Nel regno animale di Andrea Buzzichelli

Nella dimensione 'animale' più visionaria e stupefacente della nostra esistenza, con il bianco e nero analogico di Andrea Buzzichelli

Di tutto il regno animale noi siamo la specie più evoluta e spesso la meno senziente, ma chi si sforza di guardare le cose in modo diverso, può restituirci l'occasione di recuperare il legame con la nostra vera natura e la dimensione più sensibile dell'esistenza.

Per Andrea Buzzichelli sembra essere una sorta di missione e una grande passione, nutrita dal forte legame instaurato con la natura che vive nel quotidiano, esplora con numerosi progetti fotografici e l'indagine sul territorio italiano, portata avanti insieme ai fotografi del collettivo Synap(see).

Una vasta indagine dei territori del reale, pronta a contemplare quello che sfugge al razionale e, accordando fiducia all'immaginazione, ci lascia affacciare anche nell'universo ludico di Imaginary World.

Un mondo candido come la neve e la fantasia infantile, popolato da giocattoli che vivono nel loro habitat ideale, tra orsi bianchi che non hanno perso il sorriso, elefanti in viaggio, squali a caccia, lupi che ululano ai nostri istinti e il delizioso bestiario fantastico che invita ad una riflessione sulla condizione umana.

L'inizio ideale di un lungo viaggio nella dimensione 'animale' più visionaria ed entusiasmante della nostra esistenza e quella più analogica della fotografia, spinto oltre i confini dei nostri Parchi Nazionali e il lato più oscuro della natura, da un nuovo progetto collettivo di Andrea Buzzichelli, servendosi dei materiali d'archivio per monitorare la fauna selvatica di Inhabitants, con un chiaro e sentito omaggio a George Shiras III, padre della fotografia naturalistica e pioniere di quella notturna.

Seguendo il corso del Fiume con l'ultimo progetto collettivo dei Synap(see), presentato anche nel corso del II Funzilla - Rome Photozine Festival, Andrea Buzzichelli punta il suo obiettivo sul ciclo vitale del piccolo corso d'acqua del Cecina livornese minacciato da un impianto geotermico, inquadrandone ancora una volta meraviglia e fragilità, con tutte le sfumature del bianco e nero analogico di "Fragile".

"Sul Cecina sono tornato bambino. Ho raccolto delle uova di rana e, a casa, le ho fatte schiudere in una vasca come usavamo fare quando eravamo piccoli e le giornate scorrevano spensierate, all’aperto. Con i miei figli abbiamo seguito la loro evoluzione, il graduale schiudersi della vita. La meraviglia della loro trasformazione in piccole rane. E poi le abbiamo riportate al loro fiume.
Avrei potuto raccontare dei danni che potrebbe provocare una centrale geotermica in un'area così fragile ma penso che è diffondendo energia positiva che si possono affrontare le nuove minacce ed evitare ulteriori danni ai nostri territori"

Per chi ha bisogno di riappropriarsi dello stupore delle piccole cose, la meraviglia del quotidiano e il coraggio di difenderlo, i protagonisti di Imaginary World, Inhabitants e Fragile, si preparano ad animare anche la personale ospitata alla Galleria Lato di Prato, chiudendo il ciclo espositivo della galleria dedicato alle sfumature del bianco e nero di tre diversi fotografi toscani, aprendo un viaggio nel meraviglioso "Animals" di Buzzichelli.

Tra i graditi ospiti della serata inaugurale di venerdì 19 maggio, ci sarà anche lo scrittore Alessandro Lotti e la foto di Inhabitants che ha scelto per la copertina della raccolta di racconti "Supereroi ed altri scarti", in vendita nella galleria di piazza San Marco.

Un post condiviso da Andrea Buzzichelli (@andreabuzzichelli) in data: 10 Mag 2017 alle ore 05:26 PDT

La vita è un meraviglioso errore di Steve Bisson


Varcare la soglia dello studio di Andrea Buzzichelli è come entrare in una wunderkammer della fotografia per scoprire una curiosa collezione di camere di ogni sorta, che attraversa decenni di evoluzioni del mezzo, dall'analogico al digitale. Qui si possono solo sfiorare le diverse traiettorie che il toscano ha intrapreso nel suo particolare viaggio espressivo, che prosegue imperterrito e indifferente alle turbolenze del momento, agli umori sospetti, alle mode passeggere.
In Buzzichelli c'è un bisogno viscerale di scattare, di misurarsi con il mondo, con il suo mondo. Questa necessità sembra andare di pari passo con la volontà di rompere gli schemi mentali dell'immaginario comune, con le regole sintattiche del linguaggio. Una fotografia che si fa trasmissione diretta di pensiero per arrivare libera da ostacoli, semantici o filologici. E per questo come una poesia, che va lasciata in originale, si fatica a tradurla. Le sue scelte in fatto di stile non si nutrono di carenze intellettuali, o pretese oltremodo estetizzanti, bensì poggiano su uno sfondo vitale fatto di strade percorse tra una meta e l'altra del quotidiano, di emozioni e vissuti familiari o di qualsiasi pretesto che affondi nell’immaginazione e talvolta nei ricordi che ad essa si sovrappongono.
La mostra Animals ospitata dalla Galleria Lato di Prato ci offre la possibilità di intersecare uno spaccato significativo del lavoro di Buzzichelli. Si tratta infatti delle tre recenti serie: 'Fragile', 'Inhabitants' e 'Imaginary World'. Progetti che pur muovendo da intenzioni diverse sono accomunate nella propria soggettività da un richiamo al mondo animale.
'Imaginary World' è un bestiario fantastico. È una confessione d'amore per la fauna e la sua diversità quella che possiamo leggere tra le righe di questi sguardi autoriali. Essa, per quanto silenziosa, invita ad una riflessione sulla condizione umana che emerge per differenza da quella animale. Quasi come se l'immaginazione di questi animali servisse a proiettare con maggiore chiarezza e forza la realtà che li circonda. Buzzichelli fa suo l'insegnamento di Julio Cortázar: «sotto la superficie realista si nasconde qualcos'altro che è anch'esso realtà, ancora più realtà, una realtà più profonda, più difficile da captare». In questa zona intermedia di realismo meraviglioso va letto il progetto 'Fragile' che coglie la bellezza della vita in un’ansa del Cecina, piccolo fiume la cui sorgente è minacciata da una scommessa geotermica. Qui emerge con maggiore chiarezza la volontà del fotografo di Colle Val D'Elsa di affrontare argomenti anche scomodi con un approccio inverso, con una manifestazione empatica di bellezza, in cui non c'è spazio per i colpevoli ma solo per gli innocenti.
Le sue parole non lasciano margine di interpretazione: «Sul Cecina sono tornato bambino. Ho raccolto delle uova di rana e, a casa, le ho fatte schiudere in una vasca come usavamo fare quando eravamo piccoli e le giornate scorrevano spensierate, all’aperto. Con i miei figli abbiamo seguito la loro evoluzione, il graduale schiudersi della vita. La meraviglia della loro trasformazione in piccole rane. E poi le abbiamo riportate al loro fiume».
Con una struttura analoga, 'Inhabitants', ci accompagna nella natura, nello specifico del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, per svelare altri abissi. Un senso di potenza intrusiva dell'essere umano in un mondo che altrimenti non sarebbe svelato, e una sorta di fascino “voyeuristico” verso la natura stessa.
Un omaggio anche al lavoro del fotografo naturalista George Shiras III, pioniere nell'aprire prospettive di osservazione fino ad allora proibite, che è già valso a Buzzichelli la pubblicazione nella nota rivista National Geographic.
Questi come altri racconti non si esauriscono in un aneddoto, non si fermano al tema. Scriveva sempre Cortázar «credo che nella letteratura, in fondo, il realismo non possa prescindere dalla fantasia, in qualche modo ne ha bisogno». Ecco, credo altrettanto, che questo assunto valga per la fotografia di Andrea Buzzichelli che ci ricorda, come nel titolo di un altro suo progetto, che la vita può essere un errore meraviglioso. La fotografia diventa una specie di fantasia, un'operazione che non è destinata sempre a trionfare ma a sorprendere chi guarda.

Steve Bisson, Critico e curatore italo-belga, studioso di antropologia visiva. Fondatore di Urbanautica Journal on Visual Anthropology and Cultural Landscapes, e della società di produzione Filmessay. Collabora da oltre dieci anni con gallerie, fondazioni e musei in tutto il mondo all'organizzazione di mostre e festival. I suoi scritti sono pubblicati su riviste e libri. Ha insegnato presso vari istituti e università e attualmente presso il Paris College of Art.


Animals
Andrea Buzzichelli
19 maggio al 30 giugno 2017
Inaugurazione: venerdì 19 maggio 2017, ore 18.30
Lato
Piazza San Marco, 13
Prato

Foto | Animals Andrea Buzzichelli

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