Ecco la prima foto di un buco nero!

E' la foto del secolo. Non è un ritratto, non è un paesaggio, non è street e non riguarda neanche il nostro pianeta. Stiamo parlando del primo "scatto" in assoluto a ritrarre un buco nero, quello supermassiccio che si trova nel cuore di M87, una galassia ellittica situata nella Vergine e catalogata nel 1781 dall'astronomo francese Charles Messier.

Per la prima volta è possibile vedere con i nostri occhi un esemplare di ciò che di più misterioso e distruttivo esista nell'universo: un traguardo destinato ad entrare nella storia dell'astronomia, risultato di un'impresa planetaria portata a compimento da una collaborazione internazionale denominata Event Horizon Telescope (appunto, orizzonte degli eventi).

Al progetto EHT contribuiscono ben otto radiotelescopi distribuiti in vari punti del nostro pianeta che, messi insieme, vanno a costituire virtualmente uno strumento con sensibilità, dimensioni e risoluzione senza precedenti. Lo scopo è quello di studiare e rivelare gli oggetti più particolari ed evanescenti teorizzati nella Relatività Generale: sono stati proprio gli studi di Einstein risalenti a poco più di un secolo fa a guidare i 200 ricercatori che hanno contribuito alla scoperta.

Come descrivere, dunque, un buco nero? Vediamolo con le parole di Heino Falcke, presidente dell'EHT Science Council: "Se immerso in una regione luminosa, come un disco di gas incandescenti, ci aspettiamo che un buco nero crei una regione oscura simile ad un'ombra. Un qualcosa che è stato previsto dalla Relatività Generale di Einstein ma che noi non avevamo mai visto prima. Quest'ombra, causata dalla curvatura gravitazionale e dal fatto che la luce venga trattenuta dall'orizzonte degli eventi, rivela molto sulla natura di questi affascinanti oggetti e ci ha permesso di misurare l'enorme massa del b.n. di M87". Ciò che vediamo in questa immagine sarebbe dunque l'orizzonte degli eventi del buco nero, ossia il punto in cui l'attrazione gravitazionale è talmente forte da richiedere una velocità di fuga superiore a quella della luce, cosa che impedirebbe perfino a quest'ultima di liberarsi. Tutto questo è causato dalla massa del b.n. in questione, pari a 6,5 miliardi di volte quella del Sole.

Via  Event Horizon Telescope

 

  • shares
  • Mail