La disinformazione nel mondo della fotografia

Reflex full frame, tre modelli top a confronto

Scrivere articoli di fotografia non è così facile come potrebbe sembrare. Serve conoscere la tecnica fotografica. Serve conoscere la nomenclatura dei prodotti specifici. Serve ovviamente sapersi esprimere in maniera chiara. Ma in realtà sono in tanti, forse in troppi, ad improvvisarsi esperti dell'argomento ed a pubblicare articoli a volte discutibili.

Succede quindi spesso di imbattersi in articoli con errori più o meno evidenti, che non fanno altro che alimentare la disinformazione dilagante in questo settore. Disinformazione che può anche provenire da fonti autorevoli come Il Sole 24 Ore, che pubblica nella rubrica Nova24 Tech l'articolo "Reflex full frame, tre modelli top a confronto", dove compare più di una svista.

Reflex full frame, tre modelli top a confronto
Reflex full frame, tre modelli top a confronto

In questo articolo di Luca Figini si parla di tre reflex full frame, la Nikon D600, la Sony Alpha SLT-A99 e la Canon EOS 6D, definite rispettivamente "classica", "elegante" e "creativa". Sorvolando sull'appropriatezza di queste definizioni, leggendo il testo si trovano le vere inesattezze.

Troviamo ad esempio questa frase:

L'area occupata è suppergiù di 24 x 36 mm [...] con una profondità di campo decisamente superiore alle reflex entry level o alle compatte.

La profondità di campo è un argomento complesso, legato a tanti fattori ed anche a tante idee sbagliate, ma se vogliamo proprio semplificare a parità di focale/diaframma/distanza sul pieno formato la profondità di campo è sicuramente minore rispetto ad una compatta.

Se poi andiamo ad aprire il PDF "Scatti quasi professionali", allegato all'articolo, troviamo quest'altra frase riferita alla Sony Alpha SLT-A99:

La tecnologia Traslucent Mirror per massimizzare la luce che arriva al sensore.

In realtà lo specchio translucido delle ultime Sony SLT fa arrivare meno luce sul sensore, in quanto un 30% circa viene riflesso.

Però il vero problema non sono tanto gli errori, quanto il fatto che siano rimasti lì. Ho infatti scritto due settimane fa alla redazione segnalando il tutto, ma non ho avuto alcuna risposta né ho riscontrato alcuna correzione. Proprio il tempo ha un effetto particolare sulle notizie errate: le fa sembrare corrette. Così dilaga la disinformazione.

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