Lou Reed fotografo e le "Rhymes" della luce

46 anni di avventura che segna l'incontro tra musica e luce, e la poetica delle emozioni in 300 scatti al "Rhymes / Rimes" di Lou Reed.

L'incontro tra musica e fotografia sa scatenare poesia, quello tra la luce e le foto che Lou Reed scatta da 46 anni, anche il grosso volume di "Rhymes / Rimes", che raccoglie gli orizzonti e i giorni perfetti di una leggenda rock, laureata alla Factory di Warhol, con una macchina fotografia sempre a portata di mano.

Orizzonti persi tra i castelli di nuvole e i tetti della città, tra una New York scaldata dall'ocra e il suo cane Lolabelle illuminato dall'affetto, in 300 foto che non hanno bisogno di titoli, date o didascalie, come non ne ha bisogno la musica che ognuno può interpretare liberamente, e la 'poetica delle emozioni' di Rhymes, a partire dal titolo, che per il fotografo musicista nasce dalla luce.

È tutto una questione di luci, mi piace guardare attraverso l'obiettivo, concentrarmi su cosa cattura la mia attenzione e ritagliare il tutto nell'inquadratura. D'abitudine ciò che vedo da questa prospettiva è più bello della realtà.

Un questione di luce e dalle risorse che concede la fotografia. Anche Dio dovrebbe avere una macchina fotografica, "God should have a Leica", scherza Lou Reed, dedicando un piccolo omaggio alle macchine fotografiche classiche senza dimenticare le potenzialità di quelle digitali.


Trecento visioni del suo mondo, raccolte nel libro edito dalla francese Photosynthèse, già presentato alla Frank Landau Gallery di Francoforte con una selezione di fotografie (nelle foto), a Parigi qualche ora fa, dopo aver fatto un salto in Svizzera, per arrivare alla Cineteca di Madrid venerdì e al Teatro Espa?ol per un reading Sabato 17, in un tour promozionale itinerante che potrebbe arrivare anche dalle vostre parti, basta tenere d'occhio la programmazione aggiornata sul sito di Lou Reed.

Foto | © Getty Images

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