L'indagine sul territorio di Simone D’Angelo

L'approccio fotografico dell'indagine sul territorio di Simone D’Angelo, risveglia il bisogno di guardare da altre prospettive se stessi e quello che ci circonda

L'atmosfera cupa e solenne del paesaggio che apre questa segnalazione come un requiem, nasce dall'indagine sull'emergenza ambientale della Valle del Sacco, condotta da Simone D’Angelo come un risveglio del bisogno di guardare da altre prospettive se stessi e quello che ci circonda.

Lord, I must have been blind.
Ah, to hold something real and not believe it.

Tim Buckley - I Must Have Been Blind

Al cospetto del territorio di passioni ed ossessioni dell'esistenza, siamo probabilmente quasi tutti ciechi, ma è il vigore appassionato e appassionante della riflessione agrodolce tessuta da I Must Have Been Blind di Tim Buckley, ad ispirate titolo, ritmo e consapevolezze del progetto omonimo di Simone D'Angelo.

"Sono nato nella Valle del Sacco, un’area del Lazio meridionale che prende il nome dal fiume che l’attraversa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la valle venne inserita nella categoria delle "aree depresse", dando inizio ad un processo di industrializzazione che ne ha compromesso la naturale vocazione agricola fino al riconoscimento, nell’ultimo decennio, dello stato di mergenza ambientale."

Nato e cresciuto nella tristemente nota "Valle dei veleni" del Lazio, ancora disseminata di discariche, siti contaminati e paesaggi devastati da un secolo di incuria dell'uomo che incombe con le tracce della sua presenza desolante, approfittando di un corso specialistico in fotografia documentaria con Massimo Mastrorillo, Simone D'Angelo inizia ad usare l'obiettivo per approfondire l'indagine di quello che crede di conoscere.


"Quando ho deciso di raccontare un luogo così familiare, ancora non sapevo che di lì a breve mi sarei perso. Iniziando a percorrere le strade che portavano i miei genitori nei vicini stabilimenti industriali, ho scoperto un ambiente in cui il conflitto tra uomo e natura appare incastrato in un moto perpetuo di reciproche sovrascrizioni. Il paesaggio, sempre più indefinito, diventa una terra di nessuno dalla quale la presenza umana è esclusa, fragile come le tracce che lascia al di fuori dei propri confini"

La spiccata sensibilità per le sfumature più cupe e singolari del quotidiano e un bisogno quasi viscerale di sentirne il ritmo, sembrano guidare l'indagine di I Must Have Been Blind nelle pieghe più oscure e sublimi del paesaggio, per raccontarne la storia dei lenti cambiamenti con improvvisi mutamenti di percezione.

Il progetto vincitore del Leica Talent 2014, dopo aver arricchito la prima call IKONEMI e il circuito espositivo di diversi festival, da Fotoleggendo 2015 alla prima edizione di Riaperture Photofestival Ferrara, sarà in mostra alla Galleria de Le Murate Caffè Letterario di Firenze, con la personale a cura di Sandro Bini e Giulia Sgherri, organizzata da Deaphoto in collaborazione con il Caffè Letterario, dal 13 maggio al 23 giugno 2017.

Chi è interessato a segure il percorso di riappropriazione percettiva, iniziato dall'art director e fotografo documentarista con i luoghi in cui è nato e cresciuto, può approfittare di Santabarbara, spin-off di I Must Have Been Blind, con il primo estratto di questo viaggio nel tempo e nella memoria collettiva, entrato a far parte del progetto Memories / No Memories e del Circuito Off di Fotografia Europea 2017.

Foto | I Must Have Been Blind © Simone D’Angelo, Coirtesy Deaphoto

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