Fujifilm X-E1, la recensione della mirrorless ad ottiche intercambiabili dal fascino vintage

Ho recensito per voi la Fujifilm X-E1, mettendola alla prova sia in esterni che in sala posa, nonché testandola alle varie sensibilità

Fujifilm X-E1, la recensione

La Fujifilm ha sempre prodotto ottimi sensori ed ottime ottiche. Però la sua storia nel settore delle fotocamere ad ottiche intercambiabili è sempre stato legato alla Nikon, che gli forniva i corpi dove inserire i sensori Fujifilm, costringendo però di conseguenza ad utilizzare ottiche con baionetta Nikon F-Mount. Dopo però la Fujifilm FinePix S5 Pro del 2006 c'è stato il divorzio tra i due produttori giapponesi.

Sono poi trascorsi ben 4 anni prima di vedere un nuovo corpo con dentro un sensore Fujifilm APS-C, ovvero nel 2010 con il lancio della ben nota Fujifilm X100. Ma solo nel 2012 è arrivata finalmente una fotocamera ad ottiche intercambiabili, la Fujifilm X-Pro1, seguita pochi mesi dopo dalla sorella minore Fujifilm X-E1.

Sorella minore per modo di dire, dato che la Fujifilm X-E1 pur rinunciando al mirino ibrido offre maggiore compattezza e leggerezza, nonché un utile flash integrato. Grazie alla collaborazione con Fujifilm Italia ho avuto la possibilità di provare a lungo questa fotocamera e potete quindi leggere in dettaglio le mie impressioni.

Fujifilm X-E1, la recensione
Fujifilm X-E1, la recensione
Fujifilm X-E1, la recensione
Fujifilm X-E1, la recensione

DESIGN ED ERGONOMIA

La Fujifilm X-E1 è bella, non c'è dubbio. Specialmente nella finitura nero ed argento dell'esemplare in prova. Il fascino vintage è evidente, ma al di là del fattore estetico le scelte progettuali sperimentate con la Fujifilm X100 sono state giustamente mantenute. Risultano quindi sempre comodissime le ghiere per i tempi e per la compensazione, così come la ghiera dei diaframmi con fermi ad ogni terzo di stop, presente nelle due ottiche fornitemi per la prova, ovvero il Fujifilm XF 18mm F2 R ed il Fujifilm XF 35mm F1.4 R. Facile cambiare la modalità di messa a fuoco con la levetta dedicata, così come è facile cambiare il punto di messa a fuoco e la modalità di lettura dell'esposimetro con i tasti appositi. Per tutte le altre impostazioni abbiamo il tasto "Q" che permette di variare facilmente e rapidamente ogni singolo parametro. Ottimo il mirino elettronico, che a mio avviso è comunque preferibile al mirino ibrido. Infatti la modalità ibrida non dà certezze sulla correttezza della messa a fuoco, a differenza per l'appunto del mirino elettronico. Peccato solo che non siano stati inseriti nel firmware le modalità di messa a fuoco manuale con focus peaking e split-image, presentati con le nuove Fujifilm X100s e X20. Ma c'è sempre la possibilità che venga aggiunto con i futuri aggiornamenti. Piccolo ma funzionale il flash a scomparsa, che grazie allo snodo può essere tenuto con un dito della mano sinistra puntato verso l'alto: si ottiene così un'illuminazione più diffusa, ovviamente a patto di avere un soffitto non troppo alto e possibilmente bianco.

Fujifilm X-E1, la recensione
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Fujifilm X-E1, la recensione
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IMPRESSIONI D'USO

Usare la Fujifilm X-E1 è un vero piacere. Le tre ghiere dei tempi, diaframmi e compensazione rendono l'uso tremendamente veloce ed efficace. L'autofocus non è fulmineo come quello di una reflex tradizionale, ma si riesce comunque a gestire situazioni come la fotografia di bambini. Ottimo il bilanciamento del bianco, così come il lavoro dell'esposimetro. Unico aspetto negativo è la gestione dell'Auto ISO: non è possibile infatti scegliere la velocità di otturatore minima, a differenza della sua "cugina" Fujifilm X100. Il tempo di scatto viene quindi impostato sempre su 1/30s, con quindi estrema facilità di imbattersi in soggetti mossi, così come con "effetto bordo" quando si usa il flash. Spero che anche in questo caso venga in soccorso un futuro aggiornamento di firmware. Un aspetto invece che mi è dispiaciuto è il suono dell'otturatore. Viziato infatti dal sussurro dell'otturatore centrale della Fujifilm X100 sono rimasto un po' spiazzato dal suono non metallico, ma comunque ben udibile delle tendine della Fujifilm X-E1. Infine ho avuto qualche problema con la batteria. Non tanto per l'autonomia, davvero ottima, ma piuttosto per l'indicatore, che passa da pieno a 2/3 quando è rimasta energia sufficiente per appena una cinquantina di scatti. Come per gli altri modelli della casa è vivamente consigliato avere sempre con sé una batteria di scorta.

Fujifilm X-E1, la recensione
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QUALITÀ IMMAGINE

I JPG sfornati dalla Fujifilm X-E1 sono ottimi già con le impostazioni standard. Volendo si possono attivare anche delle simulazioni di resa di pellicole ben note in casa Fujifilm, come le diapositive Sensia e Velvia. Personalmente ho però trovato le immagini un po' troppo tendenti al rosso, fatto che si nota soprattutto nel confronto tra JPG e RAW. Quest'ultimo inoltre restituisce a pieno il dettaglio e la gamma dinamica del sensore Fujifilm, quindi a mio avviso è un formato da preferire o almeno da affiancare sempre al JPG. La sensibilità ISO si spinge dai 200 ai 25.600 ISO senza particolari problemi. Anche alla massima sensibilità i dettagli più importanti restano sempre riconoscibili, mentre per quelli più fini è più prudente restare entro i comunque notevoli 6400 ISO.

Fujifilm X-E1, la recensione
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COSA CHIEDEREI DI PIÙ

In pratica l'ho già detto. La Fujifilm X-E1 sarebbe perfetta con un Auto ISO configurabile e con l'aggiunta delle ultime modalità di messa a fuoco manuale presentate proprio dalla Fujifilm. Le servirebbe poi un indicatore della batteria con la percentuale di carica residua. Mi piacerebbe anche avere in futuro delle ottiche con otturatore centrale incorporato, in modo da eliminare il fastidioso rumore delle tendine dell'otturatore sul piano focale.

Fujifilm X-E1, la recensione
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CONCLUSIONI

Devo ammetterlo, io sono innamorato della mia Fujifilm X100. Quindi ho subito apprezzato la Fujifilm X-E1, essendo in pratica la "cugina" ad ottiche intercambiabili. Ma è innegabile che questo nuovo sistema è partito davvero bene: ottimi sensori ed ottime ottiche. Diventa quindi la fotocamera ideale per chi cerca un secondo corpo leggero da abbinare al pesante ed ingombrante corredo reflex, ma è anche una fotocamera perfetta per iniziare e per proseguire senza alcuna particolare rinuncia.

Per concludere ecco riassunto cosa mi è davvero piaciuto e cosa non:

Piace:

- estetica vintage
- ergonomia
- flash integrato facilmente direzionabile verso l'alto
- qualità immagine

Non piace:

- mancanza delle ultime modalità di messa a fuoco manuale focus peaking e split-image
- velocità otturatore Auto ISO non configurabile
- rumore tendine otturatore sul piano focale
- indicatore batteria residue ingannevole

Voglio ringraziare infine la modella Valentina Fraticelli per aver posato negli scatti di prova.

Fujifilm X-E1, la recensione

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