Nella città delle ombre di Alexey Titarenko

Viaggio in città con le ombre della condizione umana, fotografata da Alexey Titarenko nella sua San Pietroburgo, a Venezia, New York e L'Avana

A più di un quarto di secolo dal crollo dell'Unione Sovietica, anche la Mosca che non dorme mai di Putin, si barcamena tra nuovi miti e vecchi fantasmi, mentre quelli originati dalle lunghe esposizioni di Alexey Titarenko a San Pietroburgo, hanno fatto il giro del mondo, incontrando quelli di New York, L’Avana e Venezia.

Nato nella vecchia Leningrado del 1962 e diventato il più giovane membro del club fotografico indipendente Zerkalo a soli 15 anni, nell'autunno del 1991 Alexey Viktorovich Titarenko, piazza per giorni la sua Hasselblad vicino all'ingresso della stazione della metropolitana Vasilievostrovskaia, usando la lunga esposizione per riprendere il flusso di gente del quartiere dello shopping e dar corpo alla cupa sensazione che avverte nel quotidiano.

Il commento al sistema oppressivo del regime comunista che traduce ogni individuo in segno con la sua "Nomenklatura of Signs" (inclusa nella grande mostra Photostroyka, sulla nuova fotografia sovietica che ha fatto il giro degli USA nel 1989) influenzata dall’avanguardia russa, da quel momento lascia il posto alla ombre erranti di "The City of Shadows" (1991-2009) e la metafora della dimensione urbana che incombe sulla condizione umana e pervade la sua ricerca fotografica.

Ispirato al dramma poetico dei romanzi di Dostoevskij e dalla musica di Dmitri Shostakovich, con la lunga esposizione accompagnata dal movimento intenzionale della fotocamera e un processo di stampa in camera oscura che esalta ben più del colore in ogni scatto, Titarenko lascia parlare la città e le sue storie che hanno smarrito il confine tra rappresentazione e realtà.

Usando candeggio e tonificazione per aggiungere profondità alla sua tavolozza di grigi, Titarenko usa la tecnica della solarizzazione, ma a differenza di Man Ray e Maurice Tabard, espone la stampa alla luce anche durante il processo di sviluppo, per creare quella sottile velatura grigio-argentata che prende il nome di linea di Mackie.

City of Shadows ha celebrato il 300° anniversario di San Pietroburgo al Clifford Symposium di Middlebury (nel Vermont) insieme ad "Arca russa" (2002) di Alexander Sokurov nel 2003, è stato in mostra alla Nailya Alexander Gallery di New York (11 febbraio - 24 aprile 2010) con "Alexey Titarenko: Saint Petersburg in Four Movements", continuando il lungo viaggio in città con le ombre che si aggirano nelle atmosfere rarefatte di Venezia, quelle contemporanee di New York e di una città come L'Avana, al punto di rappresentarla al meglio nel 2011 con A Revolutionary Project: Cuba from Walker Evans to Now al Getty Museum.

La serie completa, scattata in snodi importanti della sua poetica, come Venezia, New York, San Pietroburgo e L’Avana, anima anche le 192 pagine di "Alexey Titarenko: The City Is A Novel", la prima grande monografia dedicata alla carriera ultra trentennale dell'artista (1991-2014), pubblicata da Damiani, con spedizioni di prevendita a partire da mercoledì 3 maggio 2017.

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Il volume arricchisce più di 146 immagini della serie, con saggi e approfondimenti sul lavoro di Titarenko, a cura di Gabriel Bauret (storico della fotografia, critico e curatore), Brett Abbott (curatore di fotografia presso l'High Museum of Art di Atlanta) e Sean Corcoran (Curatore di fotografia e stampa presso il Museo della Città di New York).

Mentre The City Is A Novel resta in mostra alla Nailya Alexander Gallery di New York, lo Spazio Damiani di Bologna si prepara anche ad inaugurare la mostra con circa venti opere di medio e piccolo formato quadrato, realizzate da Titarenko a Venezia, New York e San Pietroburgo.

Dalle ore 18.30 di venerdì 12 maggio 2017, Alexey Titarenko: The City Is A Novel offre l'occasione di ammirare da vicino le stampe in bianco e nero ai sali d’argento, realizzate dal fotografo russo naturalizzato statunitense, con un procedimento complesso che include viraggi applicati a pennello in argento e seppia e un bagno di viraggio al selenio, in grado di conferire luminosità ai bianchi e intensità ai neri e grigi. In alcuni casi completa il particolare processo di stampa, anche un ulteriore viraggio in oro che conferisce alle vetrate degli edifici fotografati la luminosità tipica dell’ora del tramonto.

Alexey Titarenko: The City Is A Novel

22 marzo - 20 maggio 2017
Nailya Alexander Gallery
41 E 57th Street, Suite 704
New York

12 maggio - 15 settembre 2017
Spazio Damiani
Via dello Scalo, 3/2 ABC
Bologna

Foto | The City Is A Novel © Alexey Titarenko, Courtesy Damiani

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