Ho sempre saputo che non bastano gli occhi per vedere, ed è innegabile che il buio, come spazio pieno di potenzialità e visioni di altre prospettive, ha acquisito un significato decisamente nuovo dopo aver scoperto lo stile fotografico di Evgen Bavčar, tale da destare un notevole interesse nei confronti dei non vedenti che si avvicinano alla fotografia come mezzo espressivo e terapeutico, per esplorare quella gamma della visione che non ha alcun bisogno degli occhi.
Le pennellate di luce con le quali Sonia Soberats, immagina, pianifica e fotografa il mondo da quando un glaucoma l’ha privata della vista e il destino dei suoi figli, fa tesoro della tecnica del light painting, quanto della sua ostinata e sofferta ricerca delle immagini, che genera con ogni fonte di luce nell’otturatore aperto anche per ore, guidata dal ricordo e dalle sensazioni.
Generando un universo fantasmagorico che sfiora forme e definisce emozioni, assaporandone il risultato attraverso gli occhi degli altri, Sonia Soberats condivide le sue esperienze con altri non vedenti attraverso seminari, e oltre ad essere membro del gruppo di fotografi non vedenti Seeing With Photography Collective con sede a New York, sarà anche protagonista del documentario “El Laberinto de lo Posible” del regista venezuelano Wanadi Siso, dedicato all’esistenza di persone che sono riuscite a superare grandi sfide.
Via | The New York Times - Petapixel










4 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
Mari De Leo
come quando vede il cuore...
#1 - Scritto il
Guido Zambrini
Conoscete la tecnica di light painting? A quanto pare questa fotografa (cieca) la conosce molto bene, meditate, fotografisti, meditate...
#2 - Scritto il
Chiara Tomaselli
definirla fantastica è poco!!!
#3 - Scritto il
Massimo Bonomi
........
#4 - Scritto il