Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione. Arbus, Goldin, Ottinger, Sherman

Dal Sammlung Goetz al Museion, le opere di Diane Arbus, Nan Goldin, Ulrike Ottinger, Cindy Sherman in mostra con Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione

Oggi tutto esiste per finire in una fotografia.

(Susan Sontag)

L'acume manifestato nella lettura di forme, stili e manifestazioni del contemporaneo, della scrittura critica e creativa di Susan Sontag, è ben noto ad un vasto pubblico che non ha mai sfogliato On photography (1977; Sulla fotografia. Realtà e immagine della nostra società, 1992), valso alla Sontag il premio del National Book Critics' Circle per la miglior opera critica dell'anno.

Il dibattito sulle "forza della fotografia" e la sua capacità di rappresentare la fluidità tra generi e media, tipica dell’arte contemporanea, resta però di grande interesse e al centro del percorso espositivo articolato in oltre cento opere di trenta artisti della ricca collezione del Museo d'arte contemporanea della Provincia Autonoma di Bolzano, in Alto Adige.

Il grande cubo di vetro del Museion (dal greco μουσείον, il tempio delle muse), inaugurato lungo le rive del fiume Talfer nel 2008, per dialogare con la città altoatesina attraverso i suoi filessi strutturali (progettata dagli architetti KSV Krüger Schuberth Vandreike di Berlino) e con la comunità più estesa attraverso i progetti del suo laboratorio internazionale di ricerca, con "La forza della fotografia. Opere dalla Collezione Museion" a cura di Letizia Ragaglia, fino al 25 novembre 2017, offre un lungo e articolato viaggio nell’identità e nell’alterità alla luce di opere di artisti di fama internazionale della sua collezione, dai ritratti di clown di Roni Horn (1955, USA) ed il mondo delle immagini di Wolfgang Tillmanns, all'identità sublime e deviante di Jana Sterbak, con una speciale sezione parallela nella sala della collezione studi, dedicata alla concezione più ampia di fotografia politica, a cura di Andreas Hapkemeye.

Ad arricchire il percorso espositivo della mostra negli spazi del secondo piano del Museion è anche un nuovo nucleo di opere tutte al femminile, provenienti dalla Sammlung Goetz di Monaco, tra le collezioni private di arte contemporanea più importanti a livello internazionale.

Rinnovando la collaborazione tra musei, nata nel 2013 con l'esporazione dei riferimenti contemporanei al minimalismo esposti a Bolzano con le opere di "When Now is Minimal. Il lato sconosciuto della Sammlung Goetz", "Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione" A cura di Letizia Ragaglia in collaborazione con la Sammlung Goetz, esplora identità, alterità, trasformazione e messa in scena, del corpo, di sé stessi e della propria intimità, con le opere di Diane Arbus, Nan Goldin, Ulrike Ottinger, Cindy Sherman.

Un piccolo, ma significativo nucleo di opere che si integra ed amplia le tematiche in mostra con "forza della fotografia", insieme al clima di contaminazione tra fotografia e arte contemporanea.

«Nei lavori delle artiste selezionate emerge un aspetto che si dipana come un filo rosso attraverso la mostra della collezione di Museion, ovvero il clima di contaminazione tra fotografia e arte contemporanea che negli anni Sessanta si comincia a delineare»

Letizia Ragaglia

Diane Arbus (New York 1923-1971) inizia idealemente il viaggio tra alienazione e partecipazione con i 14 ritratti della diversità che popola il suo quotidiano, scattati tra il 1962 e il 1970 con quella che la Sontag ha definito "partecipazione alienata".

Il diverso in mostra con sei opere di Nan Goldin (Washington, 1953) si ammanta al contrario di partecipazione emotiva per soggetti con i quali la fotografa condivide esperienze, sensazioni, passioni ed ossessioni.

"Le fotografavo così, come loro stesse si vedevano, e non sentivo alcuno bisogno di smascherarle con la macchina fotografica"

Nan Goldin

Il contributo della fotografa e regista tedesca Ulrike Ottinger (Costanza, 1942), è legato alla sua produzione filmica e predilige l’iper-rappresentazione di un mondo di emarginati e di eccentrici, arrivando in mostra con i piccoli protagonisti di "Fräulein Mausi und Paulchen" (1981) e le signore cosmopolite che viagginao sulla Trans-Siberiana/trans-Mongolia in Johanna d'Arc of Mongolia.

La più 'contemporanea' Cindy Sherman (Glen Ridge, USA, 1954) resa celebre dalle mimesi e trasfigurazioni dell'identità dei suoi 'autoritratti concettuali' e appena entrata nella prestigiosa lista delle 100 persone più influenti al mondo, stilata ogni anno dalla rivista TIME, porta in mostra quattro opere realizzate tra il 1990 e il 2008 che, giocando in modo provocatorio con la moda e la storia dell’arte, usano la maschera per smascherare i clichè del contemporaneneo.

Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman
Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione
Quattro posizioni dalla Sammlung Goetz

23 marzo – 17 settembre 2017
Museion
Piazza Piero Siena, 1
Bolzano

Foto | Il ritratto fotografico tra alienazione e partecipazione. Diane Arbus – Nan Goldin – Ulrike Ottinger – Cindy Sherman. Quattro posizioni dalla Sammlung Goetz

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