The Many Lives of Erik Kessels

La 'fotografia trovata' e il valore di scarti, errori, recuperi e ripetizioni, nutrono la prima retrospettiva di Erik Kessels

Valery si è fatta fotografare immersa nell’acqua per tutta la vita, Oolong è un coniglio equilibrista e, insieme ad un cane troppo nero anche per la resa fotografica, sono alcuni dei soggetti ossessivamente ricorrenti del ciclo di 14 progetti di "In Almost Every Picture", realizzati fino ad ora da Erik Kessels, nella chiesa gotica sconsacrata di Amsterdam che accoglie lo studio Kesselskramer, spaziando fra editoria, design, arte, pubblicità, fotografia.

In ogni caso, solo un piccolo frammento dall’indagine onnivora condotta dell'artista, editore e fotografo olandese, lavorando per un ventennio senza macchina né obiettivo, con la ‘fotografia trovata’ capace di rinnovare contenuti e stimoli, dando senso e valore anche a scarti, fallimenti e imperfezioni, da L'invasione delle dita giganti davanti all'obiettivo, agli errori che salvano, raccolti nelle 168 pagine del volume con copertina al contrario, edito da Phaidon in diverse lingue (da Failed iT! a Parfaites imperfections ...).

Del resto, non è stata la luce accesa maldestramente durante il fissaggio in camera oscura a realizzare i rayogrammi di Man Ray? E poi la perfezione è noiosa, non solo per i talenti irrequieti come quello di Kessels.

Con verve e ironia, Erik Kessels si è guadagnato stima e notorietà, distillando le virtualità inattese di oggetti e processi che emorgono dagli errori, a quanto pare, partendo proprio dalla promozione dei difetti del terrificante Hotel Brinker di Amsterdam, stufo delle lamentele dei suoi avventori, ma affatto intenzionato a migliorare.

Con un percorso espositivo decisamente non-lineare che strizza l'occhio alla de-costruzione di ogni possibile mostra fotografica, The Many Lives of Erik Kessels porta quindi in mostra a Camera e in libreria con il volume edito da Aperture (27 aprile 2017), la prima retrospettiva del contributo creativo di Kessels, con ventisette serie, numerosi libri e centinaia di immagini incorniciate e scorniciate, appese alle pareti e lasciate in terra, light-box, cubi, wallpaper, portaritratti, proiezioni e fotografia di ogni genere, epoca e autore.

La ricerca artistica condotta con la fotografia amatoriale riempie una stanza con gli album di famiglia di "Album Beauty". Ripetizione e archiviazione arrivano in mostra con la maestosa installazione di immagini di piedi di "My Feet", mentre le centinaia di migliaia caricate in un solo giorno su Internet invadono lo spazio espositivo con "24hrs of Photos".

L'home-movie interamente dedicato ad una partita di ping-pong tra Kessels e la sorella, uccisa a 9 anni da un incidente stradale, sarà in mostra con il video di "My Sister" musicato da Ryuichi Sakamoto.

La mostra curata da Francesco Zanot, attraversando l'articolata carriera e ricerca fotografica contemporanea di Kessels, prosegue il nuovo corso intrapreso dal Centro Italiano per la Fotografia di Torino con la direzione di Walter Guadagnini, inaugurato dal successo della mostra dedicata ai festeggiamenti del settantennio di Magnum in Italia.

The Many Lives of Erik Kessels
01 giugno - 30 luglio 2017
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
via della Rosine 18,
Torino

Foto | The Many Lives of Erik Kessels
Via | Studio ESSECI

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