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Vietato fotografare? La repressione genera disobbedienza
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Vietato fotografare? La repressione genera disobbedienza

Pubblicato da Derfy

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Capita a tutti, prima o poi, di voler fotografare in un luogo dove qualche direttore ha deciso che non si possono scattare foto, di solito per motivi di pseudo sicurezza.

Delle scuse banali che ci vengono propinate ogni volta e che sembrano insultare le capacità logiche di qualsiasi persona non pensi per luoghi comuni abbiamo già parlato, con l’articolo “la fotografia non è un crimine“.

La situazione ha però portato alcuni fotoamatori a realizzare un sito “StrictlyNoPhotography“, con lo scopo di dare la possibilità di organizzare e caricare le foto scattate dove i regolamenti lo vietano, un vero e proprio inno alla disobbedienza.

Tutto ciò di cui non si vuole consentire la visione lo potreste trovare su questo sito. Dai palazzi del potere alle zone di guerra, dai musei ai centri commerciali. Dovunque campeggi un divieto può diventare un ottimo luogo per scovare scatti interessanti ed unici.

Via | Strictlynophotography

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Commenti dei lettori


  • Magilla

    02 dic 2008 - 19:48 - #1
    0 punti

    Secondo me l’unico motivo vero (fatta salva l’esclusione di flash) è il poter vendere al posto cartoline ricordo, e se per un museo è comprensibile per una chiesa (che non dovrebbe essere luogo di lucro) è assurdo.