SI Fest 26 – Savignano Immagini Festival - Ad confluentes

Il flusso di incontri e confronti del SI Fest 26, torna a Savignano sul Rubicone con l'edizione Ad confluentes, dall'8 al 10 settembre, in mostra fino al 24 settembre 2017

Il flusso di narrazioni e continue esplorazioni intraprese dai diversi sentieri di indagine della fotografia, si prepara a 'confluire ' a Savignano sul Rubicone, con la ventiseiesima edizione "Ad Confluentes" del festival, preso in prestito dal latino e dal toponimo del primo insediamento di epoca romana nella cittadina romagnola.

Il toponimo Ad Confluentes trae le proprie origini da un itinerarium, la Tabula Peutingeriana, una cartografia figurata creata allo scopo di segnalare la traccia delle vie militari dell’Impero romano. Non si tratta di una rappresentazione realistica dei paesaggi o dei percorsi, ma del tentativo di tenere insieme e osservare punti diversi e lontani nello spazio immenso di un impero.

Continuando a superare il confine dell’edizione Alea Iacta Est del 2016,
il circuito ufficiale del SI Fest 26, prova così a puntare i suoi obiettivi su una 'panoramica di stimoli diversi e distanti' per agevolarne riflessioni inattese.

Questo a partire dal linguaggio eterogeneo che il sodalizio artistico di Martin Errichiello e Filippo Menichetti usano "In Quarta Persona", per mappare utopie e fallimenti delle trasformazioni antropologiche, geopolitiche e ambientali del territorio che si staglia lungo i 442,9 chilometri di tortuoso percorso autostradale della Salerno-Reggio Calabria.

Dal progetto vincitore del Premio Marco Pesaresi per la Fotografia Contemporanea 2016, in mostra alla Galleria Montemaggi Designer, è tratta non a caso l'immagine guida del SIFEST26 che strizza l'occhio alla sua 'demolizione controllata' di ogni percorso prestabilito.

Dalla scorsa edizione del festival arriva in mostra anche la riflessione autobiografica "Di padre in figlio" di Graziano Panfili, vincitore del Premio Portfolio Italia 2016 – Gran Premio Hasselblad e del Premio SI Fest "Lanfranco Colombo" 2016.

I differenti progetti e linguaggi in mostra, promettono comunque di lasciare lo sguardo libero di intraprendere direzioni inattese, spaziando dalle stampe in bianco in nero della Farm Security Administration e le origini della fotografia documentaria di Dorothea Lange e Gordon Parks, ai diversi piani temporali di quelle di IDYSSEY, scattate con iPhone da Stefano De Luigi.

Il percorso espositivo, lasciato libero di vagare e riflettere (riportato per intero nel prossimo box a scomparsa), offre il tempo di un viaggio di Marco Pesaresi e il viaggio nel viaggio con Lauro Messori e il linguaggio anarchico di Mario Cresci, la Spasibo cecena di Davide Monteleone, con le terre e uomini della memoria di Pier Paolo Zani.

L'universo borghese del secolo scorso raccolto da Nico Mingozzi, affianca il censimento fotografico locale di Albert & Verzone, l'Etnografia delle società complesse, le Migrations dei lavori più recenti e inediti di Karen Knorr, insieme allo sguardo al femminile della collezione Donata Pizzida, spaziando da Letizia Battaglia e Lisetta Carmi, a Malena Mazza e Lina Pallotta.

SI FEST 26 - Ad Confluentes: le mostre

FARM SECURITY ADMINISTRATION: LE STAMPE DELLA LIBRARY
OF CONGRESS AL CSAC

A cura di Francesca Parenti
Galleria della Vecchia Pescheria
Corso Vendemini, 51
Nel 1935, Roy Stryker viene incaricato di reclutare un gruppo di fotografi da assegnare alla Farm Security Administration (FSA), creata da Roosevelt per assistere gli agricoltori in difficoltà. Sul crinale di una delle più significative crisi economiche statunitensi, per portata e conseguenze, quella del 1929, il governo americano affida alla fotografia il compito di costituire il primo archivio fotografico della società americana. L’intento è di realizzare un vasto panorama della vita negli Stati Uniti, in quel preciso momento storico. Stryker mette insieme alcuni dei nomi fondamentali nella storia della fotografia mondiale: Arthur Rothstein, Walker Evans, Dorothea Lange, Ben Shahn, Russell Lee, Marion Post Wolcott, Jack Delano. Fotografi dal carattere assai diverso che furono in grado di restituire un vero e proprio linguaggio, quello della fotografia documentaria, capace di esprimere il significato umano e storico del soggetto, di una nazione intera, di un’epoca.
Conservate alla Library of Congress, le fotografie della Farm Security Administration (FSA) vengono in parte acquisite negli anni Settanta dall’Università di Parma, su iniziativa di Arturo Carlo Quintavalle: oltre trentamila fotografie custodite nella prima istituzione universitaria italiana a occuparsi di fotografia, lo CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione).
Una selezione di queste potentissime immagini, a cura di Francesca Parenti, membro del Comitato Artistico del festival, sono in mostra eccezionalmente a SIFEST26, con fotografe di Dorothea Lange, Arthur Rothstein, Marion Post Wolcott, Jack Delano, Ben Shahn, Gordon Parks.

MARCO PESARESI
IL TEMPO DI UN VIAGGIO

A cura di Davide Monteleone
Galleria Montemaggi Designer
Via Roma, 35
(scheda in corso di elaborazione)


DAVIDE MONTELEONE
SPASIBO

Palazzo Martuzzi, Sala Allende
Corso Vendemini, 18
Davide Monteleone (1974) è artista e giornalista visivo. Lavora su progetti indipendenti a lungo termine attraverso la fotografia, il video e il testo. Si dedica allo studio di problematiche sociali, esplorando la relazione tra il potere e gli individui. Conosciuto per il suo interesse peculiare per i paesi dell’ex blocco sovietico, ha pubblicato tre libri su questo tema: Dusha, Russian Soul (2007), La Linea Inesistente (2009), Red Thistle (2012) e Spasibo (2013). Suoi progetti sono ricultati vincitori di numerosi prmi, tra cui diversi World Press Photo, e numerosi riconoscimenti come l’Aftermath Grant, l’European Publishers Award e il Carmignac Photojournalism Award. Suoi lavori dono stati presentati come installazione, mostre e proiezioni in festival e gallerie internazionali, quali il Nobel Peace Center di Oslo, la Saatchi Gallery di Londra, il MEP di Parigi e il Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Spasibo, letteralmente dal russo “grazie”, attraversa l’identità del popolo ceceno dopo anni di violenza e conflitti tra ceceni separatisti e Mosca. In Caucaso a partire dal 2001, Monteleone torna a più riprese in Cecenia, più recentemente nel 2013, a dieci anni di distanza dalla fine della Seconda Guerra Cecena, il cui risultato ha condotto alla perdita dell’indipendenza e al governo di Akhamad Kadyrov, leader sostenitore di Mosca e del Cremlino. I ceceni parlano una propria lingua messa al bando, praticano apertamente la religione islamica, proseguono tenacemente le proprie tradizioni e godono di una relativa libertà da Mosca. Eppure la Cecenia è ancora un’enclave della Federazione Russa. In questo contesto, tutto viene controllato dalle autorità in maniera sottile: la violenza fisica che aveva segnato gli anni del conflitto sembrano dissolti, sostituiti da una pressione ora psicologica. Una forma di cambiamento profondo dell’identità di un popolo che affiora nelle nuove generazioni e si installa, mutando stralci di una storia sociale e culturale.

MARIO CRESCI
IN VIAGGIO CON LAURO MESSORI
1960/2016

a cura di Mario Cresci e Mario Beltrambini
Monte di Pietà
Corso Vendemini, 53
Mario Cresci (Chiavari, 1942) è tra i primi in Italia della sua generazione ad applicare e coniugare la cultura del progetto alle sperimentazioni sui linguaggi visivi. A partire dagli anni Settanta ibrida lo studio del linguaggio fotografico e la cultura del progetto con l'interesse per l'antropologia culturale, realizzando in Basilicata progetti centrali per lo sviluppo della fotografia in Italia, tra cui ricordiamo il libro Matera, immagini e documenti del 1975. Il progetto sperimentale del laboratorio-scuola di formazione artistica tra arte, multimedia e design, ideato per la Regione Basilicata, lo avvicina sempre più all’insegnamento che, dalla fine degli anni Settanta in poi, diviene parte integrante del suo lavoro d’autore. È autore di opere multiformi caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, l’esperienza video, l’installazione. La rifondazione del senso del paesaggio e della costruzione dell'immagine fotografica lo portano a essere uno degli autori cardine della mostra Viaggio in Italia che Luigi Ghirri organizza alla Pinacoteca Provinciale di Bari nel 1984. Tra le più importanti esposizioni personali si ricordano: nel 2004 la mostra antologica Le case della Fotografia, 1966-2003 presso la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino; tra 2010 e 2012 il progetto itinerante di Forse Fotografia presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, l'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma e Palazzo Lanfranchi di Matera; nel 2014 la mostra Ex-post. Orizzonti momentanei al Museo d’Arte (MA*GA) di Gallarate e nel 2016 le due mostre In aliam figuram mutare al Castello Sforzesco di Milano e Mario Cresci. Ri-creazioni presso Camera di Torino. Ampia e articolata è la sua produzione di libri e più in generale di contributi, anche teorici, sulla fotografia e la comunicazione visiva.

Visionando l'Archivio Eni a Pomezia nel 2016, Mario Cresci scopre centinaia di provini fotografici a contatto realizzati in Iran dal “geologo Agip” Lauro Messori tra il 1958 e il 1960. Su ogni foglio le indicazioni scritte a mano invadono spesso le immagini attraverso segni, parole e schemi scientifici di riferimento al paesaggio e alle persone che Messori incontrava nei suoi spostamenti sul territorio iraniano.
A partire da un racconto fotografico realizzato per ragioni scientifiche, Cresci inizia un “viaggio nel viaggio”: utilizzando uno scanner ricompone liberamente le immagini e ricrea un nuovo archivio, una narrazione non lineare e inedita delle immagini di Messori, lasciandosi guidare dalle proprie fascinazioni. Con un’attitudine più filmica che fotografica, ha realizzato un nastro di immagini senza interruzioni, su cui scorre il viaggio di Cresci-Messori.

ISIA URBINO
EQUILIBRI
DALLA DIDATTICA AL PROGETTO CON MARIO CRESCI

A cura di Mario Cresci, Paola Binante, Stefano Veschi
Monte di Pietà
Corso Vendemini, 53
In mostra a SIFEST26 i progetti realizzati dagli studenti dell’ISIA di Urbino a conclusione del corso che Mario Cresci ha tenuto per i bienni specialistici in Fotografia dei Beni Culturali e Comunicazione, Design e Editoria.

KAREN KNORR
MIGRATIONS

A cura di Niccolò Fano
Galleria Lanfranco Colombo
Corso Vendemini, 62/64
Karen Knorr nasce a Francoforte e cresce a San Paolo e Porto Rico. Negli anni Settanta, prosegue la propria formazione a Parigi e Londra. Inizia quella che sarà una prolifica produzione negli Settanta e Ottanta, sviluppando un dialogo critico e giocoso con la fotografia documentaria, utilizzando differenti strategie visuali e testuali per esplorare le caratteristiche dei soggetti che sceglie, dalla famiglia allo stile di vita, dal mondo animale alla rappresentazione del contesto museale. Fin dai primi lavori degli anni Ottanta, come Connoiseurs (1986), indaga questioni centrali della rappresentazione e del consumo dell’immagine, operando all’interno delle architetture della cultura museale e artistica. Mescolando media analogici e digitali, L’intera attività di Karen Knorr segna una parabola puntuale su questioni legate al patrimonio culturale e artistico, alla relazione che esso innesca con la soggettività femminile, con il sistema patriarcale e con la convivenza tra architettura, uomo e mondo animale, spostando la propria visione in luoghi e contesti differenti, analizzati a partire da caratteristiche specifiche.

Migrations è una mostra sui lavori più recenti e inediti di Karen Knorr. A cura di Niccolò Fano, direttore della galleria Matèria (Roma), la mostra unisce una selezione di fotografie tratte dalla serie India Song (2008-2017) e dalla serie inedita Metamorphoses (2014-2017), un lavoro più recente e in progress incentrato sull’eredità e sul patrimonio artistico e culturale italiano. In India Song, realizzato in India a partire dal 2012, Knorr sposta il suo sguardo sulle caste dell’alta società indiana dei Rajput e la loro relazione con gli “altri”, attraverso l’uso della fotografia, del video e della performance.
In Metamorphoses, Knorr riconsidera, entro la cornice letteraria delle Metamorfosi di Ovidio, il patrimonio artistico e la mutabilità dell’attuale contesto europeo. Storie pagane e cristiane si sovrappongono e forniscono una possibile e ansiosa risposta alle recenti migrazioni globali, che trasformano ciò che resta della vecchia Europa in uno schema plurale e dinamico, o in un fortezza invalicabile.

IL TUTTO È MAGGIORE DELLA SOMMA DELLE PARTI
FOTOGRAFIE DALLA COLLEZIONE DONATA PIZZI

A cura di Silvia Camporesi
Monte di Pietà
Via del Monte di Pietà, 1
È sempre appassionante conoscere il movente che porta alla creazione di una collezione di fotografie, ma questo interesse senz’altro accresce se la collezionista – Donata Pizzi – è essa stessa una fotografa che ha alle spalle trent’anni di carriera, e se il minimo comune denominatore che guida la collezione abbraccia esclusivamente scatti realizzati da donne/fotografe/italiane. Il primo maggio 2015, Donata Pizzi acquista una fotografia di Lisetta Carmi, la prima di una collezione che conta oggi duecentocinquanta opere, tra immagini fotografiche e libri d’artista realizzati da donne. La mostra, a cura di Silvia Camporesi, è una selezione di sessanta immagini che offrono uno sguardo puntuale e trasversale, cronologico e concettuale, di quanto prodotto dalla fotografia al femminile negli ultimi cinquant’anni.
In questo crocevia e in dialogo costante, vengono presentate fotografie di Letizia Battaglia, Giovanna Borgese, Lina Pallotta, Paola Agosti, Marina Ballo Charmet, Paola de Pietri, Alessandra Spranzi, Marzia Migliora, Moira Ricci, Bruna Esposito.

STEFANO DE LUIGI
IDYSSEY

Consorzio di Bonifica
Via Garibaldi, 45
Fotografo professionista dal 1988 e parigino di adozione, Stefano De Luigi è membro dell'agenzia VII. Ha pubblicato sue fotografie su importanti magazine internazionali, come Stern, Paris Match, le Monde, Time, New Yorker, EyeMazing, Geo, D di Repubblica, Internazionale. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui diversi Word Press Photo, il POY, il Leica Oscar Barnack.
Dal 2004 al 2006, in collaborazione con CBM Italia, ha prodotto il progetto Blindness sulla condizione della cecità nel mondo, un lavoro di grande intensità e ricerca visiva. Nel suo ultimo progetto, iDyssey, realizzato con due iPhone, va alla ricerca delle radici del mondo epico nel bacino del mediterraneo, cogliendone al contempo i segni della contemporaneità.

iDyssey combina passato e futuro, due estremi della nostra storia, raccontando l’eredità più antica della cultura occidentale, l’Odissea, con il più moderno dei suoi media, l’iPhone. Percorrendo l’itinerario che da Troia ha condotto la narrazione dell’Odissea all’isola di Itaca, dodici tappe attraverso la Turchia, la Tunisia, l’Italia e la Grecia, iDyssey descrive ciò che rimane del mondo epico e racconta come il Mediterraneo, culla della cultura occidentale, abbia modificato il proprio aspetto e la propria sostanza. Le immagini, riprese con l’utilizzo di due iPhone, mostrano luoghi e culture appartenenti a tre poli di un mare che ancora rappresenta un ponte ideale tra tradizioni e religioni di Asia, Africa ed Europa. In questo viaggio, metafora dell’uomo del mondo come fu l’Odissea di Omero, incontriamo le idiosincrasie della contemporaneità, la crisi economica greca, le primavere arabe, la crisi della politica europea e i flussi migratori, scoprendo un contatto sottile eppure tangibile tra il nostro presente e un passato lontanissimo.

PIER PAOLO ZANI
TERRE E UOMINI. TRA MEMORIA E SENTIMENTO

A cura di Mario Beltrambini e Paola Sobrero
Vecchia Pescheria
Corso Vendemini, 51
Pier Paolo Zani vive a Savignano sul Rubicone (FC). Vincitore nel 1979 del Premio Epoca per il tema “La gente”, per anni ha collaborato alla rivista In tema di medicina e cultura, edita dall’Istituto Geografico De Agostini di Novara.
La sua attività fotografica, cominciata e continuata in forma amatoriale dalla metà degli anni Settanta, è diventata ben presto indagine etnografica, capace di penetrare con intensa consapevolezza antropologica, con amore e rispetto e senza forzature romantiche o nostalgiche, in quel mondo contadino che oggi, dopo lunghi anni di storia, va dissolvendosi. Numerosi i fotolibri pubblicati. Nella collana Le opere e i giorni dell’Editore Pazzini, Zani ha pubblicato una serie ultraventennale di fotocalendari tematici.

Le fotografie di Pier Paolo Zani raccontano un mondo primordiale e in via di sparizione, in cui il lavoro dell’uomo può ancora fondersi con le leggi della natura, in un’intensa e intima indagine antropologica del mondo contadino. Zani è da sempre riconosciuto come uno dei più interessanti fotografi amatoriali, capace di creare un proprio stile, che molti definiscono “stampa alla Zani”. A cura di Mario Beltrambini e Paola Sobrero, la mostra Terre e uomini. Tra memoria e sentimento è un omaggio a Zani “fotografo della memoria” – come è stato spesso definito – e grande maestro del bianco e nero romagnolo. Il percorso espositivo guarda a quattro soggetti dell’opera di Zani (ritratto, mani, oggetti e paesaggi) e ne attraversa l’intera produzione, con fotografie realizzate entro e fuori la sua Romagna, a offrire una visione della ruralità che sembra infrangere confini territoriali e cronologici.

NICO MINGOZZI
DE HUMANI CORPORI FABRICA

A cura di Giulia Marchi
Euromobili Montemaggi
Via Roma, 2

Nico Mingozzi è nato a Portomaggiore (Fe) il 26 ottobre 1976 e vive a Borghi (FC). Ha frequentato l’istituto d’arte Dosso Dossi conseguendo il diploma di maestro d’Arte. Le sue opere sono eseguite con china, acrilico, graffio ed inserti metallici.

Il lavoro di Mingozzi sceglie come fondamento concettuale il collezionismo fotografico, la raccolta paziente d’immagini, per lo più in bianco e nero, colte dall’universo borghese del secolo scorso al suo nascere. Sono corpi e volti di persone ormai scomparse, sguardi di una severità puritana e neogotica come lo fu l’età che li vide protagonisti involontari di passioni contenute in una disciplina sociale fra le più esigenti. Ma il tono poetico di questa selezione è dominato dalla melanconia, dall’idea della morte e delle ansie che essa genera nei volti e nelle carni.
A cura di Giulia Marchi, artista visiva e fotografa, membro del Comitato Artistico di SIFEST26, la mostra raccoglie opere della produzione più recente di Nico Mingozzi.


BASSO CANNARSA
CONOSCENZE NECESSARIE.
«SE COMPRENDERE È IMPOSSIBILE, CONOSCERE È NECESSARIO»
(PRIMO LEVI)

A cura di Giulia Marchi e Massimiliano di Teodoro
Consorzio di Bonifica
Via Garibaldi, 45
(scheda in corso di elaborazione)

MARTIN ERRICHIELLO & FILIPPO MENICHETTI
IN QUARTA PERSONA

Vincitori del Premio Marco Pesaresi per la Fotografia Contemporanea 2016
Galleria Montemaggi Designer
Via Roma, 35
I fotografi e filmmakers Filippo Menichetti e Martin Errichiello hanno incrociato i loro percorsi nel 2012 al dipartimento di Visual Storytelling della Danish School of Media and Journalism di Aarhus (DK). Dal 2013 conducono una ricerca a lungo termine sul paesaggio storico, culturale e politico del Sud Italia, attraverso un comune metodo di indagine basato sul dialogo tra differenti media e dispositivi di narrazione visuale. In Quarta Persona, vincitore del Premio Marco Pesaresi per la Fotografia Contemporanea, realizzato a partire dal 2015 è un progetto in cui geografia, mito, storia, politica e memoria della regione si intrecciano in una narrazione multimediale attraversando 50 anni di storia italiana. Dal 2016 è stato presentato ed esposto in festival europei come Fotografia Europea, Krakow Photomonth, BJCEM Biennale dei Giovani Artisti di Tirana, Copenhaghen Photo Festival, Format Festival, Circulations Paris. Ha inoltre vinto il FOAM Talent 2017.

A partire dagli anni Sessanta, l’Italia ha attivato sostanziali processi di trasformazione dei territori e dei suoi costumi in nome di un progresso che andava rapidamente nutrito di nuove strade, nuove macchine, nuovi ritmi, di una nuova identità, che fosse, quest’ultima, tecnicamente e politicamente in grado di connettere i punti più isolati del paese, le anime e i caratteri più remoti a quella promessa di cambiamento.
La Calabria è una terra dove la sfida della modernità si racconta storicamente in un fragile equilibrio geopolitico, ambientale ed esistenziale. In Quarta Persona si costituisce come una mappatura dinamica della sua geografia in un intreccio di immagini, linguaggi e tematiche che hanno interessato gli ultimi cinquant’anni di storia dell’intero paese. Costruita lungo il tratto calabrese dell’autostrada A3 Sa-Rc, simbolica direttrice narrativa, In Quarta Persona indaga trasversalmente l’iconografia, le storie, i significati di un paesaggio sospeso fra utopia e tradimento.
Fotografie, oggetti, documenti e video sono assemblati in un mosaico a più voci di un “noi” immaginario: in quarta persona.

GRAZIANO PANFILI
DI PADRE IN FIGLIO

Vincitore del Premio Portfolio Italia 2016 – Gran Premio Hasselblad
Vincitore del Premio SI Fest “Lanfranco Colombo” 2016
Galleria Montemaggi Designer
Via Roma, 35
Nato a Frosinone nel 1971, Graziano Panfili ha studiato reportage presso la Scuola permanente di fotografia Graffiti a Roma e ha frequentato seminari e workshop con molti professionisti. Numerosi sono i progetti che ha realizzato finora e che gli hanno fruttato prestigiosi riconoscimenti. È Ambassador Hasselblad e tiene seminari e workshop in tutta l’Italia. Attualmente fa parte dell’agenzia fotogiornalistica Ulixes Picture. Con il progetto Di Padre in Figlio, in mostra a SIFEST26, ha vinto il Premio Portfolio Italia 2017 – Gran Premio Hasselblad e il Premio Si Fest “Lanfranco Colombo” 2016.

Di padre in figlio è un’opera di riflessione autobiografica che ripercorre la vita coniugale dei propri genitori, la propria infanzia e gli aspetti di questo vissuto che lo hanno traghettato alla vita adulta. Come in un flashback, l’autore ritrova frammenti di memoria, di una coppia in crisi e della crescita di un bambino che è oggi adulto e riscopre, attraverso la fotografia, il senso della paternità, la sofferenza incolmabile di un’assenza, la fine prematura della vita infantile, l’autocoscienza di un padre che riconosce nella relazione con il proprio figlio un legame archetipico e indissolubile.


ALBERT&VERZONE
ATTRAVERSA IL (TUO) RUBICONE

Albert&Verzone iniziano a lavorare insieme negli anni Ottanta su progetti come The Moscow Project (2011) e Seeuropeans (2002), premiato nel 2001 con il World Press Photo. Entrambi fanno parte dell’Agence Vu.
Alessandro Albert è nato a Torino nel 1965. Suoi ritratti e progetti sono stati pubblicati su riviste italiane ed europee, tra cui Flair, Vanity Fair, Financial Times, Time, The Indipendent.
Paolo Verzone è nato a Torino nel 1967, di base a Parigi. Lavora con il ritratto e il reportage e realizza progetti con cui osserva nel profondo la contemporaneità. Ha pubblicato per riviste internazionali, come Time, Newsweek, Sunday Times Magazine, Wall Street Journal, The Independent, the Guardian, Le Monde, Vanity Fair, Geo. Sue fotografie fanno parte di importanti collezioni, tra cui il Victoria and Albert Museum e la Bibliothèque Nationale de France.

Restituzione alla città e al pubblico di SIFEST26, Attraversa il (tuo) Rubicone è il risultato del censimento fotografico svolto lo scorso anno, durante le giornate di SIFEST25 Alea Iacta Est, da Albert & Verzone. I due fotografi dell’Agenzia hanno dedicato a Savignano sul Rubicone un atelier che ha coinvolto, come soggetti, i suoi abitanti, il pubblico del festival e il fiume che attraversa la città. I ritratti realizzati tornano, un anno dopo, sugli argini del fiume, in un allestimento site specific che racconta e testimonia quell’esperienza.

ETNOGRAFIA DELLE SOCIETÀ COMPLESSE
IL CASO UNIONE RUBICONE MARE

A cura di Aniello Barone
Consorzio di Bonifica
Via Garibaldi, 45
La campagna fotografica Etnografia delle società complesse, il caso Unione Rubicone e Mare ha preso avvio nel 2017 su iniziativa dell’Associazione “Cultura e Immagine” (coordinamento di Tomas Maggioli) e con il patrocinio dei Comuni di Savignano sul Rubicone, Cesenatico e Rimini, dell’Unione Rubicone e mare, della Regione Emilia Romagna e dell’Università degli studi di Urbino. Si tratta di un progetto a lungo termine volto a condurre un’indagine di carattere etnografico e antropologico sull’impatto e i mutamenti legati ai flussi migratori. Sotto la guida di Aniello Barone, fotografo professionista e curatore del progetto, i dieci fotografi coinvolti hanno realizzato un censimento per immagini del processo di globalizzazione multietnica legato alle difficoltà d’inserimento e integrazione nel tessuto sociale degli immigrati presenti nelle aree attorno Savignano. Presentata a SIFEST26, la mostra fotografica sarà oggetto di un convegno (domenica 10 settembre) e sarà la prima tappa di un progetto allestitivo itinerante, con fotografie di Andrea Angelini, Graziano Bartolini, Michela Benaglia, Daniele Cinciripini, Luca Della Martera, Marianna Leone, Beatrice Lontani, Roberto Masi, Luana Rigolli, Susanna Venturi.

Ad arricchire il calendario di mostre, di incontri e conversazioni, le selezioni di libri d’autore in piazza, la consueta Notte per la fotografia e i vincitori della 16ma edizione del Premio Pesaresi, le confluenze del SIFEST26 si manifestano anche con i piccoli gruppi di lettura del portfolio, pronti ad affiancare le letture individuali, alle quali è consigliato iscriversi sul sito entro il 5 settembre 2017. Segue l'elenco dei lettori e orari, nel box a scomparsa che segue.

Portfolio reviews SI FEST 2017: lettori e orari

Paola Binante
Disponibilità:
sabato 9 settembre > 9.20-12.00
domenica 10 settembre >9.20-12.00

Maria Livia Brunelli e Fabrizio Casetti
Disponibilità:
Lettura Ad confluentes con Francesca Fabiani
sabato 9 settembre >21.00-22:30
domenica 10 settembre >9.20-12.00

Paolo Cagnacci
Disponibilità:
sabato 9 settembre > 16.00-19.00
Lettura Ad confluentes con Anna Iuzzolini
sabato 9 settembre >21.00-22:30

Alessandra Capodacqua
Disponibilità:
sabato 9 settembre >21.00-22:30
Lettura Ad confluentes con Marinella Paderni e Carine Dolek ESAURITI I POSTI

Federico Chiara
Disponibilità:
sabato 9 settembre > 16.00-19.00
domenica 10 settembre >9.20-12.00

Manuela De Leonardis
Disponibilità:
sabato 9 settembre > 9.20-12.00
>16.00-19.00

Carine Dolek
Disponibilità:
sabato 9 settembre > 16.00-19.00
Lettura Ad confluentes con Marinella Paderni e Alessandra Capodacqua
sabato 9 settembre >21.00-22:30 ESAURITI I POSTI

Francesca Fabiani
Disponibilità:
sabato 9 settembre >21.00-22:30
Lettura Ad confluentes con Maria Livia Brunelli e Fabrizio Casetti
sabato 9 settembre >21.00-22:30

Niccolò Fano
Disponibilità:
sabato 9 settembre >21.00-22:30
Lettura Ad confluentes con Donata Pizzi e Giulia Marchi
domenica 10 settembre >9.20-12.00

Roberto Farneti
Disponibilità:
sabato 9 settembre >16.00 – 19.00
domenica 10 settembre >9.20-12.00

Anna Iuzzolini
Disponibilità:
sabato 9 settembre >21.00-22:30
Lettura Ad confluentes con Paolo Cagnacci
sabato 9 settembre >9.20-12.00

Giulia Marchi
sabato 9 settembre >21.00-22:30
Lettura Ad confluentes con Niccolò Fano e Donata Pizzi

Fulvio Merlak
Disponibilità:
sabato 9 settembre > 9.20-12.00
domenica 10 settembre >9.20-12.00

Danilo Montanari e Giorgio Grillo
Disponibilità:
sabato 9 settembre >16.00 – 19.00

Marinella Paderni
Disponibilità:
sabato 9 settembre >16.00 – 19.00
sabato 9 settembre >21.00-22:30
Lettura Ad confluentes con Carine Dolek e Alessandra Capodacqua ESAURITI I POSTI

Donata Pizzi
Disponibilità:
sabato 9 settembre > 9.20-12.00
sabato 9 settembre >21.00-22:30
Lettura Ad confluentes con Niccolò Fano e Giulia Marchi

Clément Saccomani
Disponibilità:
domenica 10 settembre >9.20-12.00

Carlo Sala
Disponibilità:
domenica 10 settembre >9.20-12.00

Michael Weir
Disponibilità:
sabato 9 settembre >16.00 – 19.00
domenica 10 settembre >9.20-12.00

* La lettura portfolio si svolgerà in lingua inglese, con disponibilità di interprete.

Sabato 9 settembre (alle ore 11, al Cinema Teatro Moderno di corso Perticari, 5) il SI Fest con il MiBACT, vede nascere anche il Sistema Festival italiano, con il convegno "Punctum - fotografia e sistema festival - proposte e obiettivi" allargato all'Europa, con ospiti quali il Belfast Photo Festival e il festival Circulation (s) – Festival de la Jeune Photographie Europeenne di Parigi, mentre alle strategie dialettiche della sezione indipendente del festival, SI Fest OFF, abbiamo riservato una segnalazione dedicata.


Premio Pesaresi 2017

Gli effetti della globalizzazione su società, economie e territori in medio oriente, protagonisti di "Rawabi" del duo italo francese Andrea & Magda Photographers ha vinto il Premio Pesaresi 2017 e sarà esposto nella prossima edizione del festival.


"Un lavoro portato avanti da diversi anni sugli effetti della globalizzazione nelle società e territori del mondo orientale. Il lavoro è segnato da una puntualità estetica e sostenuto da un’approfondita ricerca con un riconoscibile tratto ironico. Il premio sosterrà il quarto capitolo di questa ricerca a lungo termine, documentando la nascita di Rawabi nel West Bank, una città ideale pianificata fin dal 2009".


SI Fest "Lanfranco Colombo" 2017

Il 26° SI Fest Savignano Immagini Festival, il 9 e 10 settembre ha ospitato anche la penultima tappa di "Portfolio Italia 2017 - Gran Premio Hasselblad", assegnando il premio SI Fest "Lanfranco Colombo" 2017 a tecnica e sperimentazione del portfolio "Et Fiat lux" della 33enne slovena Špela Volčič che ritrae fiori artificiali lasciandosi ispirare dalla natura morta olandese e all’ikebana giapponese.

Il secondo posto è andato al portfolio "Dead Sea" del ventinovenne teramano Carlo Lombardi, dedicato alla salvaguardia dell'ambiente marino con la ricerca sulle cause dell’estinzione delle tartarughe Caretta Caretta del bacino del Mediterraneo.

26-premio-si-fest-portfolio.jpgPh: 26° premio SI Fest Portfolio. Et fiat lux © Špela Volčič / Dead Sea © Carlo Lombardi

A questo punto non ci resta che aspettare eventuali aggiornamenti del festival promosso di nuovo dall’Associazione Savignano Immagini, presieduta da Isa Perazzini, con il Patrocinio e il sostegno di Comune di Savignano sul Rubicone, Assessorato alla Cultura e al Turismo e Regione Emilia Romagna, Assessorato alla Cultura, con il supporto del comitato scientifico composto da Silvia Camporesi, Alessandra Capodacqua, Danilo Montanari, Fabio Galassi, Giulia Marchi e Francesca Parenti.


26° SI Fest – Savignano Immagini Festival - Ad Confluentes

8 - 24 settembre 2017
Savignano sul Rubicone

Foto | 26° SI Fest – Savignano Immagini Festival

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