Canon EOS M, la recensione dell'ultima mirrorless disponibile sul mercato

Canon EOS M, la recensione

Beati gli ultimi che saranno i primi. Perché gli ultimi faranno tesoro degli errori dei primi. Tralasciando i riferimenti biblici, è comunque proprio per questa ragione per cui ci si aspettava tanto dalla Canon EOS M. Il suo annuncio arriva infatti dopo ben tre anni da quello della prima mirrorless, ovvero la Olympus E-P1.

Ma soprattutto arriva dopo tutti gli altri marchi che hanno almeno un modello a catalogo nel settore delle mirrorless: Panasonic, Sony, Samsung, Pentax, Nikon. La concorrenza ha quindi già giocato le sue carte, verificando con i dati delle vendite cosa piace e cosa non piace di questo tipologia di fotocamere. La Canon EOS M dovrebbe essere quindi idealmente perfetta.

Grazie alla collaborazione con Canon Italia ho avuto la possibilità di provare a lungo questa fotocamera: dopo il salto potete leggere in dettaglio le mie impressioni.

Canon EOS M, la recensione
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Canon EOS M, la recensione
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DESIGN ED ERGONOMIA

La Canon EOS M è davvero piccola. E ci mancherebbe, dato che compattezza e leggerezza sono le regole base da rispettare per rientrare nella definizione di mirrorless. Ma per avere misure così ridotte sono stato adottati due tagli evidenti: manca il flash incorporato e manca un mirino. Per il primo poco male, dato che viene fornito di serie il Canon Speedlite 90 EX. Rimane comunque un ulteriore ingombro da portarsi dietro e da ricordarsi di lasciare con due ministilo cariche dentro. Inoltre non permette alcun movimento della testa né fornisce ulteriori controlli se non il tasto di accensione. Per il mirino invece non esiste neppure opzionale. Altri tagli li troviamo poi sul settore tasti e ghiere, che sono ridotti ai minimi storici. Questa mancanza viene compensata dal generoso monitor da 3" e 1.040.000 pixels di tipo tattile. Quindi la maggior parte delle impostazioni vanno fatte in punta di dita. Però le dimensioni ridotte del corpo creano proprio problemi con l'interfaccia tattile: essendo molto sensibile è facile spostare inavvertitamente qualche impostazione. Per chi ha mani grandi come le mie non è raro neppure attivare l'autoscatto semplicemente facendo presa con il pollice sul retro della fotocamera. Mi ha poi lasciato perplesso l'utilità della ghiera coassiale al tasto di scatto: permette di scegliere tra "Scena Smart Auto", un automatismo completo, "Foto", dove è possibile poi passare tramite menù alle classiche M-Tv-Av-P ed infine "Filmati". Se non siamo su "Filmati" il tasto a portata di pollice per registrare i video non funziona. Quindi la sopracitata ghiera serve davvero a poco: sarebbe stato meglio avere al suo posto una ghiera classica per la selezione di tempi e diaframmi, oppure una completa ghiera delle modalità. Infine un dettaglio che mi ha colpito positivamente: l'attacco della tracolla non è costituito dai classici occhielli, bensì da un perno su cui può ruotare liberamente una specie di moschettone. Questo riduce di molto le torsioni della tracolla ed i relativi attorcigliamenti, nonché semplifica di netto le operazioni di attacco e rimozione della tracolla stessa. Non l'avevo mai visto prima e spero che si diffonda presto anche su altri modelli.

Canon EOS M, la recensione
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IMPRESSIONI D'USO

La Canon EOS M è lenta nella messa a fuoco. Non quanto una classica compatta, ma il confronto con una qualsiasi reflex è impietoso. A parte questo siamo di fronte ad una macchina che fa egregiamente il proprio lavoro, sia dal punto di vista esposimetrico che di bilanciamento del bianco. Solo l'Auto ISO non è configurabile, ma è programmato in modo intelligente: con focali corte manterrà tempi relativamente lunghi (1/30s), mentre con focali lunghe cercherà di impostare tempi abbastanza brevi (1/100s). Ho avuto però problemi scattando con i flash in sala posa. Infatti appena si preme a metà il tasto di scatto il monitor crea una simulazione dell'esposizione, quindi se ho impostato 1/160s f/5.6 100 ISO con le sole luci pilota accese il risultato sarà uno schermo bello nero. Stesso problema che avevo già evidenziato durante la prova della Canon PowerShot G1 X. Funziona invece molto bene lo stabilizzatore dello zoom EF-M 18-55mm 1:3.5-5.6 IS USM fornito per la prova, utile sia in fase di ripresa che in fase di scatto. Ottimo anche il funzionamento dell'adattatore Canon EF-EOS M, che ho usato con il classico Canon EF 50mm 1:1.8 II. Unico problema di questa accoppiata è l'elevata rumorosità di messa a fuoco, amplificata dal fatto che la Canon EOS M cerca di mettere a fuoco in continuazione, anche quando non teniamo il dito sul tasto di scatto.

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QUALITÀ IMMAGINE

I JPG prodotti dalla Canon EOS M sono davvero ottimi. Risulta evidente che il sensore immagine è lo stesso della sorella maggiore Canon EOS 650D. Il RAW non restituisce un dettaglio significativamente maggiore, quindi possiamo usare il JPG, ovviamente alla massima qualità, anche per andare in stampa. L'elettronica lavora poi molto bene sul fronte del contenimento del rumore: fino a 1600 ISO le immagini sono pulite e ricche di dettaglio. Oltre si inizia a vedere il rumore e si nota la perdita dei dettagli più fini. In ogni caso anche a 12.800 ISO si ottiene un'immagine utilizzabile, magari solo per il web o per stampe di piccole dimensioni.

Canon EOS M, la recensione
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COSA CHIEDEREI DI PIÙ

Se siete arrivati a leggere fin qui vi immaginerete cosa avrei da chiedere alla Canon. Infatti la Canon EOS M è l'ultima arrivata sul mercato delle mirrorless, ma ha delle scelte progettuali che sono già state evidenziate come poco desiderabili dai potenziali acquirenti. Quindi la Canon per me dovrebbe aggiungere un mirino, va bene anche opzionale, un flash integrato, anche piccolo, nonché rendere l'autofocus più performante. Un migliore studio infine dell'ergonomia, tipo aggiungendo un tasto fisico per spegnere il touchscreen, sarebbe fantastico.

Canon EOS M, la recensione
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CONCLUSIONI

La Canon EOS M è una gran bella macchina. No, non sto contraddicendo quanto detto finora. La sfortuna di questa mirrorless è proprio quella di essere arrivata per ultima. Naturale quindi metterla a confronto con le decine di modelli che l'hanno ormai preceduta. Però i suoi files sono ottimi e per chi ha un corredo Canon è davvero un'ottima alternativa leggera. Inoltre ci sono tante persone che odiano il mirino, lasciano sempre il flash a casa ed hanno magari pure le mani piccole: gli acquirenti ideale della Canon EOS M.

Per concludere ecco riassunto cosa mi è davvero piaciuto e cosa non:

Piace:

- qualità immagine
- resa ad alti ISO
- aggancio tracolla innovativo

Non piace:

- nessun mirino, neppure opzionale
- nessun flash integrato, fornito però di serie uno esterno
- ergonomia da migliorare
- autofocus lento
- simulazione di esposizione problematica in sala posa

Voglio ringraziare infine la modella Chiara Bartoli per aver posato negli scatti di prova, nonché il mio amico Sandro Mercuri per avermi prestato il cinquantino Canon.

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