Canon EOS RP e Canon 6D Mark II: quale scegliere?

EOS RP è andata ad accaparrarsi, grazie al suo prezzo molto abbordabile in kit con l'adattatore per i Canon EF, una corposa fetta di utenti provenienti dal mondo reflex: la nuova e piccola senzaspecchio si presenta come un buon modo per passare a mirrorless senza rinunciare alle proprie ottiche L, spesso "collezionate" nel corso di mesi ed anni. Se l'attuale ammiraglia del sistema, la EOS R, può essere in qualche modo assimilata alla 5D Mark IV, la EOS RP ha numerosi aspetti che la accomunano alla 6D Mark II. Un confronto teorico tra le due potrebbe ad ogni modo aiutare nella scelta, mettendo in luce in maniera obiettiva anche quelli che sono i punti di forza di mirrorless e reflex, riflettendo su come sia cambiato l'approccio alla fotografia in seguito alla rivoluzionaria avanzata delle ML degli ultimi anni. Sotto l'aspetto economico la EOS RP rappresenta la proiezione nel mondo mirrorless di quel collegamento tra amatori e mondo full frame che per la prima volta si è venuto a creare con la Canon 6D: una entry level dall'alta qualità d'immagine che, a costo di qualche rinuncia, poteva essere acquistata con poco più di 1300 euro. La 6D Mark II dal canto suo si è inserita nel mercato con un'ambizione leggermente maggiore: prima reflex fullframe in gamma con display orientabile, 45 punti AF (contro gli 11 della 6D), processore DIGIC 7 e dual pixel. Tutte queste tecnologie sono state trasmesse alla RP proprio a partire dal sensore, primo ed apparentemente unico, ma di certo non poco importante, elemento comune di questi due corpi macchina.

Partiamo dagli ingombri. EOS RP è la più piccola mirrorless full frame prodotta da Canon, con un peso che si ferma a 485 grammi con scheda e batteria contro i ben più consistenti 765 grammi della 6D II. Se viaggiate molto e dovete stare attenti a pesi ed ingombri dunque dovreste optare per la RP: Canon sta sviluppando per il sistema RF nuove ottiche, molte delle quali saranno piuttosto compatte. Al momento spicca l'RF 35mm F1.8 IS STM, molto luminoso, completo di stabilizzazione e messa a fuoco STM, ghiera di controllo ed ottima capacità macro: questo obiettivo, montato sulla RP, va a creare un setup da 790 grammi, in pratica poco più del solo corpo della 6D Mark II. Quest'ultima invece, abbinata al 35mm f/2 IS USM, raggiunge un peso di 1,1kg. In vista del lancio di nuove ottiche compatte per il sistema RF, la EOS RP si rivela la scelta giusta per chi deve centellinare i pesi, anche se è necessario mettere in conto un paio di batterie di ricambio. Per quanto concerne l'autonomia infatti la 6D Mark II vince a mani basse: i dati della casa attestano la possibilità di 1100-1200 click con la 6D Mark II mentre la RP con una carica si ferma a 240-250 scatti. Questo problema è tuttavia meno grave di quanto si possa pensare: basta premunirsi ed acquistare un paio di batterie di ricambio. La connettività in entrambi i casi ha tutte le carte in regola: troviamo Wi-Fi e Bluetooth, il GPS è integrato nella 6D mentre è possibile geotaggare gli scatti della RP tramite app. Passiamo alla registrazione video. Sia la 6D che la RP hanno il dual pixel, tuttavia nella mirrorless questa tecnologia è più sviluppata e molto probabilmente più performante grazie all'apporto del DIGIC 8. La mirrorless offre la possibilità di registrare in 4K, infine è dotata di jack per le cuffie - sulla reflex troviamo soltanto l'ingresso microfonico. Entrambe comunque sono dotate del comodissimo display orientabile che consente di avere un controllo sull'immagine da ogni direzione.

Per concludere sembra che, escluso il settore della produzione video dove vince la RP, non sia per nulla facile orientarsi nella scelta tra questi due modelli. La RP con il 35mm è un ottimo mezzo per avvicinarsi alla street photography, dove tuttavia c'è da segnalare l'assenza di scatto silenzioso. Nella ritrattistica il Pupil Detection in Servo AF della RP può offrire un aiuto più che consistente, mentre i 45 punti di messa a fuoco ed il mirino a pentaprisma della 6D ci possono offrire una miglior performance in campo sportivo o di azione. Nella paesaggistica invece ciò che conta è la qualità d'immagine e chi pratica in maniera avanzata questo genere spesso porta con sé cavalletti, ottiche grandangolari e filtri: inutile risparmiare sul peso, meglio fare affidamento su un corpo macchina più massiccio ed una maggiore autonomia di batteria. Resta comunque da aggiungere che la scelta di una fotocamera, che per molti consiste in un passo anche economicamente abbastanza rilevante, deve tenere conto di una grande quantità di fattori, primo fra tutti quello soggettivo.

 

  • shares
  • Mail