni dei film di Dario Argento, da Profondo rosso all’ultimo La terza madre. Nel suo curriculum figurano anche importanti produzioni internazionali come la Tenda rossa di Michail Kalatozov e Nina di Vincent Minnelli.

15 - 22 marzo 2017
Inaugurazione: mercoledì 15 marzo 2017, ore 18.30
Spazio Cima
via Ombrone, 9
Roma
franco-bellomo-tagli-di-luce.jpg

Silvia Massotti. Pietraluce

Silvia Massotti ricompare fra noi, dopo qualche anno, per raccontarci come ha continuato a guardare e a riflettere. Le immagini esposte sono pensate per una showroom di raffinati materiali per l’architettura, come un site-specific. Silvia Massotti non è nuova alle richieste di ibridazione, qualche anno fa, chiamata fra 10 architetti a produrre un’opera fotografica dal titolo Architetture di Pietra, problematica per la bidimensionalità della fotografia, realizzò (con la tecnica del distacco della pellicola) la scultura anch’essa in mostra, punto di avvio della ricerca per le immagini qui esposte. Le immagini realizzate con laser scanner, mostrano, utilizzate nella stessa modalità delle altre, il suo pensiero innovativo sulla fotografia in genere e sulle problematiche della visione e della percezione, alle quali Silvia Massotti non si è mai sottratta.

Silvia Massotti è nata il 20 luglio 1954 a Roma, dove vive e lavora. Svolge la sua attività professionale dal 1975 come fotografa con una attenzione specifica ai problemi della visione e dell’architettura, portando avanti ricerche personali sull’immagine. Ha affiancato sempre la passione per la fotografia a quella per l’editoria (che l’ha vista collaborare, dal 1976 al 2015, con Bruno Zevi nell’Universale di Architettura, con Marcello Fabbri nella redazione di Controspazio, con Claudio Presta nella conduzione della Casa editrice Prospettive dell’Ordine degli Architetti di Roma, poi, nel 2015, la decisione di fondare dopo quarant’anni, una casa editrice, Timía), e per la didattica (ha insegnato presso Università Sapienza di Roma, in America-VirginiaTech, in Algeria-AlgeriEdBA, ha svolto workshops all’IUAV, all’Università di Pescara, all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e al Politecnico di Milano). Ha esposto in moltissime mostre, personali e collettive, in Italia e all’estero, e la sua storia di vita e di lavoro insieme, si intreccia con artisti, scrittori, critici e storici italiani e stranieri.

15 marzo - 5 aprile 2017
Inaugurazione: mercoledì 15 marzo 2917, ore 18.00 - 21.00
Spazio EPM
Piazza San Salvatore in Lauro, 3
Roma

Simone Sbaraglia. Portraits
16 - 30 marzo 2017
Inaugurazione: mercoledì 15 marzo, ore 18.30
Spazio Kryptos
via Panfilo Castaldi, 26
Milano

Elena Givone – I bambini di Aleppo

Le immagini della mostra, a cura di Gigliola Foschi, superano i limiti del reportage tradizionale per trasformarsi nell'espressione di un autentico impegno sociale. Elena Givone non si limita infatti a ritrarre, nelle tende provvisorie del campo profughi di Ritzona (dintorni di Atene), i molti bambini di Aleppo sfuggiti alla distruzione della loro città.

Givone li invita anche a raccontare la loro storia, a disegnare per dare voce alle loro sofferenze, a esprimere il loro desiderio di un mondo migliore. Tale ricerca, composta dai disegni dei bambini, da ritratti ambientati e dai loro sogni, restituisce voce a un’umanità cui è stata tolta la parola e trasforma il fotogiornalismo in una relazione basata sull'incontro.

Il progetto è stato reso possibile grazie alla onlus Rafi+Friends, che ha prodotto un libro per bambini con la storia di Rafi, un coniglietto giunto con il padre in luoghi sicuri, dopo essere fuggito dalla guerra.

16 marzo - 20 aprile 2017
Inaugurazione: mercoledì 15 marzo 2017, ore 18.30 - 20.00
Galleria San Fedele
Via Ulrico Hoepli, 3A-B
Milano

Irene Kung

Dopo le importanti partecipazioni dell’artista svizzera ad eventi come l’EXPO 2015 e mostre come al Museo Thyssen-Bornemisza nel 2016 ed i suoi numerosi viaggi in Oriente, lrene Kung torna a Roma per la sua terza esposizione al portico d’Ottavia.

Dall’India e la Russia fino alle piazze di Roma, ma anche alberi ed onde del mare, sono questi i soggetti delle fotografie che la Kung sceglie per questa personale. Una delicata contrapposizione fra natura ed architettura e una nuova ricerca sulla luce, decisamente più chiara rispetto ai precedenti lavori, che, con la sua misteriosa energia, crea un clima di serenità e di quiete.
L’artista propone immagini sospese nel tempo e nello spazio, visioni evanescenti sottratte al loro contesto che, superando la realtà, entrano a far parte di una dimensione onirica in cui lo spettatore si abbandona con gli occhi e con la mente. Esploratrice di forme e di quotidianità, Irene Kung riesce a mostrare ciò che sfugge all’occhio dell’uomo distratto e incapace di cogliere la bellezza che ancora lo circonda. Infatti, attraverso una sapiente tecnica d’intervento digitale, enfatizza i dettagli più belli e significativi delle immagini riducendole all’essenziale proprio per condividere con lo spettatore l’emozione che suscita.
Nelle sue opere la fotografia perde il suo carattere di pura riproduzione della realtà e si afferma come una diversa forma di espressione che, con l’uso della tecnologia, sovrappone il gesto pittorico all’immagine riprodotta meccanicamente.

16 marzo - 15 maggio 2017
Inaugurazione: mercoledì 15 marzo 2017, ore 18.00 - 21.00
Galleria Valentina Bonomo
Via del Portico d'Ottavia, 13
Roma

Lucideddu 'Dal diario di Alice'

Il 2017 vede Acta International aprirsi al lavoro di giovani fotografi, proponendo il lavoro di promettenti artisti che si formano nel contesto romano ed internazionale. Tra questi, Lucia Cadeddu, in arte Lucideddu, presenta il lavoro Dal diario di Alice, scaturito da una riflessione svolta nell’ambito di un progetto per un libro d’artista. Immaginando il libro come un diario, non connotato dalla usuale scrittura ma dalle immagini, Lucideddu si è immersa in Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio guidata dal fascino per la giovane protagonista delle avventure di Lewis Carroll in particolare per le sue caratteristiche di coraggio, fantasia e tenacia di fronte alle difficoltà. Alice fa parte di un mondo determinato da regole e strutture ben definite: la possibilità di finire nel “paese delle meraviglie” le fornisce un pretesto per mettersi alla prova in contesti che sono ben lontani da lei, cimentando le proprie capacità di adattamento, sfidando le proprie paure e superando gli ostacoli facendo prevalere un ponderato raziocinio rispetto all’istintività che la caratterizza.
Per la composizione delle immagini, Lucideddu parte dalla sua idea e le costruisce con vari elementi attraverso gli scatti che lei stessa realizza. Sono presenti nella mostra fotografie a colori, in bianco e nero e cianotipie, che riflettono l’interesse della fotografa per le varie tecniche di stampa.

Lucideddu proviene da un piccolo paese della Sardegna.
Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Roma, laureandosi nel corso di scenografia. Ha seguito vari corsi di aggiornamento sul linguaggio del cinema, sulla messa in scena e conoscenza dei film; per poi dedicarsi in particolare al video e alla fotografia.
Da anni alcuni dei temi che affronta nei suoi lavori sono l'identità di genere e il mondo al femminile, lavorando in particolare col nudo: un percorso che va dalla masturbazione al rapporto con le altre donne e al lesbismo, in un riscoprire il proprio corpo, i propri desideri, i propri spazi, la propria sessualità, spesso nascosta e repressa o rappresentata da stereotipi in immaginari limitanti.
Lavora con ironia, sensibilità e una perenne insoddisfazione che la porta a ridiscutere in continuazione le sue opere.

16 marzo – 6 aprile 2017
Inaugurazione: mercoledì 16 marzo 2017, ore 18.30
Galleria ACTA INTERNATIONAL
via Panisperna, 82/83
Roma

etere | fabio lo re

River of Trees è lieta ed onorata di ospitare la mostra "Etere" di Fabio Lo Re, curata da Francesca Orsi e Michela Becchis .
Dodici lavori dell'artista che attraverso il nero apre il suo intimo ed intenso sguardo verso il mondo che lo circonda, proiettandolo in una dimensione profonda, sospesa, misteriosa.

Scrive Francesca Orsi : "Un’indagine quasi "archeologica" che si fa portavoce di un progetto dalle tinte contemporaneamente intime e scientifiche. Attraverso una luce al led Fabio Lo Re va a plasmare un mondo fatto di icone e ricordi, di statue e ninnoli che perdono i loro contorni diventando altro".

In un estratto del suo testo critico la co-curatrice Michela Becchis : " Le foto di Fabio Lo Re non sono frutto di un raggio luminoso che attraversa la trasparenza dell’atmosfera. Sono invece il risultato di una lenta e accurata tecnica che, attraverso aperture di luce dosata e somministrata con precisa funzionalità, cerca di offrire allo sguardo del suo interlocutore la possibilità di un’altra, più difficile, limpidità".

In uno scambio con l'amico artista Nicola Rotiroti, Fabio Lo Re gli dice :
"Nico non hai capito! Di giorno non vedo l'ora che arrivi la notte, così chiudo gli occhi e riscopro tutto un mio alfabeto visivo."

Durante il vernissage della mostra sarà disponibile il catalogo della mostra .

Per informazioni : curvapura@gmail.com

16 marzo - 9 aprile 2017
Inaugurazione: giovedì 16 marzo 2017, ore 18.30
Curva Pura
Via GIuseppe Acerbi, 1 A
Roma

Fabio Barile | An investigation of the laws observable

Matèria è lieta di presentare 'An Investigation of the laws observable in the composition, dissolution and restoration of land', la prima personale a galleria intera di Fabio Barile.

Il progetto prende ispirazione dal libro di James Hutton "Theory of the Earth, or, An Investigation into Laws observable in the Composition, Dissolution, and Restoration of Land upon the Globe", lavori fotografici quali "Geological survey of the 40th parallel" di Timothy O’Sullivan, "Documenting science" di Bernice Abbott e dall’archivio di Gaetano Ponte.

Il lavoro consiste nell’analisi dei complessi e intricati elementi che caratterizzano il paesaggio in cui viviamo, attraverso evidenze geologiche, sperimentazioni con materiali fotografici e modelli analogici di fenomeni temporali. L’intento è quello di stabilire un dialogo con la storia profonda del nostro pianeta che, eroso, compresso e plasmato, nel corso di 4.5 miliardi di anni di storia e di trasformazioni, ha generato l’illusoria stabilità del paesaggio a cui siamo abituati oggi.

Barile crea un’ampia gamma di immagini che, condensate, rivelano un panorama tramite cui tentare una precisa lettura del paesaggio e della sua evoluzione. Questa 'lettura trasversale', porta a una presa di coscienza della complessità dei processi naturali che vanno ben oltre il tempo dell’esistenza umana.

Un omaggio alla genialità di studiosi che, attraverso la scienza, portano ordine a partire dal disordine, immaginando nuove connessioni fra elementi diversi e aprendo nuove prospettive nei vasti campi della conoscenza umana.

16 marzo - 11 maggio 2017
Inaugurazione: giovedì 16 marzo 2017, ore 19.00 - 22.00
Matèria
Via Tiburtina, 149
Roma

Riaperture Photofestival Ferrara


La prima edizione di Riaperture Photofestival Ferrara è dedicata ai luoghi comuni: sulla realtà, su noi stessi. Ancora una volta, forse per la prima volta. Esporranno a Ferrara Barbara Baiocchi, Giovanni Cocco, Simone D’Angelo, Danilo Garcia Di Meo, Disco Emilia, Francesca Ióvene, Massimo Mastrorillo, Sara Munari, Luis Leite, Luana Rigolli e Giovanni Troilo.

Dal 17 al 19 marzo 2017 in programma mostre, workshop, letture portfolio e tanto altro: Ferrara aprirà alla fotografia luoghi nascosti, dimenticati, segreti.
http://riaperture.com/festival/programma

17- 19 marzo 2017
Vari luoghi di Ferrara

Lorenzo Imprescia. Ruta 40

Organizzi la tua prima mostra di venerdì 17? Perchè no?

La Libreria del Viaggiatore ospita

Spazi e silenzi lungo la RUTA 40 argentina
a cura di Lorenzo Imprescia

Foto analogiche scattate sviluppate e stampate su carta baritata 24x30 da Lorenzo Imprescia.
https://lorimprescia.wixsite.com/lorenzoimprescia

APERTURA
Presentazione di Suzanne Phillips, venerdì 17 Marzo ore 19.00
-----
Aperitivo a seguire

ORARI DI VISITA
La mostra sarà visitabile negli orari di apertura della Libreria del Viaggiatore fino al 25 Marzo.

"[...] Lorenzo Imprescia non è andato in Argentina alla ricerca di opere d’arte, edifici straordinari. paesaggi pittoreschi. La sua Patagonia anzi è un paesaggio visivo-musicale interiore rigoroso,
sofisticato, duro e accidentato, colmo di dettagli che potrebbero passare inosservati agli occhi di chiunque. Il vuoto del paesaggio che rimane fluttuante, come un sogno ad occhi aperti. O le forme sinuose del ghiacciaio, che ci appare come le nudità femminili in una scultura di Rodin. O più ancora, le cime frastagliate e violente, contrapposte a una desolante dolcezza del paesaggio circostante.
Vuoti apparenti, che vanno riempiti dalle emozioni di chi osserva. Linee dure e vigorose, che vanno rasserenate dall’occhio di chi guarda. Eccolo dunque l’occhio assoluto, per chi crea la fotografia e per chi deve coglierla. Una sfida affascinante, tortuosa, che ci farà apparire l’artista nudo e spogliato di qualsiasi oppressione urbana."
(Emiliano Jatosti)

Locandina di Francesca Ungaro

17 - 25 marzo 2017
Inaugurazione: venerdì 17 marzo 2017, ore 19.00 - 21.00
Libreria del Viaggiatore
Via del Pellegrino 165
Roma

KURT AMMANN
Solo Show

17 marzo – 1 aprile 2017
29 ARTS IN PROGRESS Gallery
Via San Vittore, 13
Milano

Arturo Delle Donne. Racconti di Mare

La Hernandez Art Gallery ha deciso quest'anno di puntare su uno degli artisti con il quale da anni collabora, Arturo Delle Donne, prendendo parte ad una delle fiere di riferimento per quanto riguarda il campo della fotografia. Parteciperà infatti alla settima edizione del MIA Photo Fair in programma dal 10 al 13 marzo a Milano presentando in anteprima 6 opere appartenenti all'ultima ricerca dell'artista: Racconti di Mare, un viaggio attraverso i più importanti e conosciuti romanzi di mare di tutti i tempi.

Al termine della fiera la Hernandez Art Gallery inaugurerà giovedì 16 marzo la mostra Racconti di Mare nella sua completezza.
Ogni immagine, presente in mostra, nasce da una meticolosa ricostruzione in miniatura delle scene più rappresentative e iconiche dei più famosi romanzi di mare, dove ogni particolare è stato costruito dall'artista stesso come su un vecchio set cinematografico.

Come scrive Gigliola Foschi, le sue immagini “sono teatrali come quelle di una fantasiosa recita di marionette, capace di incutere paura e scatenare l’immaginazione, di emozionarci e farci sognare.(…) Egli usa la macchina fotografica come un prestigiatore, per attingere al mondo dell’illusione e del sogno, costruendo luoghi ed eventi (…) che ha immaginato viaggiando intensamente tra le pagine di Jack London, di Edgar Allan, di Ernest Hemingway…”

Accanto alle immagini, alcune frasi tratte dai romanzi di Melville, London, Conrad, Verne, Stevenson etc.. rendono omaggio a questi grandi maestri che hanno celebrato il mare.

Il progetto espositivo si completa con una serie di ritratti che ridanno vita ai protagonisti di questi grandi classici. Ed ecco che ci troviamo davanti allo sguardo profondo di "Capitan Nemo", al viso ipnotizzante ed enigmatico di "Pike" protagonista de L'ammutinamento dell'Elsinore, ma anche a Freya delle sette isole e a "Jim" di L'isola del tesoro.

Nel piano inferiore della galleria verrà presentato al pubblico un precedente lavoro dell'artista, le opere tratte dal progetto "Memes". In questo caso i soggetti rappresentati ci portano nel mondo della mitologia greca e agli archetipi che rimandano alla nascita del genere umano. Troveremo una disperata "Medea" e un coraggioso "Ulysse", ma anche i delicati "Amore" e "Psyche"…

17 marzo - 06 aprile 2017
Inaugurazione: giovedì 16 marzo 2017, ore 19.00
Hernandez Art Gallery
Via Copernico, 8
Milano

Me Nè. Luoghi mentali
17 marzo – 22 aprile 2017
Inaugurazione: venerdì 17 marzo 2017, ore 19.00 – 22.00
XXS aperto al contemporaneo
via xx settembre, 13
Palermo

Roberta Basile: Noi Vivi

In mostra, cinque opere fotografiche di grande formato dalla sua nuova serie “Noi vivi”, premiata al Festival Corigliano Calabro 2016.
Un reportage di trascinante respiro su una Napoli ancora - e nonostante tutto, sempre di più - in vita e resiliente, innanzi alle grandi sfide della contemporaneità come integrazione, globalizzazione, fenomeni mediatici. Forte del suo essere patria di deflagrante energia, salda memoria, rinnovato sogno.

Partènope
di Diana Gianquitto

“Irrituale, diretto”. Come il vivere.
Ma anche riordinato, focalizzato. Verso il cercare, per esso, un senso.
Se, come nel pensiero del teorico della comunicazione Franco Lever, talento del pioniere del fotogiornalismo Erich Salomon era proprio la capacità di saper riprendere al di là di ogni rito e stereotipo formale gli accadimenti, Roberta Basile va oltre. Verso la comprensione, l’interpretazione, l’arte.
Fotogiornalista è per certo, nel midollo, per il suo non risparmiarsi, abbandonandosi al vortice che la risucchia all’interno della situazione. E di movimenti a vortice, dall’alto, quasi mulinelli visivi di teste o braccia che dirigono veloci verso il focus dell’immagine, ve ne sono molti, nelle sue visioni. Così come di tagli accelerati, quasi chirurgia d’emergenza di diagonali anelanti di arrivare dritte al punto. Nel cuore del contenuto emotivo e fattuale dell’accadimento.
Tuttavia, innegabile è per la fotografa anche una particolare e innata abilità compositiva, che la induce a tirar fuori armonizzazioni, o meglio riordinamenti, dal caos. A “tentare di offrire per esso una interpretazione, di ordinare attraverso lo scatto”, come nelle sue stesse parole.
E così, la ripresa della folla in adorazione della diva e divina Sofia si può trasformare in orizzontale bipartizione tra una Terra affollata di ammiratori e un Cielo ideale da cui – quasi messia incarnato – è appena scesa l’attrice, mentre frattale centripeto di euritmica collettività culturale diviene il flash mob di musicisti, attorno al nucleo generativo del giovane artista nel mezzo. Felliniano onirico volo cinematografico di camera è la cattura dello stupore di una bimba al Carnevale nella Sanità, tanto quanto invece strong è l’inignorabile centralità scultorea del fist bump di un jewellery designer napoletano, ornato delle sue stesse creazioni, a metà tra cultura hip hop con citazioni Pop da Lichtenstein e assolutizzazione espressiva memore della mano guantata di Tiziano o autoritratta del Parmigianino. La stessa inaspettata focalizzazione che palesa l’intrinseca qualità informale, materica e segnica, di un muro graffito nel Tunnel Borbonico che dà nome alla mostra, denotandolo quasi come Scrittura-Pittura di Cy Twombly. O ancora, approfondendo l’analisi tra altre opere della serie, non in mostra ma in scuderia Kromìa, in struttura piramidale di muscolosa michelangiolesca sodezza e vittoriosa celebrazione si trasfigura l’abbraccio di due amanti al Mediterranean Pride, così come, nel vuoto tra i palazzi, imbuto ritmico che riporta alla terra come tamburi è la danza degli immigrati africani manifestanti con i disoccupati.
In fin dei conti, anche materna e profondamente femminile è questa abilità di Roberta Basile, unica fotogiornalista partenopea: trasformare in utero e camera gestazionale quello spazio riposto di buio e di vuoto che è l’obiettivo, quella pausa infinitesimale ma inevitabile che attraversa ogni immagine del reale prima di divenirne la fotografia; e, in quella presa di fiato, si costruisce il senso. Embrione che prende forma dall’amorevole accogliere in sé e nella propria attenzione l’energia genetica di un territorio – assurgente a dimensione esistenziale – percepito come microcosmo atomico, organismo vivente, Xàos etimologico, inteso come forza generatrice.
Ed ecco perché quelle di Roberta Basile non possono essere che storie non di Gomorra ma di una città figlia di una Sirena ammaliante scioltasi per amore, racconti di speranza, della sua resilienza, della sua vita, che graffia sulla pietra, partorendola all’arte con la fotografa, NOI VIVI.

17 marzo - 13 maggio 2017
Inaugurazione: venerdì 17 marzo 2017, ore 19.00 - 23.00
Spazio Kromìa
via Diodato Lioy, 11
Napoli

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata
17 marzo - 18 giugno 2017
Museo di Roma in Trastevere
Piazza Sant’Egidio, 1/b
Roma

Zino Citelli. La luce nella terra

Zino Citelli non è semplicemente un fotografo è un uomo curioso. Dietro al suo obiettivo, c’è un animo sensibile ai particolari, ai colori, alla gente, alle cose che lo circondano. Un obiettivo mai falso, pronto ad accettare e riconsegnare ad altri occhi la realtà così com’è, senza filtri. Quello di Zino con la fotografia è un legame atavico di pura passione, strumento e mezzo per raccontare e raccontarsi, per vivere e far rivivere ad altri intime emozioni. E’ un rapporto umile e sincero, scevro da qualsiasi formalità o presunzione, libero da futili vincoli o imposizioni di natura tecnologica: “Chi ha cuore, occhio e sensibilità, è in grado di scattare una fotografia carica di emozioni. Nel corso degli anni, Zino ha partecipato a diversi concorsi fotografici, ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni su autorevoli riviste, anche on line. Ha collaborato inoltre con alcune testate giornalistiche nazionali per l’ideazione e lo sviluppo di progetti fotografici. “La luce nella terra” è la sua prima mostra personale. Luce che svela e rivela. Luce che il sole dona alla terra, grazie a quel viaggio di milioni di chilometri che si esaurisce in appena otto minuti. Otto, il numero che racchiude in sé il simbolo dell’infinito. Infinito, come l’amore nei confronti della propria terra, del mare e della natura, racchiuso nell’immagine “Lo spicchio di Sicilia”. Osservandola, vi verrà voglia di toccarla e, perdendovi in quei colori, riuscirete a sentirne anche gli odori.

Testo critico Serena Messina
Direzione Monica Schiera
Segreteria Organizzativa e comunicazione Francesca Del Grosso
Promozione MilviaAverna
Sponsor Barrel 44, Marcella Milano,Feudo Arancio
Ringraziamenti Marilena Mureddu, Print and go, Chiara Citelli, Monica Schiera Laura Boscia, Jerry Cannatella, Francesca Pagliaro

18 - 28 marzo 2017
Inaugurazione: sabato 18 marzo 2017, ore 19.00
Bobez Arte Contemporanea
Via Isidoro la Lumia, 22
Palermo

Giorgio e Maurizio Galimberti. Tributo a Mitoraj

Sabato 18 marzo presso la sede del Liceo Artistico di Porta Romana, Maurizio Galimberti fotografo conosciuto a livello internazionale come l’artista della fotografia istantanea e Giorgio Galimberti, fotografo di grande valore e figlio d’arte, saranno presenti per un incontro dibattito dalle 10.00 alle 12.00, alla presenza degli studenti e alle 17.00, parteciperanno al vernissage della mostra che presenta i loro lavori nella Gipsoteca del Liceo.

L’evento fa parte di un ciclo di incontri denominato “Fotografia d’autore” che si terranno nell’Aula Magna del Liceo Artistico di Porta Romana.

Durante l’incontro del mattino Maurizio Galimberti parlerà della sua storia artistica e professionale spiegando agli studenti dei vari settori e dei corsi di perfezionamento post diploma il suo modo di lavorare dietro la macchina fotografica. Giorgio Galimberti affiancherà il padre nella sua lezione, per spiegare la sua poetica di un figlio d’arte diventato adulto e soprattutto con una ben definita e diversa identità.

Nel pomeriggio di sabato 18 marzo sarà inaugurata la mostra dal titolo “Omaggio a Mitoraj”, tredici opere di grandi dimensioni, rigorosamente in bianco e nero, realizzate appositamente da Giorgio Galimberti per questa esposizione che presenterà una ricerca iniziata ripercorrendo le tappe artistiche di Igor Mitoraj.

Seguendo una coerenza progettuale, nella scelta e nelle inquadrature, Giorgio Galimberti mostra un’importante elaborazione frutto di un preciso schema stilistico.

La mostra “Omaggio a Mitoraj” resterà aperta fino all’11 aprile 2017, visitabile tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 17.00 del pomeriggio. Il lunedì, mercoledì e venerdì saranno disponibili delle visite guidate previo appuntamento.

“Omaggio a Mitoraj” è stato organizzato e curato da Gloria Romoli, architetto e fotografo, docente del Liceo Artistico di Porta Romana, che ringrazia la grande generosità con cui Giorgio e Maurizio Galimberti hanno accettato questo impegno importante per la nostra scuola ma anche, e soprattutto per Firenze.

18 marzo - 11 aprile 2017
Inaugurazione: sabato 18 marzo 2017, ore 17
Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto fiorentino
Firenze

Festival Fotografico Europeo 2017
18 marzo - 30 aprile 2017
Busto Arsizio, Legnano, Varese, Castellanza, Olgiate Olona, Castiglione Olona, Gallarate, Milano

L'arte del femminile. Julia Margaret Cameron – Florence Henri – Francesca Woodman

L’esposizione, curata da Giuliano Sergio, è stata promossa dal Polo museale della Campania in collaborazione con Incontri Internazionali d’Arte e la Galleria Massimo Minini.

Si tratta della prima occasione espositiva che presenta a Napoli 90 opere di tre artiste acclamate internazionalmente per lo straordinario ruolo storico e culturale della loro opera.

Julia Margaret Cameron – Florence Henri – Francesca Woodman nasce come frutto di una nuova sensibilità critica e accosta le tre fotografe in una formula inedita: non più una semplice collettiva sulla fotografia al femminile, né una ricostruzione storica, ma un dialogo ideale tra tre figure maggiori della storia della fotografia che per epoca non si sono mai incontrate.

Orario visite
Lunedì-domenica,ore 10-17 (ultimo ingresso ore 16)
martedì chiuso
Biglietti: intero € 5

18 marzo - 15 maggio 2017
Inaugurazione: sabato 18 marzo 2017,ore 11
Museo Pignatelli
Riviera Di Chiaia, 200
Napoli
larte-del-femminile-julia-margaret-cameron-florence-henri-francesca-woodman.jpg

Assedio a Madrid. 1936 – 1939, la Guerra Civile Spagnola nelle immagini dell’“Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil

In anteprima per l’Italia, mentre è in corso l’Ottantesimo del conflitto, apre il 18 marzo 2017 dalle 15.30 a La Casa di Vetro di Milano la mostra fotografica “Assedio a Madrid”, patrocinata dall’ Instituto Cervantes de Milán. In programma fino al prossimo 27 maggio, l’esposizione è curata da Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose (www.effeci-facciamocose.com) per “History & Photography – La Storia raccontata dalla Fotografia” (www.history-and-photography.com), un progetto rivolto al grande pubblico e alle scuole che ha per obiettivo raccontare la storia contemporanea attraverso la valorizzazione degli archivi storici fotografici (in particolare di fotoreportage) sia italiani che internazionali, sia pubblici che privati. La mostra si compone di circa 60 riproduzioni digitali da stampe fotografiche, selezionate tra le circa 3000 immagini conservate dall’ “Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil”. In particolare, sulla falsa riga della catalogazione utilizzata all’epoca in cui è nato il fondo, la selezione di immagini mostra i primi momenti della ribellione dell’esercito guidato da Franco a Toledo, Guadalajara e Madrid, la mobilitazione popolare in difesa della capitale assediata, i bombardamenti aerei e i loro effetti, le sofferenze dei civili, la guerra nelle regioni intorno alla capitale, il ruolo delle donne presenti anche in prima linea come forze combattenti, la vita al fronte e nelle retrovie, e infine la campagna di alfabetizzazione delle truppe da parte del governo repubblicano. Autori della maggior parte delle foto selezionate, sono Manuel Albero e Francisco Segovia, fondatori nel 1930 dell’agenzia fotografica Albero y Segovia Información Gráfica. Specializzati in fotografia sportiva, collaboratori di diverse testate giornalistiche, allo scoppio del conflitto divennero fotoreporter di guerra entrando nella storia della fotografia spagnola grazie alla qualità delle loro immagini.

IL FONDO FOTOGRAFICO - L’“Archivo Fotográfico de la Delegación de Propaganda y Prensa de Madrid durante la Guerra Civil”, facente oggi parte del “Ministerio de Educación, Cultura y Deporte. Archivo General de la Administración”, si compone delle fotografie che vari autori realizzarono durante i diversi momenti delle alterne vicende belliche che sconvolsero Madrid e le regioni centrali della Spagna durante la guerra civile. Della maggior parte dei fotografi si conosce il nome: infatti per poter realizzare servizi fotografici nelle aree controllate dal governo democratico era necessario avere l’autorizzazione del ministero della propaganda repubblicano, nato per “raccontare” agli spagnoli lo sforzo che la Repubblica stava facendo per fermare la ribellione fascista e per mostrare i tragici effetti dei bombardamenti sulle città dell’aviazione di Franco e dei suoi alleati. Per questo motivo sono numerose nel fondo le immagini sia dei corpi martoriati delle vittime che delle case colpite dalle bombe lanciate dall’aviazione nazi-fascista durante le incursioni aeree. Con la caduta di Madrid e la fine della Guerra Civile, l’archivio venne requisito dai franchisti e divenne, per un tragico paradosso, uno strumento di repressione dei golpisti: il nuovo regime fascista se ne servì infatti per identificare, cercare e incarcerare o condannare a morte i miliziani repubblicani ritratti nelle immagini. È questo il motivo principale per cui il fondo fotografico oggi conserva un numero decisamente inferiore di scatti rispetto a quando fu realizzato: molte delle immagini furono infatti utilizzate come prove e inserite nei fascicoli dei procedimenti giudiziari che seguirono all’instaurazione della dittatura.

18 marzo - 27 maggio 2017
Inaugurazione: sabato 18 marzo 2017, ore 15.30
La Casa di Vetro
via Luisa Sanfelice, 3
Milano

Mario Giacomelli. La collezione della città di Lonato del Garda
Festival Fotografico Europeo 2017
19 marzo - 4 Giugno 2017
Inaugurazione: sabato 18 marzo 2017, ore 17.00
Palazzo Leone da Perego
via Gilardelli, 10
Legnano (MI)

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE TECNOLOGIA DI BLOGO