Indagine sull'imperfetto e sguardi illuminati al MAAD

Indagine sull'imperfetto e Sguardi illuminati tra Adige e Po, con Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Maurizio Camerani, Mustafa Sabbagh, insieme a Guido Guidi e Mattia Zoppellaro

"C’è una crepa in ogni cosa. E’ da lì che entra la luce."

(Leonard Cohen)

Facendo eco alla voce suadente di Cohen, la Notte bianca della cultura, venerdì 8 settembre 2017 è pronta a fendere le tenebre del quotidiano aprendo le porte di musei e biblioteche della città etrusca di Adria, mentre il MAAD Museo d’Arte Adria e Delta a Palazzo Bocchi, inaugura la sua nuova "Indagine sull'imperfetto", esponendo il cambiamento di prospettiva, insieme allo spostamento di confini e di generi consolidati, operato dalle esplorazioni fotografiche acute ed entusiasmanti di Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Maurizio Camerani e Mustafa Sabbagh

Il percorso espositivo articolato da progetti fotografici e installativi, segue rotte inattese, pronte a spaziare dai paesaggi emotivi che abbracciano il fantastico con la ricerca identitaria della giovane Anna Di Prospero, al viaggio nell'Italia abbandonata di Silvia Camporesi che ha spinto sensibilità e obiettivo tra le pieghe del tempo e le crepe di architetture fatiscenti di borghi fantasma, di archeologie industriali dismesse e approdi balneari erosi dall'oblio.

Alle stesso modo e quasi seguendo le coordinate di uno dei tempi più complessi del modo indicativo, si passa dalle esplorazioni dei primordiali rapporti di segno e senso, operate da un videoscultore del calibro di Maurizio Camerani, spingendo il dialogo oltre i confini di forma e arte con la complicità dello spettatore, alla ricerca della vera bellezza, imperfetta e seducente che Mustafa Sabbagh strappa all'oscurità, usando la fotografia come linguaggio dirompente, sperimentazione artistica e atto dell'amore più tenace che è in grado di spingere il corpo oltre limiti, tabù e la pelle del reale.

Un post condiviso da MAAD (@museo_maad) in data: 5 Apr 2017 alle ore 09:11 PDT

Indagine sull'imperfetto
Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Maurizio Camerani, Mustafa Sabbagh

8 settembre – 9 ottobre 2017
Inaugurazione: venerdì 8 settembre 2017, ore 18.30
MAAD Museo d’Arte Adria e Delta
Palazzo Bocchi
C.so Vittorio Emanuele II
Adria - Rovigo

Workshop di Fotografia al MAAD, a cura di Tobia Donà

Contemporaneamente alla mostra "Indagine sull'imperfetto", la brillante esplorazione del se condotta da Anna Di Prospero e la dirompente messa a fuoco dell'habitat del fotografo operata da Mustafa Sabbagh, nutrono anche due dei quattro workshop, ospitati dal Museo MAAD, in qualità di partner del ricco calendario di appuntamenti formativi ed espositivi di Una Visione Oltre.

Il progetto culturale, giunto alla seconda edizione con la Pro Loco Adria (Rovigo), grazie alla direzione di Tobia Donà e Stefano Cagol, continua a sviluppare tematiche strettamente legate al territorio, rivolgendosi a genesi, peculiarità e caratteristiche meno note del Polesine, anche attraverso il seminario sul paesaggio condotto da Marcello Galvani con Guido Guidi, tra i primi in Italia a fotografare il paesaggio marginale e anti-spettacolare della provincia.

La rassegna si conclude con due giorni dedicati al ritratto urbano nelle vie del centro di Adria con Mattia Zoppellaro, ben noto per i ritratti scattati a celebrità dello star system e reportage.

16 e 17 settembre 2017
Workshop sulla fotografia di ricerca e la definizione di autoritratto con Anna Di Prospero



    Il workshop intende affrontare diverse tematiche sulla fotografia di ricerca, illustrando e approfondendo ogni aspetto di questo specifico settore fotografico. Partendo dalla presentazione dei lavori di Anna Di Prospero e da un’approfondita introduzione sulla fotografia contemporanea italiana ed estera, si intende affrontare la definizione di autoritratto, sottolineandone l’evoluzione e la differenza con la tanta diffusa pratica del selfie.Centrale sarà poi la spiegazione del percorso della fotografia di ricerca, focalizzandosi su dettagli pratici e utili: sviluppo di un progetto personale, promozione del lavoro, il ruolo dei social nella fotografia contemporanea, relazioni con gallerie e media, regole e caratteristiche delle stampe fotografiche destinate al mercato dell’arte.
    Infine, si svolgerà una lettura portfolio dei partecipanti.

Un post condiviso da MAAD (@museo_maad) in data: 5 Mag 2017 alle ore 22:53 PDT

23 e 24 settembre 2017
workshop sulla fotografia di Paesaggio condotto da Guido Guidi con Marcello Galvani



    La fotografia di paesaggio ha origine col vedutismo settecentesco. Ma è solo con la prima guerra mondiale – con l’urgenza di documentare le distruzioni operate dalla guerra – che la fotografia di paesaggio comincia a rappresentare il punto di vista dell’operatore, con uno sguardo non solo tecnico, ma anche artistico.
    Grazie a campagne fotografiche come la “Mission Photographique de la Datar” – promossa nel 1984 dallo Stato francese – la fotografia inizia a rappresentare il territorio indagando il paesaggio urbanizzato e non, nei suoi vari aspetti. In questa esperienza la fotografia affronta anche gli aspetti meno armoniosi e più dissonanti dei luoghi, ma anche più veri, delle varie realtà locali. Guarda (anche) alle periferie, ai territori sconnessi e li interpreta cogliendone i segni di mutamento, a prescindere dal taglio poetico, surreale o documentativo scelto da ogni singolo autore.
    E proprio grazie ai grandi interpreti che hanno agito in tal senso, come Luigi Ghirri, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Gabriele Basilico, Giovanni Chiaramonte – per citare solo alcuni dei grandi fotografi italiani che sono a tutti gli effetti entrati a far parte della storia della fotografia contemporanea – possiamo ricostruire la complessità del paesaggio in termini di evoluzione e mutamento.

    Il seminario consta di due giornate:

    La prima dedicata ad una lezione frontale condotta da Gudo Guidi sulla fotografia contemporanea di paesaggio e sui principali progetti fotografici da lui realizzati sul tema. Il maestro Guidi sarà coadiuvato dal Fotografo Marcello Galvani.
    A seguire, confronto conviviale degli allievi con i docenti, anche attraverso la lettura dei portfolio.

    La seconda prevede un’uscita sul campo. Assistiti da Marcello Galvani gli allievi metteranno in pratica le suggestioni e le istanze acquisite nella giornata precedente attraverso il confronto continuo con il docente. Nel tardo pomeriggio rientro al museo MAAD per la discussione delle immagini condotta da Marcello Galvani nella sala multimediale.

    €190,00

23 e 24 settembre 2017
L'habitat del fotografo. Workshop con Mustafa Sabbagh


"Da figlio di culture diverse, ho spesso descritto la fotografia come mia madrelingua. Da creativo, l’ho spesso difesa come arte contemporanea. Linguaggio e consapevolezza: per riuscire a parlare occorre cultura, per essere ricordati è necessaria profondità. E come una lingua si compone di parole, la fotografia è una costruzione per immagini"

Mustafa Sabbagh


    Nel workshop tenuto da Mustafa Sabbagh verrà affiancata una parte teorica – di storia, di stile, di tecniche – ad una più propriamente pratica: all’interno di quest’ultima, Sabbagh chiederà agli studenti lo sviluppo di un proprio progetto, che valuterà nella giornata conclusiva del workshop. Sarà suo compito trasmettere ai partecipanti quanto il senso di affrancamento da ogni tipo di dogma preconfezionato, di sviluppo dei propri stilemi, stia alla base della costruzione di un’immagine che possa dirsi profonda, di una fotografia che possa dirsi arte. Laddove è sempre il contesto che crea la sostanza ed ogni individuo risponde dell’ambiente nel quale è immerso – e dal quale è plasmato – occorre che il fotografo ricrei un suo habitat, per permettere allo sguardo altrui di entrare. Libertà di esprimersi e di lasciarsi riconoscere: “It is my daily mood that makes the weather”.
    Due giorni di viaggio nel mondo della fotografia la cui meta è il possesso della consapevolezza, il cui percorso è lo sviluppo del linguaggio. Esplorare la fotografia e i suoi mezzi attraverso la comprensione che l’estetica ha nella sua radice l’etica. Che la pratica è ricerca. Che non esiste digitale, se la sua base non è il mentale.

Un post condiviso da MAAD (@museo_maad) in data: 7 Mag 2017 alle ore 11:41 PDT

30 settembre e 1 ottobre 2017
Urban Portrait - Workshop di Fotografia con Mattia Zoppellaro



    Mattia Zoppellaro tiene un workshop sul Ritratto Urbano nelle vie del centro di Adria. Due giornate d’intenso confronto con il docente nelle quali gli iscritti si misureranno sul ritratto fotografico urbano, con luci e ombre naturali.

    Primo giorno

    9.00-13.00
    Museo MAAD
    Presentazione del lavoro di Mattia Zoppellaro
    Incontro conoscitivo con il docente e lettura portfolio dei partecipanti.

    14.00-17.30
    Passeggiata lungo Cosro Vittorio Emanuele II, Shooting in un contesto urbano sotto la supervisione del docente, con la collaborazione di due modelli.

    18.00-20.00
    Museo MAAD
    Lettura degli scatti dei partecipanti prodotti durante la mattina, editing e confronto

    Secondo Giorno

    9.00-13.00
    Piazzale antistante la Chiesa Cattedrale, Shooting in un contesto urbano sotto la supervisione del docente, con la collaborazione di due modelli

    14.00-19.00
    Museo MAAD
    Lettura degli scatti dei partecipanti prodotti durante la mattina, editing e confronto
    Conclusione del workshop

Foto | Indagine sull'imperfetto - Sguardi illuminati, tra Adige e Po, Courtesy MAAD Museo d’Arte Adria e Delta

  • shares
  • Mail