Altre storie, altre voci. Valerio Bispuri e Mattia Zoppellaro a Forma Meravigli

Paco a drug story di Valerio Bispuri e Appleby di Mattia Zoppellaro, Altre storie, altre voci che si incontrano e dialogano a Forma Meravigli e nelle pubblicazioni di Contrasto


Cente storie sono tanto ai margini da restare lontane anni luce dal vissuto quotidiano di molti di noi, quanto sembrano esserlo le voci che provano a raccontarle, con reportage che hanno richiesto anni di esplorazione antropologica e fotografica, vivendo a stetto contatto con i protagonisti di ogni scatto, mentre il mondo delle immagini si ipernutre di foto usa e getta alla velocità della luce.

Altre storie, altre voci, al pari di quelle che arrivano in mostra al Forma Meravigli di Milano con "Paco, a drug story" di Valerio Bispuri e "Appleby" di Mattia Zoppellaro.

Storie in viaggio, dal Sud America devastato dal dilagare di una nuova droga all'Irlanda dei Travellers, accomunate da un lungo lavoro di ricerca, raccolto in due distinti volumi pubblicati da Contrasto e dal linguaggio protagonista dell'incontro-dialogo espositivo che offrono allo spettatore ignaro, da oggi al prossimo 8 ottobre 2017.

Paco, a drug story di Valerio Bispuri

Con Paco: The Poor Man's Drug, Valerio Bispuri punta l'obiettivo sul ciclo di vita di questa devastante droga 'per poveri' chiamata 'Paco', realizzata in cocinas (cucine) clandestine, miscelando gli scarti della lavorazione della cocaina, con sostanze altamente tossiche, come cherosene, colla, veleno per topi o polvere di vetro.

Ogni dose di questa cocaiana dei poveri, chiamata anche PBC (pasta base di cocaina), consumata come il crack e venduta a meno di mezzo dollaro ciascuna, agisce nel giro di pochi secondi, ha una durata di circa cinque-dieci minuti e tempi di assuefazione ridotti rispetto a crack o eroina, spingendo l'assunzione fino a venti dosi al giorno, con conseguenze devastanti per intere comunità.

Mentre conduceva l'indagine decennale nelle 74 carceri sudamericane di Encerrados, raccolta nel suo primo libro pubblicato da Contrasto nel 2015, viaggiando tra Argentina, Brasile, Perù, Colombia e Paraguay, per 14 anni il fotografo italiano ha condiviso anche la quotidianità̀ dei consumatori di paco, dai poveri dei bassifondi di Buenos Aires, alle 'cucine della droga' che la stanno fabbricando per ogni classe sociale, nel paese divenuto produttore di cocaina per il mercato europeo.

"Credo che la fotografia abbia bisogno sempre di più del tempo per arrivare a una profondità, a quell'equilibrio magico tra emozione e realtà. Per questo "Paco" non vuole essere solo un'esposizione su una terribile droga, ma un'esplorazione antropologica e sociologica della nuova povertà in Sud America."

Valerio Bispuri

Il perportage raccolto nelle 123 pagine di "Paco. A drug story", edito ancora una volta da Contrasto, con immagini inedite, accompagnate dal racconto vivo del fotografo, l'introduzione dello scrittore Marco Lodoli e un testo del giornalista César Gonzalés, arriva in mostra alla Fondazione Forma, con le stampe realizzate dal festival Visa pour l’Image di Perpignan che lo ha esposto nel 2016, mentre la prima presentazione del libro, con il fotografo e Omero Ciai, è prevista sabato 30 settembre 2017 (ore 16.00) al Cinema Apollo di Ferrara, durante il Festival di Internazionale.

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Valerio Bispuri. Note biografiche

Valerio Bispuri, nato a Roma nel 1971. Fotoreporter professionista dal 2001, collabora con numerose riviste italiane e straniere, tra cui Repubblica, Internazionale, Paris Match, Stern e El Pais. Ha realizzato reportage in Europa e Medio Oriente, ma è in America Latina che Valerio ha lavorato e lavora da tempo. Per dieci anni si è occupato di "Encerrados", un progetto fotografico sulle condizioni di vita dei "rinchiusi" nelle carceri di tutti i paesi del continente latino-americano, visitando 74 carceri maschili e femminili. Il lavoro "Encerrados" è stato esposto al Visa pour l'Image a Perpignan (2011), al Palazzo delle Esposizioni di Roma, all'Università di Ginevra, al Browse Festival di Berlino, al Bronx Documentary Center (BDC) di New York. Nel 2015 "Encerrados” è diventato un libro edito da Contrasto. Nel 2017 Valerio ha terminato dopo oltre 14 anni un altro progetto a lungo termine per denunciare la diffusione e gli effetti di una nuova droga a basso costo denominata "Paco", che sta uccidendo una generazione di giovani nei sobborghi delle metropoli sudamericane. "Paco" è stato esposto nel 2014 a Istanbul dalla Croce Verde Interazionale e nel 2016 al Visa pour l'Image di Perpignan, dove è arrivato finalista al Visa d'Or. Valerio si è occupato a lungo anche della vita dei Rom in Italia e in Bosnia e di un lavoro sul mondo lesbico, seguendo per sei anni Betania, una ragazza lesbica Argentina. Molti di questi lavori gli sono valsi numerose pubblicazioni e premi a livello internazionale, tra cui il Poy America Latina 2011, il Sony World Photography Awards 2013 (1° posto, Contemporary Issues), il Days Japan International Photojournalism Awards 2013, il Poy 2015 (2° posto, Feature Story Editing - Magazine). Recentemente Bispuri ha intrapreso altri tre progetti a lungo termine: uno dedicato agli istituti penitenziari italiani, diventando il primo fotografo ad avere accesso all'interno di alcune delle carceri più antiche e affollate, tra cui Poggioreale, Regina Coeli e l'Ucciardone; il secondo sulle donne vittime della tratta in Argentina e il terzo sulla realtà dei sordo-muti.

Appleby di Mattia Zoppellaro

In contemporanea Mattia Zoppellaro presenta per la prima volta al pubblico Appleby, raccolto nelle 96 pagine della pubblicazione omonima edita da Contrasto.

La passione per le spirito che anima ogni genere di sottocultura, da quella che ha dato i natali ad una sacerdotessa del rock come Patty Smith, a quanto trova il modo di resistere alla intemperanze della globalizzazione, ha spinto Mattia Zoppellaro per quattro anni sulla tracce della cultura nomade irlandese dei Pavee che si riunisce nella Cumbria inglese in occasione della Appleby Horse Fair.

"Gli Irish Travellers, detti anche “Pavee”, sono un gruppo etnico nomade che ha mantenuto inalterate nel tempo molte delle sue tradizioni culturali. Parlano per lo più inglese, ma le loro origini storiche sono tutt’altro che certe. Alcuni dicono che i loro antenati sono i proprietari terrieri irlandesi che persero i loro possedimenti dopo la conquista dell’Irlanda da parte di Cromwell e in seguito alla carestia che si abbatté sulle loro terre nel XIX secolo; altri sostengono che discendono dall’artigiano che forgiò i chiodi con cui fu costruita la croce di Gesù, e che quest’onta abbia costretto i Pavee a vagare in eterno senza dimora."

Ogni primo giovedì di giugno, la fiera che da il nome alla pubblicazine e al progetto espositivo, attira tra i 10.000 e i 15.000 nomadi rom, gipsy e Irish travellers da tutto il Regno Unito, per comprare e vendere cavalli, ritrovare vecchi amici e parenti, celebrando le sfumature di quella cultura colta dall'approccio antropologico di Zoppellaro, insieme all’orgoglio di tradizioni a prova di difficoltà ed emarginazione.

"Quando mi sento sola so che è arrivato il momento… il momento di muoversi, di uscire, non necessariamente per conoscere gente, ma solo per cambiare, perché la solitudine è, dopotutto, uno stato mentale, ha a che fare con noi stessi, non con le altre persone".

Judith

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Mattia Zoppellaro. Note biografiche

Mattia Zoppellaro è nato a Rovigo nel 1977. Dopo una breve esperienza nel mondo del cinema come assistente di Carlo Mazzacurati, nel 2001 consegue il diploma in fotografia allo IED di Milano. Dopo un periodo di 2 anni presso il dipartimento di fotografia di Fabrica, nel 2003 si trasferisce in Inghilterra, dove collabora con varie riviste musicali ed etichette discografiche. Realizza inoltre diversi reportage sociali (Gypsies Irlandesi, Homeless di Hackney, Prigioni di Massima Sicurezza del Nord-Est) di costume (Cerimonie Religiose nel Meridione, Fiera del Sesso) e sui movimenti giovanili (Rave Parties Europei, Punk Messicani, Scena Hip Hop di Dakar). Attualmente vive tra Milano e Londra. Tra i personaggi da lui scattati troviamo Lou Reed, Patti Smith, Giulio Andreotti, Giorgio Armani, U2, Usain Bolt, Noel Gallagher, Dario Argento, Iggy Pop, James Franco, Vasco Rossi, Depeche Mode, Wes Anderson, e molte altre star. Il suo lavoro è stato pubblicato su Rolling Stone, Sunday Times Magazine, El Pais Semanal, Financial Times Weekend, D., Velvet di Repubblica, Max, Mojo, NME, L’Espresso, Io Donna, Vanity Fair, GQ, Les Inrockuptibles, Colors e Icon.

Un’ampia selezione fotografica di entrambi i progetti, resta in mostra con "Altre storie, altre voci", l'inconro-dialogo espositivo appena inaugurata al Forma Meravigli, iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia, in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.


Altre storie, altre voci

14 settembre - 8 ottobre 2017
Forma Meravigli
Via Meravigli 5
20123 Milano


Foto | Paco, a drug story © Valerio Bispuri
Foto | Appleby © Mattia Zoppellaro
Courtesy Fondazione Forma

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