Un'intervista sulla Fujifilm GFX 50R: l'unione dei due sistemi

The Phoblographer ha intervistato Makoto Oishi, Product Planning Manager di Fujifilm, riguardo la nuova GFX 50R, prima medio formato digitale dal design rangefinder, presentata da Fuji in occasione dell'ultimo Photokina.

E' molto probabile che la scelta di Fujifilm sia stata quella di bypassare il settore Full Frame aggiungendo alla gamma un "ibrido" che vada a collocarsi a metà strada tra X-Series e GFX, dando vita ad una X-Pro con innesto e sensore (e dunque qualità) GFX che offre un'esperienza di utilizzo più vicina alle APSC in gamma. Tuttavia questa analisi risulta piuttosto riduttiva, dal momento in cui dietro GFX 50R c'è una ricerca ben più complessa ed impegnativa, che ha dato del filo da torcere ai progettisti.

Il punto di partenza è stato senza dubbio il design, che deve qualcosa alle fotocamere medio formato degli anni '70 ma, nella sostanza, parte dall'idea di diversificare la destinazione d'uso rispetto alla GFX 50s. Quest'ultima resta infatti destinata ai professionisti che scattano in studio, paesaggio, o comunque situazioni in cui si ha la piena gestione di ogni aspetto dell'immagine ed il controllo sulle tempistiche di scatto: GFX 50R nasce come fotocamera da street photography ed estende la qualità del medio formato anche a generi dove - per ragioni tecniche - è difficile esprimersi al massimo con la GFX 50S.

In fase di progettazione le difficoltà sono state riscontrate negli ingombri dovuti al gruppo otturatore ed al vano batterie: sono stati fatti numerosi tentativi, con la realizzazione di oltre dieci modelli in plastica prima di arrivare a quello definitivo.

Il secondo punto da considerare è quello dei miglioramenti necessari ad aumentare la velocità operativa, partendo in primo luogo dall'EVF. Come spiega Oishi nell'intervista, inizialmente si era pensato ad un mirino ibrido, scelta che avrebbe aggiunto ulteriori ingombri ad un sistema dove già ottiche ed innesto hanno dimensioni importanti, si è così optato per l'attuale mirino da 3,69 megapixel con ingrandimento di 0,77x, la cui latenza è stata ridotta drasticamente, permettendo così di cogliere l'attimo.

Altro passaggio decisivo è stato quello di inserire sulla parte superiore della scocca ghiere e tasti che permettono di agire direttamente ed immediatamente su ISO, velocità otturatore ed EV: abbiamo una disposizione molto simile a quella che troviamo sulla X-Pro2, con l'unica differenza che nel caso di GFX50R la ghiera degli ISO si trova attorno al pulsante di scatto, a portata di indice. Anche sul posteriore il layout è molto simile alla X-Pro2, con il comodissimo joystick di selezione del punto di messa a fuoco.

Per concludere non si può tralasciare l'assemblaggio ermetico associato ad una scelta dei materiali che tiene conto del target outdoor della GFX 50R.

In attesa di un riscontro pratico più approfondito, sembra che la GFX 50R sia un prodotto che, oltre ad essere innovativo ed unico nel suo genere, possa rendere felici quei fotografi e fotoamatori che desiderino un livello di qualità, di gamma dinamica e profondità di campo che trascenda il pieno formato in termini artistici, poetici e qualitativi.

N.B.: Le immagini non sono in scala
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