Architetture d'acqua di Gabriele Basilico

Lo sguardo sensibile al paesaggio antropizzato di Gabriele Basilico, punta l'obiettivo sulle Architetture d’acqua

L'Acqua, all'origine della vita e della grandi civiltà del nostro pianeta, quanto dei profondi squilibri creati tra chi non ne ha abbastanza e chi ne ha troppa, è da secoli interesse prioritario delle architetture più ingegnose, dalle reti idriche Inca e gli impianti di irrigazione dei Sumeri, ai qanāt dell'Impero persiano, i sistemi idraulici della Magna Grecia o gli acquedotti dei romani, tanto ben congegnati da resistere ai secoli e continuare a dissetare metropoli come Roma, insieme a stili di vita con un notevole impatto sull'ambiente e le risorse idrogeologiche.

La Lombardia che deve il suo sviluppo agli impianti di bonifica e di irrigazione, dai navigli ai fontanili, punta ad inserire nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO queste opere per il governo e l’uso plurimo delle acque, grazie al progetto "La civiltà dell’acqua in Lombardia", avviato nel 2014 da Regione Lombardia e URBIM, l’Unione Regionale dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione, partendo dall'indagine sulle Architetture d’acqua di Gabriele Basilico e il suo sguardo sensibile al paesaggio antropizzato.

Gabriele Basilico. Note biografiche e appunti di paesaggio antropizzato

Gabriele Basilico nasce a Milano il 12 agosto 1944. Dopo la laurea in architettura, conseguita nel 1973 al Politecnico di Milano, si dedica alla fotografia, manifestando una notevole sensibilità per sviluppo e identità del paesaggio antropizzato.

«Quando mi pongo davanti a una città sono preso da una sorta di desiderio di conquista e di assalto, la vorrei quasi mangiare».

Questo sin dal primo lavoro dedicato alla lunga esplorazione della periferia industriale della sua città, confluito in “Milano ritratti di fabbriche” (1978-80) e la sua prima mostra presentata in un museo, al PAC di Milano nel 1983.

«Ho sempre pensato che questi “ritratti” nascessero dal bisogno di trovare un equilibrio tra un mandato sociale - che nessuno mi aveva dato, ma che era la conseguenza dell’ammirazione che io provavo per il lavoro dei grandi fotografi del passato - e la voglia di sperimentare un linguaggio nuovo, in grande libertà e senza condizionamenti ideologici».

Nel 1984, la risonanza del progetto spinge il governo francese ad invitarlo a far parte del gruppo di fotografi impegnati nella Mission Photographique de la DATAR, per documentare le trasformazione del paesaggio transalpino e in qualità di unico italiano del team si occupa di “Bord de mer”, esposto nel 1985 nel Palais de Tokyo di Parigi.

Seguono anni di intenso lavoro in cui si alternano commissioni pubbliche e ricerche sul territorio, raccolte in libri culto come Italia &France (Jaca Book 1987), Bord de Mer (AR/GE Kunst 1992), Porti di Mare (Art& 1990), Paesaggi di Viaggi (AGF1994), Scambi (Peliti 1994), L’esperienza dei luoghi (Art& 1994) Nelle altre città (Arti Grafiche Friulane 1997).

Nel 1991 è nella Beirut devastata da 15 anni di guerra civile, per documentarne la memoria del conflitto insieme a Renè Burri, Robert Frank, Joseph Koudelka, Raymond Depardon e Fouad Elkoury.
Le fotografie scattate a Beirut bombardata e ferita, segnano la definitiva consacrazione internazionale di Basilico e vengono raccolte nel volume Beirut – Gabriele Basilico (Art&, 1994), seguito da Sezioni del paesaggio Italiano (1998), Interrupted City (1999), Cityscapes (1999).

Nel 2006 torna a Beirut per realizzare un video della città ricostruita, con una colonna sonora appositamente creata da Ennio Morricone.

Nel 2002 fotografa Berlino, nel 2005 Napoli.

«In questo andar per luoghi, mi sembra costante l’attesa di ritrovare corrispondenze ed analogie (...) In tutte le città ci sono presenze, più o meno visibili, che si manifestano per chi le vuole vedere, presenze famigliari che consentono di affrontare lo smarrimento di fronte al nuovo».

Seguono le pubblicazioni di Scattered City (2005), Intercity (2007), la ricerca della Silicon Valley su incarico del San Francisco M.O.M.A., Roma 2007 realizzato per il Festival Internazionale di Fotografia nel 2008, e Mosca Verticale, progetto fotografico sul paesaggio urbano di Mosca, ripreso dalla sommità delle Sette Torri Staliniane.

Il volume “Photo Books: 1978-2005” (2006) riassume e illustra tutti i suoi libri personali e molti dei più importanti libri collettivi. Il suo pensiero è stato raccolto anche nelle pagine di “Gabriele Basilico. Architettura, città, visioni”, a cura di Andrea Lissoni, pubblicato nel 2007 e in un documentario che fa parte della serie dedicata ai grandi fotografi italiani, prodotta da Giart-Visioni d’arte (2009).

L'instancabile indagine fotografica sulla morfologia e le trasformazioni della città e del paesaggio contemporaneo, documentata da progetti condotti in tutto il mondo, pubblicazioni, seminari ed esposizioni, compresa la personale del 2012 alla Biennale di Venezia per la XIII Mostra Internazionale di Architettura, si interrompe con la scomparsa di Basilico, avvenuta a Milano il 13 febbraio 2013.

Le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private internazionali e il suo lavoro è stato esposto presso musei e istituzioni, gallerie private italiane ed europee.

Nel 1997, con il progetto Osserva.Te.R. (Osservatorio del Territorio Rurale), coordinato da Giorgio G. Negri, Gabriele Basilico inizia a documentare il territorio rurale e il paesaggio agrario della Lombardia, fotografando le sue centrali elettriche, le dighe di sbarramento, gli impianti idrovori e i canali, come faranno in seguito gli obiettivi di Francesco Radino, Beniamino Terraneo, Giuseppe Morandi, Mimmo Jodice, Francesco Jodice, Giampietro Agostini, Vincenzo Castella, Vittore Fossati, Maurizio Bottini e Cristina Omenetto.

L'esplorazione fotografica di Basilico, condotta per un paio di anni, spesso in compagnia di Giorgio G. Negri, oltre ad essere oggetto di pubblicazioni come "Il paesaggio lombardo. Architetture d'acqua per la bonifica e l'irrigazione" (Mondadori Electa, 1999), o le pagine di un Quaderno dello Studio Gabriele Basilico dal titolo "Architetture d’acqua", pubblicato nel 2016, oggi diventa protagonista anche di una mostra fotografica curata da Giorgio G. Negri, inaugurata giovedì 28 settembre 2017 nello Spazio miFAC della Bel Vedere Fotografia di Milano.


Architetture d'acqua di Gabriele Basilico

29 settembre - 28 ottobre 2017
Bel Vedere Fotografia
Spazio miFAC
via Santa Marta, 18
Milano

Foto | ARCHITETTURE D'ACQUA di Gabriele Basilico, Courtesy Bel Vedere Fotografia

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