Robert Doisneau. A l’imparfait de l’objectif

In strada con l'obiettivo di Robert Doisneau, puntato sulle piccole meraviglie del quotidiano, imperfetto, anonimo e sorprendente

"Mi piacciono le persone per le loro debolezze e difetti. Mi trovo bene con la gente comune. Parliamo. Iniziamo a parlare del tempo e a poco a poco arriviamo alle cose importanti. Quando le fotografo non è come se fossi lì ad esaminarle con una lente di ingrandimento, come un osservatore freddo e scientifico. E’ una cosa molto fraterna, ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori."

Robert Doisneau

In strada su può incontrare di tutto, anche la felicità! Basta riconoscerla o approfittare di chi sa farlo, come Robert Doisneau. Uno dei fotografi umanisti più amati e celebrati del XX secolo, appena tornato in strada con il documentario "Robert Doisneau : le révolté du merveilleux" (Francia, 2016, 77 m - Robert Doisneau - La lente delle meraviglie) diretto dalla nipote Clémentine Deroudille con un ritratto intimo e inedito, come alcune immagini che lo arricchiscono, insieme a rarissimi video di repertorio, interviste a 'complici' e amici.

Un nuovo viaggio con il ragazzo di periferia che amava la strada e la gente che la popola, quanto l'obiettivo della sua Rolleiflex Standard Alt, puntato sulle piccole meraviglie del quotidiano, imperfetto, anonimo e sorprendente che la attraversa, con bambini, vecchie coppie, artisti, emarginati o cani bassotto provvisti di ruote.

"Le poche immagini che, nella corsa del tempo, continuano a restare a galla ammucchiandosi come tappi di sughero nel mulinello di un fiume, sono state scattate durante le ore rubate ai miei vari datori di lavoro... Disobbedire mi sembra una funzione vitale e devo dire che non me ne sono mai privato. Quando il vecchio delinquente che è in me vede persone serie, quali i conservatori di musei e i bibliotecari, dare tanta importanza a quelle immagini spigolate in circostanze illegali, mi sento pervadere da un delizioso senso di gioia."

Robert Doisneau

Lo stesso viaggio con l'obiettivo paziente che aspettando quello che finisce sempre per arrivare, lungo la strada, dentro gli atelier o ballando il Be-bop in cantina, resta sensibile alle reazioni della gente comune, scatenate dalla visione della Gioconda o dal traffico, in vetrina con il ritratto di una modella nuda (Le regard oblique - boutique de Romi, 1948) o sullo sfondo dell’Hotel de Ville come quel bacio meraviglioso e l'abile messa in scena che cela senza scalfirne il potere fascinatorio.

Robert Doisneau: Francese medio, statura media, segni particolari: nessuno

a voler essere molto telegrafici:

1912
Nasce a Gentilly (Val de Marne) il 14 aprile.

1925/1929
Studia presso la Ecole Estienne e si diploma in litografia.

1930
Lavora in uno studio di pubblicità specializzato in prodotti farmaceutici, l'Atelier Ullmann.

1931
Assistente di André Vigneau.

1932
Vende il primo reportage al quotidiano L'Excelsior.

1934/1939
Fotografo industriale presso le officine della Renault di Billancourt.

1939
Viene licenziato per assenteismo.
Conosce Charles Rado, fondatore dell'Agenzia Rapho.
Inizia a lavorare come fotografo e illustratore free-lance.

1942
Conosce Maximilien Vox per il quale realizza numerose commissioni.

1945
Inizia a lavorare con Pierre Betz, editore della rivista Le Point.
Conosce a Aix en Provence Blaise Cendrars.

1946
Ritorna all'Agenzia Rapho diretta ad quel momento da Raymond Grosset.
Reportages per il settimanale Action.

1947
Conosce Jacques Prévert e Robert Giraud.
Prix Kodak.

1949/1951
Lavora per Vogue.

1956
Prix Niépce.

1960
Viaggio negli Stati Uniti: reportages a New York, Hollywood e Palm springs.

1966
Viaggio in Canada, reportage a Montréal, qualche giorno anche a New York.

1967
Reportage in Russia "50 ans de réalisations soviétiques".

1971
Tour de France dei musei regionali con Jacques Dubois.

1973
Film di François Porcile "Le Paris de Robert Doisneau".

1975
Viene invitato ai Rencontres d'Arles.

1981
Film di François Porcile "Poète et piéton".
Viaggio a New York

1983
Grand Prix national de la photographie.

1984
Partecipa alla Mission photographique de la Datar.

1986
Premio Balzac.

1990
Vidéo Contacts (CNP/La Sept/Riff Production).

1992
"Bonjour, Monsieur Doisneau", film realizzato per Sabine Azéma (Riff Production).

1993
"Doisneau des Villes et Doisneau des Champs", film realizzato per Patrick Cazals (FR3 Limousin-Poitou-Charente).

1994
Muore a Parigi.

La coppia de "Le Baiser de l'Hôtel de ville del 1950" o la suonatrice di "Les bouchers melomanes", sono anche tra gli 80 dei più celebri scatti in bianco e nero, complici del ritorno in strada appena inaugurato dal Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, con Robert Doisneau – A l’imparfait de l’objectif, curata da Maurizio Vanni.

Il viaggio espositivo, organizzato in collaborazione con l’Atelier Robert Doisneau e MVIVA, si concentra sulle 'Scene di folle e straordinaria normalità', anche quando i protagonisti lo sono di natura 'folli e straordinari', come Pablo Picasso.

Robert Doisneau.
A l’imparfait de l’objectif

8 luglio – 12 novembre 2017
Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta, 36
Lucca (LU)

"Robert Doisneau. L'imparfait de l'objectif" #luccamuseum #doisneau #photo

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Foto | Robert Doisneau. A l’imparfait de l’objectif
Via | Spaini&Partners

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