Indian Stills di Carlo Bevilacqua

Viaggio nella dimensione sospesa delle Indian Stills di Carlo Bevilacqua

In occasione del FotoGrafia, Festival Internazionale di Roma 2009 e delle sue declinazioni della gioia, il Punto Touring Club di Roma di Viale Giulio Cesare 100, fino al 2 Agosto ospita il reportage Indian Stills di Carlo Bevilacqua, già presentato alla Biennale di Fotografia di Brescia dello scorso anno e premiato con l’HF Distribuzione al SI Fest 2008, in mostra anche al Boutographies Rencontres Photographiques de Montpellier, dal 6 al 21 Giugno 2009.

La mostra consente di ammirare da vicino questo reportage fuori dal tempo, ma dentro una tradizione che sfugge a condizionamenti temporali e stereotipi innescati dalla società del consumo.

La gioia dei volti e delle atmosfere di Indian Stills sembra più vicina al nostro concetto di serenità. È la gioia di un paese povero di risorse ma ricco di tradizione, vita spirituale e forza interiore, la serenità che emerge da tratti, segni ed espressioni di chi sembra capace di fare tesoro di molto meno, rispetto a quello che crediamo necessario.

I fotogrammi indiani, impressi da Bevilacqua su pellicola polaroid in bianco e nero con recupero del negativo, usando una fotocamera di grande formato (9x12 cm), mostrano un mondo fatto di silenzi preziosi e solennità quotidiane, di sguardi consapevoli e gesti necessari, un mondo che la dimensione fotografica del bianco e nero ha restituito a quella che sembra essere la sua reale ‘dimensione’, figlia della storia più che della cronaca, dell’essenza più che dell’apparenza.

Aggiornamento alla segnalazione del 6 giugno 2009

Dopo numerose esposizioni in Italia e all'estero, la pellicola Polaroid T 55 BN ormai fuori produzione delle Indian Stills, scattate da Carlo Bevilacqua durante un viaggio in India nel 1996, tornano nelle 74 pagine di un volume rilegato a mano, proposto in edizione limitata di 100 copie, numerate e firmate, accompagnato da una stampa fotografica.

La presentazione con book signing del volume è in programma martedì 13 dicembre 2016, in occasione dell’esposizione FAB INDIA al Glenda Cinquegrana Art Consulting, con alcune foto del progetto incluse nel libro, esposte insieme a degli inediti di Toni Meneguzzo.

Trenta immagini per l’india di Mauro Corradini

Mauro Corradini è docente di storia dell’arte presso la “Laba” (Accademia di Belle Arti di Brescia) e critico d’arte.
(Testo dal catalogo della Biennale di Fotografia di Brescia )

Indian Stills richiama l’incanto di un mondo fatto di silenzi, di imperturbabile solennità, di una forza interiore che travalica i tempi e giunge fino a noi dalle profondità della storia, ma senza quelle forme, fastose e magiche, degli antichi luoghi di una civiltà millenaria come quella dei Marahja Indiani e che pochi segni esteriori possono tentare di svelare.
I personaggi di queste fotografie, ci incantano sfuggendo ad ogni condizionamento temporale, ad ogni cronologia. Ci osservano dalla lontananza di una civiltà che ha dato loro i tratti, i segni, il portamento di una cultura che ci sfugge, ancorata come è ai ritmi interiori dell’animo.
Le pose sono riconducibili a poche scelte: figure in piedi, riprese in ambienti quotidiani, spesso in cortili interni, contro muri di mattoni senza intonaco, oppure ritratti, volti ravvicinati, che con fierezza e serietà si propongono per illustrare una storia. Posano per noi, senza quel folklore, che troppo spesso trasforma tanti ritratti in cartoline turistiche, per fare entrare il lettore in una civiltà, antica almeno quanto la nostra, facendo emergere il senso antico di una cultura che sfugge ai dogmi della cosiddetta modernità attraverso i silenzi di un’immobilità e di una staticità che le pose
propongono. I volti, le pose, la pacatezza degli atteggiamenti dei soggetti ci introducono in una dimensione che scruta i secoli svelando la quieta grandezza di una dimensione di vita. Calmi e sereni questi volti, anche quelli dei bambini, pur nella normale irrequietezza dell’età, sembrano rinviare un senso di superiore armonia.
Solo in alcuni casi, di fronte al Deserto di Jaisalmer, per esempio, o nella Città d’Oro
(Jaisalmer,The Golden City), che appare in lontananza come un miracolo della natura più che una costruzione degli uomini, di fronte alla mucca sacra che si muove liberamente nella quotidianità della vita o di fronte al Palazzo dei Venti (l’Hawa Mahal di Jaipur,) il paesaggio indiano entra in noi, viene attraverso il rigore del bianco e nero. Queste immagini appaiono come il segno di un fuori-di-noi, che tocca il nostro sentimento attraverso l’emozione di un incanto di fronte alla sua visione nelle mille sfumature che solo il bianco e nero possiede.
Articolando lo spazio, lo sguardo indaga il silenzio pensoso di una Donna di Jaisalmer, la figura venerabile di un Mahatma; scandisce la profondità e la tensione emotiva di un Sâdhu o la fierezza incantata di un Rajput anche se nano. (Dwarf Rajput).
Sono le figure quotidiane, le Bambine che si accalcano contro il muro, non sai se per difendersi nell’unione o per entrare nel rettangolo magico che fisserà i loro visi, è l’anziano rinvigorito con la sua bicicletta (Cycle Vala), o l’intoccabile (Dalit Woman) che tiene in ordine un piccolo ma sacro cortile, a trascrivere il senso di una quotidianità che sembra sfuggire ad ogni cronaca, per trasportarci di colpo nella storia.
In questo senso, la fotografia tanto rappresenta un qui e ora lontano dal nostro sguardo, quanto sintetizza un’idea, una forma, che riesce attraverso il rigore, il ritmo pacato, la simmetria e la misura di una classicità ritrovata, a farci assaporare un luogo, accostarci ai personaggi di una storia che quanto più avviciniamo, tanto più sembra allontanarsi nella profondità di un desiderio e nell’incanto di un’emozione.

Per l'occasione la presentazione/esposizione sarà accompagnata da una sorta di mini workshop sulla street portraiture, con illustrazione del processo di ripresa delle foto del progetto, dall’approccio alla complicità con il soggetto, grazie anche alla ripresa con una fotocamera di grande formato, fino alle successive fasi di stabilizzazione del negativo e alla digitalizzazione.

Indian Still
di Carlo Bevilacqua
Limited Edition Photo Book
Presentazione e book signing

Martedì 13 dicembre 2016, ore 19:00 
FAB INDIA
Glenda Cinquegrana Art Consulting
Via Sant'Antonio Maria Zaccaria, 4
Milano

Foto | Indian Stills © Carlo Bevilacqua, Courtesy autore

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