Nonostante le origini africane del nome Quilombo in Brasile è diventato il termine che designa le diverse comunità di discendenti degli schiavi africani fuggiti dalle piantagioni, anche se, quello che un tempo era il simbolo della resistenza nella lotta per abolire la schiavitù in Brasile, oggi fa riferimento a Quilombolas molto distanti l’uno dall’altro, che si battono prevalentemente per la conservazione della cultura e la regolarizzazione delle loro terre, oltre che per la sopravvivenza.
Grazie ad un’articolata ricerca sul campo, condotta dal geografo e ricercatore dell’Università degli Studi di Brasília (UNB) Raffaello Sanzio Araújo dos Anjos e dal documentarista e fotografo André Cypriano, con Quilombolas. Traditions and Resistance Culture oggi Quilombolas è anche un libro di riferimento, e un’esposizione itinerante di fotografie in bianco e nero capaci di restituire la complessità di una comunità estremamente eterogenea.
Una mostra itinerante che dopo aver girato l’America Latina, ospitata fino al 19 agosto alla El Ojo Ajeno gallery, Centro de la Imagen di Lima, nel 2010 sarà negli Stati Uniti e in Canada. Se a questo aggiungete la documentazione di Rocinha, una delle più grandi “favela” dell’America Latina o del tristemente noto penitenziario di Rio de Janeiro, lo sguardo di André Cypriano sul Brasile assume una notevole rilevanza, impossibile da ignorare, preziosa da esplorare dal punto di vista sociale, culturale, umano e ovviamente fotografico.
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