Il confine tra due mondi: alla scoperta di meraviglie sommerse nel Kakadu con Luca Bracali

Ci sono scatti che una volta realizzati restituiscono grande soddisfazione e ripagano del duro lavoro che c'è dietro. E' il caso di una delle ultime riprese del fotografo ed esploratore Luca Bracali, che sta trascorrendo queste settimane nel Northern Territory dell'Australia. Il parco del Kakadu, patrimonio dell'UNESCO dal 1981, raccoglie una grandissima varietà di scenari: cascate, foreste e zone rocciose che fanno da sfondo ad una flora variegata, in cui una fauna ancor più diversificata anima la natura incontaminata. Contesto ideale, questo, per "trovare" un'immagine inseguita per molto tempo. "Uno scatto che cercavo da anni" racconta Bracali, "da quando vidi quelli effettuati presso le isole Dahlak da Daniele Pellegrini, fotografo di Airone. Ho fatto vari tentativi, anche recentemente in Groenlandia, però non ho mai trovato una forza della natura così prorompente e dirompente da darmi proprio l'immagine che cercassi io".

Le grandi occasioni arrivano sempre quando non si aspettano: "vedevo in trasparenza queste radici, attraverso l'acqua. Mi sono munito di GoPro 7, senza neanche il caseL'idea del mio scatto era quella di raccogliere due mondi così diversi in una sola immagine: ciò che l'occhio umano non può vedere, in questo caso la macchina fotografica riesce a coglierlo perfettamente."

Non mancavano però delle difficoltà tecniche: "la GoPro veniva ingannata da una differenza di stop molto elevata. Ho utilizzato la modalità super foto ed ho spinto a -2 EV per avere un'immagine più bilanciata". Un'altra problematica risiedeva nell'inquadratura: il piccolo diametro della lente frontale della GoPro doveva fare i conti con le acque in movimento. "Non è stata una immagine facile da realizzare, quasi un'ora di scatti per ottenere ciò che volevo, senza alcuna post produzione". Attraverso le parole dell'autore abbiamo capito come spesso per ottenere determinate immagini siano necessari grande impegno, attesa, tecnica e colpo d'occhio. L'importante, lo scatto, è averlo in mente: "per una volta la fotocamera batte l'occhio umano, che resta comunque la macchina perfetta".

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