Mostre fotografiche: ultimo weekend di settembre e primo di ottobre 2017

Aspettando l'ultimo fine settimana di settembre, chiuso dalla prima domenca di ottobre 2017, con la nostra selezione di mostre fotografiche in viaggio per tutta Italia

Questa selezione di mostre fotografiche inaugurate in tutta Italia, saluta settembre per ripartire da domenica 1 ottobre con tutto quello che fa tesoro del passato guardando al futuro, da Jacques Henri Lartigue e Gabriele Basilico a mytho-maniac di Mustafa Sabbagh.

Un lungo viaggio spinto oltre confine, della memoria con la mostra permanente di Phil Stern, Giuseppe Iannello e Fausto Podavini, della visione con Giulia Efisi e Giulia Agostini, del sopportabile con i Medici senza Frontiere e i vincitori del World press photo 2017, mentre grandi Donne e fotografe arricchiscono lo sguardo di festival e rassegne, dal Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017 a Castelnuovo Fotografia, almeno quanto fanno gli studenti della Fondazione Studio Marangoni, ma se vi interessano anche le maratone, la XI edizione della Maratona fotografica di Padova parte domenica 1 ottobre.

Phil Stern Pavilion

Il 25 settembre 2017, alle 18,30, sarà inaugurato nel Museo Storico dello Sbarco in Sicilia, Le Ciminiere, Catania, il “Phil Stern Pavilion”, lo spazio fotografico espositivo delle fotografie storiche realizzate durante la seconda guerra mondiale in Sicilia dal famoso fotografo americano.

Saranno presenti i figli di Phil Stern, giunti per l’occasione da Los Angeles, e lo storico Lucio Villari.

Il “Phil Stern Pavilion”, curato dello storico Ezio Costanzo, è stato realizzato grazie all’accordo tra la Città Metropolitana di Catania, gestore della struttura museale, e la Fondazione Oelle - Mediterraneo Antico che ha finanziato l’allestimento e ha ceduto in comodato d’uso al Museo le opere di Phil Stern ricevute dagli eredi. 

Il “Phil Stern Pavilion” conterrà 70 immagini di grande formato dello sbarco alleato in Sicilia (luglio 1943), gigantografie, pannelli storici illustrativi, una collezione di fotografie della vita dell’autore, poster e manifesti originali riguardanti gli anni del dopoguerra trascorsi da Stern sui set di Hollywood.

Nel padiglione trovano spazio anche le immagini del ritorno in Sicilia nel 2013 del fotografo americano, realizzate da Carmelo Nicosia e pubblicate nel libro “Phil Stern. Welcome back in Sicily” (Le Nove Muse Editrice, 2015).

La fondazione Oelle, tra le varie attività, annovera una speciale attenzione ai luoghi dello sbarco quali territori interessati a possibili sviluppi socio economici, tanto da immaginare uno specifico distretto turistico culturale di questi luoghi in linea con le realtà inglesi e francesi.

Fondazione Oelle - Mediterraneo Antico
Città Metropolitana di Catania
Museo Storico dello Sbarco in Sicilia
Orari di apertura al pubblico :
Apertura invernale (dal 1° settembre al 31 maggio)
Dal 1° settembre 2015 al 31 maggio 2016, il "Museo dello Sbarco in Sicilia, 1943" osserverà i seguenti orari di apertura al pubblico: 
da martedì a domenica, dalle h. 9,00 alle h. 16,45 (ultimo ingresso h. 15,45). 
Lunedì chiuso per l’intera giornata.
Apertura estiva (dal 1° giugno al 31 agosto)
Dal 1° giugno 2016 al 31 agosto 2016, il "Museo dello Sbarco in Sicilia, 1943" osserverà i seguenti orari di apertura al pubblico: 
dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 17.45 (ultimo ingresso h. 16.45)
Lunedì chiuso per l’intera giornata.
Informazioni e Regolamento
Il museo è aperto anche nei seguenti giorni festivi :
6 gennaio, epifania
25 aprile, festa della liberazione
2 giugno, festa della Repubblica
8 dicembre, Immacolata concezione
26 dicembre, Santo Stefano
Per prenotazioni: Telefono: 095.4011929 e-mail: museosbarco@provincia.ct.it
Modalità biglietti d'ingresso: 
BIGLIETTO INTERO € 4,00
BIGLIETTO RIDOTTO € 2,00 per le seguenti tipologie di visitatori:
- Gruppi di studenti accompagnati dai loro insegnanti
- Gruppi superiori alle 25 unità
- Visitatori con età superiore a 6 anni e inferiore a 18 anni
- Visitatori con età superiore a 65 anni
- Militari, previa esibizione di documento d’identità
- Universitari, previa esibizione di documento comprovante l’iscrizione
- Soci ARCI, ACLI, AICS, CAI, ENDAS, Touring Club Italiano
- Iniziative promozionali connesse a convenzioni od operazioni di marketing nel settore culturale, sportivo e turistico.
BIGLIETTO GRATUITO per le seguenti tipologie di visitatori:
- Guide turistiche e interpreti, nell’esercizio della loro attività professionale, previa esibizione di licenza rilasciata dalla competente autorità
- Insegnanti che accompagnano scolaresche o gruppi di studenti
- Personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana
- Membri dell’International Council of Museums (ICOM)
- Visitatori con età inferiore a 6 anni
- Portatori di handicap e loro accompagnatore
- Magistrati e forze di polizia giudiziaria nell’esercizio delle proprie funzioni
- Rappresentanti della stampa previa esibizione di documento comprovante l’attività professionale.

mostra permanente
Inaugurazione: lunedì 25 settembre 2017, ore 18:30
Phil Stern Pavilion
Museo Storico dello Sbarco in Sicilia - Le Ciminiere
Piazzale Chinnici, 95 (ex Piazzale Asia)
Catania

Con gli occhi di Medici senza Frontiere

Sarà ospitata all’interno della sede comasca del Centro Diagnostico Synlab San Nicolò, dal 25 al 30 settembre, la mostra “Con gli occhi di Medici senza Frontiere”. Una serie di pannelli ripercorrono, attraverso gli scatti di fotografi di livello internazionale e la voce di operatori sanitari e di pazienti, alcune tappe importanti della storia dell’organizzazione.
Presentata in anteprima nel mese di giugno, la nuovissima mostra sarà accessibile gratuitamente durante gli orari di apertura del Centro e rappresenterà un’occasione perfetta per approfondire una tematica estremamente attuale, non solo grazie alla raccolta di immagini, ma anche grazie alla preziosa presenza di alcuni referenti della più grande organizzazione medicoumanitaria indipendente al mondo, Premio Nobel per la Pace nel 1999.
Come riportato nella presentazione della mostra, in questi anni si sta verificando una concomitanza unica di crisi umanitarie mai viste prima in termini di gravità e durata. Medici, infermieri, psicologi, logisti e altri operatori umanitari – tra cui oltre 240 italiani – compiono i loro passi ogni giorno per fornire assistenza medica, supporto psicologico, vaccinazioni, cibo e acqua potabile ai rifugiati, ai migranti e ai richiedenti asilo in tutto il pianeta.
Attraverso la mostra, il visitatore ripercorrerà l’azione di Medici Senza Frontiere nei conflitti armati, nelle emergenze, sui territori colpiti da epidemie, nei soccorsi in mare e nell’aiuto dato alle popolazioni in fuga (oggi oltre 60 milioni di persone).

25 – 30 settembre 2017
Centro Diagnostico Synlab San Nicolò
Via di Torrenova, 249
Roma
con-gli-occhi-di-medici-senza-frontiere.jpg


Gibellina 1968 – otto minuti dopo le tre. Giuseppe Iannello

27 Settembre 2017 - 22 Ottobre 2017
Inaugurazione: martedì 26 settembre 2017, ore 17.00
Studio Museo Francesco Messina
via San Sisto 4/A
Milano

Il mio nome è Giulia / My name is Giulia

fotografie di Giulia Efisi
testi di Marco Vichi, a cura di Emanuela Costantini

Dopo due tappe a Berlino, la mostra fotografica dell’artista toscana Giulia Efisi dal titolo Il mio nome è Giulia / My name is Giulia torna nella terra d’origine dell’autrice per dar vita a un evento inedito in cui il linguaggio della visione incontra quello delle parole. In occasione della mostra presso la Galleria fiorentina Casa Abitata, lo scrittore Marco Vichi ha composto un testo per ognuna delle immagini esposte, offrendo una lettura personale delle suggestioni all’origine dei frammenti visivi raccolti da Giulia Efisi con l’ausilio del mezzo fotografico. “Queste brevi frasi non sono vere didascalie, non raccontano la verità sugli scatti di Giulia Efisi, sono soltanto suggestioni scaturite dalla vista delle immagini, pensieri personali che invitano chi visita la mostra a fare altrettanto, o a non fare niente”, commenta Vichi.
Un’originale esperienza asincrona, quella dei due artisti, elaborata attraverso alfabeti, motivazioni e vissuti diversi, convergenti in una narrazione che scorre su un avvincente e imprevedibile percorso binario.

Orario visite
Tutti i giorni, ore 17.00 – 20.00
In orari diversi si riceve per appuntamento

29 settembre - 26 ottobre 2017
Inaugurazione: venerdì 29 settembre 2017, alle ore 18,30
Galleria Casa Abitata
via del Trebbio, 14 rosso
Firenze
OLYMPUS DIGITAL CAMERAPh: My name is Giulia n 4 © Giulia Efisi

Architetture d'acqua di Gabriele Basilico
29 settembre - 28 ottobre 2017
Inaugurazione: giovedì 28 settembre 2017, ore 18.00
Bel Vedere Fotografia
Spazio miFAC
via Santa Marta, 18
Milano

Studenti III Corso Triennale di Fotografia 2014-2017

Con la consegna dei diplomi degli studenti del III anno del Corso Triennale di Fotografia 2014-2017 della Fondazione Studio Marangoni, venerdì 29 settembre si inaugura anche la mostra degli scatti di Niccolò Bacchetti Astore, Giulia Del Vento, Lev Fazio, Michela Goretti, Joshua Kercher Jara, Matteo Morsellino, Nicolò Panzeri, Chiara Pezzano, Emilia Rosa Pizzonia, Francesco Taddei.

La mostra resta visitabile ad ingresso libero, dal lunedì al sabato, dalle ore 15.00 alle 19,00 oppure su appuntamento (info@studiomarangoni.it - Tel. +39 055 481106)

29 settembre - 28 ottobre 2017
Inaugurazione: venerdì 29 settembre 2017, ore 18.30
fsmgallery
via San Zanobi, 19r
Firenze
michela-goretti.jpgPh: Michela Goretti

World press photo 2017
29 settembre - 29 ottobre 2017
Internazionale a Ferrara
Padiglione di arte contemporanea di Ferrara
giardino di palazzo Massari
Ferrara

Newsha Tavakolian


L'International Award of Photography 2017 istituito dal CRAF e patrocinato dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia viene assegnato a Newsha Tavakolian per la profondità della sua indagine fotogiornalistica.

In occasione della premiazione, in Galleria Tina Modotti, sarà esposta una selezione di immagini realizzate dalla giovane iraniana. Newsha ha documentato la guerra in Irak, in Libano, il terremoto in Pakistan e molti altri eventi nazionali e internazionali; in particolare ha illustrato il Medio Oriente così come non è mai apparso sulle pagine delle riviste e dei giornali occidentali. Le sue fotografie sono state pubblicate anche dal New York Times, Stern, Newsweek, Le Figaro e Time Magazine. Con cinque altre fotogiornaliste del Sudafrica, Georgia, Brasile e Spagna ha inoltre fondato Eve, una piattaforma ispirata alla fotografia e dedicata ai problemi delle donne nel mondo. In uno dei suoi lavori più recenti, Madri dei martiri, documenta la situazione che accomuna molte donne iraniane madri di martiri della rivoluzione, morti nella guerra con l’Iraq. Nel 2006 ha vinto il National Geographical Society Award e nel 2016 è entrata a far parte della prestigiosa Agenzia Magnum. Le sue fotografie sono state pubblicate da New York Times, Stern, Newsweek, Le Figaro e Time Magazine. Suoi lavori sono conservati al Victoria & Albert Museum, Los Angeles Country Museum of Art, al British Museum, al Boston Museum of Fine Art e al CRAF.

La cerimonia di premiazione avrà luogo venerdì 29 settembre alle ore 17.00 a Udine in Sala Ajace. Interverrà il Presidente del Consiglio Regionale Franco Iacop.
La mostra presenta una piccola selezione di opere recenti della fotografa, dedicate alle donne della Siria e dell’Iraq in guerra contro l’ISIS.

Orari visite
venerdì e sabato, ore 15.00 - 18.00
domenica, ore 10.30 - 12.30 e 15.00 - 18.00

29 settembre - 29 ottobre 2017
Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017
Galleria Tina Modotti
Udine
newsha-tavakolian-siria.jpg

Faraway So Close – Giulia Agostini

Organizzata da fosfeniLAB, in collaborazione con PIXU Studio, la mostra Faraway So Close di Giulia Agostini, a cura di Emanuele Salvagno e Giorgia Volpin, prosegue il ciclo di mostre fotografiche nello spazio espositivo di Spazio Cartabianca.

L'autrice, grazie alla sua sensibilità, riesce - con poesia e ironia - non solo a vedere, ma anche a catturare su pellicola, i momenti più intimi della sua quotidianità e i dettagli onirici dei suoi viaggi, in un diario visivo multiforme. Le immagini in mostra raccontano il mondo della fotografa, pieno di oggetti, vite e realtà parallele, che ci scorrono a fianco silenziosi senza poterli toccare.

29 settembre - 4 novembre 2017
Inaugurazione venerdì 29 settembre 2017, ore 18.30
Spazio Cartabianca
via Giorgione, 24
Albignasego (PD)
farawaysoclose.jpg

Pietro Firrincieli - Blade Diary

Il blading è la filosofia di vita che meglio ha risposto alle personali esigenze dell’autore. Per questa passione rinuncia infatti ad una vita apparentemente “perfetta” fatta di un lavoro sicuro, una fissa dimora ed una relazione stabile.

Alla base di questa scelta c’è l’idea di un progetto importante, nato per documentare il mondo, all’epoca ancora inesplorato, dei bladers.

BLADE DIARY è il punto d’arrivo di questo progetto iniziato nel 2011, completamente auto prodotto.

Un progetto on the road fatto di fotografia, di car pooling e di coach surfing, ancora lontani dalla loro accezione di servizio digitale, e di viaggi a bordo di un furgone che toccano molte parti del mondo iniziando dall’Europa, passando per gli Stati Uniti e il Messico, tutto per mostrare gli aspetti più intimi e nascosti della cultura underground dei bladers.

BLADE DIARY è il primo libro esistente sulla cultura del blading e Magazzini Fotografici per la prima volta dedicherà un’esposizione per approfondire questo tema.

Pietro Firrincieli fotografo italiano, classe 1985 e blader fin dall’età di 11 anni. Tra le sue esperienze un Master in fotogiornalismo all’Agenzia Contrasto di Milano e una lunga permanenza a CESURA LAB, collettivo di fotogiornalismo fondato da Alex Majoli.

I suoi progetti artistici sono stati pubblicati da diverse testate giornalistiche nazionali ed internazionali.

29 settembre - 6 novembre 2017
Inaugurazione: venerdì 29 settembre 2017, ore 19.00
Magazzini Fotografici
Via San Giovanni in Porta 32
Napoli

Un post condiviso da Pietro Firrincieli (@pietrofirrincieli) in data: 29 Set 2017 alle ore 05:29 PDT

Jacques Henri Lartigue Fotografo. Il tempo ritrovato

Il Museo Bagatti Valsecchi torna ad ospitare la fotografia contemporanea: l’arte di Jacques Henri Lartigue sarà infatti protagonista, dal 29 settembre fino al 26 novembre 2017, di una piccola ma importante mostra internazionale – a cura di Angela Madesani – che racconta attraverso i suoi scatti il fotografo francese.

Trentatre immagini, tra vintage e modern print, narrano la vita dell’alta borghesia francese a partire dalla Belle Époque: la famiglia, i viaggi, la passione per le corse automobilistiche, gli intellettuali e i personaggi – da Pablo Picasso a Jean Cocteau – che hanno segnato la storia dei primi decenni del Novecento. La mostra presenta materiali originali provenienti dalla Donation Jacques Henri Lartigue e costituisce una rara occasione di conoscenza e divulgazione della ricerca dell’artista, i cui scatti sono custoditi nelle collezioni permanenti di noti musei quali le Galeries Nationales del Grand Palais di Parigi.

L’importanza del lavoro di Lartigue non è solo di natura fotografica ma più ampiamente culturale: le sue immagini offrono un ritratto dell’alta società dall’allure inconfondibilmente francese ma anche incredibilmente vicino ai riti e ai costumi dell’aristocrazia internazionale, fatti propri dagli stessi Bagatti Valsecchi, nei medesimi anni.
Le atmosfere sono quelle della Recherche di Proust: le spiagge, gli ippodromi, gli incontri mondani. Si tratta di foto in grado di suscitare emozioni, rimandi iconografici e non solo a un mondo definitivamente scomparso.

Pittore e fotografo, Jacques Henri Lartigue (Courbevoie 1894 – Nizza 1986), rivela con chiarezza nei suoi diari cosa lo abbia spinto a fotografare: il desiderio di fissare le immagini e i momenti felici che il tempo inevitabilmente porta via. Lo fa per tutta la vita, scrivendo e fotografando il proprio mondo. Viene finalmente riconosciuto come grande fotografo a 70 anni, con la prima mostra fotografica personale al MoMA di New York.
Nel 1979 dona l’intera sua opera fotografica allo stato francese che istituisce l’Association des Amis de Jacques Henri Lartigue denominata poi Donation Jacques Henri Lartigue.

Un catalogo edito da Scalpendi accompagnerà la mostra.
Immagini: per gentile concessione dalla °CLAIR Gallery di Saint-Paul-de-Vence (FR).

29 settembre – 26 novembre 2017
Museo Bagatti Valsecchi
via Gesù, 5
Milano
00000000 LCN Commande diversesPh: Solange David, Paris, 1929 Photograph by J.H.Lartigue © Ministère de la Culture–FranceAAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery

Donne & Fotografia 
29 settembre 2017 – 7 gennaio 2018 
Friuli Venezia Giulia 2017
Chiesa di San Francesco 
Largo Ospedale Vecchio 
Udine

Fotoprogetti 2017

L’esposizione, a cura di Deaphoto in collaborazione con il Quartiere 4 del Comune di Firenze, presenta in Mostra le opere dei partecipanti al Corso di Progettazione Fotografica organizzato da Deaphoto nella stagione 2016-2017. L’esito espositivo finalizza quello didattico incentrato sullo sviluppo delle capacità progettuali, attraverso un progressivo affinamento di elaborazione visiva e lettura critica della realtà e delle immagini, la riflessione teorica sul medium e la stimolante conoscenza delle tendenze e degli autori della fotografia contemporanea. I percorsi
progettuali, partiti dalla definizione personale dei temi della ricerca, sono proseguiti con la realizzazione e l’editing delle immagini, fino alla definizione delle procedure di installazione e valorizzazione espositiva e alla redazione dei testi di presentazione delle opere. Tutti i lavori
presentati sono indicativi di alcune delle tendenze principali della fotografia contemporanea.
Per la fotografia documentaria di analisi del territorio, Antonella Bonanno con i suoi Percorsi incrociati compie un interessante confronto visivo fra la Firenze turistica e quella delle periferie in trasformazione. Mentre la visione di Other side of Florence di Giampaolo Rock rappresenta una personale mappatura della città semideserta durante le prime ore del mattino. Le Chinoserie di Leonardo Stefani sono invece una collezione di reperti della vita vissuta nella Cinatown pratese, un modo interessante e originale di raccontare un complesso fenomeno urbano e sociale. Donato Sambuco con SR 206 compie un viaggio nella provincia italiana alla ricerca dei denominatori comuni di una uniformità sentimentale e percettiva che ne caratterizzano il mood e il paesaggio. Per la narrazione e il reportage Flavio Giovannini con Rami di famiglia racconta con uno sitle limpido ed efficace il rito familiare della raccolta delle olive: “un elogio alla natura e alla tradizione”. Sul versante di una verifica e di un gioco identitario condotto con spirito ironico e ludico di ispirazione pop possiamo collocare certamente sia My favoirite things di Simone Drago, che getta il suo sguardo curioso e divertito sui complessi rapporti che legano le ragazze ai loro oggetti più cari, che Estetici soggettivi di Daniela Caramelli, un interessante esperimento
anatomico-visivo che gioca con la frammentazione del corpo e la soggettività stereotipata del giudizio estetico di alcuni suoi coetanei. Infine, per la ricerca poetica, intima e personale, se Sara Campaci con la sua Ricerca visuale sugli universali della memoria cerca di rintracciare
visionariamente, nel proprio ambiente e nella propria storia, i germi di un universo immaginario, Sara Zuccon verifica, con un complesso e raffinato lavoro visivo, sospeso fra presente e passato, il recupero della propria Identità e della propria infanzia. Mauro Clemente con Sono dove non penso, penso dove non sono prende invece spunto dalla psicanalisi
lacaniana per costruire “una metafora visiva di separazione dall’abitudine del quotidiano”, che sviluppa interessanti convergenze con la pratica dell’editing fotografico. Dalla impellente necessità di tradurre in immagini l’esperienza di una perdita nasce, infine, il delicato e poetico Boro di Tatiana Boretti , un percorso privato “fatto di un'umanità che non lascia scampo”.

30 settembre - 1 ottobre 2017
Limonaia di Villa Vogel
Via delle Torri, 23
Firenze
sara-zuccon.jpgPh: Sara Zuccon, Identità

Calamita/à a Riaperture

Riaperture, la nuova stagione di eventi fotografici inizia con ‘Calamita/à’. Videoinstallazione sulla tragedia del Vajont

Al via una nuova stagione di eventi tutti dedicati alla fotografia, organizzati dall’associazione culturale Riaperture. In attesa del festival, che tornerà a Ferrara dal 6 all’8 e dal 13 al 15 aprile, dopo il successo della prima edizione, l’autunno inizia con un appuntamento in occasione di Internazionale a Ferrara: ‘Calamità a Riaperture’ è la videoinstallazione dedicata al progetto sulla tragedia del Vajont, in programma da venerdì 29 settembre a domenica 1 ottobre a Factory Grisù.

Calamita/à project è un’indagine territoriale sulla tragedia della diga del Vajont, avvenuta nel 1963 ma che presenta ancora molte analogie con i tempi odierni, in cui lo sfruttamento energetico del territorio e la sua salvaguardia sono ancora a rischio. Il progetto Calamita/à è uno strumento d’indagine territoriale che attraverso una ricerca programmata, portata avanti da professionisti di ambito diverso, vuole approfondire i mutamenti in corso, rivelare criticità, attirare interesse e conoscenza attorno a un luogo nodale ancora in via di definizione, la diga del Vajont.

Morfologia del territorio, orografia, infrastrutture, architettura, contesto sociale sono solo alcuni degli ambiti di analisi. Arte, sociologia, urbanistica e fotografia concorrono alla definizione dell’identità del territorio con un approccio multidisciplinare aperto. La videoinstallazione presente a Factory Grisù da venerdì 29 settembre a domenica 1 ottobre, curata da Gianpaolo Arena e Marina Caneve, cerca di dare forma allo scorrere del tempo, dall’istante della tragedia alle sue conseguenze, cristallizzate in un eterno presente. Un disastro che attrae, una calamita dalla fuorviante chiave puramente estetica da cui l’indagine cerca di rifuggire. Un evento catastrofico che ha alterato ogni equilibrio, come una calamità che ha spezzato lo sviluppo temporale di un territorio. Saranno questi i temi della presentazione con i curatori della videoinstallazione, sabato 30 settembre, a Factory Grisu, alle ore 16.

‘Calamita/à a Riaperture’ è aperta al pubblico da venerdì 29 settembre a domenica 1 ottobre, dalle ore 10 alle 19, ed è inserita nel calendario del programma partecipato di Internazionale a Ferrara. L’ingresso è gratuito. Durante i giorni dell’esposizione, sarà attiva la nuova campagna tesseramento per l’anno 2018 a Riaperture.

Fondata nel maggio 2016 da un gruppo di fotografi, professionisti e non, Riaperture è l’associazione che vuole portare a Ferrara qualcosa che prima non c’era: un festival di fotografia, innanzitutto, ma anche la spinta a riaprire attività commerciali abbandonate o spazi pubblici chiusi.

Calamita/à - Crediti

Fotografia: Andrea Alessio, Gianpaolo Arena, Sergio Camplone, Marina Caneve, Céline Clanet, Scott Connarroe, François Deladerriere, Marco Lachi, Michela Palermo, Gabriele Rossi, Petra Stavast, Jan Stradtman, Cyrille Weiner & Giaime Meloni, WOM - Max Rommel & Marissa Morelli, Zuijderwijk/Vergouwe

Musica: Valerio Cosi, Enrico Coniglio, Gianluca Favaron & Stefano Gentile, Enrico Malatesta

Video: Mauro Sambo, Tommaso Perfetti, WOM - Max Rommel & Marissa Morelli

Urbanistica: Latitude Platform

Geologia: Emiliano Oddone

Antropologia: Olivia Casagrande

Poesia: Giovanna Frene

Archivi: Carlo Pradella, SACAIM, Giuseppe Francesco Bernardi

29 settembre -1 ottobre 2017
Internazionale a Ferrara
Presentazione: sabato 30 settembre 2017, ore 16.00
Factory Grisù
Via Mario Poledrelli, 21
Ferrara
andrea-alessio_-calamita_a-project.jpgPh: Calamita/à © Andrea Alessio

MiRelLa di Fausto Podavini
30 settembre - 19 novembre 2017
Inaugurazione: venerdì 29 settembre ore 17:30
Fondazione Cassa di Risparmio di Biella - Spazio Cultura
Via Garibaldi 14
Biella

mustafa sabbagh - mytho maniac
30 settembre - 12 novembre 2017
Inaugurazione: sabato 30 settembre 2017, ore 18.30
CreArte Studio
Palazzo Porcia
Piazza Castello, 1
Oderzo (Treviso)

V Castelnuovo Fotografia
30 settembre - 8 ottobre 2017
Castelnuovo di Porto
Roma

Ti racconto la mia storia. Bambini in fuga in America Latina


Ti racconto la mia storia, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR),con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, è una mostra fotografica sui bambini e sugli adolescenti che, in America Latina, sono costretti a fuggire dalle loro case per la violenza e le persecuzioni subite.

Nel mondo, quasi la metà della popolazione rifugiata è costituita da bambini, molti dei quali trascorrono tutta la loro infanzia lontano da casa e dalle loro famiglie. Sono proprio i minori a essere maggiormente esposti al rischio di abusi, di abbandono, sfruttamento, tratta o reclutamento militare forzato. Molto spesso, nel tentativo di ricongiungersi con le loro famiglie o lungo il cammino alla ricerca di protezione in altri Paesi, i bambini sono esposti alla violenza e rischiano di essere vittime di contrabbandieri e trafficanti. La grande capacità di recupero, resilienza e determinazione di questi giovani spesso rappresenta una forma di sostegno e di speranza per le comunità di appartenenza e le loro famiglie.

Le fotografie di Ricardo Ramirez Arriola, Luis Eduardo Parada Contreras, Regina De La Portilla, Miguel Gutierrez, Tito Herrera, Santiago Escobar Jaramillo, Viviana Murillo, Encarni Pindado e Daniele Volpe, scattate nel 2015 e 2016 in Colombia, Ecuador, Guatemala, Honduras, Messico e Venezuela, raccontano la vita di questi bambini in fuga, ci svelano i loro volti e quelli delle loro famiglie, ci permettono di affacciarci nella loro quotidianità, di sentirne il calore, di capire da dove vengono. Al tempo stesso, la fotografia è uno strumento che può aiutarci a prendere coscienza di realtà problematiche quali la violenza, la fuga e la ricerca di un posto sicuro.

In Centro America, un’attività criminale diffusa e le difficoltà economiche che ne derivano hanno causato negli ultimi anni un forte aumento del numero di famiglie e bambini non accompagnati costretti a fuggire. In El Salvador, Honduras, Guatemala, e anche in Colombia i bambini sono colpiti da livelli di violenza molto gravi ogni singolo giorno. Sono vittime di reclutamento forzato, estorsione, rapimenti e abusi sessuali. Nonostante i notevoli progressi ottenuti, l’UNHCR chiede ai governi della regione di investire maggiori risorse per garantire che i bambini siano al sicuro dove vivono, studiano e giocano. Non possiamo perdere un’intera generazione negando loro sicurezza e istruzione.

Nel 2016, decine di migliaia di persone provenienti da El Salvador, Guatemala e Honduras hanno chiesto asilo negli Stati Uniti o si sono rifugiate in Messico, Belize, Costa Rica, Nicaragua e Panama. In Colombia, gli sfollati rimasti all’interno del paese sono più di sette milioni mentre i rifugiati colombiani all’estero sono 340.000. L’Ecuador è il paese con il più alto numero di rifugiati provenienti dalla vicina Colombia. Negli ultimi anni sono arrivate in Venezuela circa 200.000 persone in cerca di protezione internazionale, per la maggior parte di nazionalità colombiana.

La mostra fotografica è finanziata dalla direzione per gli Aiuti umanitari e la protezione civile della Commissione europea (ECHO). Sono 75 milioni i bambini che oggi non possono andare a scuola a causa di emergenze umanitarie. Per ECHO, fornire a questi bambini un luogo sicuro dove ricevere istruzione non rappresenta solo un obbligo salva-vita, ma anche l’unica maniera per garantire un futuro a loro e alle loro comunità.

L’UNHCR lavora in America Latina per rispondere ai bisogni di un crescente numero di sfollati, assicurare la protezione dei rifugiati e degli apolidi e per promuovere soluzioni durevoli.

30 settembre – 12 novembre 2017
Inaugurazione: venerdì 29 settembre 2017, ore 18.30
Museo delle Mura
Via di Porta S. Sebastiano, 18
Roma
ti-racconto-la-mia-storia-bambini-in-fuga-in-america-latina.jpg

XI edizione della Maratona fotografica di Padova


* 6 ore, 4 temi per un totale di 11 foto
* sezione "singolo" e nuova sezione "gruppo"
* 1.200 euro di buoni acquisto RCE per i singoli e 1.000 euro di buoni acquisto per i gruppi
* serata gratuita sulla “Street photography”

In occasione della Festa provinciale del volontariato il Centro Servizi Volontariato provinciale di Padova, in collaborazione con l'associazione Frequenze Visive, il Branco Ottico e RCE Foto, ripropone la XI edizione del contest in cui fotografi e semplici appassionati potranno mettersi alla prova sviluppando in sei ore quattro temi assegnati dagli organizzatori nel corso della giornata in particolari luoghi di Padova. Alla fine della Maratona, alle 16.00, i concorrenti dovranno consegnare in Prato della Valle da una a due foto per tema.

In questa particolare maratona non vince chi corre più veloce (non è una gara di velocità!), ma chi realizza le foto migliori rispetto ai temi. La gara è, inoltre, un’occasione per conoscere o riscoprire alcuni luoghi suggestivi di Padova.

Per la prima volta sarà possibile partecipare anche in gruppo. Una nuova opportunità per favorire la partecipazione di scuole e gruppi associativi.

Inoltre per tutti gli iscritti alla Maratona e per gli appassionati del tema, gli organizzatori propongono una serata introduttiva dedicata alla streetphotography: venerdì 29 settembre, alle ore 21 in sala Polivalente di via Veneto 2 a Vigonovo (Ve) Gianpaolo Romagnosi, del gruppo Mignon, ci accompagnerà alla scoperta di uno dei libri fondamentali della storia della fotografia "Robert Frank e gli americani". Nel corso della serata, Frequenze Visive svelerà anche il primo tema della Maratona.

I premi consistono in buoni acquisto presso RCE Foto per un totale di 1.200 euro per la sezione "singolo" e 1.000 euro per la sezione "gruppo" e i vincitori saranno annunciati e premiati durante i festeggiamenti per la Giornata Internazionale del Volontario il 2 dicembre al centro San Gaetano a Padova.

E’ possibile preiscriversi alla maratona entro le ore 24 di giovedì 28 settembre al costo di 10 euro (i primi 70 iscritti riceveranno un gadget personalizzato) oppure direttamente la mattina di domenica 1 ottobre in Prato della Valle al costo di 12 euro. Tutte le info ed il regolamento al sito internet www.maratonafotografica.csvpadova.org oppure presso il negozio RCE di Riviera Tito Livio a Padova.

Inoltre, tutti i bambini dai 6 agli 11 anni sono invitati a partecipare a "Scattare!" la piccola maratona fotografica dedicata a loro. Nel sito trovate tutte le informazioni.
Non resta che iscriversi, preparare scarpe comode e buona maratona!

Il risultato della Maratona sarà pubblicato online sul sito www.maratonafotografica.csvpadova.org, sul sito dell’associazione Frequenze Visive www.frequenze-visive.it e di RCE www.rcefoto.com non prima del 15 novembre 2017.

Info: t. 0498686849

1 ottobre 2017
Prato della Valle
Padova

Cefalà Diana ieri e oggi

'Cefalà Diana ieri e oggi si racconta attraverso la fotografia', una mostra permanente di fotografia nel suggestivo scenario del castello arabo normanno. Dai primi del '900 ai g‏iorni nostri la storia, la cultura e le tradizioni del paesino minuziosamente documentate attraverso un'attenta indagine fotografica e storiografica.

La mostra, che sarà inaugurata domenica 1 ottobrre, ha come principale obiettivo la riscoperta dei luoghi, delle tradizioni e delle persone, in modo da infondere il senso di coesione sociale e di appartenenza alla piccola comunità. L'evento, inoltre, ha come scopo quello di valorizzare quanto più possibile le potenzialità storiche, artistiche, culturali, e monumentali del luogo, che vanta una storia millenaria.

L'esposizione si svilupperà in due parti:
in una prima troveranno posto le foto storiche, gentilmente donate dai cittadini, del centro abitato e dei due monumenti più significativi, il Castello e le Terme Arabe;
nella seconda parte saranno esposti scatti del paese contemporanei, realizzati dal fotografo Dianese Filippo Barbaria, che ha cercato di cogliere e racchiudere nelle sue foto le differenze tra il passato e il presente del borgo.

Il progetto è stato ideato e realizzato da Francesca Marzia Tardiolo e Filippo Barbaria, che ha curato tutto l'aspetto riguardante la fotografia, coadiuvati dalla preziosa collaborazione, per la parte storica, di Giuseppe e Marianna Macaluso.
Durante la giornata inaugurale, domenica 1 ottobre, saranno previsti interventi di storici ed esperti del settore. Il progetto è stato portato avanti con la piena collaborazione del Comune di Cefalà Diana e del sindaco Marco Francesco Albiano.

Inaugurazione - Domenica 1 Ottobre 2017 dalle ore 16:00 alle ore 24:00 presso le sale del Castello Arabo-Normanno di Cefalà Diana e si potrà visitare durante gli orari di apertura del Castello: dal lunedì alla domenica dalle ore 9:00 alle ore 13:00; sabato, domenica e festivi dalle ore 15:00 alle ore 19:00.

permanente
Inaugurazione: domenica 1 ottobre 2017, ore 16.00
Castello Arabo-Normanno di Cefalà Diana
Cefalà Diana (PA)
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