Mostre fotografiche: oltre limiti e confini del 2°weekend di maggio

Le mostre fotografiche più interessanti inaugurate la seconda settimana di maggio 2017 in tutta Italia

Maggio si lascia sedurre dai rivegli della bella stagione, mentre il nostro calendario di mostre fotografiche fresche di inaugurazione, continua a scegliere le proposte più interessanti per un weekend da dedicare all'esplorazione di paesaggi, identità, pelle e culture, spingendosi oltre limiti e confini, approfittando di collettive, personali, maratone, festival e biennali, a partire dalla 57° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.

Mediterraneo: fotografie tra terre e mare edizione 2017
10 maggio all'8 giugno 2017
Inaugurazione: mercoledì 10 maggio 2017
Hotel Giorgione
Cannaregio/SS. Apostoli 4587
Venezia

KOKODÉ KAMIGAMI ここで神々: Qui si incarnano gli dei

Generali Italia apre al pubblico Palazzo Morosini a Venezia offrendo la possibilità di visitare gratuitamente lo storico edificio, che ospiterà KOKODÉ KAMIGAMI ここで神々, che letteralmente vuol dire “Qui si incarnano gli dei”. Una mostra che racconta, attraverso l’arte della fotografia unita alla pittura, la pratica più misteriosa delle arti marziali e la spiritualità che la contraddistingue: il Sumo.

L’evento, promosso e organizzato da Generali Italia, in collaborazione con Arthemisia e contestualmente alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, rientra nel programma di Generali Italia Valore Cultura, che ha l’obiettivo di sostenere le migliori iniziative artistiche e culturali e promuovere lo sviluppo e la valorizzazione del territorio.
La mostra, che apre al pubblico dall’11 maggio al 16 luglio 2017, è curata da Xavier Martel, docente di storia dell’arte del XIX secolo all’Università Paris I.

Attraverso 33 opere l’artista giapponese Daimon Kinoshita – incisore di ukiyo-e – e il fotografo francese Philippe Marinig illustrano tramite la commistione della loro stessa arte il mondo della forza, dell’intelligenza e dell’accettazione di sé dei lottatori di sumo, i sumotori che diventano rikishi se professionisti.

Gli artisti, che lavorano entrambi sullo stesso tema, raccontano le origini di questa antica lotta che è lo sport nazionale del Giappone dove i contendenti, immortalati nella quotidianità dalla macchina fotografica di Marinig, si allenano nelle heya (le palestre dette anche scuderie) o si affrontano nel dohyo (la zona di combattimento), indossando il mawashi (il caratteristico perizoma) e acconciando i capelli con la oi-cho mage (la particolare crocchia).
Nelle opere in mostra anche la rappresentazione dello yokozuna, il grande campione per eccellenza distinguibile perché durante l'ingresso sul dohyo indossa la pesante corda annodata detta tsuna. E a questa figura è dedicata un’intera sezione che narra il successo del giapponese Kisenosato, il 72° yokozuna in tutta la storia del Sumo, lunga più di 400 anni. Kisenosato, dopo aver vinto il torneo Grand Sumo di Spring 2017, ha raggiunto l’apice del successo a distanza di 19 anni dall’ultimo yokozuna giapponese.

L’evento vede come sponsor tecnici Shoei, Awagami Factory e Fujifilm, media partner Billionaire e Gatehouse. Gli artisti sono rappresentati da Atelier Visconti.

11 maggio - 16 luglio 2017
Palazzo Morosini
San Marco 2803
Venezia

Beat Kuert – Good Morning Darkness

Palazzo Bembo, morbidamente affacciato sul Canal Grande, a due passi dal Ponte di Rialto, ospita dal 13 maggio al 26 novembre 2017, una grande installazione del regista e artista multimediale svizzero, Beat Kuert.
L’esposizione, dal titolo Good Morning Darkness, curata da Francesca Martire, è parte del progetto PERSONAL STRUCTURES - Open Borders, organizzato da European Cultural Centre, in collaborazione con Dust & Scratches, laboratorio creativo dell’artista Good Morning Darkness è un’opera creata appositamente per l’appuntamento veneziano e si compone di 30 fotografie digitali in bianco e nero che vivono lungo la sottile linea dialettica che lega il buio alla luce.
È proprio il buio l’elemento in cui le fotografie di Beat Kuert prendono vita e si presentano nel loro stato originale. Come in una camera oscura le immagini raggiungono la loro forma definitiva, al termine di un processo dinamico che le porta a raccontare una storia, quasi si trattasse di un filmato. L’allestimento, costruito da una tripla striscia di fotografie che si specchiano in due immagini di grandi dimensioni a colori, aiuta il visitatore a immergersi in questa atmosfera cinematografica.

Come afferma Beat Kuert, “Le mie immagini alla Biennale di Venezia sono scure, e molto vulnerabili sono come pensieri che sorgono e volano via. Ho montato le mie immagini come su un nastro, una dietro l'altra così vicine che parzialmente si fondono. Se li proviamo a seguire con gli occhi, si muovono, e formano una sorta di film, una storia che, mi auguro, saprà poi creare nuove immagini e nuovi universi di nuovo”.

Benché si manifestino in bianco e nero, le opere di Beat Kuert si possono definire come falsi monocromi, in cui si percepisce tanta luce; ad esempio, in uno scatto, il bagliore di una sigaretta serrata tra le dita di una ragazza produce una curva luminosa che tocca terra per poi elevarsi a lambire il secondo soggetto, che si scorge solo in parte; o ancora, la luce è una pioggia che bagna due astanti, mentre la fonte luminosa si produce caravaggescamente da una finestra.

Accompagna la mostra, il volume Beat Me. A pictorial requiem to hallucination and desire (Eyemazing editions).

Beat Kuert (Zurigo, 1946). Note biografiche
Beat Kuert si esprime come artista multimediale e filmmaker. Autore anticonformista, è considerato uno degli esploratori più audaci della sua generazione. Il suo lavoro indaga dilemmi esistenziali attraverso esperienze estetiche, lavorando su varie espressioni e integrando diverse forme d'arte. Dopo una carriera di successo come regista, si è dedicato alle arti visive.
Le sue immagini sono spesso provocatorie e creano un senso di meraviglia negli occhi dello spettatore. L'impressione che produce è inteso come un modo per cercare il sublime in emozioni umane. Per Beat Kuert, il ruolo dell'arte è quello di essere una porta verso l'inconscio dove è l'artista che, attraverso l'energia che infonde nel suo lavoro, spinge gli altri a cercare ciò che è meraviglioso al di fuori della vita quotidiana.
Beat Kuert trae ispirazione da una ampia varietà di fonti (manoscritti antichi, performance, cinema). Le sue fotografie sembrano manipolate digitalmente, ma in realtà si costruiscono solo attraverso la sua tecnica. Le radici del suo lavoro affondano nella filosofia orientale; infatti le sue opere si costruiscono attraverso la contrapposizione di due elementi fondanti.
Ha insegnato comunicazione visiva all’Università professionale (SUPSI) di Lugano e alla Scuola di Cinema Zelig di Bolzano.
Nel 2005 ha fondato il collettivo artistico dust&scratches con cui ha prodotto spettacoli, video-arte e musica. La sua prima performance, Donna Carnivora, è stata presentata a Venezia presso la Scoletta dei Battioro e Tiraoro nel 2007. Ha esposto il progetto Destroyed Lines a Pechino (Yuanfen Flow ed Imagine Gallery, 2010) e la serie fotografica Wunderkammer alla M&C Saatchi Gallery di Shanghai (2012). Nel 2013 è invitato come ospite d‘onore alla IX New Florence Biennale con la sua prima installazione site-specific Et Sic in Infinitum. Nel 2015, nell’ambito della 56^ Biennale d’Arte di Venezia, a Palazzo Bembo ha presentato l’installazione site specific FaultLine / TimeLine.

11 maggio - 26 novembre 2017
Inaugurazione: 11 e 12 maggio 2017, ore 18.00 - 22.00
57° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia
Palazzo Bembo
Riva del Carbon 4793
Venezia

Mille Miglia. Il mito della velocità

Una mostra che rende omaggio all’essenza stessa delle Mille Miglia, la corsa più bella al mondo, ovvero il “mito della velocità”.
La propone, dal 13 maggio al 4 giugno, nell’ambito del Brescia Photo Festival 2017, il Ma.Co.f, Centro Italiano di Fotografia, nella sua magnifica sede in Palazzo Martinengo Colleoni, naturalmente a Brescia.
“Naturalmente” perché il brand Mille Miglia, oggi universale, è nato, come la competizione omonima, in questa città. Giusto novanta anni fa.
Oggi Mille Miglia è un “brand” esclusivo che vede coinvolgere tutta una serie di eventi che vanno ben al di là della competizione sportiva.
Per quattro giorni, dal 18 al 21 maggio, l’attenzione di un pubblico sempre più vasto e internazionale è concentrata su quello che viene giustamente definito “il più grande museo ambulante dell’automobile”. Che accompagna le antiche Signore che si inseguono nel tradizionale tragitto Brescia – Roma – Brescia.
Rappresentare questa vera e propria “leggenda universale” in una mostra che le rendesse omaggio senza cadere negli stereotipi delle fotografie esposte in tutte le vetrine del centro storico, addobbate ad hoc durante la manifestazione, non si configurava impresa semplice.
“Significava allargare – affermano i curatori – il campo di indagine per condurlo ad una visione più grande del fenomeno legato all’automobile: “il mito della velocità”, nelle sue molteplici declinazioni. Ci è parso, questo, il modo forse più significativo e diretto per dedicare a Brescia, nel 90° anniversario della Mille Miglia, un’esposizione in grado di far colloquiare immagini e collezionismo, storia ed attualità”.
E’ una intensa mostra “racconto” della nascita dell’epopea della corsa, dal 1927, anno di inizio delle Mille Miglia, a quel tragico pomeriggio del 12 maggio del 1957, quando la Grande Corsa venne funestata dall’incidente occorso alla Ferrari 335 S n. 531 condotta dal pilota spagnolo Alfonso de Portago e dal copilota statunitense Edmund Gurner Nelson, sul rettilineo tra Cerlongo e Guidizzolo, sulla strada napoleonica Mantova-Brescia.
Quelle prime, gloriose pagine di storia sono raccontate dalle immagini tratte dagli archivi dell’epoca ma anche dai quotidiani e riviste che allora, come oggi, hanno fatto dell’impresa un mito.
La seconda sezione è intitolata “Dal futurismo allo smartphone”. Qui, partendo dall’originale del “manifesto del futurismo” di Marinetti, passando attraverso le poesie del Vate D’Annunzio, la letteratura moderna e la grafica delle locandine pubblicitarie, si arriva sino alla messa in discussione della velocità stessa.
Provenienti da una importante collezione privata, nella terza delle cinque sezioni di questa grande esposizione, sono riuniti esemplari di alto collezionismo dei primi modelli di automobili da corsa, fino alle più popolari macchine di latta a pedali per bambini.
Non poteva mancare il cinema. Con le sequenze più significative dei film dove la velocità è affrontata come valore ma anche come occasione di divertimento, con sguardo ironico. “Dal “Sorpasso” d Risi, al “Vigile” con Sordi, da “Crash” a il “Maggiolino tutto matto”:
Infine “Fotografare la Mille Miglia”. Con la scelta di identificare 12 autori che con il loro stile assolutamente personale hanno diversamente fotografato ed interpretato il “mito”. Per suggerire l’opportunità di riflettere anche sul linguaggio fotografico, sul suo utilizzo e le sue finalità. In mostra immagini di Silvano Cinelli, Eros Mauroner, Ernesto Fantozzi, Laura Giancaterina, Basilio Rodella, Roberto Ricca, Richard B. Datre, Giacomo Bretzel, Paolo Mazzetti, Beppe Vigasio, Paolo Mucciarelli e Claudio Amadei.
Da sottolineare che “Mille Miglia. il mito della velocità” offre ai suoi visitatori l’opportunità di ammirare, con un unico biglietto, le altre grandi esposizioni fotografiche allestite allo stesso Ma.Co.f e in Santa Giulia fino al 3 settembre. In quest’ultima sede, sino al 3 settembre, si possono ammirare “Magnum First” e “Magnum – La première fois” e la prima mondiale di Stev McCurry sul tema ella lettura.

12 maggio – 4 giugno 2017
Brescia Photo Festival 2017
MO.CA – Centro per le nuove culture
via Moretto, 78 (Ex Tribunale)
Brescia

Alexey Titarenko
The City Is A Novel

12 maggio - 15 settembre 2017
Spazio Damiani
Via dello Scalo, 3/2 ABC
Bologna

Maratona Fotografica DISTURbo

Per la prima volta, la Maratona Fotografica DISTURbo fa il tour dell’Emilia-Romagna con 4 diverse tappe. Dalla montagna alla Riviera, passando per la città, si corre con i piedi e con la propria creatività per vivere in maniera stimolante le città della nostra Regione.

Dopo una prima edizione invernale con gli sci, che si è svolta a gennaio sul Monte Cimone, e la tappa di Parma, il 13 maggio è il turno di Bologna, che già da sette anni accoglie la manifestazione con sempre maggior entusiasmo. Si prosegue il 17 giugno a Riccione, invasa per la prima volta dai disturbers che, festanti e colorati, animeranno il centro della città.
www.disturbo.net

13 maggio 2017
Bologna

Dentro un confine, territorio e identità

Quello che mi ha sempre attratto di Roma è il suo essere una e molteplice. Sia nel suo carattere sfacciato ed incoerente, sia dal punto di vista architettonico ed urbanistico.
È una città eterogenea che fa delle sue differenze intestine un vanto e le rende il pregio per cui è conosciuta in tutto il mondo. Un quartiere è diverso dall’altro, come una piccola città nella città.
“Dentro un confine, territorio e identità”, mostra di 16 autori dell’Associazione Culturale Prospettiva 8 esposta presso SinergieSolidali dal 13 al 29 maggio, rappresenta per l’appunto un’indagine fotografica che si propone di raccontare lo spaccato romano del II Municipio, dal “parco dei Musei”, dove sono collocati diversi spazi destinati all’arte e alla cultura, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, alle Accademie, da Explora, alla Galleria Borghese, dall’Auditorium, alle pendici dei Parioli, al Ponte della Musica, e ancora, fino a Villa Ada, alla città universitaria e a San Lorenzo.
Un territorio vasto, multi sfaccettato come Roma stessa, caratterizzato da stratificazioni urbanistiche, ambientali diverse, da storie, racconti e persone con un qualcosa di particolare e affascinante da cogliere. Rimangono tra queste strade le tradizioni del passato, come la vecchia bottega di un barberie o l’insegna di una macelleria che di gente deve averne vista passare molta; le mani affaccendate e sguscianti di un pescivendolo; i volti colti alla finestra delle case; i sorrisi dei passanti; ma anche icone rituali come la solennità di una processione; e una parte più legata ai luoghi e agli edifici che li abitano, che molto spesso, a Roma, li “riempiono” estenuantemente.
La mostra è una raccolta di stili, di visioni e di letture. Dalla street photography alla “pulita” documentazione di edifici e strutture, dalla ritrattistica a quella tendenza a cogliere proprio quelle frizioni e giocose contraddizioni, qui dal punto di vista iconografico, di una città che coerente non lo è mai stata.
“Sono qui da sette giorni e lentamente si va formando nella mia mente il concetto generale di questa città. Non faccio altro che andare in giro senza riposo; studio la topografia della Roma antica e della moderna, guardo le ruine e i palazzi, visito una villa e l'altra e le cose più meravigliose mi cominciano a diventar familiari; apro solamente gli occhi, guardo, vado e ritorno, poiché solo in Roma è possibile prepararsi a godere Roma” scriveva così il 7 novembre 1786 Wolfgang Goethe. Roma è una città i cui pezzi, le cui sfaccettature si possono riunire solo vivendola e cogliendone ogni millimetrico dettaglio, ed anche così, forse, dopo poco, si troverà sempre qualcosa di nuovo con cui arricchire questo meraviglioso puzzle cittadino.
Francesca Orsi

13 - 29 maggio 2017
Inaugurazione: sabato 13 maggio 2017, ore 18.30 - 21
l’Associazione Sinergie Solidali
Via Volsinio, 21
Roma

Ancona Foto Festival 2017
Confini
Il fotogiornalismo e le sue Espressioni

13 maggio - 4 giugno 2017
Polveriera Castelfidardo
Parco del Cardeto
Ancona

Simone D’Angelo
I must have been blind

13 maggio – 23 giugno 2017
Inaugurazione: sabato 13 maggio 2017, ore 17.00 - 20.00
Le Murate Caffè Letterario
Piazza delle Murate
Firenze

Mostre Diffuse Fotografia 2017

Mostre Diffuse Fotografia prosegue l’indagine sul rapporto dell’Uomo con il Territorio con i progetti di:

MAURIZIO ANTONELLI [UNA STORIA DI MUSICA] • DAVIDE BUSCAGLIA [365 STRANGERS] • ROBERTO COCCO [PROTEZIONE] • PASQUALE COMEGNA [PAESAGGIO SENZA CONFINI] • MICHELE DI DONATO [FAUTOGRAPHIE] • ALESSIO FORLANO [NEW YORK CITY 2030 - ZERO WASTE PROGRAM] • TONI GARBASSO [MILANO LA NUOVA] • SERGIO GIANNOTTA [TERRITORIO DELLA MEMORIA E DELL'ANIMA] • FRANCO MARTELLI ROSSI [FOGLIE] • GIANNI MERCURI [UN BUON LAVORO] • LUCA MORETTI [SPIAGGIA LIBERA] • UMBERTO MURELLI [LA MEMORIA DEL RING] • SALVATORE PETRILLI [TEMPO A VENIRE] • CLAUDIO TESTA [VUELVO AL SUR] • FLAVIA TRONTI [PERSONALE AL COMPLETO] • LORENZO BALLANTI [STORIA E DEVOZIONE] • FRANCESCA SEMERANO [TESSUTI TONIÙ] • SOCIETA' DELLA MEMORIA

Extra Mostre
SCUOLE DI MAGLIANO SABINA [CLICK SI GIOCA]
LORENZO BALLANTI [STORIA E DEVOZIONE]
FRANCESCA SEMERANO [TESSUTI TONIÙ]
SOCIETA' DELLA MEMORIA [I RAGAZZI MAGLIANESI DEL 1915-18]

Programma

sabato 13 maggio

11:00 • Apertura evento e Premiazione Concorso Fotografico "Tutti a Tavola!"
/ Teatro Manlio, Piazza Garibaldi, 1
[scarica qui l'invito per la presentazione dell'evento]

16:00 • Il libro fotografico: storia ed evoluzione, a cura di Luciano Zuccaccia
Breve storia del libro fotografico e dei modi in cui i fotografi si sono influenzati a vicenda attraverso i libri fotografici e di come sono cresciuti attraverso la loro visione.
/ Ostello Santa Maria delle Grazie [ingresso libero]

18:00 • Letture Portfolio a cura di Franco Martelli Rossi
/ Ostello Santa Maria delle Grazie [ingresso libero]
domenica 14 maggio

11:00 • Tessuti Toniù mostra/installazione presentata dalla fotografa e autrice Francesca Semerano e da Irene Alison
/ Via Sabina 24 [ingresso libero]

12:00 • Inaugurazione Mostra I ragazzi maglianesi del 1915-18 organizzata dalla Società della Memoria
/ Chiesa di San Pietro, Piazza Vittorio Veneto [ingresso libero]

16:00 • I-Revolution Appunti per una storia della mobile photography, di Irene Alison
/ Ostello Santa Maria delle Grazie [ingresso libero]

18:00 • Letture Portfolio finalizzate alla realizzazione di un portfolio personale, a cura di Salvatore Di Vilio
/ Ostello Santa Maria delle Grazie [ingresso libero]
lunedì 15 maggio

16:00 • Fotografare in grotta: tips e suggerimenti per fotografare in grotta, a cura di Tullio Bernabei
/ Ostello Santa Maria delle Grazie [ingresso libero]
sabato 20 maggio

11:00 • "Il Ritratto Fotografico" a cura di Elio Leonardo Carchidi fotografo ritrattista [ingresso libero]

18:30 • "Il cielo primaverile" introduzione alla fotografia del cielo notturno e a seguire osservazione del cielo con ottiche speciali, a cura del CNAI - Centro Nazionale Astroricercatori Indipendenti
/ Ostello Santa Maria delle Grazie [ingresso libero]
domenica 21 maggio

9:00-18:00 • Laboratorio editoriale per realizzare un libro fotografico, a cura di Luciano Zuccaccia.
/ Ostello Santa Maria delle Grazie [posti limitati, registrazione richiesta]

18:00 • Chiusura evento / Centro Storico

Gallerie Aperte tutti i giorni
mattino 10:30 | 13:00 - pomeriggio 16:00 | 19:00
sabato e domenica fino alle ore 20.00

13 - 21 maggio 2017
diverse sedi
Magliano Sabina (RI)

Shirin Neshat
The Home of My Eyes

13 maggio - 26 novembre 2017
Museo Correr
San Marco, 52
Venezia

Jacopo di Cera
Fino alla fine del mare

14 Maggio - 6 Giugno 2017
Inaugurazione: domenica 14 maggio 2017, ore 17.00
Campo San Stae
30135 Santa Croce
Venezia

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