Vivian Maier inedita ad Arezzo & Fotografia 2017

Alla scoperta dello street style di Vivian Maier, con scatti inediti quanto la biografia della donna indipendente e volitiva che faceva la Tata e amava la fotografia

Probabilmente il mito della Street Photographer Vivian Maier non perderà mai l'alone di mistero generata dalla vita da tata e fotografa condotta lontano dai riflettori e dietro l'obiettivo delle sue macchine fotografiche (Brownie 1940, Rolleiflex 1951, Leica anni '70), fino alla scoperta casuale, la ricerca determinata e la diffusone appassionata operata da John Maloof, attraverso mostre, libri e film.

Un mito a prova di scatti inediti e ricostruzioni storico-biografiche, appena arricchite da primo biopic sulla vita di Vivian Maier, "The Woman in the Mirror. Vivian Maier: the Nanny Street Photographer", scritto e diretto da Ryan Alexander Huang.

Anche la ricostruzione storica condotta dalla manager in pensione Ann Marks, su registrazioni, documenti di diversi archivi pubblici e privati, con centinaia di fotografie inedite, tra le 500 raccolte nelle 184 pagine del libro biografico illustrato "Vivian Maier Developed. The Real Story of the Photographer Nanny", sarà presto disponibile su Amazon, con una narrativa da bestseller pronta a svelare l'infanzia traumatica della Maier, insieme ad una passione per la fotografia coltivata fin dall'età di 25 anni dalla donna indipendente e volitiva, affinando la tecnica su manuali e non lasciando niente al caso.

"Ann Marks is the definitive expert on Vivian Maier. Where our documentary leaves off, she picks up. Through her meticulously organized and exhaustive research, Marks paints a complete historical profile of the photographer"

John Maloof, Director & Producer, Academy Award Nominated Film, Finding Vivian Maier

Rivelazioni che gettano nuova luce sul temperamento della tata e lo street style della fotografa, attendo ai gesti spontanei e alle pose quotidiane della società americana che strappa alla folla, a timide strette di mano e tutto quello che incontra in strada per un quarantennio, insieme ai volti ed i paesaggi della Francia della sua infanzia che sta scomparendo, scattati in tutta la regione del Champsaur, quando ci torna nel 1950 per mettere all'asta una proprietà che ha ereditato e per trovare i suoi parenti.

Ritratti di uomini e donne segnati dalle stagioni e dai suoi ritmi, quanto il paesaggio rurale della selezione di immagini provenienti dal Fondo Francese Vivian Maier, esposte per la prima volta in Italia per l'edizione speciale della biennale Arezzo&Fotografia, organizzata dall'Associazione Fotografica Imago e dedicata alla fotografa, con Vivian Maier dans le miroir.

La mostra espone settanta scatti che spaziano tra quelli più noti, i celebri riflessi e quelli originali degli anni ’60, tra i pochissimi sviluppati dalla fotografa stessa, oltre ad alcuni oggetti ed indumenti appartenuti a Vivian Maier, rinvenuti nel corso della lunga ricerca dedicata alla ricostruzione della sua biografia.

Il programa della Biennale è molto più ricco e articolato, ma per chi desidera approfittarne, l’iniziativa gratuita (riservata ai primi 20 che si iscriveranno online) Instagram Meet di domenica 10 dicembre al Coffee O’Clock (Corso Italia n. 184), dalle ore 10.00. offre una gustosa colazione seguita dalla visita alla mostra che ospita "Sulle orme di Vivian Maier", prima di continuare nella vicina Galleria Spazio Imago, con la visita di "Dans le miroir" e della collettiva "Real | Unreal", realizzata dai soci dell’Associazione Fotografica Imago.

Vivian Maier dans le miroir
Arezzo & Fotografia 2017
8 dicembre 2017 - 7 gennaio 2018
Galleria Imago
via Vittorio Veneto, 33/20
Arezzo


Vivian Maier: note biografiche di una fotografa volitiva

Vivian Maier nasce il primo febbraio nel Bronx e nella New York del 1926.
Sua madre Maria Jaussaud, era nata in Francia, nel maggio 1897, a Saint-Julien-en-Champsaur in cui visse fino alla sua partenza in America, dove un ramo della famiglia Jaussaud era già emigrata. A New York, Maria conobbe Charles Maier, americano figlio di emigranti austriaci impiegato in una drogheria, lo sposa nel maggio 1919 e con il matrimonio ottiene la cittadinanza degli Stati Uniti e due figli, William Charles nel 1920, Vivian nel 1926.

Nel 1929 i genitori si separano, il ragazzo viene affidato ai nonni paterni e la Vivian resta con la madre, trasferendosi dall'amica francese e fotografa professionista Jeanne Bertrand, nata nel 1880 non lontano dalla valle di Champsaur,

Grazie alle testimonianze raccolte dai residenti in Champsaur, il sito dell'associazione locale riporta che tra il 1932 e il 1933, le due donne e Vivian tornarono in Francia e si stabilirono prima a Saint-Julien, poi a Saint-Bonnet-en-Champsaur. Parte dell'infanzia di Vivian si svolse in Francia, dai sei-sette anni fino ai dodici e alcune foto scattate dalla madre restano a testimonianza del loro soggiorno.

Il 1º agosto 1938 Vivian e la madre ripartono per gli Stati Uniti con il transatlantico Normandie, che collegava Le Havre a New York, dove si trasferiscono

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1950-1951, all'età di 24-25 anni Vivian Maier torna in Champsaur per mettere all'asta una proprietà che le era stata lasciata in eredità. In attesa della vendita, percorrendo la regione con due apparecchi fotografici a tracolla, facendo visita ai membri della sua famiglia Vivian scatta molte foto a persone e paesaggi rurali.

Nell'aprile del 1951 torna a New York. Con il ricavato della vendita, compra una Rolleiflex professionale con la quale viaggia nel Nordamerica. Inizia a lavorare come bambinaia al servizio di una famiglia di Southampton, prima di stabilirsi definitivamente nel 1956 a Chicago, dove continua ad occuparsi dei bambini di famiglie facoltose.

Arrivata a Chicago a 30 anni, Vivian viene assunta dai coniugi Nancy e Avron Gensburg per prendersi cura dei loro tre figli, John, Lane e Matthew e resta con loro per 17 anni, usando il bagno privato come camera oscura e dedicando tutto il tempo libero alla sua passione.

Tra il 1959 e il 1960, prendendosi sei mesi di vacanza dal lavoro per i Gensburg e senza mai dirgli nulla, Vivian intraprende da sola un viaggio intorno al mondo, visitando le Filippine, la Thailandia, l'India, lo Yemen, l'Egitto, l'Italia e infine la Francia, con un ultimo soggiorno a Champsaur girando in bicicletta per tutto il circondario e scattando molte foto.

Diventati grandi i ragazzi Vivian Maier lascia i Gensburg per continuare la sua attività di tata in altre famiglie con bambini piccoli. Da quel momento smette di sviluppare e di elaborare i negativi, decidendo di passare alla fotografia a colori con diverse fotocamere, tra cui una Kodak e una Leica.

Nel 1975 muore la madre e Vivian,

Non si conoscono tutte le famiglie presso le quali continua a lavorare come tata, ma nel 1987 si presenta ai coniugi Usiskin, suoi nuovi datori di lavoro, portando con sé 200 casse di cartone contenenti il suo archivio personale, successivamente immagazzinate in un box.

Dal 1989 al 1993 Vivian si prende cura con grande umanità di Chiara Bayleander, un'adolescente con handicap mentale e le sue casse si trasferiscono un un mezzanino del suo datore di lavoro.

In età avanzava, Vivian si trova ad attraversare gravi difficoltà finanziarie e le sue casse, finiscono nel box di un magazzino preso in affitto. Alla fine degli anni '90 i fratelli Gensburg, con i quali aveva per molto tempo mantenuto un legame andando a visitarli in occasione di matrimoni, lauree e nascite, la rintracciano in un piccolo alloggio economico di Cicero e la trasferiscono in un grazioso appartamento a Rogers Park vegliando su di lei.

Alla fine del 2008, cadendo sul ghiaccio batte la testa, viene ricoverata in ospedale e poi in una casa di cura a Highland Park, grazie alla cura dei fratelli Gensburg.

Vivian Maier muore il 21 aprile 2009, senza sapere che due anni prima, il suo box era stato messo all'asta a causa degli affitti non pagati, senza sapere che John Maloof la stava cercando, dopo aver scoperto nel 2007 in una piccola Casa d'Aste di Chicago il suo archivio di 40mila negativi, dei quali circa 15mila ancora all’interno di rullini non sviluppati, acquistato per poche centinaia di dollari, mentre era in cerca di materiale fotografico per la scrittura di un libro sui quartieri di Chicago.

Ossessionato dal lavoro di Vivian e la missione di ricostruire il suo archivio, nel corso di un anno, John è riuscito a salvare circa il 90% del suo lavoro dagli altri acquirenti dell'asta originale, recuperando negativi, più di 3.000 stampe, centinaia di rotoli di pellicola, film, audio interviste su nastro e vari altri articoli, mentre il collezionista Jeff Goldstein, è riuscito a salvare il resto.

Dopo aver creato un blog con circa 100 foto del lavoro della Maier ignorato per mesi è la discussione su Flickr al gruppo HCSP (Hardcore Street Photography) a creare una risposta travolgente, consentendogli di continuare a lavorare all'archiviazione, promozione e conservazione del lavoro di Vivian Maier.

La conoscenza di molti particolari della vita di Vivian Maier si deve alla meticolosa ricerca condotta da John Maloof, con il contributo di Anthony Rydzon, recuperando oggetti, pellicola a colori, ricevute, note personali, posta e vecchi giornali rimasti ai suoi datori di lavoro.

Nel corso degli anni, diverse mostre fotografiche sono state affiancate da pubblicazioni, documentari e film.

Vivian Maier: Street Photographer, John Maloof, Brooklyn, Power House, 2011

Vivian Maier: Self-Portraits, Richard Cahan e John Maloof, Power House, 2011

Vivian Maier: Out of the Shadows, Richard Cahan e Michael Williams, Chicago, City Files, 2012

Vivian Maier: Who Took Nanny's Pictures (2013), regia di Jill Nicholls, prodotto dalla BBC. Versione ridotta uscita negli Stati Uniti a dicembre 2013, come The Vivian Maier Mystery

Finding Vivian Maier (2013), regia di Maloof e Charlie Siskel

Eye to Eye: Photographs by Vivian Maier, Richard Cahan e Michael Williams, Chicago, CityFiles, 2014

Vivian Maier: A Photographer Found, Richard Cahan e John Maloof, Londra, Harper Design, 2014

A fornire nuove prospettive sulla personalità, la determinazione e il corpo di lavoro della Maier, provvede la minuziosa ricerca condotta dalla manager in pensione, Ann Marks, su registrazioni, documenti di diversi archivi pubblici e privati, insieme a centinaia di fotografie inedite, tra le 500 raccolte nelle 184 pagine del libro biografico illustrato "Vivian Maier Developed. The Real Story of the Photographer Nanny", presto disponibile su Amazon, con una narrativa da bestseller che sembra pronta a rivelare l'infanzia traumatica a New York e una passione per la fotografia coltivata fin dall'età di 25 anni, affinando la tecnica su manuali e non lasciando niente al caso.

"Ann Marks is the definitive expert on Vivian Maier. Where our documentary leaves off, she picks up. Through her meticulously organized and exhaustive research, Marks paints a complete historical profile of the photographer"

John Maloof, Director & Producer, Academy Award Nominated Film, Finding Vivian Maier

Nel 2017 la Flaming Gnome Studios realizza anche il primo biopic sulla vita di Vivian Maier, "The Woman in the Mirror. Vivian Maier: the Nanny Street Photographer", scritto e diretto da Ryan Alexander Huang, con le foto originali Rolleiflex di Ella Rasp, Al T. Huang, and Ryan

Foto | Vivian Maier dans le miroir
Via | Associazione Fotografica Imago

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