Mostre fotografiche per il 3° weekend di luglio

Aspettando il terzo fine settimana di luglio 2017 con la nostra selezione di mostre fotografiche in viaggio per tutta Italia

La selezione di mostre fotografiche fresche di inaugurazione si prepara al viaggio nel weekend con tutti quelli che prendono parte alla VIIa edizione del Festival Cortona On The Move, mentre il numero impressionante di stimoli, riflessioni e fotografi, affermati e promettenti si estende dalle mostre del 7° Festival F4 / un’idea di Fotografia al Friuli Venezia Gilulia 2017, dai paesaggi di Fontana al The Summer Show modenese, dal Primo Carnera di Evaristo Fusar e i gorilla di Jo-Anne McArthur, al volto del cinema colto da grandi obiettivi, dalla Guerra Bianca di Stefano Torrione alle Dark Cities di Daniele Cametti Aspri, mentre Vilma Pimenoff e Marco Maria Zanin animano DARK MATTER.

Jo-Anne McArthur Rachel's Promise. Negli occhi dei gorilla

La mostra, a cura di Deborah Arbulla, Nicola Bressi e Margherita Barnabà è organizzata dal Museo di Storia Naturale di Trieste con la collaborazione di RAVE East Village Artist Residency, progetto che beneficia del supporto della Regione Autonoma FVG e di Vulcano unità di produzione contemporanea.

Allestita con modalità site specific all'interno del Museo, la mostra, composta da una serie di stampe fotografiche e due video-slide show, concettualmente diviene la soglia tra la sala dei primati e la sala dell'evoluzione dell'uomo, come un margine che si fa via via più sottile nel procedere delle immagini.
Da diversi anni Jo-Anne McArthur si occupa come fotogiornalista del complesso rapporto tra animali umani e non umani, e delle prevaricazioni dei primi sugli altri. Pertanto, come stigmatizza Margherita Barnabà, Jo-Anne ha deciso di trasformare la sua macchina fotografica in uno strumento per creare cambiamento, ed il mutamento diviene possibile soltanto innanzi ad una consapevolezza in grado di innescare una reazione: l'apertura di un quesito.
In questo caso specifico però l'autrice si trova a condividere e testimoniare un momento di grande gioia: il mantenimento di una promessa.
Rachel Hogan diversi anni prima aveva lasciato la sua Birmingham per trasferirsi nel Cameroon presso l'Ape Action Africa, allo scopo di dedicarsi alla ricerca di un futuro per i gorilla che aveva incontrato: aveva promesso loro che non si sarebbe data pace fintanto che non avessero avuto una giungla-rifugio adatta ad accoglierli. E queste immagini, sequenze di un passaggio dalle gabbie satellite alla nuova casa di 1 km per un 1 km di giungla, raccontano una narrazione personale ed intima.
Agli scatti di reportage più immediati si alternano ritratti nei quali la singolarità dei soggetti emerge potente: a momenti fugaci colti durante le azioni, dove la presenza della fotografa rende lo spettatore stesso testimone, si contrappongono lunghi sguardi non umani rivolti dritti verso l'obiettivo. E in quegli sguardi Jo-Anne da osservatrice diviene osservata, e quelle pupille salde puntate sull'obiettivo vengono rivolte anche a noi, osservatori innanzi alle sue foto.

Nelle parole di Nicola Bressi, del Museo di Storia Naturale: 'Avete mai guardato negli occhi un gorilla? Se lo fate non potete non cogliere un certo imbarazzo (forse di entrambi) nel trovarsi di fronte un individuo di una specie che è anche una persona non umana.
I gorilla, di entrambe le specie (Gorilla gorilla e Gorilla beringei) sono degli animali con una fortissima vita interiore ed emozionale. I gorilla ridono, posso deprimersi, provano affetto (chissà, forse amore?) per i loro simili ma anche per altre specie animali. Hanno preferenze estetiche individuali, sanno usare strumenti e diversi gruppi sociali hanno diversi modi di procacciarsi il cibo e differenti ricette per prepararlo. Hanno cioè una cultura e una società fatta di individui con le loro personalità.
Non si può dunque non provare imbarazzo nel guardare negli occhi un gorilla. Imbarazzo che diviene vergogna se il gorilla è in gabbia.'

'E' da immagini come queste che dovremmo imparare una lezione di umiltà e ricordarci della necessità di proteggere e tutelare ogni forma di vita del mondo in cui viviamo, prima di essere costretti a rimpiangere la presenza degli altri animali nella loro essenza e diversità, che altrimenti rimarrà custodita soltanto nelle vetrine dei musei.' (M. Barnabà)

11 luglio - 22 ottobre 2017
Inaugurazione: martedì 11 luglio 2017, ore 18.00
Museo Civico di Storia Naturale
Trieste

Dark Cities Paris
12 luglio - 30 settembre 2017
Inaugurazione: mercoledì 12 luglio 2017, ore 18.30 con cocktail di benvenuto
Domus Pinsa Deluxe
Via delle Coppelle, 16a
Roma

The Summer Show 2017 - Crinale

Ancora una volta le giovani promesse della fotografia internazionale si danno appuntamento a Modena per offrire un’interessante panoramica sulle tendenze e le nuove direzioni del linguaggio dell’immagine: dal 13 luglio al 6 agosto il Foro Boario di Modena ospiterà infatti The Summer Show, la mostra di fine corso degli allievi del master sull’immagine contemporanea di Fondazione Fotografia. Quest’anno la rassegna allarga ulteriormente i suoi confini: al percorso dedicato alle opere degli studenti che terminano il biennio, intitolato Crinale, e all’esposizione mid-term riservata ai progetti in corso degli studenti del primo anno, si aggiungono nell’allestimento le opere dei finalisti dello European Photography Award, un riconoscimento assegnato ogni anno ai migliori allievi delle scuole di fotografia europee, tra le quali, oltre a quella di Fondazione Fotografia, l’École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi, la Fachhochschule di Bielefeld, in Germania, la Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam, il Royal College of Art di Londra e la Zürcher Hochschule der Künste di Zurigo. Parte integrante del percorso è inoltre una sezione riservata ai lavori prodotti dai docenti e dagli studenti della Tokyo University of the Arts in residenza artistica presso la scuola di Fondazione Fotografia, in occasione di uno scambio tra le due istituzioni. Si tratta di Tokihiro Sato, Fumihito Nagai, Susumu Shimonishi, Lijing Xu, Sayaka Makita, So Sasaki, Hao Zhou.

“Crinale è il titolo che abbiamo scelto perché sappiamo di trovarci ad un punto di svolta – spiegano i 14 studenti che concludono il biennio 2015/2017 del master di Fondazione Fotografia -. Per due anni ci siamo messi alla prova, abbiamo affrontato un percorso sorprendente, a volte impervio. Allude ad un rischio, ma anche alle connessioni tra le nostre diverse identità. É una parola presa in prestito da un’altra disciplina, perché siamo convinti che la fotografia viva alimentandosi di tutto ciò che è altro da se stessa. Fino a questo punto abbiamo esplorato il nostro passato: la nostra ricerca è partita da quello che conosciamo meglio. Ora è giunto il momento di essere pronti alla vista che, raggiunta la vetta, ci si apre davanti agli occhi.” Le fotografie, i video e le installazioni presentate da Crinale affrontano temi diversi, suggerendo una riflessione sul linguaggio stesso dell’immagine: c’è chi si sofferma sulla relazione tra la presenza umana e lo spazio urbano, su città vuote che perdono ogni tratto di realtà, oppure sull’influenza distruttiva che l’uomo esercita sulla natura, evocando un futuro di macerie. Altri preferiscono rifugiarsi in un vissuto personale, ma non necessariamente più rassicurante, in cui le immagini sono frammenti silenziosi e ambigui di un lessico familiare: rimandano ora alla scelta dolorosa di allontanarsi da casa per diventare adulti, ora al trauma dell’emigrazione dal proprio paese di origine e ad una mancata integrazione. Quella dell’astrazione è un’altra delle vie percorse dagli studenti, che, partendo da un dato reale, creano personaggi e paesaggi immaginari: per esempio, un alter ego avvolto in panni ultravioletti, oppure muri di periferia che, per suggestione, diventano una pittura pompeiana.

In mostra sono raccolti i lavori di Giulia Di Michele (1996, Canosa di Puglia, BT), Silvia Gelli (1985, Livorno), Prisca Magnani, Alice Mazzarella (1991, Foligno PG), Milena Emanuela Nicolosi (1977, Catania), Francesco Paglia (1983, Portomaggiore, FE), Alessandro Partexano (1993, Modena), Francesca Zoe Paterniani (1991, Pesaro), Federika Ponnetti (1974, Roma), Clelia Rainone (1989, Foggia), Michela Ronco (1989, Torino), Yulia Tikhomirova (1981, San Pietroburgo, Russia), Sara Vighi (1969, Reggio Emilia), Viviana Vitale (1993, Monza).

Espongono inoltre nella sezione dedicata agli studenti del primo anno: Giada Bigarelli (1995, Soliera, MO), Elisa Crostella (1992, Senigallia, AN), Michela Curti (1993, Gardone Val Trompia, BS), Chiara De Maria (1992, Correggio, RE), Giulia Dongilli (1991, Rovereto, TN), Davide Ghelli Santuliana (1989, Verona), Daniele Alef Grillo (1984, Roma), Carolina Martines (1991, Forlì), Silvia Mazzella (1993, Genova), Giorgio Musinu (1990, Genova), Andrea Palummo (1987, Pisa), Elena Rabitti (1991, Scandiano, RE), Chiara Francesca Rizzuti (1991, Cremona), Marco Tagliafico (1986, Alessandria), Arianna Zannoni (1989, Marostica, VI).

Come ad ogni edizione di The Summer Show, una commissione composta da membri interni ed esterni alla Fondazione selezionerà i lavori migliori del biennio 2015-17, che entreranno nella collezione di Fondazione Cassa di risparmio di Modena. Agli studenti selezionati andrà inoltre un premio in denaro.

Tra i pochi corsi di fotografia in Italia ad offrire un’alta formazione in campo artistico, il master di Fondazione Fotografia Modena è da considerarsi come una fabbrica creativa, dove lavorare a contatto con artisti e curatori da tutto il mondo, mettendo in discussione i generi tradizionali ed esplorando nuovi territori. Riconosciuto a livello internazionale, il master ha avviato collaborazioni con istituzioni, università e accademie in Europa e nel mondo. Ogni anno gli studenti hanno così l'opportunità di svolgere residenze d’artista in Italia e all’estero: il programma di scambi prevede possibilità di soggiorno e lavoro presso Tokyo University of the Arts (Tokyo), Bucharest Air (Bucharest), Royal College of Art (Londra), Darat Al Funun Foundation (Amman), One World Foundation (Sri Lanka).

The Summer Show 2017 – Crinale è promossa da Fondazione Fotografia, Fondazione Cassa di Risparmio e Comune di Modena. La mostra Crinale è accompagnata da un catalogo edito da Fondazione Fotografia Modena, corredato dalle immagini delle opere in mostra e da testi di approfondimento. 

Orario
giovedì, venerdì, sabato e domenica, orer 17.00 - 21.00;
chiuso lunedì, martedì e mercoledì

13 luglio – 6 agosto 2017
Inaugurazione: giovedì 13 luglio 2017, ore 18.00
Foro Boario
Via Bono Da Nonantola, 2
Modena

La Guerra Bianca - Stefano Torrione


Dopo il successo ricevuto dalla grande esposizione ospitata al Palazzo delle Albere di Trento, La Guerra Bianca, ideata e realizzata da National Geographic Italia con la Provincia Autonoma di Trento, la Regione Autonoma Trentino - Alto Adige e Trentino Marketing, torna in mostra con le immagini in grande formato, realizzate dal fotografo Stefano Torrione, per immergersi nei luoghi teatro di un tragico capitolo della storia italiana, la Grande Guerra sul fronte dei ghiacciai.

La Prima Guerra Mondiale fu soprattutto una guerra di montagna. Mai prima di allora, e solo rarissimamente dopo, l’uomo ha combattuto a quote così alte, fino a 3.000 metri e più sul livello del mare. Gli eserciti del Regno d’Italia e dell’Impero Austro-Ungarico si scontrarono anche sui gruppi più elevati delle Alpi centro-orientali, tra le cime e i ghiacciai dell’Ortles-Cevedale, dell’Adamello e della Marmolada, tra Lombardia, Trentino Alto-Adige e Veneto.

Stefano Torrione ha dedicato tre anni a ripercorrere la linea del fronte. Con la guida di Marco Gramola, presidente della Commissione storica della SAT, ha raggiunto luoghi dai nomi evocativi per chi ha studiato le cronache della guerra o letto i diari dei soldati - Scorluzzo, Cavento, Lagoscuro, Presanella, Albiolo - alla ricerca delle tracce lasciate da quelle migliaia di uomini scaraventati a vivere, combattere e morire in condizioni proibitive, estate e inverno, a temperature che superavano i 30 gradi sotto zero. E ha trovato scheletri di baracche, trincee, gallerie scavate nella roccia, passerelle affacciate sul vuoto, reticolati, scale di pietra e di legno, cannoni, fucili, persino scarponi che riaffiorano con il ritiro dei ghiacciai; ma anche oggetti più personali dei combattenti, fotografie di fidanzate o scatolette di sardine, preservati per cent’anni dal ghiaccio e dalla neve.

Il reportage nato dal viaggio di Torrione, pubblicato da National Geographic Italia nel numero di marzo 2014, è stato il primo servizio di un’edizione straniera a essere tradotto e ripreso dal sito internazionale nationalgeographic.com, ottenendo oltre 200 mila visualizzazioni da tutto il mondo. La mostra amplia e completa quel lavoro, presentando oltre 70 immagini in grande formato, accompagnate da foto d’epoca e mappe esplicative. Nelle fotografie di Torrione i segni di un’epoca tragica e violenta spiccano e si fondono con la bellezza apparentemente immutabile del paesaggio alpino.


14 luglio - 5 novembre 2017
Inaugurazione: giovedì 13 luglio 2017, ore 18.00
Fabbrica del Vapore
Via Giulio Cesare Procaccini, 4
Milano

VII Festival internazionale della Fotografia Cortona On The Move.
13 luglio - 1 ottobre 2017
Cortona

36 Little Good Things
Festival internazionale della Fotografia Cortona On The Move
13 luglio - 1 ottobre 2017
Cortona (AR)

FRANCO FONTANA
Paesaggi

13 luglio – 23 ottobre 2017
Inaugurazione: mercoledì 12 luglio ore 18.00
Palazzo Madama – Corte Medievale
Piazza Castello
Torino

Festival F4 / un'idea di Fotografia
Settima Edizione

15 luglio - 27 agosto 2017
Inaugurazione: venerdì 14 luglio 2017, ore 18.00
Villa Brandolini
Piazza Libertà, 7
Pieve di Soligo (TV)


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Evaristo Fusar
Primo Carnera

Friuli Venezia Gilulia 2017
14 luglio – 3 settembre 2017
Inaugurazione: venerdì 15 luglio, ore 18.00
Villa Carnera
Via Roma, 12
Sequals (PD)

Man Ray – L’uomo infinito

Dopo il successo della prima iniziativa, dedicata al pittore avanguardista Giorgio de Chirico, Il Libro Possibile – Arte ritorna con una nuova grande mostra, intitolata “Man Ray: L’uomo infinito”, che rimarrà aperta al pubblico da sabato 15 luglio a domenica 19 novembre. L’esposizione porterà all’interno del Castello circa 100 opere – tra cui dipinti, disegni, fotografie, sculture, litografie e oggetti d’arte – dell’americano Man Ray, artista simbolo del Dadaismo. L’esposizione sarà aperta dal lunedì alla domenica dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 21.

Il titolo della mostra è tratto da una delle opere esposte, “L’Homme Infini” (1970), che contiene in sé la complessità e la profondità della ricerca artistica di Man Ray e getta uno sguardo sulla produzione dell’artista nella sua totalità. L’infinito viene qui interpretato come sfida alla complessità del quotidiano, come conquista delle multiformi possibilità di integrazione e coesistenza delle diversità. Uno spiraglio di innovazione nella società odierna, che mostra al contrario la tendenza a tracciare confini, a definire frontiere, a innalzare muri.

L’esposizione sarà suddivisa in otto aree tematiche che, in ordine cronologico, analizzeranno i diversi stili e le differenti tecniche con le quali l’artista si è cimentato nella sua vita. Il percorso della mostra inizia con la sezione intitolata “New York 1912 – 1921”, nella quale saranno esposte le opere del primo periodo americano, che ben illustrano la molteplicità di tecniche e mezzi espressivi impiegati da Man Ray, la cui attività si sviluppa già sul duplice binario di fotografia e pittura. La seconda sezione, “Il rapporto con Marcel Duchamp”, presenterà il legame tra i due grandi artisti che, scoprendosi affini e complementari, hanno seguito l’uno le tracce dell’altro, pur sempre conservando la propria individuale originalità, e hanno collaborato alla realizzazione di alcune opere di fondamentale importanza per entrambi.

Le due sezioni “Gli amici artisti e autoritratti” e “Muse e Modelle” sottolineeranno una delle caratteristiche principali dell’opera fotografica di Man Ray, ovvero quella di ritrarre le persone che lo ispiravano, tra cui i suoi tanti amici artisti, sé stesso e le sue muse e modelle. Nella sezione “Dadaismo ed avanguardie” metterà in luce l’adesione a uno dei movimenti più rivoluzionari dell’arte del Novecento, il Dadaismo, la cui funzione principale è quella di distruggere la concezione ormai vecchia e desueta dell’arte, stravolgendone tutti i canoni convenzionali, in favore di una totale e irriverente libertà espressiva.

“Realtà e finzione – voyeurismo e sadismo” sarà l’area della mostra in cui verranno esposte le opere realizzate tramite tecniche sperimentali. Tra questi i famosi ‘rayographs’: immagini fotografiche ottenute poggiando oggetti direttamente sulla carta sensibile che viene poi impressionata senza l’uso della macchina fotografica. Infine le due ultime sezioni “Juliet”, all’interno della quale spicca l’’album Fifty faces of Juliet – chiarissimo omaggio alla moglie, conosciuta ad Hollywood nel 1940 -, e “Ritorno in Francia”, dedicata all’ultima fase della vita di Man Ray nella quale l’artista tornerà inconsciamente alle origini della sua produzione, creando così una linea di continuità tra passato e presente.

L’intero ricavato della vendita dei cataloghi della mostra sarà devoluto ai progetti benefici della Fondazione Telethon per finanziare la ricerca sulle malattie genetiche rare. Un’iniziativa che unisce arte e beneficenza e che già ha permesso di raccogliere oltre 11mila euro lo scorso anno con i proventi dell’esposizione dedicata all’artista metafisico Giorgio de Chirico.

L’ingresso è a pagamento al costo di 10 euro. Saranno disponibili anche biglietti a prezzo ridotto di 6 euro. Info su www.manrayconversano.com.

15 luglio - 18 novembre 2017
Castello di Conversano
Corso Morea – Piazza della Conciliazione
Conversano (BA)

Il volto del cinema

Il CRAF, nel corso degli anni, ha collezionato un'ampia selezione di fotografie di cinema: da quelle realizzate da Michelangelo Antonioni per Blow Up, alle fotografie di scena di Alexander Grinberg, e poi Orville Snider, Horst von Harbou, Roman Freulich, Gaston Longet, Arturo Ghergo, i ritratti di Evaristo Fusar e dell'agenzia Interprix di Milano, Erich Lessing, Cornel Lucas, Mario De Biasi, Inge Morath, John Phillips, Giovanni Battista Poletto, Elio Ciol, Antonio Galvez, Mary Ellen Mark, Antonio Galvez, William Klein, Franco Fontana, Uwe Ommer, Lorenzo Cappellini, Pino Guidolotti, Giuliano Borghesan, Silvana Spera, Giampaolo Barbieri, Emilio Tini.

Il Comune di Lignano Sabbiadoro presenterà la mostra in collaborazione con Cinemazero che gestisce la sala cinematografica di Lignano.

15 luglio - 17 agosto 2017
Terrazza Mare
Lignano Sabbiadoro
Udine
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Vilma Pimenoff e Marco Maria Zanin – DARK MATTER
15 Luglio - 3 Settembre 2017
Inaugurazione: sabato 15 luglio 2017, ore 19.00
LABottega
viale Apua, 188
Marina di Pietrasanta (Lucca)


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