così vicini così lontani .. Al Blu di prussia

Siamo tutti così chiusi, solitari e distanti l'uno dall'altro. Tutti così vicini eppure così lontani. Separati dai fragili confini inquadrati da Ilaria Abbiento, Gail Albert Halaban e Valentina Vannicola

"Nessun uomo è un’isola, completamente a sé stante. Ognuno è una parte del continente, una parte del tutto"

John Donne (1624)

Purtroppo, il tutto di cui parla il poeta inglese nel XVII secolo, non impedisce affatto al comportamento umano di natura 'sociale', di cancellare la distanza che mantiene da l'altro da se, da molto prima che la dimensione urbana la istituzionalizzasse, o quella social fingesse di dissolverla.

È una passeggiata in bilico sui fragili confini tra mondi intimi e personali, tanto vicini da arrivare a sfiorarsi, ma così lontani da non riuscire ad abbattere le fortificazioni della solitudine, ad ispirare il viaggio nelle opere di Ilaria Abbiento, Gail Albert Halaban, Valentina Vannicola e le distanze tra personali visioni introspettive di mondi "Così vicini, così lontani", nella nuova collettiva curata da Valentina Rippa Al Blu di Prussia.

"Dettagli surreali e poetici, fragili confini tra mondi lontani e intimi luoghi, l’attesa e la sospensione: queste le tematiche comuni alle tre fotografe: la napoletana Ilaria Abbiento, la newyorkese Gail Halbert Halaban e la romana Valentina Vannicola. La fotografia è mezzo espressivo per raccontare le storie vere o costruite di individui chiusi nel proprio universo, così vicini eppure così lontani."

Valentina Rippa

Un viaggio mosso dal desiderio di avvicinarsi, di creare connessioni dalle distanze, costruendo storie di fragilità e solitudine sui mondi affacciati alla finestra di Gail Albert Balaban, sulla maremma laziale e l'Inferno dantesco messi in scena da Valentina Vannicola e la cartografia poetica del Mediterraneo tracciata da Ilaria Abbiento.

Ogni orizzonte di quotidianità osservato fuori dalla finestra da Gail Halbert Halaban, ritraendo sempre individui al corrente del progetto, con "out of mywindow" scattato a Parigi, New York, Istanbul, Napoli, Milano e Roma, riflette sulla "consapevolezza" che abita le grandi metropoli, insieme alle solitudine e quella distanza sottile tra le persone, nutrita da chiusura culturale e sociale.

In modo diverso ma analogo Valentina Vannicola mette in scena fragilità e solitudini del quotidiano, ricostruendo scene reali al pari della staged photography (allestimento di realtà fittizie), con dettagli su(l)reale che prende in prestito dall'Inferno Dantesco e dalla memoria della sua maremma laziale, arrivando a rendere attori per un giorno anche il postino, la bidella, il fornaio del paese.

La cartografia del mare di Ilaria Abbiento, restando in equilibrio tra immaginazione e realtà, correnti marine ed emotive, spinge il viaggio ovunque e altrove, contemplando le infinite possibilità e trasformazioni di frammenti di acqua, distanti e diversi quanto le tracce del suo passaggio sulla costa del Golfo di Napoli, o i lavori evocativi sul tempo e sull’attesa che arricchiscono il suo atlante azzurro del Mediterraneo.

Un post condiviso da Ilaria Abbiento (@ilaria_abbiento) in data:


Così Vicini Così lontani
Ilaria Abbiento | Gail Albert Halaban | Valentina Vannicola
fino al 22 settembre 2017
Al Blu di Prussia
Via Gaetano Filangieri, 42
Napoli

Foto | Così Vicini Così lontani, Courtesy Al Blu di Prussia

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