L'America nelle prospettive inusuali di Larry Fink

L'America di ieri e di oggi nelle prospettive inusuali degli scatti in bianco e nero di Larry Fink

Da quasi sei decenni Larry Fink documenta la società e la cultura americana, con un temperamento dolcemente sovversivo, lo sguardo sensibile alle sfumature meno convenzionali e l'obiettivo attento alle prospettive inusuali.

Un lungo viaggio nelle trasformazioni e contraddizioni del paese che, con grande passione e immutato impegno, spazia dai fermenti della beat generation seguiti a 17 anni, anche in autostop fino in Messico, ai chiaroscuri della campagna in Pennsylvania, dai party hollywoodiani, ai movimenti politici che hanno consegnato l'America nelle mani di Trump.

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Con la fotografia come compagna di vita e valida alternativa al crimine della strada, il ragazzo di Brooklyn (Born to be Wild 11 marzo 1941), sensibile all'umanità che popola il suo mondo e alle contraddizioni che lasciano coesistere la trasgressione beat e lo star system di Hollywwod, l’energia delle città con gli equlibri di famiglia, diventa la pluripremiata leggenda della fotografia americana, pronta ad aggiungere un Lucie Award for Achievement in Documentary Photography, agli svariati Guggenheim Fellowship, National Endowment for Art e Infinity Award for Art dell'International Photography Center (ICP) già ricevuti.

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Quando Andy Warhol era già la sua migliore opera d'arte agli occhi del mondo e il venticinquenne Fink era solo il fotografo inviato dall’East Side Review per realizzare un servizio, fu il temperamento di Fink a condurre la star della Pop Art lungo la strada meno trendy di New York, immortalandolo con la sua factory sui marciapiedi del Lower East Side, insieme alla distanza siderale che li separa dai bassifondi popolati da ubriaconi, ragazzaccie e baby gang.


Sono gli scatti di quella primavera del 1966, con lo studiato distacco di Warhol e dei personaggi della sua Factory, dal tessuto della società che assorbe il giovane Fink, ad essere raccolti nelle pagine di "Fink On Warhol: New York Photographs of the 1960s", edito da Damiani nella primavera del 2017, con il testo critico di Kevin Moore che li pone, 'in un certo senso', agli antipodi di interessi comuni ..

"in un certo senso, semplificando le cose, si potrebbe asserire che Fink e Warhol fossero entrambi interessati alla politica, così come lo erano all’arte, semplicemente lo facevano partendo da presupposti non solo diversi, ma agli antipodi"

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Dopo un cinquantennio di insegnamento presso l'Università di Yale, la Cooper Union e il Collegio Bard, dove Fink è professore onorario, numerosi occasioni di incontro e scampio, arricchite da esposizioni che spaziano dal MoMA e il Whitney di New York, al Musée de l’Elysée a Losanna e il Musée de la Photographie di Charleroi in Belgio, le sfumature d'America fotografate da Fink arrivano in mostra con The Beats and The Vanities, insieme alle 125 fotografie originali in bianco e nero (54 tratte dal libro "The Beats" e 71 selezionate dal volume "The Vanities") esposte al piano terra dell’Armani/Silos di Milano, fino al 30 luglio 2017 (nel video a seguire).

Il ritratto della società americana documentata da Fink sin dalla fine degli anni Cinquanta però continua e "The Polarities" è pronto condividerne una selezione delle immagini scattate da Larry Fink negli ultimi cinque anni, con una mostra e un libro curati da Laura Serani.

In viaggio tra Politics, Countryside stories, In town, At home, le stampe in bianco e nero, luci e ombre di The Polarities raccontano l'America di oggi, con sorrisi ferrati da miss a stelle e strisce, gatti di casa, volti della strada, intimità strappate alla folla e quella società-spettacolo che pervade ogni superficie e riflesso del quotidiano.

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Numerosi frammenti per le 144 pagine del libro omonimo edito da L'Artiere (Bologna giugno 2017) e la retrospettiva di foto inedite che occupa un posto d'onore nel percorso espositivo delle Storie della XIII edizione di Fotoleggendo, alla Pelanda Factory del Museo Macro Testaccio di Roma, fino al 1 luglio 2017.

«Per me, tutto è sensuale e viscerale. E con la fotografia cerco di raggiungere attraverso la superficie e il toccare qualcosa all'interno dell’oggetto o dell'esperienza. La mia vita è stata un bagaglio d'impulsi specifici. Le immagini che mostro qui vengono dall’interno, ma tralasciando il mondo, vasto e reale. Io non esisto. Godetevi la mia vita. Voglio che sia, anche se solo per un momento, vostra»

Larry Fink

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Foto | Larry Fink - The Polarities - Fotoleggendo 2017 - Pelanda Factory Museo Macro Testaccio

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