Gli scatti di Luca Bracali: il fascino del tempo nell'Isola Di Pasqua

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Nel secondo appuntamento settimanale con il nostro amico Luca Bracali rimaniamo nell'Isola Di Pasqua, al cospetto dei grandi Moai ed immersi nella grandiosa cultura che risiede in questo posto.

Stiamo ripercorrendo fotograficamente le tappe del suo viaggio del 2012, anno in cui ha seguito il restauro dei Moai ad opera di una scuola fiorentina, raccontato nel libro intitolato "Rapa Nui".

Lo scatto di oggi ci mostra un esemplare dell'Ahi Ko Te Riku che conserva una peculiarità che un tempo poteva essere notata in tutte le statue: dei grossi occhi aperti e rivolti al cielo. Lo sguardo dei Moai era considerato infatti garanzia di protezione e prosperità per la terra e un buon auspicio per i pescatori.

Per realizzare questa notturna Bracali ha dovuto ottenere un permesso speciale dal CONAF, ente che si occupa di gestire la parte archeologica dell'Isola. Si tratta di uno startrail che non fa uso della somma di esposizioni ma che si avvale di un singolo scatto: ottica fisheye, apertura di f/3.5, ISO100 e 2140 secondi di tempo di posa. Un'esposizione dunque che si attesta sui 35 minuti, tempo sufficiente alle stelle per tracciare sul sensore la loro scia, compensato da una sensibilità bassa ed un'apertura non molto ampia per dosare la quantità di luce in entrata. "Ho utilizzato il fisheye per prendere una porzione di cielo ancora più ampia", racconta l'esploratore, aggiungendo: "ho scelto questa combinazione distanza-ottica proprio per avere il Moai come elemento centrale e l'universo che gli ruota attorno". 

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