Fujifilm X-T20, la recensione della mirrorless che entra nella tasca della giacca

La mia recensione della mirrorless Fujfilm X-T20, messa alla prova sia con il nuovo 23mm che con il compatto pancake 27mm

Come sono andate le feste di Pasqua? Avete trovato qualche bella sorpresa dentro le uova? Certo, per noi appassionati di fotografia sarebbe bello trovarci dentro una bella fotocamera. Non pensate poi che servirebbe un enorme uovo per farcela entrare.

Le mirrorless infatti, specialmente se corredate da ottiche compatte, riuscirebbero a entrare tranquillamente in un uovo da neppure mezzo chilogrammo di cioccolato. Se non vogliamo scomodare le uova, una mirrorless è sempre una scelta valida se vogliamo portare la nostra fotocamera dentro la tasca della giacca.

Come nel caso della Fujifilm X-T20 che insieme al Fujinon XF 27mm F2.8 costituisce un'accoppiata tanto performante quanto compatta. Ho potuto provare anche il nuovo Fujinon XF 23mmF2 R WR, che avendo una focale equivalente di 35mm risulta un eccellente ottica tuttofare.

Ma proseguiamo con ordine con le prime impressioni.


Prime impressioni

La Fujifilm X-T20 a un primo sguardo poco attento assomiglia a una classica reflex. La disposizione delle ghiere e in particolare la sporgenza del mirino elettronico ci ricordano in modo evidente le fattezze per l'appunto di una reflex. Ma appena la si prende in mano si capisce quanto sia piccola.

Senza però rinunciare a un'ottima ergonomia: si impugna e si utilizza molto bene anche con una sola mano, grazie alle sagomature sia anteriori che posteriori. Avendo poi due ghiere, una a portata di indice e di pollice, il controllo è comodo e rapido. Anche se in realtà risultano anche un po' eccessive, dato che abbiamo la ghiera dedicata ai tempi e la ghiera dedicata alla compensazione dell'esposizione.

Se utilizziamo poi un'ottica come il nuovo Fujinon XF 23mmF2 R WR, abbiamo anche la ghiera dei diaframmi sul barilotto della stessa ottica. Possiamo quindi impostare tempo, diaframma, compensazione e modalità di scatto ancora prima di accendere la fotocamera.

Magari facendo un po' attenzione a non confondere la levetta di accensione con la levetta che attiva la modalità automatica. Quest'ultima è una vera "ancora di salvezza": se notiamo una situazione fotografica da cogliere al volo, e non vogliamo perdere tempo per controllare l'impostazione della fotocamera, possiamo attivarla in un istante.

Ma la sua posizione vicina alle scritte ON/OFF può trarre inizialmente in inganno. Ovviamente il vero piacere è usare la Fujifilm X-T20 in modalità come la priorità di diaframmi che amo particolarmente. In questa modalità ho apprezzato un'esposizione sempre corretta e un altrettanto corretto bilanciamento del bianco.

Sono poi rimasto piacevolmente impressionato dall'autofocus, sempre veloce e reattivo. Le prestazioni dell'autofocus, messe alla prova con le mie bimbe scatenate, sono ovviamente notevoli utilizzando i 49 punti a rilevamento di fase. Abbiamo però a disposizione complessivamente ben 325 punti di messa a fuoco.

Peccato che la differenza tra punti di messa a fuoco a rilevamento di fase e punti a rilevamento di contrasto non sia evidente dall'interfaccia. Vi spiego comunque nel mio video in apertura come impostare correttamente la messa a fuoco. La scelta del singolo punto può essere invece effettuata sfruttando il touch screen.

Tramite l'interfaccia tattile possiamo anche attivare la messa a fuoco, effettuare lo scatto e ovviamente scorrere e ingrandire le immagini in riproduzione.
Purtroppo il touch screen viene disattivato quando avviciniamo l'occhio al mirino elettronico, quindi dobbiamo configurare la i tasti direzione per spostare il punto di messa a fuoco senza staccare l'occhio dal mirino.

Inoltre il touch screen viene disattivato anche nei menù, compreso il fondamentale "Quick Menu": lì dovremo utilizzare necessariamente ghiere e pulsanti. Infine da segnalare che il display è orientabile solo verticalmente e in modo limitato: per i selfie risulta quindi indispensabile ricorrere al controllo remoto tramite il Wi-Fi integrato.

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Qualità immagine

La Fujifilm è ben nota per i suoi JPG già ottimi per la stampa e per la pubblicazione online già con le impostazioni standard e senza bisogno di ricorrere alla camera chiara. La Fujifilm X-T20 non fa ovviamente eccezione: le differenze tra JPG e RAW sono infatti davvero minime, rilevabili come una bilanciamento leggermente più caldo nel JPG.

Sul fronte dei valori ISO c'è innanzitutto da ricordare che la sensibilità nativa della Fujifilm X-T20 è 200 ISO. Infatti la stessa Fujifilm ci ricorda, inserendo la lettera "L" accanto ai 100 ISO, che questi valori sono ottenuti semplicemente tramite un'elaborazione.

Infatti negli scatti di prova si nota la perdita di dettagli nelle alte luci proprio a 100 ISO. Per il resto abbiamo dettagli sempre elevati fino agli 800 ISO. A partire dai 1600 ISO si inizia a percepire l’intervento della riduzione rumore, che si porta via il dettaglio fine.

Ma il dettaglio medio rimane intatto fino ai 12800 ISO, perfettamente utilizzabile anche per stampe di grandi dimensioni. Salendo ai massimi valori di 25600 e 51200 ISO, segnalati come non nativi in questo caso dalla lettera "H", il dettaglio medio va perso e compare una grana ben evidente: restano però ancora perfettamente utilizzabili specialmente per il web.

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Conclusioni

Ultimamente le mirrorless sono di moda. Un vero appassionato di fotografia, o sarebbe meglio dire un vero appassionato di attrezzature fotografiche, deve possederne almeno una. Inoltre l'evoluzione tecnologica ha reso queste fotocamere prive di rimpianti.

Ma se la scelta parte principalmente da una ricerca di compattezza, allora si deve fare un minimo di attenzione nell'abbinamento con l'ottica. La resa del Fujinon XF 23mmF2 R WR in prova si è rivelata semplicemente ottima. Ma una volta innestato sulla Fujifilm X-T20, risulta impossibile inserire la fotocamera nella tasca della giacca.

Se si sceglie invece il Fujinon XF 27mm F2.8, grazie al suo barilotto definito "pancake" (letteralmente "frittella), fotocamera e ottica entrano senza il minimo problema nella tasca di una giacca. Grazie poi all'elegante finitura argento, il figurone è assicurato.

Piace:
- ottima ergonomia
- abbondanza controlli manuali
- qualità immagine
- prestazioni autofocus
- vera compattezza del pancake 27mm
- resa ottiche in prova
- controllo remoto via Wi-Fi

Non piace:
- non ben evidenziati i punti di messa a fuoco a rilevamento di fase
- touch screen non attivo quando teniamo l'occhio sul mirino
- touch screen non attivo nella configurazione
- display orientabile verticalmente in modo limitato

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