Mostre fotografiche per il 2° weekend di luglio

Aspettando il secondo fine settimana di luglio 2017 con la nostra selezione di mostre fotografiche in viaggio per tutta Italia

Nella settimana di luglio che traghetta mezza Italia appassionata di fotografia a Les Rencontres d'Arles, dedico a chi resta o chi dedica il weekend all'esplorazione della penisola, questa selezione di mostre fotografiche fresche di inaugurazione, in viaggio dagli esordi dei Beatles fotografati da Astrid Kirchherr, all'Abruzzo trasfigurato da Michael Kenna, dalla dimensione "Behind the Visible" di Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto, a quella fashion delle strade Africane di Daniele Tamagni ad arricchire la fashion week romana, con l'obiettivo difettoso di Robert Doisneau, l'infinito viaggiare di Paola Rossi e Bruce Chatwin…il viaggio continua.

ANOTHER LOOK. Fotografie di Daniele Tamagni

la mostra ANOTHER LOOK, a cura di Giovanna Fazzuoli, racconterà la moda di strada come strumento di affermazione individuale e di rivendicazione politica e sociale. Dai dandy congolesi di Brazzaville ai metallari cowboys di Gaborone, dai giovani ballerini di Johannesburg ai creativi di Nairobi e Dakar, Daniele Tamagni è riuscito a cogliere l'immediatezza espressiva di queste comunità.

Nel suo lungo lavoro di reportage condotto in diversi paesi africani, Tamagni ritrae fenomeni di resistenza eccentrica e di rivendicazione della differenza attraverso la moda. L'identità delle fashion tribes è rappresentata in diversi contesti geografici in cui si è radicata una controcultura popolare che si ispira a quella coloniale e occidentale, sfidandola e reinterpretandola con inesauribile creatività.

L'intimità di questi ritratti testimonia lo stretto rapporto di fiducia che il fotografo riesce a instaurare con i soggetti rappresentati: “Questo forte legame gli ha permesso di andare alle radici, di realizzare vitali scatti istantanei con gli occhi di una persona di fiducia, calata all'interno di un microcosmo difficile da conoscere, dove è raro per un estraneo essere ammesso.” (Paul Goldwin, già curatore Tate Gallery, London)

Tra globalizzazione e tradizione, desiderio di emulazione e affermazione sociale, spontaneità e artificio, creatività individuale e reinterpretazione, le tribù della moda, raccolte nel volume “Fashion Tribes”, rivendicano la propria identità nella realtà di tutti i giorni, una realtà che Tamagni ha saputo guardare da un punto di vista diverso, sfidando stereotipi e luoghi comuni.

Orario visite
giovedì e venerdì, ore 16.00 - 19.00
sabato, ore 10.30 - 13.00 e 16.00 - 19.00
oppure su appuntamento

6 luglio - 16 settembre 2017
Inaugurazione: giovedì 6 luglio 2017, ore 18.30
Galleria del Cembalo a Palazzo Borghese
Largo della Fontanella di Borghese, 19
Roma

Astrid Kirchherr with the Beatles
7 luglio – 9 ottobre 2017
Inaugurazione: venerdì 7 luglio 2017, ore 11.00 - 19.00
Palazzo Fava
Palazzo delle Esposizioni
Via Manzoni, 2
Bologna

Lady Diana. Uno spirito libero


Il 31 agosto 1997 moriva in un tragico incidente Diana Spencer, lasciando l’opinione pubblica sgomenta e generando un vuoto mai colmato nei cuori delle persone.

Sono trascorsi oramai vent’anni dalla morte della principessa, e Kornice intende celebrare questa icona mondiale con un’esposizione che rappresenta un tuffo nella storia che ci appartiene: Diana è infatti diventata un mito di femminilità e di forza, racchiudendo in sé paradossi e sfaccettature di ogni donna.

Uno speciale spazio architettonico -le Sale dei Paggi della Reggia di Venaria, per la prima volta sede di una mostra- è dedicato a rendere omaggio alle diverse anime di Lady Diana grazie alla presentazione evocativa ed emozionale di racconti, immagini, riferimenti a giornali o ad avvenimenti e testimonianze che coinvolgono il visitatore in un’esperienza a tutto tondo.

Mostra prodotta e organizzata da Kornice e La Venaria Reale
Curatela scientifica: Giulia Zandonadi, Fabrizio Modina

7 luglio – 28 gennaio 2018
Reggia di Venaria
Sale dei Paggi
Piazza Della Repubblica, 4
Venaria - Piemonte

Un post condiviso da Reggia di Venaria (@lavenariareale) in data:


l’infinito viaggiare: fotografie di Paola Rossi


"In un viaggio vissuto i luoghi diventano allo stesso tempo tappe, soste fugaci o radici che inducono a sentirsi a casa nel mondo. Il noto e il familiare vengono riscoperti e arricchiti come premessa dell’incontro, della seduzione e dell’avventura…."
Paola Rossi

"Cercare l’infinito è cosa da folli, lo si sa.
Cercare l’infinito nel viaggio è cosa da saggi e questo lo si sa un pò meno.
Quando ho veduto per le prime volte questo lavoro di Paola in rete, l’ho percepito come una indagine aperta alla follia dell’andare, con una melanconia del passare quasi senza tracce, ai transiti della vita insomma.
Passare attraverso gli spazi, transitare appunto, richiede disciplina, richiede una centratura continua per non disperdersi in diecimila luoghi, e richiede all’uomo ciò che fa solo Dio o qualche deità indù. Edificare il senso attraverso la luce".

Gianni Mazzesi

La mostra, curata da Gianni Mazzesi per CRAC, è la seconda apertura del progetto di CRAC Centro in Romagna per la Ricerca Arte Contemporanea per "chiusod'inverno” che presenta mostre, residenze d’artista ed eventi culturali, durante il periodo primavera/estate 2017.
Ciò grazie alla disponibilità della proprietaria, aperta ad ospitare artisti, mostre, eventi musicali e degustazione di prodotti tipici di qualità, per visitatori e turisti slow.

L’autrice sarà presente anche il 9, 15/ 16, 22/ 23, 29/ 30 Luglio, dalle 14 alle 18.

visita su prenotazione: 339 7377812 - rossimae@icloud.com - crac.associazione@alice.it

Aperitivo offerto da www.eccellenzeinrete.com

8 – 30 luglio 2017
Inaugurazione: sabato 8 luglio 2017, ore 18/21 alla presenza dell'autrice
"chiusod'inverno”
Corso Vittorio Emanuele III°, n.73
Fiscaglia, località Migliarino (FE)

Tania Brassesco & Lazlo Passi Norberto - Behind the Visible


Verranno esposte in anteprima una selezione di opere fotografiche, in grande formato, della nuova ricerca che la coppia di artisti, Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto, hanno realizzato durante gli ultimi anni trascorsi negli Stati Uniti.
In sintonia con gli esiti più significativi della staged photography, le opere di Tania e Lazlo sono il frutto di un lungo lavoro processuale e di un’accurata costruzione delle opere finali, in cui confluiscono estetica cinematografica e suggestioni letterarie, performance e installazioni.
Un video, presente in mostra, racconta il lento e meticoloso percorso che li ha portati a creare le loro immagini, dove s’intrecciano ambiguamente e poeticamente realtà e finzione.
Nelle opere della serie "Behind the Visible" situazioni di apparente normalità sconfinano verso una dimensione misteriosa e notturna, si aprono all’inatteso, all’indefinibile, all’irrisolto. Pervase da una dolce inquietudine, da un tono soffuso e vibrante, le loro immagini, simili a frames di film sospesi in un tempo dilatato e anacronistico, indugiano lungo quella linea di confine tra reale e irreale dove l’invisibile torna a mandare i suoi lampi, a indicare un altrove aperto all’immaginario degli spettatori. Ogni opera racchiude una storia enigmatica dove si intravedono i fili profondi e intricati, oscuri e perturbanti che legano la psiche umana alla natura.

Orario visite
martedì-domenica, ore 10.30 - 13.00 e 18.00 - 24.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
Entrata libera

8 luglio - 8 agosto 2017
Inaugurazione: sabato 8 luglio 2017, ore
PH Neutro
Via Padre Eugenio Barsanti, 46
Pietrasanta (LU)

ABRUZZO
Fotografie di Michael Kenna

8 luglio – 8 settembre 2017
Inaugurazione: sabato 8 luglio 2017, ore 18.00 apertura di mostra e musei, ore 20.00 book signing - Michael Kenna
Palazzo Casamarte
Via del Baio
Loreto Aprutino (PE)

Bruce Chatwin…il viaggio continua

Dall’8 luglio all’8 ottobre si terrà alla Torre del Castello dei Vescovi di Luni di Castelnuovo Magra la mostra Bruce Chatwin…il viaggio continua organizzata dal Comune di Castelnuovo Magra in collaborazione con l’ Associazione Chatwin. L’esposizione vuole celebrare lo scrittore e viaggiatore inglese autore di libri di culto che 40 anni fa aveva stupito il mondo letterario con il suo primo libro In Patagonia.
Se la scrittura e l’arte sono stati elementi fondamentali nella sua vita, non meno lo è stata la fotografia che utilizzava come strumento narrativo. Chatwin è stato infatti anche un talentuoso fotografo: gli studi e la profonda conoscenza dell’arte gli hanno fornito uno sguardo nitido e preciso; il suo amore per le architetture semplici che la sua Leica trasforma in piani e geometrie perfette; la sua attenzione per i dettagli, per i decori, per i vestiti, sono un taccuino di appunti fedeli per ciò che racconterà nei suoi libri. Chatwin era un fotografo molto discreto: la piccola fotocamera usciva dallo zaino per pochi secondi, per fermare un’immagine e subito rispariva. Dopo la sua morte si scoprì che nel suo migrare aveva scattato oltre 3000 foto e, a testimonianza di quanto fosse indispensabile accompagnare i suoi viaggi alle immagini, la moglie Elizabeth racconta che spesso era costretta a raggiungerlo in qualche sperduta parte del mondo per portargli i rullini di cui era rimasto sprovvisto.
La mostra, che si articola sui setti livelli della Torre, ospita anche immagini in bianco e nero messe a disposizione da Elizabeth Chatwin dal cospicuo archivio conservato presso la University of Oxford. Tra gli scatti in esposizione vari inediti, tra cui quelli fatti nello Yunnan, viaggio che fece con la moglie.
La selezione degli scatti rivelano lo sguardo assoluto di chi ha saputo cogliere, come ha scritto Francis Wyndham, dettagli che sarebbero passati inosservati agli occhi di chiunque altro.
Il cammino per immagini porta in vari continenti e si conclude con alcune foto celebri della Patagonia, non solo per rendere omaggio ai 40 anni dalla pubblicazione del libro ma per esaltare l’approccio documentaristico che lo scrittore ha avuto in questa sua opera; è la prima volta, infatti, che associa alle immagini delle annotazioni precise, come se volesse costruire un reportage.
Oltre alle fotografie sarà esposto l’inseparabile zaino, realizzato artigianalmente su suo disegno da un sellaio inglese.
Inoltre, martedì 5 settembre alle ore 17,30, si terrà un incontro con Elizabeth Chatwin che racconterà i viaggi e le passioni del marito.
La Mostra è curata dall’Associazione Culturale Chatwin e da Maurizio Garofalo, photo editor e art director, l’allestimento, dallo Studio Xlab architecture di Ilaria Attuoni e Roberto Ariu.

8 luglio - 8 ottobre 2017
Torre del Castello dei Vescovi
Castelnuovo Magra (Sp)
film IV_ 005

ROBERT DOISNEAU. A l'imparfait de l'objectif

Il “fotografo di strada” che getta lo sguardo sulle periferie parigine, lontane dai lustrini, ma piene di grande umanità. È alla piccola gente, che vive un’esistenza normale o spesso ai margini, che Robert Doisneau rivolge la sua attenzione, ai bambini che giocano e alle coppie che si baciano incuranti dei passanti. È a questo “pescatore di immagini” quotidiane che il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art dedica la mostra “A l’imparfait de l’objectif”, curata da Maurizio Vanni e organizzata in collaborazione con l’Atelier Robert Doisneau e MVIVA, con un percorso che si sviluppa attraverso 80 immagini in bianco e nero. Una selezione tra i suoi scatti più celebri, tra cui Le Baiser de l’Hôtel de ville del 1950, sarà esposta nel museo lucchese dall’8 luglio al 12 novembre 2017.

“Scene di folle e straordinaria normalità – spiega il curatore Maurizio Vanni –: figure riprese durante ciò che potrebbero aver fatto centinaia di volte, ritratte quando si accingono a fare qualcosa di apparentemente insolito o mentre lo stanno facendo. Tutto risulta dinamico e lento, passato e presente, triste e ironico, evocativo e commuovente, evocativo e premonitore, luminoso e offuscato, perfetto nella sua imperfezione. Robert Doisneau racconta la storia vera di Parigi, quella dei sobborghi e delle periferie, quella dei personaggi più umili e veri, e quella dei baci rubati o estorti con dolcezza. Nelle sue foto il luogo non è mai una semplice ambientazione, ma dialoga sempre con le figure, anche quando non è a fuoco: la città si manifesta in tutto il suo splendore anche quando prende consistenza attraverso il contrasto tra luci e ombre”.

“Io fotografavo”. Tutta la carriera di Doisneau potrebbe essere riassunta da un tempo verbale che è, al tempo stesso, aggettivo connotativo. Qualcosa che ha a che fare con un passato progressivo e dinamico, impreciso e nostalgico. La sua non è una ricerca a ritroso nel tempo, ma il desiderio di immortalare scene che potrebbero non avere tempo nel loro svilupparsi in uno spazio certo. Perché rincorrere il mondo, quando il mondo era già parte della sua città? Parigi diventa il proscenio della sua Comédie humaine: persone modeste che vengono ritratte nel loro essere attraverso il… non fare quotidiano. Bambini pieni di vita e di energia saltano, fanno acrobazie, ballano, ma anche monelli che copiano i compiti dal compagno di banco o che fuggono dopo aver compiuto qualche marachella. Doisneau cerca di immortalare l’istante scomposto, fortuito e imperfetto dei bambini perché più spontaneo, vero e profondo. Solo l’essenza di un momento partecipato emotivamente può diventare eterno.

Il fotografo francese cerca di pescare l’immagine giusta – ama utilizzare il verbo pescare in luogo di cacciare perché ritiene che la pazienza sia un valore fondamentale –, si muove con la consapevolezza che l’atipico può essere ovunque, che l’imperfetto si può nascondere anche dietro un vecchio portone. Fondamentale è percepirlo, presagirlo e aspettarlo. Le persone anziane diventano un non luogo da indagare, una memoria da registrare, un contesto – come quello dei bistrot o delle rive della Senna – che può offrire in qualunque momento l’atipico fortuito catapultandoci in una dimensione stranamente familiare e comune: quella delle persone normali, meravigliosamente imperfette. “Ci sono personaggi e luoghi urbani – conclude Vanni – che pur non rispondendo a particolari canoni estetici risultano maieutici e attrattivi. Il loro fascino unico sta, probabilmente, nell’essere imperfetti. Noi ammiriamo il bello, ma ci affezioniamo a qualcosa che ci stordisce per vigore e forza espressiva. Il perfetto si sublima nell’imperfetto perché la nostra attenzione si focalizza sulle emozioni e sulle gestualità. Doisneau ha scoperto il segreto della vita rincorrendo la verità umana nelle sue bellissime difformità e imperfezioni”.
Organizzazione: Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art
In collaborazione con: Atelier Robert Doisneau e MVIVA
Con il patrocinio di: Regione Toscana, Comune di Lucca, Opera delle Mura, Camera di Commercio di Lucca, Confindustria Toscana Nord, Confcommercio Province di Lucca e Massa Carrara, Confesercenti Toscana Nord, Confartigianato Imprese Lucca
Con il supporto di: Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Gesam Gas+Luce

8 luglio – 12 novembre 2017
Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36
Lucca (LU)
les-pains-de-picasso-vallauris-1952-robert-doisneau.jpgPh: Les pains de Picasso Vallauris, 1952 © Robert Doisneau

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