Farmer al Super Bowl 2013, la fotografia e Chrysler per gli agricoltori d'America

Una mucca solitaria su un campo innevato, una chiesa sghemba sotto un cielo da presagio, campi arati, fattori al lavoro, volti di uomini e donne di buona volontà, temprati dagli elementi, resistenti e orgogliosi come la terra d'America che coltivano e i pick-up che guidano, protagonisti della slide fotografica di "Farmer", tra gli spot più acclamati del Super Bowl 2003.

2 minuti di inno agli agricoltori d'America, i custodi creati dal signore per il suo paradiso, realizzati dal Gruppo Richards per i camioncini della Ram Truck di Chrysler Group LLC, con il contributo di ben 10 fotografi, dall'esperienza maturata nel Midwest americano da William Albert Allard, alla vita da cowboy di Kurt Markus. Una slide di fotografie in bianco e nero e colori, accompagnate dal discorso radiofonico del conservatore Paul Harvey, per la National Future Farmers of America Convention del 1978, quel "God made a farmer" già utilizzato dalla Farms.com.

Più che un plagio, come ha azzardato qualcuno, si tratta in realtà di una collaborazione, con la quale la Ram Trucks si impegna a sostenere gli agricoltori del Future Farmers of America con una donazione per ogni visualizzazione o condivisione social del video, mettendo a frutto la visibilità del Super Bowl.

Più di un video commerciale per autocarri, come campagna a sostegno delle famiglie degli agricoltori e al tessuto della nazione, Farmer si è guadagnato una calorosa accoglienza dai tifosi di calcio, dai professionisti dell'universo pubblicitario, dai consumatori intervistati da The Wall Street Journal e dagli utenti in rete, confermando uno stile e un viaggio americano che Chrysler ha già intrapreso nello spot a Detroit con Eminem del 2011, e in quello con uno strepitoso Clint Eastwood del 2012.

And on the eighth day, God looked down on his planned paradise and said, "I need a caretaker." So God made a farmer.

God said, "I need somebody willing to get up before dawn, milk cows, work all day in the field, milk cows again, eat supper, then go to town and stay past midnight at a meeting of the school board." So God made a farmer.

God said, "I need somebody willing to sit up all night with a newborn colt and watch it die, then dry his eyes and say,'Maybe next year,' I need somebody who can shape an ax handle from an ash tree, shoe a horse with hunk of car tire, who can make a harness out hay wire, feed sacks and shoe scraps. Who, during planting time and harvest season will finish his 40-hour week by Tuesday noon and then, paining from tractor back, put in another 72 hours." So God made the farmer.

God said, "I need somebody strong enough to clear trees and heave bales, yet gentle enough to yean lambs and wean pigs and tend the pink-comb pullets, who will stop his mower for an hour to splint the leg of a meadowlark."

It had to be somebody who'd plow deep and straight and not cut corners. Somebody to seed, weed, feed, breed, and brake, and disk, and plow, and plant, and tie the fleece and strain the milk. Somebody who'd bale a family together with the soft, strong bonds of sharing, who would laugh, and then sigh and then reply with smiling eyes when his son says that he wants to spend his life doing what Dad does. "So God made a farmer."

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