Gli scatti di Luca Bracali: con l'occhio del drone (parte II)

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Nello scorso appuntamento abbiamo ammirato la bellezza della White Pocket e la possibilità di divertirsi a creare nuove composizioni con i suoi caratteristici pattern e le sue cromie. Oggi orientiamo la nostra rotta verso la Monument Valley che, con i suoi "buttes", è simbolo indiscusso dell'affascinante mondo western.

"La Monument Valley è un'area in cui l'accesso dei droni è vietato ma, come in tutti i parchi nazionali, se uno vuol volare all'esterno dello stesso può farlo: ci vogliono il brevetto ed il patentino americano, ed io ero registrato ed avevo con me la targa del velivolo" racconta Bracali, aggiungendo di aver alzato il drone sulla strada a 400m di quota, ad 8km di distanza dalla Monument Valley per cogliere una panoramica molto suggestiva.

Il problema più grande era di natura meteorologica, con un cielo coperto ed un'illuminazione molto piatta sia all'alba che al tramonto: era necessario cogliere e sfruttare tutti i brevi e rari momenti in cui il sole riusciva ad affacciarsi. "Ho fatto dieci ore di auto per fare questo scatto [...] il cielo era tutto maculato e mi ha dato questa luminosità a spot che per la Monument Valley è assolutamente straordinaria". L'effetto va ad enfatizzare la tridimensionalità dei testimoni di erosione, oltre che rendere bene la vastità dell'area che si estende fino a perdita d'occhio, ben oltre un orizzonte quasi evanescente, smorzato da una prospettiva aerea quasi pittorica. I soggetti in primo piano sono invece colti nella loro forza iconica, con le tante tonalità che variano e reagiscono in maniera diversa alla luce filtrata e diffusa del cielo.

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