Panasonic Lumix GH5, la recensione dell'ammiraglia mirrorless micro quattro terzi

La mia recensione dell'ammiraglia micro quattro terzi Panasonic Lumix GH5

Video e poi foto. Foto e poi video. Questo il riassunto delle ultime tre settimane trascorse in compagnia della Panasonic Lumix GH5. Tre settimane piene di soddisfazioni, dato che come già detto nella prima presa di contatto, questa mirrorless micro quattro terzi si usa con piacere dato che è l'evoluzione della già ottima Panasonic Lumix GH4.


Impressioni d'uso

Per me che utilizzo la Panasonic Lumix GH4 da un anno, prendere in mano la nuova Panasonic Lumix GH5 è estremamente rassicurante. Questo perché i controlli principali sono rimasti dov'erano. L'unica differenza è la posizione del pulsante di avvio della registrazione video, spostato dal retro alla parte superiore della fotocamera.

Al suo posto troviamo il joystick per la selezione del punto di messa a fuoco. Il suo utilizzo è pratico e veloce, specialmente quando teniamo l'occhio sul mirino elettronico: si attiva schiacciandolo, dopodiché possiamo agevolmente scegliere tra i ben 225 punti di messa a fuoco disponibili.

L'autofocus è poi personalizzabile, sia utilizzando tre impostazioni già pronte, che variando i singoli parametri. Si riescono così a gestire la sensibilità e la rapidità di reazione quando un elemento si frappone tra la fotocamera e il soggetto. Ovvero un salvagente per la messa a fuoco continua.

Alla fine è stato infatti l'autofocus l'aspetto che mi ha maggiormente impressionato di questa fotocamera. Rapido e preciso, capace di cogliere l'attimo anche con soggetti scalmanati come le mie bimbe. Risultano adeguati anche l'esposimetro e il bilanciamento del bianco.

Passando all'utilizzo video, troviamo tutto quello che può servire, sia dal punto di vista hardware, con tutti gli ingressi e le uscite necessarie, sia dal punto di vista software, con alcune chicche come la funzione di transizione fuoco: ve la mostro nella recensione video in apertura.

Se proprio devo trovargli un difetto è da attribuirsi all'organizzazione dei menù, poco ordinata e legata alla posizione della ghiera delle modalità di esposizione. Se siamo ad esempio nella modalità video manuale, non potremo accedere alla personalizzazione della messa a fuoco.

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Qualità immagine

I files JPG prodotti dalla Panasonic Lumix GH5 sono già ottimi per la stampa e per la pubblicazione online già con le impostazioni standard e senza bisogno di ricorrere alla camera chiara. Anzi, ad essere onesti con le impostazioni standard di Camera RAW in Adobe Photoshop CS6, confrontando RAW e JPG risulta evidente come quest'ultimo sia meglio elaborato come nitidezza, contrasto e saturazione.

Sul fronte dei valori ISO, i files sono ottimi alle minime sensibilità di 200 e 400 ISO. A partire dagli 800 ISO si inizia a notare l'intervento della riduzione rumore, che si porta via il dettaglio fine. A partire dai 1600 ISO
si inizia a notare qualche problema sulla coerenza cromatica, evidente sotto forma di macchie magenta sulle aree grigie.

Fino ai 6400 ISO i files restano ancora utilizzabili per le stampe, dato che il dettaglio medio viene ancora preservato. Le massime sensibilità di 12800 e 25600 ISO sono quindi da relegare a un utilizzo unicamente sulweb.

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Conclusioni

Migliaia di videomakers la utilizzano in tutto il mondo. Parlo della Panasonic Lumix GH4. Una responsabilità importante dunque quella della Panasonic Lumix GH5: non deludere chi già la apprezza. Fortunatamente non ci sono delusioni, ma piuttosto il piacere di usare un prodotto maturo, dove sono stati apportati solo miglioramenti senza nessuno stravolgimento.

A cui si aggiunge il piacere di notare che fotografare con una mirrorless micro quattro terzi, affrontando anche generi impegnativi come la fotografia sportiva, con questa nuova ammiraglia non è più un'azzardo ma una scelta da prendere tranquillamente in considerazione.

Piace:
- ottima ergonomia
- doppio slot di memoria
- joystick per scelta punto messa a fuoco
- prestazioni e personalizzazione autofocus
- qualità foto e video
- resa ottica in prova

Non piace:
- organizzazione menù

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