Sony a7s: la nostra recensione

Sony a7s: la recensione della pietra miliare nella fotografia.

Sony a7s

Quando fu presentata nell'ormai lontano Photokina 2008 la Panasonic DMC G-1, prima mirrorless consumer, è iniziata la storia di una categoria di fotocamere che, quasi 10 anni dopo, è forse la più grande rivoluzione in atto in campo fotografico e video. Parlo di rivoluzione perché è evidente che le “senza specchio” stiano raggiungendo ed eguagliando in prestazioni e versatilità le care reflex. La strada è ancora lunga ed attualmente è difficile pensare al pensionamento della DSLR ma, forse, dovremmo iniziare ad abituarci all'idea che in un futuro più o meno vicino le cose possano cambiare.

All'indomani dei primi rumors sull'imminente introduzione della Sony A7III e dell'arrivo della poderosa Sony A9, del consolidato successo della Panasonic GH-5 e delle meravigliose Fuji, è sempre più facile entrare nel mondo delle mirrorless rivolgendosi al mercato dell'usato: un usato che con poco più di 6-700 euro permette di portarsi a casa una A7 ed iniziare a sperimentare con un buon sensore a pieno formato.

Per questo amarcord ho scelto la Sony A7s, nelle prossime righe capiremo il perché.

Le caratteristiche


 La a7s, come specificato da Sony, nasce principalmente per coloro che sono interessati alla ripresa video e fornisce il formato XAVC S fino a 50Mbps a 25 e 50 fps in FullHD.

La vera chicca però, sta nella possibilità di utilizzare la completa lettura dei 12 megapixel del sensore, sfruttando l'uscita HDMI per realizzare un 4K in 4:2:2 non compresso a patto di usare un registratore esterno. A questo, poi, si aggiungono la ripresa in s-log a basso contrasto per sfruttare tutta la gamma dinamica del sensore ed altri accorgimenti che ritroveremo anche nella successiva a7 II.

Altra cosa che ha reso questa fotocamera una vera pietra miliare è la sensibilità quasi impensabile per le sue concorrenti, con una gamma che grazie al sensore ed al processore Bionz X va dai 100 ai 102400, estendibile dai 50 ai 409600 ISO. Ciò fa della a7s l'oggetto risolutivo per molti fotografi e videomaker che lavorano in scarse condizioni di luce o praticano astrofotografia.

Non stupisce quindi il fatto che sia ancora richiestissima nonostante l'età.

 

Prime impressioni


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L'impugnatura sporge di poco e, per chi proviene dal mondo reflex, questo è un “problema” che si somma alle dimensioni ridotte ed alla leggerezza.

La compattezza è comunque per molti un punto di forza e c'è anche chi ritiene la a7 “più mirrorless” della a7 II.

Si tratta insomma di una full frame che con una lente “pancake” è poco più ingombrante di un portafoglio e, allo stesso tempo, ci può permettere di sfruttare al massimo anche degli obiettivi “impegnativi” dal punto di vista delle dimensioni.

Il corpo macchina è ben rifinito esteticamente e quei 489 grammi danno una sensazione di concentrato, ci sono gomme piacevoli al tatto nelle zone preposte al contatto con la pelle e la plastica è quasi assente.

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Sul dorso spicca il luminoso display LCD da 3'' tiltabile, in alternativa è possibile utilizzare anche il viewfinder che si attiva automaticamente mediante un sensore.

Il dorso della fotocamera presenta la gran parte dei pulsanti, tra cui un selettore circolare con svariate funzioni mentre sulla parte superiore spicca la ghiera di selezione dei programmi e vicino c'è il pulsante di scatto con l'interruttore di accensione. Le ghiere per impostare tempi e diaframmi sono invece a portata di pollice ed indice, mentre il REC rimane scomodo da raggiungere in quanto posizionato su un angolo della parte posteriore dell'impugnatura.

Il tutto è disposto in maniera logica e con poco allenamento ci si abituerà ad utilizzarla bene, non si deve poi trascurare che si tratta comunque di una prima serie.

Sul lato sinistro si trovano tutte le connessioni di cui abbiamo bisogno: usb 2.0 ed out HDMI insieme a microfono ed uscita cuffie, il tutto protetto da due sportellini in plastica.

Interessante, poi, la possibilità di ricaricare la nostra a7s direttamente tramite usb.

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La navigazione nei menù all'inizio è un po' ostica: essendo una fotocamera con svariate funzioni e controlli non dev'essere stato facile per i progettisti ordinarle tutte.

Ci sono 6 voci principali ognuna delle quali è divisa in pagine, ciò aiuta a mantenere sempre tutto nella stessa schermata senza dover scrollare in su e giù.

Tutto sommato, anche in questo caso, basta un po' di allenamento per imparare a “non perdersi”.

 

La prova sul campo:


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Rifugio Racollo, Abruzzo. E' da poco iniziata la primavera, che tuttavia nell'entroterra ancora si trascina un residuo d'inverno. La neve è quasi sparita, la si può trovare ai bordi delle strade in piccoli cumuli in fusione; l'aria è ancora pungente, mossa da brevi folate di vento.

Usciamo dalla struttura congedandoci dagli ospiti con cui abbiamo trascorso piacevolmente la serata e ci avventuriamo verso il laghetto.

Lo Scorpione, con la rossa Antares, già è alto in un cielo che con l'abituarsi della vista ci rivela sempre più stelle, più in basso una nube nasconde l'acqua: sembra quasi danzare quando viene tagliata dai fasci di luce delle nostre torce.

 

Monto il Sigma Art 35 1.4 con l'adattatore MC-11, metto in bolla il treppiedi ed inizio ad effettuare degli scatti di prova.

La prima impressione d'uso in condizioni di luce così precarie, complice anche la velocissima apertura della lente utilizzata, è segnata dalla quantità di stelle visibili in live view: si vede anche la Via Lattea nelle sue inconfondibili strutture principali.

La prima panoramica viene ottenuta con una sequenza di scatti verticali da 8 secondi di posa a 3200 ISO ad f/1.7.

Gran parte della Via Lattea è già visibile ma il nucleo è ancora affogato nella foschia.

Nel corso della notte si formano delle nubi mentre il braccio della nostra galassia sale e diventa sempre più visibile. Le vette circostanti si specchiano nel lago assieme alle stelle ed all'inquinamento luminoso che arrossisce l'orizzonte: si tratta delle luci dei paesi a sud, tra cui Santo Stefano Di Sessanio e Calascio.

Realizzo un'altra panoramica più completa che ritrae tutto l'arco della Via Lattea, ben evidente sulla sinistra del lago è la neve che, sciogliendosi, lo alimenta.

 

Anche ad 8000 iso la qualità è più che accettabile, con un rumore gestibile senza troppi sforzi con lightroom o camera raw. Man mano che si sale con la sensibilità il disturbo aumenta, rimanendo relativamente contenuto entro i 25600 iso. Per avere un disturbo difficilmente gestibile occorre superare la soglia dei 51200.

Nonostante la gamma dinamica sia molto elevata ed il recupero delle ombre molto buono, esporre bene la foto in fase di scatto è la cosa migliore da fare, specialmente quando si utilizzano valori ISO molto alti. E' comunque possibile scattare buone foto senza dover ricorrere alla tecnica della doppia esposizione.

Abbandoniamo il lago per spostarci a Rocca Di Calascio, dove arriviamo quando è quasi giorno ed il cielo già è rischiarato dal crepuscolo mattutino. Aspettiamo così l'alba, spettacolo sempre bello e suggestivo in questo posto magico.

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Anche qui ho potuto apprezzare un'ottima possibilità di recuperare gli scatti sotto o sovraesposti, constatando l'elevatissima gamma dinamica del sensore.

Forse per tutto questo dobbiamo ringraziare proprio il fatto che il sensore abbia “solo” 12,2 megapixel.

Si tratta insomma di una fotocamera mirata ad un pubblico che ha delle esigenze ben determinate, nata appositamente per realizzare video ma eccellente anche in fotografia.


Conclusioni


La Sony a7s, pur essendo stata sorpassata dalla sua erede, resta ancora una scelta valida.

Se il mercato e lo sviluppo tecnologico sono in continua evoluzione con una sempre crescente qualità di immagine, con nuove funzioni, nuovi processori e nuovi sensori sempre più performanti, è pur vero che ciò che viene prima di tutto sono le esigenze personali, quelle che spingono l'utente a scegliere un prodotto al posto di un altro.

La Sony a7s ancora oggi risponde alle richieste di chi ha bisogno di un corpo compatto che possa essere messo su un piccolo astroinseguitore o montato al fuoco diretto di un telescopio, grazie alla sua leggerezza ed al tiraggio ridotto. E' un'ottima alternativa anche per chi vuole una seconda camera video da utilizzare in condizioni di luce ridotta.

Prezzo? Nonostante la produzione sia terminata nel 2015 con l'introduzione del nuovo modello, è possibile ancora acquistarla nuova intorno ai 2000 euro, risparmiando circa 1000 euro rispetto alla sorella a7s II.

Rivolgendosi al mercato dell'usato è invece possibile già trovare delle ottime occasioni, con prezzi che oscillano tra 1000 e 1500 euro.

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