Ettore Sottsass oltre forma, funzione e metafore

L'estro progettuale ribelle e poetico di Ettore Sottsass, spinto oltre, forme, funzioni e limiti di architettura, design, letteratura, arte e fotografia

A 100 anni dalla nascita e dieci dalla scomparsa, si torna a festeggiare Ettore Sottsass (Innsbruck, 14 settembre 1917 – Milano, 31 dicembre 2007) insieme al suo lessico progettuale anticonformista e rivoluzionario, capace di spingere l'architettura oltre la forma, il design oltre la funzionalità, la fotografia alla ricerca di senso e risposte alle domande fondamentali della produzione, con la complicità della scrittura e l'ispirazione della pittura.

«Sono nato il 14 settembre 1917 a Innsbruck, in Austria, e dopo un’infanzia felice nelle montagne e dopo una molto meno felice giovinezza in varie scuole, ho preso una laurea in architettura al Politecnico di Torino nel 1939. Poi sono stato costretto a perdere sette anni della mia vita nell’esercito. Nel 1946 finalmente cominciai a lavorare a Milano: ho fatto alcune architetture, ho dipinto dei quadri, ma soprattutto ho disegnato environment privati, interni, mobili, ceramiche e oggetti. Nel 1949 ho sposato Nanda, che la gente chiama Fernanda Pivano».

Ettore Sottsass

Cogliendo l'occasione, nuove pubbicazioni e percorsi espositivi tornano a nutrirsi del contributo sovversivo di progetti architettonici, design poetico e non convenzionale, testi ironici e fotografie sperimentali, realizzati da Sottsass alla costante ricerca di nuove forme espressive, come architetto, designer, urbanista, pittore, viaggiatore, fotografo, antropologo e scrittore, nel corso di sei decenni costellati dalle collaborazioni con Poltronanuova (1958-1974), Olivetti (dal 1958 alla fine delgi anni '90), Studio Alchymia (1976), «Ettore Sottsass Associati» (fondata nel 1980) e il gruppo Memphis (fondato nel 1981), dal nome ispirato al blues di Bob Dylan e il design destinato a cambiare forma e funzione del mobile contemporaneo, mettendo a frutto quanto appreso e fotografato da Sottsass nel corso di numerosi viaggi. l'emozione prima della funzione!

L'occasione perfetta per riscoprire il valore dello sterminato continente fisico e mentale lasciato al contemporaneo da questo spirito libero e irrequieto, realizzando ben più di mobili sperimentali come i Superbox, icone pop del calibro della mitica macchina da scrivere portatile 'Valentine' (del 1969), sculture di luce, un telefono Enorme (Brondi 1986, collezione permanente del MOMA di New York), cucine sapienti, tavole contente, le fotografie di mondi nascosti.

La fotografia che Ettore Sottsass ha usato continuamente come strumento per riflettere sulla realtà e sul ruolo della visione, dai materiali fotografici e grafici realizzati negli Stati Uniti, in Italia e Spagna tra il 1968 e il 1976, raccolti dallo stesso autore e montati in dialogo con la sua storia e la sua memoria nelle pagine selle sue Metafore (Skira, 2002), a quelli raccolti insieme a paradossali didascalie, nelle 72 pagine di "Foto dal finestrino" (Adelphi, Biblioteca minima, 2009).

«La mia opinione è che, invece, il problema non sia quello di avvicinarsi al "buon design" ma di fare design, di avvicinarsi il più possibile a uno stato antropologico delle cose, il quale, a sua volta, deve essere il più vicino possibile al bisogno che la società ha di un'immagine di se stessa. Se è vero che viviamo in una società che programma obsolescenza, l'unico design possibile che duri, è quello che ha a che fare con l'obsolescenza, un design che le si adatti, magari accelerandola, magari confrontandola, magari ironizzandola, magari andandoci d'accordo. L'unico design che non dura è quello che in una società che programma l'obsolescenza, cerca invece il metafisico, cerca l'assoluto, l'eternità. E poi, non capisco perché il design che dura debba essere migliore del design che scompare. Non capisco perché le pietre debbano essere migliori delle piume di un uccello del paradiso. Non capisco perché le piramidi siano migliori delle capanne di paglia birmane. Non capisco perché i discorsi del presidente siano migliori delle parole d'amore sussurrate di notte in una stanza. Da giovane ho raccolto informazioni solo da riviste di moda o da civiltà molto antiche, dimenticate, distrutte, polverose. Ho raccolto informazioni o da quelle zone in cui la vita stava germogliando appena, oppure dalla nostalgia per la vita, ma mai dalle istituzioni, mai dalla solidità, mai dalla realtà, mai dalle cristallizzazioni, mai dalle ibernazioni. Per me, l'obsolescenza è lo zucchero della vita.»

Ettore Sottsass

Sono i frammentati dell'universo progettuale di Ettore Sottsass, architetto, designer, fotografo, scrittore, profondamente 'ribelle e poeta', ad sipirare il percorso espositivo ospitato negli spazi dello Schaudepot del Vitra Schaudepot, nella tedesca Weil am Rhein con Ettore Sottsass Rebel and poet, tra la libreria Carlton (1981), la scrivania Tartar (1985) e le "Metafore" fotografate da Sottsass tra il 1972 e il 1978, nel corso dei suoi lunghi viaggi in Europa, negli Stati Uniti e in Medio Oriente.


Ettore Sottsass – Rebel and Poet

fino al 24 Settembre 2017
Vitra Design Museum
Charles-Eames-Str. 2
D-79576 Weil am Rhein

Nel 1986 il collezionista Jean Pigozzi ha commissiano a Sottsass il progetto degli interni della penthouse alle pendici dell’Hotel Des Artistes e nel cuore dell’Upper West Side, la cui vendita è oggi affidata alla casa d'aste Sotheby's per 19 milioni di dollari.

« ... Un designer dovrebbe sapere che gli oggetti possono diventare lo strumento di un rito esistenziale»

Ettore Sottsass, Nel mondo degli oggetti, conversazione del 10 marzo 2004, 'Domus', n. 869, aprile 2004

Il Met Breuer di New York celebra invece il genio anticonformista dell’architettura e del design, con Ettore Sottsass: Design Radical e il percorso espositivo curato da Christian Larsen, con disegni architettonici, allestimenti, macchine, sistemi d’arte, oggetti in ceramica, vetri, tessuti, gioielli, dipinti, manifesti e fotografie, realizzati da Sottsass nell'arco di sei decenni, concluso da 'Master' e le opere meno note in dialogo con i lavori di Piet Mondrian, Jean Michel Frank, Gio Ponti e Shiro Kuramata.

Ettore Sottsass: Design Radical
fino all'8 ottobre 2017
The Met Breuer
945 Madison Avenue
New York

A ripercorrere le innumerevoli strade esplorate da Ettore Sottsas sin dagli anni Quaranta-Cinquanta, saranno anche le carte, i disegni e le fotografie, raccolte nelle 198 pagine di "Per qualcuno può essere lo spazio", a cura di Matteo Codignola (Piccola Biblioteca Adelphi, 2017) in libreria dal prossimo 14 settembre.

BDC28, ex chiesa sconsacrata del Seicento, oggi centro dedicato all’arte contemporanea e la fotografia nel cuore di Parma, si prepara invece ad esporre 30 opere della serie Metafore di Sottsass, appartenenti alla collezione privata del progetto BDC (Bonanni Del Rio Catalog) di Lucia Bonanni e Mauro del Rio (inaugurato a fine gennaio 2016 ad Artefiera a Bologna).

La serie composta da 43 Metafore per 50 opere fotografiche a colori e in bianco e nero, (cm 30x40), scattate da Sottsass tra il 1972 e il 1978 durante i suoi lunghi viaggi in Europa, negli Stati Uniti e in Medio Oriente, divide il progetto in 5 gruppi e altrettanti Disegni per i destini dell'uomo, Disegni per i diritti dell'uomo, Disegni per le necessità degli animali, Fidanzati e Decorazioni.

Continuando ad avere come punti fermi l'architettura e la relazione tra l'ambiente e la quotidianità di chi lo vive, Sottsass progetta architetture naturali, assemblando sassi, scatole, legno, spago, nastro, per poi fotografare il risultato e commentarlo, con quello stile ironicamente poetico che ha finito per caratterizzare il suo approccio letterario e progettuale.

«Sentivo una grande necessità di visitare luoghi deserti, montagne, di ristabilire un rapporto fisico con il cosmo, unico ambiente reale, proprio perché non è misurabile, né prevedibile, né controllabile, né conoscibile... mi pareva che se si voleva riconquistare qualche cosa bisognasse cominciare a riconquistare i gesti microscopici, le azioni elementari, il senso della propria posizione»

Ettore Sottsass

Lo spazio lasciato dalle restanti 13 immagini delle Metafore, prestate da BDC al progetto espositivo della Triennale, sarà dedicato ai suggerimenti di altrettante voci autorevoli di colleghi e amici del maestro, quali Massimo Minini, Aldo Cibic, Giuseppe Lufrano, Pappi Corsicato, Mario Cresci, Emilio Fantin, Davide Rampello, Massimo Iosa Ghini, Diamante D’Alessio, Gilda Bojardi, Walter Guadagnini e Flavio Albanese.

BDC18: Le Metafore di Sottsass
15 settembre 2017 - 11 marzo 2018
Inaugurazione: venerdì 15 settembre 2017, ore 18.30
BDC28 – Borgo delle Colonne, 28
Parma

Alcuni seminari dedicati ad aspetti meno noti della vita di Sottsass, come il suo rapporto, creativamente fecondo, con la letteratura e la musica, saranno invece realizzati in collaborazione con l’Archivio-Museo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma, sin dal 1979 custode del fondo Ettore Sottsass Jr.

Un fondo di quasi 14.000 materiali progettuali (schizzi, bozzetti e disegni) e 24 sculture , restituito nella pubblicazione del catalogo del fondo "Ettore Sottsass 1939-1978" che accompagna la mostra "Ettore Sottsass. Oltre il design", allestita nei suggestivi spazi della sede nell’Abbazia cistercense di Valserena, seguendo la struttura narrativa che contraddistingue il percorso espositivo dell’Archivio-Museo fin dalla sua apertura nel 2015, mentre alcuni materiali d'archivio saranno da subito prestati alla mostra della Triennale, dai modelli di architetture, studi e disegni per tappeti e stoffe degli anni ’40 e ‘50, al materiale di studio per la decorazione e per il marchio della XI Triennale di Milano.

Ettore Sottsass. Oltre il design
18 novembre 2017 - 8 aprile 2018
CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
Abbazia cistercense di Valserena
Strada Provinciale Colorno, 87
Parma

Le 13 immagini della Metafore prestate da BDC ed i materiali d'archivio prestati da CSAC, saranno parte integrante della monografica "There is a Planet", presentata dalla Triennale Design Museum negli spazi della Galleria della Architettura, con l'allestimento di Michele De Lucchi e Christoph Radl, facendo riferimento al progetto mai realizzato da Sottsass per l’editore tedesco Wasmuth, ora proposto da Electa con una nuova pubblicazione e il catalogo della mostra curata da Barbara Radice, compagna di Sottsass per trent’anni e autrice del romanzo "Perché morte non ci separi" (Mondadori Electa, marzo 2017).

Il corpo principale della mostra è suddiviso in nove stanze per altrettante tematiche e gruppi di opere che spaziano dal design all’architettura, dalla scrittura alla fotografia, alle quali si accede dalla Galleria dell'Architettura con le pareti dedicate ad opere che le introducono e una selezione di fotografie che tornano all’origine del progetto del Maestro, insieme ad una raccolta inedita di fotografie dei primi anni ’60 intitolata Le ragazze di Antibes.

"Ne è uscita una mostra molto particolare. Intima, più che monumentale. Piena di echi segreti, di suggestioni sotterranee, di fili nascosti. Poco accademica, forse, ma con l’ambizione di far emergere anche quegli aspetti dell’opera di Sottsass che uno sguardo più “scientifico” avrebbe disdegnato. La poesia, le tenebre, il magico…"

Silvana Annicchiarico

Ettore Sottsass. There is a Planet
15 settembre 2017 - 11 marzo 2018
Inaugurazione: giovedì 14 settembre 2017, ore 19:00
Triennale Design Museum
Palazzo della Triennale
V.le Alemagna, 6
Milano

Il volume 'Ettore Sottsass There is a planet. Texts and photographs' pubblicato da Electa, raccolgie in cinque gruppi, con cinque titoli diversi e altrettanti schizzi arricchiti da riflessioni, una serie di fotografie scattate da Sottsass in quarant’anni di viaggi intorno al mondo abitato dall'uomo, dagli elementi dell’Algeria alle distese marine della Polinesia, a testimonianza dello sguardo con il quale Sottsass ha saputo guardarlo e restituirlo.

«Per me, il design è un modo di discutere la vita. È un modo di discutere la società, la politica, l'erotismo, il cibo e persino il design. Infine, è un modo di costruire, una possibile utopia figurativa o di costruire una metafora della vita. Certo, per me il design non è limitato dalla necessità di dare più o meno forma a uno stupido prodotto destinato a un'industria più o meno sofisticata; per cui, se devi insegnare qualcosa sul design, devi insegnare prima di tutto qualcosa sulla vita e devi insistere anche spiegando che la tecnologia è una delle metafore della vita»

Ettore Sottsass

Foto | Ettore Sottsass – Rebel and Poet, Courtesy Vitra Design Museum
Foto | Le Metafore di Ettore Sottsass, Courtesy BDC28 Parma
Foto | Ettore Sottsass. There is a planet, Courtesy Triennale
Via | OMNIA Relations

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