Il talento artigianale di Sofia Bucci

Sofia Bucci tesse istinti, istanti e istantanee di piccoli progetti artigianali per grandi viaggi

I viaggi migliori sono quelli che portano ovunque, incuranti dei limiti posti da coordinate geografiche, temporali, razionali o dialettiche. Itinerari perfetti per imbattersi in qualsiasi cosa, anche in se stessi, al pari di quelli tracciati da una tessitrice alacre di istinti, istanti e istantanee come Sofia Bucci.

Piccoli progetti per lunghi percorsi, a prova di solitudini distratte e anatomie contratte, messi a punto da Sofia usando le immagini, la musica e le parole, per cucire frammenti di memoria e visioni possibili, trasformando un progetto fotografico sulla perdita, nel ricordo di un ritorno alla vita da sfogliare in un libro.

"Il Sapore delle Foglie" è ciò che rimane e ciò che si è perso. È un ritorno alla vita, dopo la perdita della stessa. È la guarigione, ferite che diventano cicatrici. È allucinazione e sogno. È la realtà che incombe, nonostante non la si voglia affrontare. È la perdita di memoria. Queste sono delle fotografie scattate prima di un’operazione chirurgica importante: esportazione di un tumore al cervello. Ora sono divenute illeggibili, dei file rovinati, irrecuperabili. Foto completamente andate perse, come la parte della memoria che documentavano. Se la fotografia è il ricordo, questo è ciò che ne rimane.

Un libro fotografico rilegato a mano, come quello che raccoglie le 28 polaroid e il testo poetico stampato a caratteri mobili di Dodici, alla stregua del sudario di un trauma e del suo opposto. La stessa sensibilità artigianale spinge la Bucci di cucire istantanee con un filo di lana, rosso come certi legami.

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Una sorta di terapia d'urto per l'entusiasmo fertile e il talento appassionato di una giovane donna che fotografa istanti e cuce istantanee, scrive diari come partiture musicali, intreccia trame sottili con dita gentili, rilega libri a mano e lo insegna ad altri, conosce la fatica e l'alchimia della stampa a caratteri mobili, ma anche il piacere di avventurarsi oltre i margini, con la musica che ama, con il basso che suona e la casa discografica indipendente 29Records con la quale lavora.

Usando l'azzurro come una sintesi, il video come esperimento, la fotografia come supporto per visioni liquide, un racconto e la colonna sonora, Sofia Bucci ha realizzato anche la ninna nanna per l'inconscio di "A lullaby for the death vol 1".

L'inizio di un nuovo viaggio, raccolto nel packaging di un vinile a 45 giri, senza vinile, ma con 10 foto, un poster pieghevole con un racconto e un QR code riconducente al primo video girato da Sofia Bucci per "I’m coming back home" di Bakemono e in allegato, la ristampa del primo EP del progetto solista acustico di Giuseppe Mascia, insieme ad un poster stampato a mano dalla tipografia a caratteri mobili Betterpress Lab, di Roma.

A lullaby for the death: parole

A lullaby for the death sono le ninna nanne che avreste sempre voluto e non vi hanno mai cantato. Il primo numero è dedicato alla casa, al ritornare a casa. Protagonisti sono il lago e l’azzurro. Degli occhi, del cielo, dell’acqua, del silenzio. Di tutto ciò che ci appartiene inesorabilmente da sempre, dalla nascita alla morte. La canzone scelta non parla che di questo: “I’m coming back home” di Bakemono
(Giuseppe Mascia).

Lago cos'è se non quell'ago, dall'agere latino, il "ti ci vorrei portare", è "condurre", è "rubare", nelle serate pensose è un trascorrere del tempo. Basterebbe, "io e te lago" e in esso ogni silenzio e perturbazione. Ed ogni bilancia collasserebbe alle pesantezze del "ti ci vorrei portare" che ora occupa una "depressione del suolo", ed ogni razzia "generalmente dolce" non supera mai i confini del lago che non sarebbe indimenticabile se comunicasse ad infinito "direttamente con il mare".
(Gabriele Romani)

Un solo scrigno per tanti viaggi che qualcuno ha avuto modo di apprezzare e acquistare tra le produzioni artigianali e indipendenti della seconda edizione del Funzilla - Rome Photozine Festival, mentre tutti possono ordinare direttamente online, il cofanetto completo o solo alcuni degli elementi che contiene.

Un post condiviso da Sofia Bucci (@sofiabucciphoto) in data:


I viaggi ovviamente continuano e la passione per la chimica incerta delle istantanee, messa da parte per questo progetto, torna a cucire anche gli elementi di anatomia delle Impossible 600 Color, comprate per amore, usate per lenire un dolore del cuore e tra le migliori 'arduamente selezionate' per la mostra di ISO 600 - Festival della Fotografia Istantanea, al Mambo - Museo d'Arte moderna di Bologna, da oggi al 28 maggio 2017.

Con lo stesso filo di lana, rosso come il sangue delle vene, Sofia Bucci fa pulsare l'anatomia delle Polaroid, premiata come vincitrice di questa edizione del Festival della Fotografia Istantanea, insieme a Manuela Mela Milani.

Foto | © Sofia Bucci, Courtesy Autrice

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