Nadege Meriau fotografa connessioni commestibili

Post Ocular, 2011, Nadege Meriau

Al centro della mollica come al centro della terra, nelle viscere di una zucca che evoca apparati digerenti, o al cospetto della fermentazione lattica, non meno ostile ed estrema di certi elementi, l'obiettivo di Nadege Meriau è interessato a sondare le connessioni tra paesaggi commestibili e architetture digeribili, tra gli elementi metaforici degli alimenti, e quelli dell'istinto viscerale di nidificazione, avvertito per l'ambiente uterino quanto per quello domestico, sociale o naturale.

Paesaggi esplorati da Nadege Meriau con inquadrature mirate e un attento uso delle luci, da assaporare insieme alle metafore, ispirati dalla ricerca del surreale di Salvador Dalì, o del viscerale di Jules Verne, Stanley Kubrick, o Werner Herzog, quanto dalla formazione delle muffe di matrice darviniana, il processo di panificazione o la coltivazione di patate.

Au centre de la Terre II, 2011, Nadege Meriau
Lactica, 2011, Nadege Meriau
Cocoon, 2012, Nadege Meriau
Adrift, 2012, Nadege Meriau

Esplorazioni che sondano il legame tra una patata e il nostro senso di appartenenza, partendo dal presupposto che mangiando il tubero, ci alimentiamo anche della terra e del cielo che la nutrono e vengono nutriti dal rizoma, attraverso la costellazione di radici e germogli, in un circolo armonioso di connessioni che arrivano a noi.

Una ricerca artistica che la fotografa di origini tunisine rappresentata dall'agenzia Wyatt Clarke and Jones, porta avanti insieme a progetti commerciali, con lo stesso entusiasmo e la consapevolezza dei vantaggi di entrambe

“I see my art and commercial practices as separate yet entwined: One is research based and the driving force behind everything I do, the other is more indexical and about working collaboratively on a brief. I enjoy both and I see them as feeding of one another as if part of an ecosystem”.

Il cibo è vasto territorio che la Meriau ha appena iniziato ad esplorare, ma se nel suo futuro ci sono funghi e api, nel presente c'è anche qualche mostra di queste connessioni commestibili, con la collettiva SNOW alla Ilan Engel Gallery di Parigi, fino al 20 gennaio 2013. Con i contributi di WINTER OPEN alla Florence Trust di Islington, il 2 e 3 febbraio 2013.

Via | Facebook - Wired

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