Fujifilm GFX 50S, la recensione della mirrorless medio formato

La recensione della Fujifilm GFX 50S, una mirrorless medio formato con sensore CMOS 33x44mm e risoluzione di 51 Megapixel

Come sono stati dieci giorni in compagnia di una mirrorless medio formato? Potrei riassumerli con due aggettivi: divertenti e appaganti. Divertenti perché non mi sono dovuto minimamente preoccupare di studiarmi il funzionamento della Fujifilm GFX 50S: avendo già utilizzato altre fotocamere della serie X di Fujifilm, mi sono subito "trovato a casa".

Appaganti perché non appena vedi la prima foto sul generoso display noti subito che c'è dettaglio a palate, evidente in particolare quando inizi a usare il touch screen: puoi ingrandire, ingrandire e ancora ingrandire, fino a contare i capillari negli occhi della modella! Inoltre una vera sorpresa la buona implementazione delle funzioni video, complete sia dal punto di vista software che hardware, avendo anche l'ingresso microfono e l'uscita cuffie.

Impressioni d'uso

La Fujifilm GFX 50S se presa in mano "nuda e cruda" risulta incredibilmente leggera. Il discorso cambia di netto non appena si innesta sulla baionetta un "bel bestione" come il Fujinon GF 110 mmF2 R LM WR: il peso diventa subito decisamente percepibile. Però l'unico problema è il peso sbilanciato sulla sinistra.

Questo è dovuto sia all'ottica non allineata con il centro del corpo macchina e alla batteria alloggiata stranamente dietro al display. Lo stesso display è infatti collocato su una grossa sporgenza, dove troviamo l'alloggiamento della batteria, alcune connessioni e alcuni controlli fisici. Una sporgenza che mi ha un po' infastidito, in quanto in tutta onestà mi impedisce di trovare una posizione comoda per il naso.

Problema che si può risolvere acquistando lo snodo opzionale per il mirino, che lo solleva e permette di orientarlo sia un verticale che in orizzontale. Sarebbe però meglio spostare la batteria nell'impugnatura e quindi eliminare la sporgenza in questione. Altro punto un po' dolente è la messa a fuoco. Intendiamoci, funziona perfettamente, è ben configurabile e gestibile sia tramite touch screen che tramite il joystick dedicato.

Ma trattandosi di una messa a fuoco a rilevamento di contrasto, risulta un po' lenta. Nessun problema in situazioni come fotografia di moda oppure fotografia di reportage. Ma per sport oppure semplicemente per fotografare i bambini mentre giocano, si rischia di perdere lo scatto. La differenza è palese se si prende in considerazione le prestazioni di messa a fuoco della "sorella minore" Fujifilm X-T2, che invece non fa minimamente rimpiangere le fotocamere dotate di specchio.

Tutto il resto funziona in modo preciso e puntuale: esposimetro, bilanciamento del bianco, controlli. Tra i controlli una menzione speciale va allo splendido display di stato OLED, dotato di illuminazione dedicata. Altra menzione all'originale snodo del touch screen, che consente di inclinarlo anche per gli scatti in verticale. Fantastiche poi le ghiere dedicate, sia quelle sul corpo macchina che sulle ottiche.

Fantastiche per accorgimenti come quello della posizione "C" della ghiera dei diaframmi sull'ottica. In quella posizione possiamo selezionare il valore di diaframma usando le ghiere a portata delle dita della mano destra, lasciando così la mano sinistra libera di fare altro. Tipo sostenere un flash oppure di grattarsi la testa!

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Qualità immagine

La Fujifilm è ben nota per i suoi JPG già ottimi per la stampa e per la pubblicazione online già con le impostazioni standard e senza bisogno di ricorrere alla camera chiara. La Fujifilm GFX 50S non fa ovviamente eccezione: le differenze tra JPG e RAW sono infatti davvero minime, rilevabili come maggiore contrasto e saturazione nel JPG.

Sul fronte dei valori ISO c'è innanzitutto da ricordare che le sensibilità native della Fujifilm X100F vanno da 100 a 12800 ISO, fatto evidente guardando la ghiera delle sensibilità, che varia infatti tra questi valori. Impostando però la ghiera su "C" possiamo raggiungere anche i 50 ISO e i 102400 ISO, che sono però valori ottenuti semplicemente tramite un'elaborazione.

Andando quindi a analizzare gli scatti di prova nelle sensibilità native, il dettaglio risulta impressionante dai 100 ai 800 ISO. A partire dai 1600 ISO fa la sua comparsa una grana leggera, ma il dettaglio fine resta intatto. Si nota una minima perdita di dettaglio fine solo a 6400 e 12800 ISO, restando comunque ancora tranquillamente stampabili anche in grande formato.

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Conclusioni

Potete ben immaginare quale sia la principale domandache mi è stata ultimamente posta da amici e colleghi: vale davvero la pena passare al medio formato? In molti poi mi hanno sottolineato il fatto che il sensore della Fujifilm GFX 50S ha una superficie di "soli" 33x44mm, ovvero non poi così tanto superiore ai 24x36mm del full frame.

Ma l'aumento di area sensibile è comunque pari a un 78%. Un aumento che consente di avere un pixel pitch maggiore a parità di risoluzione, con un conseguente miglioramento del dettaglio e della resa generale. Un aumento che porta a usare focali più lunghe per ottenere la stessa inquadratura, fatto che permette di ottenere una minore profondità di campo, ovvero uno sfuocato più evidente.

Dettaglio e resa dello sfuocato sono quindi a mio avviso le due ragioni principali per passare al medio formato. Un passaggio che, anche grazie alla promozione Fujifilm in corso, diventa alla portata di sempre più persone. Infatti al momento per portarsi a casa la Fujifilm GFX 50S completa di Fujinon GF 63mm F2.8 R WR bastano circa 7.300 Euro, una cifra non poi così tanto superiore a quella necessaria per un'ammiraglia con sensore 24x36mm.

Piace:
- ergonomia
- possibilità di assegnare la scelta del diaframma alle ghiere a portata delle dita della mano destra
- display orientabile anche per scatti in verticale e completo di touch screen
- otturatore completamente elettronico e quindi silenzioso
- qualità immagine

Non piace:
- sporgenza del display
- autofocus non velocissimo

Si ringrazia la modella Gloria Castelletti per aver posato negli scatti di prova.

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