La forza della fotografia in mostra a maggio 2017

Aspettando il weekend con le mostre fotografiche più interessanti, inaugurate la prima settimana di maggio 2017 in tutta Italia

La prima settimana di maggio aspetta il fine settimana con la consueta selezione di mostre fotografiche inaugurate in tutta Italia, pronfe ad offrire tutta la forza delle immagini, da Guido Guidi ai vincitori del World Press Photo 2017, dallo sguardo dei non vedenti di Blind Vision alle Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro seguite da Fotografia Europea 2017.

Annalaura di Luggo: Blind Vision

Giovedì 27 Aprile 2017, alle ore 17:00, nella sede dell’Istituto Paolo Colosimo per non vedenti e ipovedenti di Napoli, si è tenuta l’inaugurazione del progetto fotografico-performativo Blind Vision di Annalaura di Luggo, a cura di Raisa Clavijo, evento ufficiale del Maggio dei Monumenti di Napoli 2017, realizzato con il patrocinio morale di Regione Campania, Comune di Napoli e Unione Italiana Ciechi onlus (Sezione Napoli) e con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli.

L’artista ha messo al centro del proprio lavoro venti persone cieche o ipovedenti dell’Istituto Colosimo e l’Unione Italiana Ciechi di Napoli, utilizzando un approccio tattile e fisico, per scoprire il valore di percepire il mondo anche in modi alternativi rispetto alla vista.

Annalaura di Luggo ha dedicato una parte significativa del suo itinerario artistico a riscoprire e valorizzare l’unicità di ogni essere umano attraverso un processo creativo che include la macro-fotografia dell’iride e tecniche di ricerca sociale. L’artista sviluppa, infatti, una conversazione intima ed empatica con ogni soggetto ritratto al fine di esplorarne l’universo interiore: le opere includono, conservandole, tracce della personalità dei protagonisti, dei loro pensieri e delle loro emozioni.

Blind Vision si pone l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sulla percezione di chi è stato privato della vista e di promuoverne l’inclusione sociale e culturale.

La curatrice Raisa Clavijo commenta: “attraverso Blind Vision, Annalaura di Luggo continua la sua ricerca artistica che esplora la base del pensiero umano e del comportamento nella nostra società contemporanea. Il suo processo creativo utilizza la fotografia non solo come una risorsa per documentare la realtà, ma anche come strumento per sviluppare metafore visive. I risultati di Blind Vision non possono essere percepiti solo come ‘opere d’arte’, mentre ci conducono ad una sublime esperienza di crescita personale che si basa sulla interazione umana.”

Il progetto include:

-L’installazione multimediale Blind Vision di Annalaura di Luggo (sound design di Paky Di Maio, a cura di Raisa Clavijo);
– “Essence”, l’opera d’arte tridimensionale tattile realizzata da Annalaura di Luggo per essere percepita dai non vedenti;
-La mostra fotografica “A Journey of Light”, che raccoglie le immagini di scena del processo creativo dell’artista (foto di Sergio Siano, a cura di Raisa Clavijo);
–Il documentario Blind Vision diretto da Nanni Zedda, sottotitolato in inglese, include una performance al piano di Ivan Dalia (link del teaser: https://youtu.be/ZlXcgYwm6YI). Le proiezioni si svolgeranno presso il teatro barocco dell’Istituto Colosimo;
–Il libro Blind Vision descrive il viaggio di Annalaura di Luggo con le persone con cui ha lavorato. Una sezione è dedicata alla storia dell’Istituto Colosimo dal 1916 ad oggi (a cura di Raisa Clavijo, in italiano/inglese e in versione audiolibro).

Press Preview: mercoledì 26 aprile, ore 11, Istituto Colosimo, via Santa Teresa degli Scalzi 36, Napoli. Visita a Blind Vision guidata dai ragazzi dell’Istituto Colosimo e proiezione dell’omonimo documentario.

I giornalisti saranno invitati ad un Blind Cocktail (cocktail al buio) servito dai ragazzi dell’Istituto Colosimo.

Vernissage: giovedì 27 aprile, ore 17-23, Istituto Colosimo, via Santa Teresa degli Scalzi 36, Napoli.

Ingresso gratuito, solo su invito e tour guidati. Ogni tour prevede la visita a Blind Vision, guidata dai ragazzi dell’Istituto Colosimo, e la proiezione dell’omonimo documentario.

Orari tour: 17:30 / 18:15 / 19:00 / 19:45 / 20:30 / 21:15

Blind Dinner (cena al buio): 28 aprile ore 20.00, Istituto Colosimo, via Santa Teresa degli Scalzi 36, Napoli. Solo per gli ospiti del vernissage (massimo 60 persone). La cena sarà servita dai ragazzi dell’Istituto Colosimo. Prenotazione obbligatoria.

Prenotazioni Vernissage e Blind Dinner: da effettuarsi entro il 18 aprile, con scheda di adesione disponibile sul sito.

Apertura al pubblico: 1 maggio – 31 maggio 2017, Istituto Colosimo, via Santa Teresa degli Scalzi 36, Napoli.

Ingresso con contributo: il ricavato servirà a supportare l’Associazione Teatro Colosimo. Ogni tour prevede la visita a Blind Vision, guidata dai ragazzi dell’Istituto Colosimo, e la proiezione dell’omonimo documentario.

Orari tour: dal lunedì al venerdì (mattina: gruppi prenotati e scuole; pomeriggio: ore 17/18); sabato (mattina: ore 10/11/12; pomeriggio: ore 16/17/18), domenica (mattina: ore 10/11/12).

Sono previste Blind Dinners (cene al buio), servite dai ragazzi dell’Istituto Colosimo (tutti i venerdì sera di maggio o programmazioni speciali: minimo 30 – massimo 50 persone). Prenotazione obbligatoria 7 giorni prima.

Il 10 Maggio “Blind wine tasting” in collaborazione con Wine&Thecity – Visita guidata e degustazione con i sommelier dell’Ais Napoli.

http://www.annalauradiluggo.it

1° - 31 maggio 2017
Istituto Paolo Colosimo per non vedenti e ipovedenti
via Santa Teresa degli Scalzi, 36
Napoli

Maurizio Nannucci
What to see what not to see

3 maggio – 22 luglio 2017
Inaugurazione: mercoledì 3 maggio 2017, ore 18.30 - 21.00
Galleria Fumagalli
Via Bonaventura Cavalieri, 6
Milano

La forza delle immagini
Collezione MAST: Una selezione iconica di fotografie su industria e lavoro

3 maggio – 24 settembre 2017
Inaugurazione: mercoledì 3 maggio 2017
Fotografia Europea 2017
MAST
via Speranza, 42
Bologna

Lucia Crisci. Intimismi e parodie

Alla sua prima personale negli spazi della MAC Maja Arte Contemporanea, Lucia Crisci presenta undici recenti opere, di vario formato, che fanno parte di tre differenti cicli di lavori: Ritratti, Azioni, Carte.
Nata a Roma nel 1981, vincitrice del premio "Arte in Arti e Mestieri" (Suzzara, 2016), Lucia Crisci ha elaborato uno stile che corrisponde alla sua complessa visione del mondo, fatta di vari lessici e di sovrapposti livelli linguistici: la fotografia e il cucito, l'assemblaggio e il fotomontaggio.
Nelle serie Azioni e Ritratti la materia di partenza è il tessuto per cui l'artista nutre una vera passione, prediligendo quelli cuciti, ricamati o stampati manualmente, o che raccontino delle storie sulla loro provenienza e destinazione d'uso. Presentato montato su telaio, il tessuto viene posto a contatto con una lastra di plexiglass con una foto retro stampata. Nel ciclo dei Ritratti, la foto è un autoritratto della sagoma dell'artista coperta di volta in volta da stoffe variopinte o tinta unita, stagliata su uno sfondo composto dal medesimo ordito. "La riflessione di Lucia Crisci verte così sul concetto di soppressione dell'identità individuale e su quello di omologazione in una categoria, in un gruppo sociale o religioso, allo scopo di rappresentare un mondo conforme a modelli collettivi, a volte imposti, a volte ambiti, ma mai del tutto chiari, perché volontariamente confusi con lo sfondo", scrive Giulia Tulino nel suo testo critico.
Nella serie delle Azioni la stoffa è invece usata come punto di partenza di un nuovo racconto, di cui l'artista è narratrice e coprotagonista. Statiche e preziose fantasie vengono così risvegliate a nuova vita da elementi iconografici estranei stampati sulla lastra trasparente. Come spiega la stessa Crisci: "I tessuti, con le loro caratteristiche lavorazioni, hanno dati e funzioni specifiche che vengono alterate, sconvolte, riesaminate, approfittando di un difetto, di un colore, dell'atmosfera che possono creare, per dire altro, per stravolgere. Questi interventi, a volte al limite dell'assurdo, mirano a far perdere ai tessuti la loro identità e funzione per allenare l'occhio a vedere oltre la superficie, oltre l'apparenza e per esaltare i sensi."
La carta - protagonista della terza serie esposta - è al centro di un nuovo inganno, cucita con fili a volerla assimilare alla struttura della stoffa per sorprendere lo spettatore: l'artificio di una forza apparente in antitesi con la fragilità strutturale della materia, "la fragilità della carta che vuol essere stoffa".
Osserva Rosanna Ruscio nel catalogo che accompagna la mostra: "Per valutare come la complessa ricerca di Lucia Crisci può comporsi in una costruzione compiuta, bisogna guardare alle opere in cui l'indagine figurativa prevale su quella specifica della materia, e ancora quelle in cui il bisogno di una manualità diventa urgenza. Nel primo caso come nella serie delle carte cucite, ogni minimo particolare è visto come una rete di relazioni che l'artista non sa trattenersi nel seguire. Il modo con cui elabora la parodia di se stessa, avvolta da pregiati tessuti, il modo in cui si fotografa preservando l'identità ma esaltando al contempo la presenza, testimoniano una modalità di osservazione precisa: una passione conoscitiva che la riporta ogni volta dalla soggettività smaniosa verso l'oggettività del mondo, verso i suoi paradossi e digressioni." 

Orario visite
martedì - venerdì, ore 15.00-20.00
sabato 11.00-13.00 / 15.00-19.30
Ingresso libero

4 maggio - 10 giugno 2017
Inaugurazione:
Maja Arte Contemporanea
Via di Monserrato, 30
Roma

Stefano Cerio
Night Games

5 maggio - 8 luglio 2017

Inaugurazione: giovedì 4 maggio 2017, ore 18.30

Galleria del Cembalo
Largo della Fontanella di Borghese, 19
Roma


V POLAROUND - International Instant Weekend

Il 5, 6 e 7 maggio 2017 l'associazione fotografica Officina Istantanea vi invita a partecipare alla quinta edizione di POLAROUND - International Instant Weekend, la maratona fotografica interamente dedicata alle pellicole istantanee (IMPOSSIBLE, Fuji, Polaroid).

È ora di rispolverare la tua vecchia Polaroid!
Polaround è un competizione in forma di maratona forografica (che si terrà a Trieste dal 5 al 7 maggio) riservata agli amanti della fotografia instantanea.
L'idea alla base è molto semplice: venerdì vi diamo dei temi da fotografare, sabato scattate con le vostre polaroid (nel caso possiamo prestarvene qualcuna*) e domenica grande premiazione :)
Per maggiori informazioni sul nostro concorso, segui le nostre pagine:
www.facebook.com/officinaistantanea
www.officinaistantanea.com

*la disponibilità della macchine è limitata e sono escluse le pellicole.

Giorni e orari:

Venerdì 5 maggio dalle 19:00
Consegna dei temi ai partecipanti

Sabato 6 maggio dalle 18:00 alle 20:00
Riconsegna delle foto scattate durante la giornata

Domenica 7 maggio dalle 19:00
Esposizione delle foto di tutti i partecipanti e premiazione dei vincitori

la maratona fotografica di pellicole istantanee (IMPOSSIBLE, Fuji, Polaroid)
5, 6 e 7 maggio 2017
Officina Istantanea
Trieste

IX Med Photo Fest
Mediterraneo κοινὴ (Mediterraneo insieme)

5 - 28 maggio 2017
Inaugurazione: venerdì 5 maggio 2017, ore 18.30
Modica / Catania / Noto / Taormina

Lucienne Bloch:
dentro la vita di Frida Kahlo

6 maggio - 1 luglio 2017
Inaugurazione: venerdì 5 maggio 2017, ore 18.30
@Thesign gallery
Via Piemonte, 125/A
Roma

Fotografia Europea 2017
Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro

5 - 7 maggio - 09 luglio 2017
Sedi varie
Reggio Emilia

Romano Moscatelli. Eye bites

La Galleria della Tartaruga ospita e tiene a battesimo per la sua prima mostra personale circa venti opere inedite del fotografo Romano Moscatelli. Sono fotografie che indagano il particolare, il dettaglio, per poi divenire delle vere e proprie immagini “astratte”.
Così in catalogo Cesare Pietroiusti conclude la sua presentazione: “…..Quindi scultura, pittura e citazione; e poi potenzialità del caso e della combinazione di elementi insignificanti o qualunque. Le tematiche richiamate in questa mostra sono parte integrante e fondamentale della ricerca artistica dell’ultimo secolo.
Resta ovvio, però, che queste fotografie rappresentano una delle infinite gocce del diluvio di immagini in mezzo a cui viviamo, e mi sembra alludano al potere e all’essenza della cosa fotografica come a un ricordo un po’ vago di un amore, grande ma perduto. La cosa buona è che lo fanno senza alcuna indulgenza al patetico; piuttosto, con nonchalance.”

Orario d’apertura
martedì-sabato, ore 10.00 - 13.00 e 16.30-19.30
Chiuso lunedì mattina e festivi

5 - 15 maggio 2017
Inaugurazione: venerdì 5 maggio 2017, ore 18.00
Galleria della Tartaruga
Via Sistina, 85/a
Roma

Vietnam Today
Daniele Rossi

5 - 20 maggio 2017
Inaugurazione: venerdì 5 maggio 2017, ore 19
Tibaldi Arte Contemporanea
via Panfilo Castaldo, 18
Roma

Secret Garden
di Alessandra Calò

6 – 30 maggio 2017
Inaugurazione: 6 maggio 2017, ore 16.00
VI Open House Roma
ROAM Photography
Via del Falco, 30a
Roma

Guido Guidi. Le Corbusier 5 architetture

La serie di fotografie di Guido Guidi di alcune opere di Le Corbusier costituisce un progetto di lettura dell’opera del maestro nato all’interno di un progetto editoriale elaborato con l’editore Einaudi nell’ambito della collana ‘I millenni’, diretta da Mauro Bersani, che presenta le grandi opere letterarie. Il volume è stato pubblicato nel 2003 con il titolo Le Corbusier, Scritti, a cura di Rosa Tamborrino, Fotografie di Guido Guidi.

Le fotografie di Guido Guidi sono parte integrante del progetto editoriale fin dall’inizio e contribuiscono al volume con un percorso di riflessione intorno a alcune opere scelte. In un contesto di creazione, nessun inserimento illustrativo sarebbe stato coerente, né alcuna fotografia di architettura immaginabile. Guido Guidi è l’artista che con una macchina fotografica dialoga con l’architetto-‘homme de lettre’, come Le Corbusier amava presentare se stesso: entrambi consapevoli del profondo valore interpretativo del vedere.
In un volume dedicato a uno scrittore che costruiva i suoi libri per collage di testi e di immagini, l’opera di Guido Guidi traccia un ritratto dell’architetto per frammenti. Visioni parziali, nient’altro che dettagli e, tuttavia, dettagli che si rivelano ermeneutici.
I soggetti sono stati scelti da Guidi in un possibile lungo elenco di edifici e incrociano in totale autonomia i temi proposti dal saggio introduttivo. Le esplorazioni a margine della grande opera, negli archivi come negli itinerari della fotografia, hanno portato verso ricerche su opere allora poco note. Le riprese di Guidi ne rivelano alcune (la fabbrica Duval) pressoché per la prima volta.
L’opera di Guidi nata da questo progetto però è ben più ampia di quella entrata a far parte del volume. La presente esposizione presenta, per la prima volta, un’ampia selezione del progetto di lettura di Guido Guidi di Le Corbusier. Rispetto alla selezione einaudiana, seppure generosa, nella mostra trae evidenza, non solo quantitativamente ma piuttosto nelle sue sfaccettature, un progetto ampio e alcune chiavi di lettura.
E’ l’Usine Duval, la fabbrica per la manifattura Duval a Saint–Dié des Vosges nell’immediato secondo dopoguerra (a partire dal 1946) a rivelarsi un cantiere straordinario per Guido Guidi almeno quanto per Le Corbusier.

L’insistenza con cui Guidi inquadra i particolari di un luogo, i materiali che si accostano nella costruzione, i colori che disegnano gli spazi, insieme alle annotazioni appiccicate ai muri, o ai contenitori dei tessuti della produzione, entra profondamente nel merito di un lavoro che Le Corbusier aveva concepito per una fabbrica diversa una ‘usine verte’, come aveva scritto ne La Ville radieuse.
Frammenti fotografici definiscono l’articolazione dei grandi volumi, delle geometrie pure, disegnate da contrasti di colore, dal gioco che pieni e vuoti, dal ‘pan de verre’, la prima parete tutta vetrata di Le Corbusier alla Cité de Refuge (completato nel 1933). L’inquadratura insistita invita a pensare segni e spazi - di cui risulta enfatizzata la percezione tridimensionale - fissando gli istanti repentini del loro apparire allo sguardo in riprese ‘lente’ che denotano, cioè, minimi slittamenti del punto di ripresa.
La serie di case si confronta con un tema architettonico radicalmente messo in discussione da Le Corbusier in favore di un’innovazione dell’idea di abitare.
Il lavoro di Guido Guidi, piuttosto che soffermarsi sui simboli di un vocabolario, scruta con apparente semplicità segni che si rivelano tracce di un pensiero. Di Le Corbusier emergono indizi di una ricerca incessante.

Testo di Rosa Tamborrino

Orario visite
martedì - venerdì, ore 11.00-19.00
sabato, ore 15.00-19.00 (o su appuntamento)
Ingresso libero

6 maggio - 24 giugno 2917
Unosunove
Via degli Specchi, 20
Roma

Contemporary Cluster #04 Caroline Heider

Contemporary Cluster è lieta di annunciare la prima personale italiana dell’artista tedesca Caroline Heider (Monaco, 1978), Contemporary Cluster #04 Caroline Heider, a cura di Clara Tosi Pamphili, che inaugurerà negli spazi dell’Aventino sabato 6 maggio 2017 alle ore 19.00.

“Ciò che la fotografia riproduce all'infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente.
In essa, l'avvenimento non si trasforma mai in altra cosa: essa […] è il Particolare assoluto, la Contingenza sovrana, spenta e come ottusa, il Tale, in breve la Tyché, l'Occasione, l'Incontro, il Reale nella sua espressione infaticabile”. (Roland Barthes, La camera chiara, 1980).

Negli spazi di Via Luigi Robecchi Brichetti, Caroline Heider presenta al pubblico una selezione di nove opere fotografiche di grande formato che incarnano la sua cifra stilistica precipua.

A partire da una selezione di immagini pre-esistenti, prelevate da riviste di moda d’epoca, Heider lavora per sottrazione, decostruendo l’immagine originaria che viene ingrandita e accartocciata. Il suo è un lavoro che indaga i meccanismi della visione attraverso un approccio semiotico e concettuale dell’immagine fotografica che, in qualità di platonica copia della copia, sottopone lo spettatore a un ruolo di continua rinegoziazione dello sguardo.

Heider sembra chiedersi se ad essere rappresentato in immagine sia lo sguardo dell’artista stessa oppure quello dello spettatore. I due meccanismi della visione chiamati in gioco non si trovano agli antipodi, ma sembrano inevitabilmente condannati a non risolversi mai l’uno nell’altro.

La politica della rappresentazione incontra l’immagine patinata, a la page, che proietta lo spettatore in un universo spazio temporale sospeso, in cui l’interazione degli sguardi detta le linee guida dello spazio.

Contemporary Cluster #04 Caroline Heider immette lo spettatore all’interno di un ambiente immersivo articolato attraverso uno spazio dialogico in cui le opere di Heider si integrano con gli abiti disegnati dallo stilista toscano Emiliano Rinaldi. Una Gesamtkunstwerk, un’opera d’arte totale in cui immagine, spazio e design vengono indagati nel loro rapporto di reciprocità e di mutuo scambio. L’opera, sottratta al suo isolamento dal contesto, trova nuova vita nella trasversalità dell’interrelazione con altri media.

Heider, che ha studiato fotografia con Matthias Hermann e film con Haroun Faroki alla Academy of Fine Arts di Vienna, ha esposto al Museum der Moderne di Salisburgo (2010, Body Codes: Images from the Museum’s Collection, group show), al Belvedere di Vienna (2014, Sigmund Freud: Play on the Burden of Representation, group show), e ad Art Brussels nel 2016; presente con le sue opere in collezioni sia private che pubbliche, è stata insignita dell’Outstanding Artist Award dal ministro austriaco della cultura e dell’Individual Artist Prize dal London Arts Board.

Contemporary Cluster #04 Caroline Heider
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ART // FASHION // SOUND
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Sabato 6 Maggio , 19.00 - 02.00

SOUND // Brina Knauss

MIXOLOGY // Sard Wonder

L'accesso sarà consentito solo previo tesseramento, valido per un anno, al costo di 5 euro.

Orairo
martedì - sabato, ore 10.30 - 19.30

6 maggio - 15 luglio 2017
Inaugurazione: sabato 6 maggio 2017, ore 19.00 - 02.00
Contemporary Cluster
Via Luigi Robecchi Brichetti, 12
Roma

Marco Riva: TOILET - Immagini per transizione


Il progetto è stato realizzato in svariate sessioni fotografiche tra il 2014 e il 2015, seguito da alcuni mesi di editing e impaginazione. Le immagini, tra lo still life, il ritratto e il reportage, documentano il backstage, la preparazione, l’allestimento, il trucco e la messa in scena di uno degli eventi più alternativi di Milano: il sabato notte del Toilet Club.
Club kids e drag queens sono al centro di questo percorso di immagini dove il travestitismo è il tema dominante. L’autore ha intrapreso una ricerca sulla figura umana e l’identità dei soggetti, non è intervenuto nell’allestimento degli ambienti né nel dare linee guida circa il loro styling.

“TOILET – Immagini per transizione” rappresenta il traguardo di un lavoro di 5 anni di ricerca, periodo in cui Marco Riva realizza ritratti di sconosciuti incontrati in spazi e parchi pubblici della città di Bergamo. L’intensità raggiunta in quest’ultimo lavoro è figlia del rapporto di reciproca fiducia e complicità che l’autore ha stabilito con le persone coinvolte, qualità di relazione maturata anche grazie al percorso fotografico urbano intrapreso in precedenza.
La mostra fa parte del calendario del festival Orlando – Identità, relazioni, possibilità (Bergamo, 14-21 Maggio 2017)

Orario apertura
lunedì-sabato, ore 15.30 - 19.00

7-18 maggio 2017
Inaugurazione: sabato 6 maggio 2017, ore 18.00
Festival Orlando – Identità, relazioni, possibilità
255 Raw Gallery
Via Tasso, 49/C
Bergamo

World Press Photo 2017
7 maggio - 11 giugno 2017
Inaugurazione: sabato 6 maggio 2017, ore 15.00 - 20.00
Galleria Carla Sozzani
Corso Como, 10
Milano

Fabrizio Ceccardi: Landscapes

Nel paesaggio quotidiano, la rappresentazione dell’assoluto. La personale di Fabrizio Ceccardi, a cura di Claudia Zanfi.
L’esposizione, inserita nel circuito off di “Fotografia Europea”, sarà inaugurata sabato 6 maggio alle ore 18.00, alla presenza dell’autore.
Accompagnata da un ampio catalogo edito da Silvana Editoriale, la mostra segna l’inizio della collaborazione tra Fabrizio Ceccardi e VV8artecontemporanea, ma anche un punto fermo in una ricerca ultratrentennale, presentata negli anni in Italia e all’estero.
Il percorso espositivo comprende una ventina di immagini dagli anni ’90 al 2014-15. Un conciso excursus attraverso l’intera produzione dell’autore, dalle prime polaroid (pezzi unici che descrivono paesaggi interiori) e dalle opere della serie “Stanze segrete”, fino ai cicli “Out of Eden” e “Landscapes” (che dà il titolo alla mostra), oltre ad una composizione di immagini appartenenti ad “Inequality”.
«Lo sguardo dell’autore – scrive Claudia Zanfi – ci conduce a un’inedita interpretazione del paesaggio: attraverso di esso si possono vedere tutte le devianze e le linearità della natura. Le opere di Ceccardi narrano di tensioni, incontri, dialoghi, inquietudini. Riflettono le contraddizioni, le ansie e le fratture dell’umanità”.
«Nelle sue opere – aggiunge Roberto Mutti – sempre prodotte in copia unica come voluto richiamo alla peculiarità della pittura ma anche per ribadire la loro collocazione come momenti singoli facenti parte di una più ampia progettualità, molti sono i richiami che vanno dalla spettacolarità della Land Art alla creatività visionaria cara a Joseph Beuys passando per la lezione americana del ‘Dialectical Landscape’. Da tutto ciò nasce un’estetica che non si fa mai paradigma ma cambia per aderire esigenze suggerite dai progetti a cui l’autore dà vita».
L’esposizione sarà visitabile fino al 7 giugno 2017, da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 16.30-19.30, oppure su appuntamento. Catalogo bilingue italiano/inglese di 144 pagine con 90 illustrazioni e testi di Claudia Zanfi e Roberto Mutti. Per informazioni: tel. 0522 432103, cell. 340 9232277, www.vv8artecontemporanea.it.
Nell’ambito della mostra, domenica 28 maggio 2017, alle ore 11.00, si terrà un matinée musicale offerto, per il secondo anno consecutivo, da VV8artecontemporanea a clienti e amici. Per l’occasione, i Musicali Domestici eseguiranno una scelta di brani storici e contemporanei, in dialogo con la proposta fotografica. Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.
Fabrizio Ceccardi vive e lavora tra Reggio Emilia e Milano. Il suo percorso creativo inizia a metà degli anni Settanta, periodo in cui frequenta importanti artisti concettuali e fotografi. Partecipa alla stagione artistica delle performance, documentando diverse azioni. Negli stessi anni avvia una ricerca personale che lo porta ad utilizzare la tecnica del Polaroid Transfer, metodo con cui interviene sulla superficie dell’opera sfumando e cancellando parti dell’immagine per ottenere pezzi unici. Inizia così un percorso che lo porta ad esporre in Italia e all’estero. Da sempre vicino al mondo dell’arte, stringe una profonda amicizia con Giosetta Fioroni, insieme alla quale realizza diversi progetti editoriali. I suoi lavori, anche di grande formato, sono esposti nell’ambito di mostre personali e collettive. Ha al suo attivo collaborazioni con gallerie internazionali e pubblicazioni con importanti editori italiani e stranieri. Tra le recenti mostre si segnala “Landscapes” (RB Contemporary, Milano, 2017).

7 maggio – 7 giugno 2017
Inaugurazione: sabato 6 maggio 2017, ore 18.00
Fotografia Europea OFF
Galleria VV8 artecontemporanea
Cortile di Palazzo Borzacchi, Via Emilia S. Stefano, 14
Reggio nell'Emilia
fabrizio-ceccardi-senza-titolo-serie-out-of-eden-2010-11-stampa-lambdacolor-cm-113x99-2.jpgph: Fabrizio Ceccardi, Senza titolo, serie Out of Eden, 2010-11, stampa lambdacolor, cm. 113x99

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