Mostre fotografiche: 2° weekend ottobre 2017

Aspettando il fine settimana di ottobre 2017 con la nostra selezione di mostre fotografiche in viaggio per tutta Italia

Questa selezione di mostre fotografiche appena inaugurate in tutta Italia, si prepara al prossimo weekend di ottobre con un caleidoscopio di obiettivi capaci di scrutare le dinamiche più oscure, scomode e controverse del contemporaneo, senza percorrere grandi distanze e superandone i limiti, da quelli in mostra con Roma Art Week 2017, all'XI Comandamento di Mustafa Sabbagh, passando per ...

Inhabitants
Andrea Buzzichelli

9 - 30 ottobre 2017
Inaugurazione: venerdì 13 ottobre 2017, ore 18:00
Rome Art Week
ROAM.Photography
Via del Falco 30/a
Roma

KM0 - KILOMETRIZERO (L’Ordinario Straordinario)
10 - 27 ottobre 2017
Inaugurazione: martedì 10 ottobre 2017, ore 18.30
Roma Art Week 2017
HOP - HOUSE OF PHOTOGRAPHY
Via Aristonico d'Alessandria, 95
Roma

Il Che Vive! Ernesto Guevara e l’America Latina nel patrimonio di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

9 ottobre 1967 - 9 ottobre 2017: Che Guevara oltre il suo tempo e fuori dal mito.
A cinquant'anni dalla scomparsa di Ernesto Guevara, dal 10 ottobre al 3 novembre Fondazione Giangiacomo Feltrinelli propone la mostra Il Che Vive! Ernesto Guevara e l’America Latina nel patrimonio della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, un viaggio nel pensiero e nell’attivismo politico che hanno guidato la vita di uno dei protagonisti del ventesimo secolo.

Il percorso di visita offre la possibilità di misurarsi con le vicende biografiche di Ernesto Guevara e con il suo rapporto con il contesto e i problemi della realtà latino-americana del Novecento. Il mito postumo assume in tal modo una prospettiva nuova e trova la sua ragion d'essere non tanto nelle gesta, quanto nella capacità del Che di "stare nel presente", leggendone l'alfabeto e smascherandone le storture, senza mai smettere di operare per un nuovo mondo possibile. A partire dall’idea che per capire sia necessario vedere, e non solo sapere, Guevara costruisce un percorso di presa di coscienza politica che lo porta ad attraversare i confini, propri e geografici, a sfidare i propri limiti, conoscendo un’altra America rispetto a quella immaginata e sognando un’altra America rispetto a quella che incrocia sul suo cammino.
La mostra, allestita nella Sala Polifunzionale del centro culturale di viale Pasubio 5 a Milano con ingresso gratuito, vede oltre 50 documenti esposti fra rare fotografie che ritraggono Ernesto Guevara nei primi anni di vita insieme alla famiglia e in momenti di vita quotidiana, immagini, periodici, manifesti e monografie tratti dal patrimonio della Fondazione stessa. Le collezioni bibliografiche, emerografiche, fotografiche e iconografiche che la Fondazione può contare riguardo alla storia e ai problemi dell'America Latina sono la testimonianza tangibile dell'interesse che essa ha nutrito per una realtà cruciale per lo studio e la comprensione dei movimenti sociali e delle trasformazioni politiche del XX secolo. Nel percorso espositivo anche il ritratto di Ernesto Guevara di Alberto Korda proveniente dalla Collezione Composti in prestito per tutta la durata della mostra.
Attraverso questo materiale composito emerge un ritratto di Che Guevara che ne mette in rilievo la tensione verso l'impegno civile: la vicenda singola diviene paradigma per una riflessione sul “fare politica” e sulla capacità di affrontare i problemi di un intero continente. È questa disposizione ad agire nel proprio tempo sapendo guardare più in là, che rappresenta la sua eredità ai posteri. 

La curatela di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha visto anche la partecipazione di Guillermo Gracia Santos, ricercatore dell’Università di Santiago de Compostela «I viaggi che Ernesto Guevara fa prima di arrivare a Cuba sono stati fondamentali per capire la realtà latino-americana che egli ancora non conosceva. Dopo il trionfo della rivoluzione cubana, Guevara diventa una figura pubblica, uno dei grandi referenti della rivoluzione dell’isola caraibica pur essendo argentino. La mostra cerca di rompere con l’idea romantica o idilliaca dell’immagine di Korda, cercando di capire l’America Latina di quegli anni: a partire da un'unica persona si può comprendere un intero continente».

Collegato alla mostra e in uscita nella collana Ricerche, il catalogo Il Che vive! costituisce un’opportunità di approfondimento sui temi del percorso di visita. Il volume si compone di quattro saggi originali che forniscono un quadro complessivo dell’America Latina nel Novecento ed elementi di riflessione sulla vita di Ernesto e sul suo rapporto con la dimensione del racconto. Seguono tre testi di Che Guevara che mettono in luce il suo rapporto con l’America Latina e la sua fiducia nella necessità di impegnarsi in prima persona per il cambiamento. La pubblicazione verrà presentata al pubblico mercoledì 11 ottobre alle ore 18.30 nella Sala Polifunzionale di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

Orari
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 – Gli orari di apertura e chiusura potrebbero subire variazioni: si consiglia di consultare il sito www.fondazionefeltrinelli.it

Oltre la mostra

Sabato 14 ottobre
Ore 19.00 Federico Rossin, storico e critico del cinema, introduce gli spettatori alla storia, alla metamorfosi, e all'uso pubblico della fotografia di Alberto Korda e alla filmografia sviluppata attorno alla figura di Che Guevara.

Ore 20.30 Proiezione di Ernesto Che Guevara, le journal de Bolivia (1994) di Richard Dindo. Un documentario sugli ultimi venti giorni di Ernesto Guevara, partendo dal resoconto dettagliato e personale del suo diario, fino al giorno della sua morte il 9 ottobre 1967. Durata 92 minuti, versione originale con sottotitoli in italiano.

Domenica 15 ottobre
19.00 Proiezione del film Mi hijo el Che (1985) di Fernando Birri. L'Avana. Intervista a Ernesto Guevara Lynch, padre del Che, con immagini di repertorio sulla sua infanzia, Durante 71 minuti, versione originale con sottotitoli in italiano.

Le proiezioni sono in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana.

10 ottobre - 3 novembre 2017
Inaugurazione: martedì 10 ottobre 2017, ore 19.00
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli
Sala Polifunzionale
Viale Pasubio, 5
Milano

Oliviero Toscani. Immaginare
10 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018
m.a.x. Museo
Via Dante Alighieri 6
Chiasso (Svizzera)

Angela Maria Antuono. I sud

Angela Maria Antuono detta Farfanella è considerata l'erede femminile di Mario Giacomelli. Racconta il sud e tutto quello che accade intorno a lei nei luoghi del suo piccolissimo paese: Caianiello.
In questa piccola selezione le impressioni e le visioni di una realtà ancora molto rarefatta ma estremamente affascinante e profonda.
A cura di Luisa Briganti

Ingresso libero: dal lunedi al venerdi dalle 16,00 alle 21,00
mattina, sabato e domenica su appuntamento

11 - 14 ottobre 2017
Inaugurazione: mercoledi 11 ottobre 2017, ore 18.00
Rome Art Week 2017
KromArt Gallery
via Vestri 28
Roma
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Francesco Cocco. Burkinabè

di Francesco Cocco
a cura di Giulia Tornari
in collaborazione con Osservatorio AiDS – Aids Diritti Salute
e Aidos - Associazione italiana donne per lo sviluppo, Officine Fotografiche Roma e Contrasto.

Ritratti in bianco e nero, volti di giovani donne, a volte dall’identità sessuale incerta, certamente vulnerabile come l’Africa in cui vivono: Adjara, Sarina, Linda, Celine, Juliette, Therese, Marietta, Afonsine, Blessed, Charlene, Zanaba, Mariam, Ibauldo Celine, Kabare.

Hanno fra i 16 e 19 anni, vivono nella provincia di Kadiogo, fuori Ouagadougou, in un centro di accoglienza per donne e ragazze che hanno subito violenza o fuggono da matrimoni combinati. E poi, ancora uomini nella sala di aspetto di dispensari sanitari e madri con neonati urlanti, anziane considerate streghe e bimbi abusati da professori bianchi occidentali, bambini che scavano in miniere d’oro abusive e altri che giocano a biliardino o sulla terra arsa, nonostante tutto.

La Repubblica del Burkina Faso nelle immagini scattate da Francesco Cocco nel febbraio del 2017 più che la “terra degli uomini integri” ci appare come la “terra delle donne sospese”, fra povertà e riscatto, paura e desiderio di cambiare, tradizioni come macigni e nuovi diritti tutti da conquistare.

Fra i paesi più poveri al mondo, con il 63,8% della popolazione che vive in condizioni di miseria e il 44,5% al di sotto della soglia di povertà assoluta, in Burkina vivono circa 110mila persone con Hiv/Aids e il numero di coloro che ricevono la terapia antiretrovirale è aumentato notevolmente negli ultimi dieci anni: da 3.000 censiti nel 2004 a 46.623 nel 2015. Sono ancora molti i pazienti che non vi accedono soprattutto nelle zone rurali ma, in generale, ci sono stati alcuni sensibili miglioramenti per quanto riguarda la mortalità infantile e materna e l’aspettativa di vita, anche grazie a una serie di riforme che il governo del paese ha messo in atto per garantire l’accesso universale ai servizi sanitari.

Un lavoro importante sostenuto sul campo dalle organizzazioni della società civile, come Aidos – Associazione italiana donne per lo sviluppo, impegnata da sempre in progetti per i diritti e l’accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva di donne e ragazze. L’Osservatorio AiDS – Aids Diritti e Salute, di cui Aidos fa parte, ha promosso una missione conoscitiva in Burkina per sensibilizzare l’opinione pubblica non solo sulla lotta all’Aids, sostenuta anche dal Fondo Globale, e sull’accesso ai farmaci, ma anche sulla violenza maschile sulle donne e i minori e i matrimoni forzati: il racconto fotografico di Francesco Cocco restituisce con estrema delicatezza la battaglia quotidiana di donne e uomini per sopravvivere alla malattia e al dolore, insieme alla loro coraggiosa resilienza.

11 - 20 ottobre 2017
Inaugurazione: mercoledì 11 ottobre 2017, ore 19.00
Officine Fotografiche Roma
Via Giuseppe Libetta, 1
Roma

via GIPHY

Lei, Armando


Un libro fotografico, un’autobiografia e una mostra itinerante in tutta Italia
sulla prostituzione transessuale nella Brescia degli anni Settanta

Mercoledì 11 ottobre la presentazione del libro "Lei, Armando" di Armando Borno e Nicola Baroni (edito da Morellini Editore), inaugura anche la mostra fotografica di stampe originali degli anni Settanta, alla presenza degli autori e dell’artista Dorothy Bhawl.

Sono previste altre mostre nelle città di Milano (a Macao e Rimake), Bologna (Festival Divergenti: libreria Igor), Cremona (libreria Ponchielli).

"Casa delle Bambole fu inizio e trampolino per molte di noi, fu Eden di lussuria, ma anche Golgota con relativa croce e annesse stazioni, cadute, frustate, flagelli, morte e chissà forse un giorno resurrezione. Io sono sopravvissuto e ringrazio il Signore per questo".
Armando Borno

Fine anni Sessanta. Quartiere Carmine di Brescia, un luogo di delinquenza e prostituzione ordinaria, fino a quando non arrivano tre uomini dall’aspetto tutto femminile: sono Lea, Carlotta e Lora, le prime travestite bresciane a scendere in strada a battere. Le autorità provano in tutti i modi a fermarle: l’arresto, le multe, le diffide, il confino coatto; ma loro si insediano in Casa delle Bambole e ne fanno un bordello.
Pian piano la palazzina si riempie di altre ondate di travestiti e transessuali, non sempre ben accetti: le vecchie leve vedono aumentare la concorrenza e i nuovi arrivati devono conquistarsi il diritto di battere sotto Casa. Armando è uno di loro. Appena diciannovenne si trasferisce in questo Eden di lussuria, dove fa esperienza sulla propria pelle di ogni eccesso, prendendosi ben poche pause: qualche trasferta lavorativa estiva, una breve (e ingiusta) parentesi in galera e due anni di matrimonio.

Armando ha conosciuto i desideri più nascosti delle migliaia di uomini che salivano le scale dissestate al numero 5 di vicolo Rossovera e per dieci anni ha fotografato la vita tra quelle mura, i clienti che le frequentavano, le colleghe di lavoro e le amiche di una vita. Oggi che sono in pochi a ricordare i gemiti di piacere che provenivano dalla Casa, è giunto il momento di rievocarli.

11 ottobre - 5 novembre 2017
Inaugurazione: mercoledì 11 ottobre 2017, ore 18.30
Galleria Artepassante "Atelier della Fotografia"
Passante Ferroviario di Porta Venezia
Milano

Cronache dal set: il cinema di Paolo Sorrentino. Fotografie di Gianni Fiorito
11 ottobre 2017 - 7 gennaio 2018
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine, 18
Torino


Biennale Foto/Industria 2017
Etica ed Estetica del lavoro

12 ottobre - 19 novembre 2017
Fondazione MAST
Via Speranza, 42
luoghi varie
Bologna

Umbria World Fest 2017 
13-14-15 ottobre 2017 
mostre fino al 12 novembre 2017 
Palazzo Trinci 
Piazza della Repubblica
Palazzo Candiotti 
Via Frezzi, 6
En Plenair 
Foligno - PG

Il mondo di Donna Concetta di Giuseppe Benito Caruso

"Il mondo di Donna Concetta” è una singolare sequenza fotografica di Giuseppe B. Caruso, che raccoglie la memoria di un momento storico ben preciso, da lui intravisto e sperimentato ben quarant’anni addietro.

Ma andiamo per ordine: l’autore, allora giovane funzionario dell’Ospedale Garibaldi, sovrintendeva ai compiti di amministrazione di un vasto vigneto in San Gregorio, di proprietà dell’ospedale appunto, condotto in mezzadria dall'anziana vedova del " massaro" Don Concetto Trovato, Donna Concetta appunto, e lì ebbe modo di fermare immagini e momenti di un mondo che si avviava a scomparire, raccogliendo le ultime ombre come le ultime luci di quel mondo. E adesso, recuperando quegli antichi scatti e quei custoditi istanti, ce li propone come retaggio di una memoria che gli rammenta un passato di lavoro in una casa colonica, un palmento, una cantina, una masseria, dove non ci fu soltanto burocrazia ma incontro umano e confronto esistenziale… significativi in tal senso gli istanti in cui l’obiettivo indugia sui particolari domestici o sugli elementi di arredamento che, apparentemente, non dicono nulla dell’esistenza di Donna Concetta ma che, invece, rimandano con discrezione al suo essere donna, madre, lavoratrice; al suo vivere la domesticità tra il lavoro e la cura della persona e della casa, laddove il senso della memoria e del rispetto per ogni oggetto è sovrano...
Pippo Pappalardo - critico fotografico e docente FIAF

Orario visite
tutti i venerdì, ore 20.00 - 22.00

13 ottobre - 3 novembre 2017
Inaugurazione: venerdì 13 ottobre 2017, ore 20.30
Galleria FIAF - Le Gru
Corso Vitt. Emanuele, 214
Valverde (CT)

Le mani nel cuore. Viaggio ai confini della vita.
Giovanni Porzio racconta l’associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo

13 ottobre - 5 novembre 2917
Casa di Vetro
via Sanfelice, 3
Milano

Transizioni Identitarie / Mostra fotografica di Giulia Longo


20 fotografie analogiche + video in bianco e nero di

"Délice de se perdre dans l’image pressentie. Je me suis levée de mon cadavre, je suis partie en quête de qui je suis.
Pèlerin de moi-même, je suis allée vers celle qui dort dans un pays au vent."
A. Pizarnik

L’identità è pluriforme, sfuggente entità in divenire, la costruzione dell’io è un processo, un continuum inarrestabile.
Con queste fotografie ho cercato di rispondere a un’urgenza intima e personale, nata dal bisogno di definire la mia identità.
Tre macro-aree dividono questa ricerca, tre declinazioni solo all’apparenza scisse, il cui legame, intimo e profondo, viene messo in luce da una riflessione sull’auto rappresentazione come definizione di sé. In questo percorso inevitabile è stata la presa di coscienza di un corpo la cui consistenza risulta allo stesso tempo transitoria e permanente.
Contraddizione e condizione insormontabile: da un lato l’impossibilità di fermare il tempo, complice di una realtà che ci scivola addosso sempre più velocemente, dall’altro il tentativo di bloccare il suo scorrere attraverso la fotografia. Catturato dalla luce e impresso sulla pellicola fotografica, utilizzando tempi di posa lenti, il corpo si fa rarefatto e la sua identità si insinua tra i sali d’argento rivelati dagli agenti chimici.
Chiuso in sé stesso, l’io si rivela presto debole, fragile, confinato in un’approssimazione irrisolvibile. Questa considerazione rende inevitabile il passaggio successivo, e qui ha luogo la prima transizione, ossia il confronto con l’altro.
Eliminando il mio corpo dal campo fotografico, provo a instaurare un dialogo tra la mia presenza dietro l’obiettivo e il corpo dell’altro, lasciando le identità libere di giustificarsi in un’intimità condivisa.
Liberandomi da un isolamento protrattosi troppo a lungo, ho capito che la costruzione dell’identità è autenticamente riconducibile all’essere-per-gli-altri (être-pour-autrui).
L’essenza dell’io è frutto di incontri, scontri e la sua costruzione necessita tanto di un riconoscimento da parte dell’altro quanto di un’accettazione dell’altro.
L’ultimo vertice di questo triangolo è costituito da un territorio, il luogo in cui sono cresciuta e in cui sono tornata dopo anni di lontananza.
Ridefinirsi scoprendo la propria terra: è questo il nucleo di una transizione in atto.
Sono luoghi di passaggio, della cosiddetta transumanza: cascine e masserie deserte ma anche objets trouvés, resti di una cantina del secondo dopoguerra, soggettive di un paesaggio interiore, ingenue contemplazioni di un io alla riconquista di un tempo dilatato con l’utilizzo di una pellicola 12 iso, la cui bassissima sensibilità regala immagini stranianti e oniriche.
Ho imparato ad amare queste contrade deserte e nel silenzio che le avvolge ho intravisto delle possibili risposte.

Orario visite
lunedì-venerdì, ore 10.00 - 17.00
sabato e domenica su appuntamento

13 ottobre - 10 dicembre 2017
Inaugurazione: venerdì 13 ottobre 2017, ore 19.00
RAW Rome Art Week II Edizione
PARIOLI FOTOGRAFIA STUDIO
via francesco siacci, 2/c
Roma
transizioni-identitarie-fotografie-di-giulia-longo.jpgPh: Transizioni Identitarie. Fotografie di Giulia Longo, mon pays

9_9 mostra di Kristin Man

9_9 è il titolo del progetto della fotografa Kristin Man: un corpus di doppi autoritratti sul tema dell’io come protagonista, realizzati durante un percorso di due anni in Italia.
Una galleria di doppi ritratti della fotografa in compagnia di personaggi celebri del mondo dell’arte, della cultura, della musica che vanno da Mimmo Paladino a Ferdinando Scianna, da Mimmo Jodice a Piero Gilardi, da Emilio Isgrò a Enzo Cucchi, da Gianni Berengo Gardin a Michelangelo Pistoletto, da Arturo Schwarz a Arnaldo Pomodoro, da Luigi Mainolfi a Mimmo Jodice.

Come spiega Fortunato D’Amico:
“Nel lavoro di Kristin Man la fotografia è l’atto finale di un impegno fatto di studio, preparazione, ricerca finalizzata a ricevere ed elaborare informazioni sulle persone, tutte un po’ speciali, con le quali è entrata in contatto [...].
Kristin Man ha progettato un’escursione nel mondo dell’arte italiana con l’obiettivo di esplorare in modo originale il senso di appartenenza a questa comunità e attraverso di essa scoprire le origini delle proprie radici. I documenti di questa ricerca testimoniano la qualità del suo pensiero e manifestano i segni di una personalità abile nell’intrecciare a più livelli le competenze acquisite nelle esperienze di vita quotidiana.”

Magazzini Fotografici è un APS (ass. promozione sociale) con obbligo di tesseramento.
I tesserati 2017 entrano gratuitamente
Per tutti gli altri, solo in occasione dell'opening, l'artista Kristin Man si farà carico delle sottoscrizioni.
Per tutti gli altri giorni il costo della tessera è di €5 valida fino a dicembre 2017.

Tutti gli ospiti verranno accolti da prosecco fino alle ore 20.00

14 - 28 ottobre 2017
Magazzini Fotografici
via S Giovanni in Porta, 32
Napoli
kristin-man-con-mimmo-jodice.jpgPh: © Kristin Man con Mimmo Jodice

NON CHIAMATELI BARBONI: quando la vita ti porta in strada


NON CHIAMATELI BARBONI è una mostra fotografica di circa 30 opere, stampate in True Black Fine-Art Giclée, nata da diversi anni di ricerca del fotografo Fabrizio Capsoni che ha ripreso momenti di vita di emarginati e bisognosi, la loro presenza nel tessuto urbano e le azioni di solidarietà orientate all’aiuto e sostegno di tutta quella parte di umanità che vive ai margini nelle metropoli.

"Non mi piace chiamarli barboni, lo trovo offensivo e dispregiativo: sono uomini e donne più sfortunate o che hanno subìto gli effetti della crisi o che anche possono aver sbagliato, ma sono sempre PERSONE, con la loro dignità e sensibilità"

La Mostra si presenta come un evento-esposizione promosso e patrocinato dall’associazione Italia Meravigliosa, che vuole rappresentare il disagio del mondo civile di fronte alla sempre più crescente emarginazione nei ricchi centri urbani, conseguenza anche di una profonda crisi economica.

Ecco quindi che l’esposizione di immagini note, ma ugualmente forti e caratteristiche, apre le porte anche alla riflessione, con l’obiettivo di sensibilizzare se stessi ed anche, e specialmente, le Istituzioni.

PROIEZIONE DEL VIDEO "Capodanno da Clochard" di Fabrizio Capsoni

Un video realizzato montando immagini fotografiche derivanti dal reportage che il fotografo ha realizzato la notte del Capodanno 2009 con l’assistenza delle forze dell’ordine e dei Volontari dei Fratelli di San Francesco.

Attività collaterali
Previsti incontri e visite guidate
Per informaziono
Telefono: +39 328 9564967
Email: capsoni@gmail.com

14 - 31 ottobre 2017
Inaugurazione: sabato 14 ottobre 2017
13a Giornata del Contemporaneo
ART LOFT MILANO
Viale Puglie 23
Milano

A come Arno di Paolo Cagnacci e Matteo Cesari

È il 4 Novembre 1966: dopo 2 giorni di intensa pioggia il fiume Arno rompe gli argini e inonda Firenze. Una delle città più amate al mondo vive le sue ore più terribili, devastata da acqua e fango. Ci sono 34 vittime e tredicimila famiglie senza tetto. Un immenso patrimonio artistico rischia di andare perduto per sempre. A cinquant’anni da una tragedia che ha avuto un così forte impatto sull’immaginario collettivo, i fotografi Matteo Cesari e Paolo Cagnacci ripercorrono i suoi argini cercando di raccontare i volti e i luoghi di un fiume diventato suo malgrado simbolo italiano di scontro fra la corsa allo sviluppo dell'uomo e la tutela del territorio.

un libro di Paolo Cagnacci e Matteo Cesari
a cura di DER*LAB
additional images: Beatrice Bruni, Sara Cinelli, Mattia Micheli, Dasha Vigori Oussova, Elisabetta Pallini, Barbel Reinhard, Camilla Ricco, Federica Rugnone


PAOLO CAGNACCI
Diplomato in fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni nel 2006, dove insegna fotografiadi ritratto e tecniche di illuminazione. Ha realizzato progetti fotografici per Regione Toscana, Festival della Creatività, Festival dei Popoli, Osservatorio dei Balcani, Fondazione Michelucci,Tempo Reale,Unicoop Firenze .Ha pubblicato le proprie immagini su riviste quali: Specchio, Left, Donna Moderna, Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Sette, SportWeek, L’Espresso, D Repubblica, Pagina 99. Nel 2008 ha lavorato per l’agenzia Massimo Sestini. Dal Giugno 2013 il suo lavoro è distribuito dalla Luz Photo Agency.

MATTEO CESARI
Nato a Firenze nel 1979. Dopo la Laurea in storia dell'arte presso l'Università degli Studi di Pisa si diploma al corso triennale di fotografia dell'Istituto Fondazione Marangoni di Firenze. Si occupa in particolar modo di fotografia documentaria e sociale. Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati su magazine nazionali (Sette, Sipario, In scena) e ha esposto le sue foto in mostre collettive e festival di fotografia (Perugia Socialphoto Fest, Triennale di Milano, Centro Arte Contemporanea Lucca, Slideluck Napoli). Finalista al concorso Leica talent Italia, Cercasi Mantegna, Premio Farben.

I Just Look at Pictures è una rassegna sul fotolibro che include esperienze editoriali giovani, italiane e indipendenti, spesso basate su nuove modalità di produzione e diffusione editoriale come il self-publishing, il crowdfunding o il pre-order e tutte accomunate dall’esercizio di uno sguardo attento sull’ambiente naturale e/o antropizzato. Per ogni presentazione è stato organizzato un talk con i curatori o i fotografi, singoli o in collettivo, presso varie sedi, e una mostra presso isole, spazio indipendente dedicato alla cultura della fotografia contemporanea e al libro d’artista.

un progetto di isole
di Ivan Catalano e Adele Corvo
con il Patrocinio di Circoscrizione 7, Città di Torino
in collaborazione con C.I.C. (Centro di Iniziative per la Comunicazione)
con il supporto di Studio Bild, Al Jazira (Ristorante specialità orientali)

Ph: San Miniato (Pisa). Bacino di Roffia. Bacino artificiale creato dall’attività di estrazione di ghiaia e rena. Quando i renaioli hanno abbandonato queste attività, il bacino è diventato un punto di riferimento per gli sport legati al canottaggio e ha assunto la funzione di bacino di espansione in caso di piena.

14 ottobre - 5 novembre 2017
Inaugurazione: 13 ottobre 2017, ore 19.30
Isole
Lungo Dora Napoli, 18/b
Torino
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Mustafa Sabbagh
XI Comandamento: Non dimenticare

14 ottobre 2017 - 14 gennaio 2018
Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro, 12,
Forlì

Robert Doisneau.
Pescatore d'immagini

14 ottobre 2017 - 28 gennaio 2018
Broletto
piazza della Vittoria
Pavia

Un tè con i fotografi


Al via Domenica 15 Ottobre alle ore 17 presso il Caffè Letterario delle Murate a Firenze “Un tè con i fotografi”, appuntamenti mensili organizzati da Deaphoto in collaborazione con il Caffè Letterario delle Murate a cura di Sandro Bini e Giovanni de Leo Lo spirito di questi appuntamenti, che riprendono il fortunato format delle precedenti “Colazioni con i fotografi” non è quello formale della presentazione-intervista di autori o della conferenza, ma quello informale di una vera e proprio tè fra fotografi e appassionati di fotografia che vogliono parlare e confrontarsi sulle questioni e le vicende della fotografia contemporanea, creando occasioni di conoscenza, confronto, crescita culturale e convivialità. Ogni appuntamento vedrà la presenza di un esperto (che avrà la funzione di catalizzare, grazie alla sua specifica esperienza, il tema del dibattito) e di un tema di discussione. Gli appuntamenti si ripeteranno una domenica al mese da Ottobre a Marzo. Di seguito la prima parte del Programma con i prime tre ospiti e temi. Introducono e moderano i dibattiti Sandro Bini e Giovanni De Leo dell’Associazione Culturale Deaphoto. Tutti gli incontri a ingresso libero.

Domenica 15 Ott ore 17
Andrea Foligni, Fotografia ecologia e ambiente
www.andreafoligni.it

Con Andrea Foligni, autore impegnato in progetti a medio lungo termine sul territorio, discuteremo del ruolo del fotografo e della funzione della fotografia per la sensibilizzazione e diffusione delle tematiche ecologiche e ambientali e delle possibili strategie artistiche e comunicative per una loro maggiore diffusione e impatto sociale.

Domenica 15 ottogre

2017, ore 17.00
Le Murate Caffè Letterario Firenze
Piazza delle Murate
Firenze
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BABAMBOMBO / WOW! Fotografie di Paola Meloni

Ritratti di vita a Tshimbulu: un reportage fotografico per concentrare l'attenzione sul conflitto scoppiato nella Repubblica Democratica del Congo
Attirare l’attenzione del pubblico milanese - e di qui in tutta Italia - sulla situazione che oggi la popolazione congolese sta vivendo: è questo l’obiettivo di BABAMBOMBO / WOW!, il primo grande progetto espositivo di Paola Meloni, giovane fotografa milanese da cinque anni impegnata nel mondo del reportage sociale.
Attraverso 68 scatti, in mostra alla Galleria Silva a Milano dal 15 al 19 ottobre, Paola Meloni racconta la quotidianità della vita del villaggio Tshimbulu, nel Kasai, in Repubblica Democratica del Congo, appena prima dello scoppio della guerra civile insorta proprio nel medesimo distretto: i giochi e gli scherzi dei bambini, i sorrisi delle donne appena diventate madri, il legame con l’acqua, bene prezioso.
La vita di una popolazione che adesso sta vivendo una delle emergenze umanitarie più gravi nel continente africano: una guerra civile che ha già fatto centinaia di migliaia di morti (molti dei quali ritrovati in fosse comuni, ne sono state individuate 42), cui si aggiunge il dramma degli sfollati interni, almeno un milione dall’inizio del 2017, che si sommano a quelli degli anni precedenti.
Il lavoro di Paola Meloni, in mostra a Milano, è una selezione delle tante immagini scattate nell’anno trascorso grazie al Servizio Civile Nazionale all’Estero attraverso il COE (Associazione Centro Orientamento Educativo) presente nella regione del Kasai Centrale, epicentro dell’emergenza. Paola Meloni vuole così ricordare persone, case, luoghi di cui oggi non si sa più nulla. La mostra si sviluppa su 12 grandi manifesti in cui gruppi di fotografie a colori – ciascuna raccolta sotto un titolo – si alternano ai testi per contestualizzare lo scenario geopolitico, raccontando attraverso le storie dei protagonisti, un’umanità forte e gioiosa, nonostante la povertà. “Vorrei con queste immagini comunicare soprattutto il mio stupore ogni qual volta Tshimbulu – le sue persone e i più giovani soprattutto – si offriva al gioco dell’immagine lasciando scorrere gioia, ironia, meraviglia e altro ancora” dichiara Paola Meloni, che aggiunge: “Non a caso ho usato come titolo la parola "Babambombo" che si traduce con il nostro Wow!. Essa racchiude perfettamente lo stato d'animo comune: tutti lo utilizzavano e tutti sorridevano ogni volta che lo pronunciavano.”
L’esposizione si propone come testimonianza di un mondo pacifico e felice che oggi non esiste più, un ordine delle cose sovvertito da questioni politiche, una situazione peraltro presente in moltissimi Paesi africani totalmente dimenticati. BABAMBOMBO / WOW! è un invito a lasciarsi ammaliare dagli sguardi pieni di fiducia dei bambini e dei giovani, a prendere coscienza del fatto che proprio Tshimbulu, nella regione del Kasai Centrale, ad agosto del 2016 è stata il più importante focolaio di una guerra civile.
In occasione dell’inaugurazione, sabato 14 ottobre alle 18,30, le voci di quattro esperti si alterneranno sul palco per approfondire i temi suggeriti dalla mostra in un incontro dal titolo “CONGO - Cosa Otteniamo Non Guardando Oltre?”: testimonianze diverse racconteranno il proprio punto di vista sulla situazione congolese, riflettendo tra le altre cose anche sul ruolo del Servizio Civile Nazionale all’Estero e sul valore della solidarietà. Aprirà Padre Emmanuel Adili, missionario saveriano; per passare la parola a Giusy Baioni, giornalista; proseguirà Colette Diku, membro di Tam-Tam d’Afrique, e chiuderà John Mpaliza, camminatore e attivista per i diritti umani.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo in vendita presso la Galleria, dal formato 29,7 x 42,00 cm, 52 pagine. Prezzo 30 euro. Le fotografie potranno essere acquistate presso la Galleria, in formato A3, con cornice e al prezzo di 90 euro. Parte dei proventi della vendita, e del catalogo e delle fotografie, saranno devoluti ad una ONG che opera a supporto della popolazione congolese.

Orario visite
tutti i giorni, ore 10.00 – 20.00
19 ottobre, ore 10.00 - 14.00
ingresso libero

Conferenza “Cosa Otteniamo Non Guardando Oltre?”
Sabato 14 ottobre, ore 19
Galleria Silva - Via Olona 26, Milano
Con Padre Emmanuel Adili, missionario saveriano; Giusy Baioni, giornalista, Colette Diku, membro di Tam-Tam d’Afrique, e John Mpaliza, camminatore e attivista per i diritti umani
ingresso libero

15 - 29 ottogre 2017
Galleria Silva
Via Olona, 26
Milano
pm_2843.jpg

Guy Bourdin a cura di Shelly Verthime, Untouched

La Fondazione Sozzani presenta due mostre di Guy Bourdin, In Between e Untouched, una selezione di fotografie degli anni Cinquanta e Sessanta a cura di Shelly Verthime.

Considerato uno dei fotografi più conosciuti nella moda e nella pubblicità della seconda metà del ventesimo secolo, Guy Bourdin ha gettato le basi per un nuovo linguaggio della fotografia di moda che unisce l'efficacia visiva a una narrazione ellittica, enigmatica.

Con l’enigma nasce il suo stile inconfondibile: gli elementi essenziali vengono annullati, scomposti e ricomposti per creare nuove visioni dove la finzione è portata a estremi quasi surreali.

La mostra Untouched definisce la “firma” di Guy Bourdin con gli elementi formali che lui ha sviluppato e definito quando lavorava per le riviste, come le composizioni rigide, il contrasto luce e ombra, il taglio dell’immagine, le doppie articolazioni.

15 ottobre - 12 novembre 2017
Inaugurazione: sabato 14 ottobre 2017, ore 15.00
Galleria Carla Sozzani
Corso Como ,10
Milano
guy-bourdin-a-cura-di-shelly-verthime-untouched.jpgPh: Guy Bourdin a cura di Shelly Verthime, Untouched

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