Lanparte LA3D-S2, la recensione del gimbal non solo per smartphone

Ho messo alla prova il gimbal Lanparte LA3D-S2, adatto per l'utilizzo con smartphone, action camera e compatte

C'era una volta l'esposizione manuale. Poi è arrivato l'esposimetro. C'era una volta la messa a fuoco manuale. Poi è arrivato l'autofocus. C'era una volta il cavalletto. Poi è arrivato il gimbal.

Di queste tre evoluzioni nella tecnica fotografica, l'ultima è l'unica che almeno nel mio caso posso raccontare di aver seguito passo per passo. Fino a un paio di anni fa infatti i gimbal erano strumenti utilizzati prevalentemente per stabilizzare le riprese in volo sui droni.

Ma poi qualcuno ha pensato che giustamente potevano sostituire i sistemi meccanici di stabilizzazione comunemente noti come steadycam. Non solo, potevano essere talmente compatti da diventare handheld, ovvero potevano essere utilizzati con una sola mano. La loro poi rapida diffusione ha poi reso ben presto i prezzi più abbordabili.

Ovviamente un gimbal capace di sostenere il peso di una reflex full frame è ancora un investimento da valutare specialmente se si è dei professionisti. Ma un gimbal capace di sostenere uno smartphone oppure una action camera è invece davvero alla portata di tutte le tasche.

Come il Lanparte LA3D-S2, che si distingue per l'ampio corredo di accessori in dotazione, come il comando remoto via cavo. Ma procediamo con ordine, con le impressioni d'uso.


Impressioni d'uso

Il Lanparte LA3D-S2 arriva in una valigetta rigida con scomparti sagomati dove tenere bene ordinati i tanti accessori in dotazione. Infatti abbiamo innanzitutto due clamp per smartphone di diverse dimensioni e un supporto per action camera tipo GoPro.

Quest'ultimo supporto può essere poi facilmente adattato per piccole compatte, dato che il gimbal regge un peso di 500 grammi. Da evitare però compatte con ottiche sporgenti, dato che sarebbe impossibile da bilanciare.

Nella valigetta troviamo poi due batterie di tipo 18350, complete di caricabatterie con presa USB. Il caricabatterie mi ha dato qualche problema di falso contatto, risolvibile togliendo e riposizionando le batterie. Lo stesso caricabatterie può servire per caricare delle batterie di tipo 18650, da acquistare a parte.

Nella dotazione abbiamo infatti anche un adattatore per inserire nell'impugnatura le batterie di tipo 18650, aumentando di molto l'autonomia. Nelle mie prove le batterie tipo 18350 mi hanno garantito sempre un'autonomia di oltre un'ora. In pratica era sempre prima il mio braccio a stancarsi!

Tornando alla dotazione troviamo il già citato cavo per il controllo remoto: possiamo collocare la testa del gimbal su un cavalletto e controllare tutti i movimenti a distanza. Il telecomando infatti ha integrato un joystick con cui controllare i movimenti. Ma soprattutto ha due tasti con cui variare la modalità di funzionamento e per attivare le funzioni speciali.

Questo gimbal infatti permette di passare in modalità verticale, ottimo per i selfie e i ritratti in generale. Permette inoltre di effettuare rotazioni estremamente fluide di 180 gradi oppure di 360 gradi.

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Conclusioni

Lo si deve ammettere: autofocus e esposimetro hanno fatto diventare tutti fotografi. Così in un certo senso il gimbal fa diventare tutti videomakers. Imparare a utilizzare una steadycam è infatti tutt'altro che facile. Mentre il gimbal rende le nostre riprese fluide e dal "look professionale" già dopo pochi minuti di utilizzo.

Ovviamente questo non ci garantisce che le nostre riprese non siano noiose e insignificanti. La tecnologia ci aiuta infatti a dedicare meno energie alla tecnica e quindi a poterci concentrare maggiormente sui contenuti. Sta poi a noi non sprecare questa opportunità.

Piace:
- ampia dotazione di accessori
- compatibilità con smartphone di diverse dimensioni, action camera e smartphone
- funzioni come la ripresa a 360 gradi
- efficacia della stabilizzazione

Non piace:
- il caricabatterie a volte non fa bene contatto
- può risultare difficile inserire un microfono esterno nella presa cuffie dello smartphone

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