Quando ci si trova a scattare una foto in cui la luce varia da zone molto illuminate a zone meno diventa complicato avere uno scatto correttamente esposto.
Per ovviare a questo problema alcuni ricorrono alla tecnica HDR o anche a semplici esposizioni multiple da cui selezionare le aree correttamente esposte. Fino a che la scena è statica non ci sono problemi, ma quando c’è un soggetto in movimento la mole di lavoro di postproduzione aumenta di molto.
Una tecnica per eliminare questi problemi è utilizzare i filtri a densità neutra graduale, in inglese “graduated neutral density filter”, che consentono di limitare la luce solo in una parte dell’inquadratura, come avevamo già visto per i filtri a densità neutra.



L’esempio più classico è il sole basso sull’orizzonte. In questo caso la luce forte viene tagliata consentendo di avere una buona esposizione in tutta l’inquadratura. In pratica abbiamo spostato il lavoro sulle luci da un pc dopo lo scatto ad un filtro prima dello scatto.
In pratica si tratta di semplici filtri in cui solo una zona assorbe la luce, mentre l’altra è completamente trasparente. La linea di separazione fra queste due zone può essere netta (hard) oppure morbida (soft), in base all’uso del filtro. La separazione netta dei filtri hard è da preferirsi quando la distinzione delle aree illuminate è ben definita come al mare, mentre quelli soft vanno usati negli altri casi.
Foto | Wikipedia Chris Gin seanmcgrath
Via | Jmg
filewest
11 nov 2008 - 12:18 - #1é abbastanza ovvio che la prossima generazione di fotocamere digitali pro e semi-pro avrà, via via, dei software sempre più performanti (vedi Nikon D90 o Canon 5D mkII con “HD video capture”) per sopperire proprio ai limiti dell’hardware (e anche perché sarà un bel business per un bel po’ di softwarehouse come adobe & C.).
Quindi aspettiamoci, direttamente integrati nelle macchine, programmi di ottimizzazione e ritocco della luce, colore, contrasto ecc.
Mr_Wolf
11 nov 2008 - 13:43 - #2#1 in realtà una macchina che già risolve questi problemi di elevato contrasto c’è, ed è la Fuji S5 Pro.
Con un ritocco dell’immagine RAW dopo lo scatto (anche se fatto dentro la macchina) non puoi recuperare aree bruciate…. è questo che intendevi?