Kieran Elson: come ho fotografato un rally con una Arca Swiss 4x5

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"Ho fotografato il primo rally della mia vita con una Arca Swiss 4x5", scrive Kieran Elson sul suo sito web.

Il fotografo di Bury St Edmunds, Inghilterra, si è reso conto che tutte le foto di rally erano molto simili a quelle che da bambino vedeva nel suo calendario del WRC 2005: scatti che congelavano le auto in salto o in derapata circondate da schizzi di ghiaia o fango. Poco era cambiato negli anni in quel tipo di fotografia, e per Kieran non aveva senso imitare o replicare ciò che fanno già tutti.

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Quale poteva essere un approccio diverso ad un evento come un rally? Molto probabilmente utilizzare una Arca Swiss monorotaia dal formato 4x5 pollici, con tutte le problematiche del caso! Prima fra tutte la lentezza operativa, insieme alla completa gestione manuale della scena ed all'impossibilità di vedere l'inquadratura una volta inserita la pellicola: per chi non è pratico, spiega il fotografo, è come scattare con una SLR con il blocco dello specchio.

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Queste limitazioni tecniche sono state ripagate a Kieran dai vantaggi dell'utilizzare una fotocamera monorotaia, come ad esempio il "tilt shift" naturale: "ci sono modi di replicare questo effetto in Photoshop" scrive, "ma il software non può emulare la profondità di un obiettivo a grande formato".

Altro dato positivo è la risoluzione delle scansioni che hanno restituito file di oltre 15000x11000 pixel e consentito al fotografo di eseguire crop molto spinti, oltre che utilizzare lo stesso obiettivo per tutta la durata dell'evento.

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E' chiaro a tutti che le fotocamere a grande formato abbiano destinazioni d'uso differenti, è altrettanto giustificato che tutti i fotografi di eventi motoristici e sportivi non utilizzino una 4x5: per Kieran Elson si è trattato semplicemente di un modo particolare di approcciarsi ad un evento sportivo, con l'obiettivo di ottenere scatti diversi da quelli che da bambino vedeva nel suo calendario del WRC.

Per noi potrebbe essere uno stimolo a non fermarci di fronte alla convenzionalità ed a cercare sempre un modo personale di vedere e praticare la fotografia che, prima di ogni cosa, è un'arte e, come tale, deve rispecchiare la nostra interiorità e la nostra visione del mondo.

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